Vestivamo alla marinara

Vestivamo alla marinara, per davvero, poi a noi è sembrato strano che non sia più stato così.
Vestivamo alla marinara, due fratelli ed una sorella, non sapremmo proprio dire in quale istante poi siamo diventati grandi, perché sei bambino e poi all’improvviso ti ritrovi adulto e non lo sai nemmeno tu come sia accaduto, semplicemente succede.

Essere bambini non è sempre stato semplice per noi, noi non eravamo viziati e dovevamo sempre obbedire ai nostri genitori.

In piedi sulla sedia, sembra una piccola trasgressione ma se lo dice il fotografo allora si può fare, poi c’è tutto quel tempo da aspettare per la fotografia, è una cosa lunga e i bambini, si sa, sono irrequieti.

Vestivamo alla marinara e abbiamo vissuto momenti speciali, noi tre.
Sandro, Carlo e Luciana, sempre insieme.
Sempre uniti, come deve essere tra fratelli.

Noi non avevamo mica tante pretese, no.
C’era semplicemente una vita da vivere e già quello a volte era abbastanza complicato ma c’era tutto un mondo che non avevamo mai visto, posti che qualcuno ci ha raccontato.
Quelli che facevano viaggi e poi tornavano a casa magari ti parlavano di altre città, di paesi lontani e non bastano neanche le parole per descriverli mondi così.
Noi però avevamo la forza dell’immaginazione e la fantasia, avevamo quei mondi mai visti negli occhi.

Vestivamo alla marinara anche nei momenti più importanti.
E provavamo a volte una certa emozione che non sapremmo spiegarvi, quindi ci veniva anche un po’ da sorridere in quei momenti lì.
Poi c’era sempre quello che ti raccontava il mondo che tu non avevi mai visto ma sapevi che un giorno magari avresti fatto anche tu quello stesso viaggio e così avresti avuto una storia bellissima da raccontare.
Noi però le avevamo già negli occhi quelle storie, per tutti noi era così.

Stai serio, non distrarti, stai diritto.
E a volte uno poteva dire di avercela fatta, proprio come voleva la mamma!

Noi che abbiamo anche vissuto anni faticosi, quando eravamo piccoli mica potevamo saperlo.
Il futuro è sempre un mistero da scoprire e non sai mai cosa ti attende.

E poi, a volte, hai un fratello più grande.
E cresce con te, camminate insieme e diventate grandi insieme.
E per noi è stato così, sempre.

Vestivamo alla marinara e avevamo dei sogni, alcuni non li abbiamo neanche mai raccontati a nessuno, li abbiamo tenuti per noi, racchiusi nel nostro cuore.
E quando eravamo bambini credevamo che si sarebbero tutti avverati, in certi casi è capitato, a volte invece no.
E di noi ricordiamo perfettamente quegli istanti, quei momenti ricchi di sensazioni talmente intense che noi restavamo lì, con gli occhi spalancati sul mondo e ci batteva tanto forte il cuore che ci veniva proprio da trattenere il fiato.

26 pensieri su “Vestivamo alla marinara

  1. Accipicchia che collezione! Qui ti sei superata! In effetti è strana questa moda dei baby marinaretti e in fondo non mi dispiace che sia passata; noi bimbi nati negli anni Sessanta abbiamo già dovuto fare i conti con i colletti lunghi a punta, le righe orizzontali delle maglie attillate, i pantaloni a zampa e le spalline extralarge…
    Ora che ci penso forse saremmo cascati meglio con i vestiti alla marinara 😉
    Bacioni!

  2. Ma che bella sfilata di marinaretti!mi da sempre un’emozione incredibile vedere i nostri”nonni”da piccoli e pensare che epoca tumultuosa hanno vissuto:veramente da “carri nei campi agli aerei nel cielo”e anche di più…
    Quanto alla moda é vero:il vestito alla marinara é particolare.Anche io ne ho posseduto uno e quando si sposò mia sorella ne trovai uno da Prenatal per mia figlia di tre anni che doveva fare la paggetta.Era deliziosa vestita da”Paperino” anche se,vista la vivacità,più che a un disciplinatissimo marinaio,Irene faceva pensare a Gian burrasca!

  3. Che bella descrizione di emozioni,fantasie e stati d’animo di allora!!!!!.E’ come avere una” culla di ricordi” e sensazioni che ci accompagnano per tutta la vita e dove uno si rifugia anche da adulto con i pensieri.Ed e’ come un riparo,un abbraccio ogni volta. Come un ritorno a casa…………

  4. Io adoravo quei vestiti quando ero piccola e mi sarebbero piaciuti. Se lo avessi confessato a mia madre, penso che sarebbe inorridita!! Comunque ormai era tardi per quello stile. Della mia infanzia ricordo con fastidio solo le calzamaglie: le odiavo!
    Bacioni 🙂

  5. la cosa che ho sempre notato nei ritratti di un tempo è la mancanza di sorrisi, oggi ogni ritratto è caratterizzato da sorrisi o pose ricercate, un tempo sembravano tutte foto tristi, pur nella loro intensa rappresentazione. Ho letto su una rivista che questo accadeva per via del fatto che i fotografi di un tempo avevano tempi di posa lunghissimi ed era difficile per le persone far mantenere un sorriso così a lungo.

    Buona giornata (:-))

  6. Dear Miss Fletcher, guardando le sue foto di questi bambini vestiti alla marinaretta, ho dovuto pensare a qualche foto del mio babbo da bambino, (anche lui vestito alla marinara) e della sua mamma. Sono foto scattate nel 1904 circa.
    Sembra un bambino non fuori dal comune e la mamma non si aspettava certo che 63 anni dopo Jan sarebbe diventato un Premio Nobel, né che il suo fratellino Nikolaas (nato nel 1907) avrebbe anche ricevuto questo premio. Purtroppo lei non lo ha mai saputo e neppure suo marito.
    Può trovare su http://www.wikipedia.it i dettagli, sul nome: Jan Tinbergen

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