27 Novembre 1887: Santa Teresa del Bambino Gesù a Genova

La memoria dei luoghi si affida anche alla nostra capacità di riconoscere e ritrovare i fatti accaduti  sui quali il tempo posa il suo velo inesorabile.
Torniamo al passato, alla seconda metà dell’Ottocento, seguiamo così i passi di una giovane fanciulla devota di nome Marie-Françoise Thérèse Martin, lei è originaria di Alençon dove è nata il 2 Gennaio 1873.
La storia della sua scelta è la storia di una vocazione sentita in giovane età e perseguita con passione e con ardente amore per Dio.
Eccola la ragazza devota, lei vorrebbe diventare suora carmelitana nel convento di Lisieux proprio come le sue sorelle ma è ancora troppo giovane per seguire quel suo cammino.
Giunge poi l’autunno del 1887 e Teresa, insieme ai fedeli della diocesi di Lisieux, compie un pellegrinaggio in Italia per il giubileo sacerdotale di Papa Leone XIII.
È il 20 Novembre 1887 e la ragazzina, fiduciosa e determinata, durante l’udienza concessa dal pontefice, chiede a Leone XIII di entrare nel Carmelo: Teresa ha appena 15 anni eppure sa già che quello è il suo destino.
Sulla via del ritorno, il 27 Novembre 1887, la giovane Teresa farà anche una breve sosta qui a Genova.

Ed ecco la memoria dei luoghi e delle persone che li hanno percorsi:  alcuni sono già celebri proprio nel momento del loro soggiorno, altri diventeranno poi noti per i più svariati motivi.
La giovane fanciulla di Alençon trovò ospitalità in un celebre albergo cittadino del quale spesso vi ho parlato: è il Grand Hotel Isotta di Via Roma.
Calpestò questa strada, varcò questa soglia.

Rimase, presumo, lo spazio di una notte, giusto il tempo per ritemprarsi dalle fatiche del viaggio per poi ripartire alla volta della sua città.
La memoria dei luoghi è labile, a volte svanisce e non ce ne curiamo più.
Provate a immaginare Teresa, in quella stanza di albergo, mentre recita le sue preghiere e con la mente ritorna all’incontro con il Papa.
Prega e spera, prega e sorride, anche nel cuore.
La memoria di lei e del suo passaggio è rimasta e ci ricorda che qui si fermò una fanciulla che diverrà poi nota come Santa Teresa del Bambino Gesù e del Santo Volto.

La giovane Teresa entrò nel convento di Lisieux, come desiderava, nel 1888.
Sarà breve il suo cammino terreno: Teresa di Lisieux muore ad appena 24 anni nel 1897 a causa della tubercolosi dopo una lunga malattia,
Teresa di Lisieux è Santa e Dottore della Chiesa, la sua festività di celebra il 1 Ottobre, è patrona di Francia e anche dei malati di diverse malattie infettive.
Uno dei suoi attributi sono le profumate rose.

Quando camminate in Via Roma alzate lo sguardo e troverete il luogo che in un tempo lontano ospitò Santa Teresa del Bambino Gesù.

Genova, 1899: Gio Batta Sacco, il salsamentario di Via Roma

Vi porto ancora nel passato della Superba: correva l’anno 1899, il secolo nuovo si approssimava con il suo carico di promesse e di entusiasmanti novità.
I mirabili indizi della quotidianità di quel tempo distante sono capitati tra le mie mani grazie ad un prezioso volumetto acquistato di recente: l’Annuario Genovese Lunario Signor Regina di quell’anno 1899, un’indispensabile guida che racchiude interessanti notizie sulle attività dell’epoca.
E non c’è nulla di meglio per viaggiare nel tempo, finiremo così dritti dritti nella fastosa Via Roma.

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Andiamo insieme in cerca del favoloso negozio del Signor Gio Batta Sacco, io appena ho letto sulla guida il suo nome mi sono subito immaginata un tipo gioviale, dai modi accoglienti, una persona gradevole e allegra.
Dunque, il Signor Sacco di professione è salsamentario, termine desueto e per noi piuttosto insolito: per dirlo con parole nostre il Signor Sacco è pizzicagnolo e ha la sua bella bottega per l’appunto in Via Roma.
E così immaginatevi un’abbondanza di salumi e conserve, nel periodo delle feste si fa la fila dal Signor Sacco!
Qui si trovano i migliori vini e i liquori pregiati, il miele del Monte Rosa, l’estratto di pomidoro al naturale e molte altre delizie gastronomiche, non mancano i formaggi saporiti e altre prelibatezze.
Inoltre il nostro Signor Sacco è un commerciante abile e lungimirante: come si nota offre alla sua clientela servizi a domicilio, servizi per soirée e pure spedizioni in pacchi postali.

E così, eccomi in Via Roma: armata del mio annuario me ne vado in cerca di questo bel negozio, tra le pagine del mio libro è chiaramente specificato un civico e così non sarà poi difficile trovare il punto esatto nel quale si trovava la bottega di Gio Batta Sacco.
Ho percorso tutta la strada guardando con attenzione tutti i negozi e infine, arrivata in cima, ecco la fantastica scoperta: il negozio dei Signor Sacco si trovava nei locali nei quali oggi ha sede una celebre ed esclusiva gioielleria genovese.
Caro Signor Sacco, chi lo avrebbe mai detto!

E così, d’ora in avanti, passeggiando per Via Roma, userò gli occhi della fantasia e mi immaginerò di sbirciare nelle fantastiche vetrine che c’erano un tempo in questa elegante via genovese nel lontano 1899.
Dedicato a lei e in ricordo del suo glorioso negozio, caro Signor Gio Batta Sacco, salsamentario in Via Roma.

Un Natale d’argento

Questo è il racconto di una nostalgia che puntuale ritorna nel periodo delle feste.
Mi capita, sempre, quando passo in Soziglia, di soffermarmi davanti a certe vetrine dei nostri caruggi: l’Argenteria Brizzolari è uno storico negozio della città vecchia, è una realtà attiva dal lontano 1921 e quindi esiste da cent’anni esatti, quanto tempo!
È un bel negozio nel quale trovano posto spaziose ed eleganti vetrinette che ospitano gli argenti preziosi: ci sono le cornici, i piccoli oggetti, i piatti e tante diverse raffinatezze per la propria casa e per i regali.
Questo negozio per me è poi veramente speciale perché è sempre stato uno dei preferiti di mio papà ma devo dire che è sempre piaciuto a tutti noi, anche mia mamma e mia sorella ne conservano un dolce ricordo.
Così, nel tempo di certe festività natalizie lontane, uno dei miei diletti era acquistare qualche piccolo regalino in questa bella argenteria.
Quel negozio racchiudeva un universo magnifico, era un piccolo mondo fiabesco composto da una distesa di oggettini minuti adatti alla casa di una bambola, era una gioia scegliere ma non era neanche così semplice!
E così, in casa mia, di volta in volta e di Natale in Natale, qualche componente della famiglia si aggiudicava qualche oggettino delizioso di Brizzolari: una barchetta con la vela gonfia, una seggiolina e una comoda poltroncina, un minuscolo velocipede e una scarpina degna di Cenerentola, gli strumenti musicali di un’orchestra mignon, un ramo di vischio o una campanella con un fiocchetto.
Era un mondo intero, ve l’ho detto!
Ancora adesso, come sempre ho fatto, quando passo in Soziglia mi incanto davanti alle vetrine e alle vetrinette.
Sto un po’ lì, osservo e mi ritrovo ad ammirare una piccola macchina da scrivere, una racchettina da tennis, una sprintosa biciclettina.
E naturalmente vorrei avere tutto, resto indecisa, quanto è difficile scegliere, in certi casi!
Proprio come accadeva allora, in quegli anni distanti, quando il Natale era d’argento.

Le dolcezze di Cavo in Via Cipro

Ritorno a parlare di dolcezze a tutti noi gradite e vi porto a scoprire una nuova pasticceria che ha appena aperto i battenti, le sue delizie sono però già ben note non solo ai genovesi in quanto questo è il nuovo punto vendita di Cavo, celebre per la storica Pasticceria Liquoreria Marescotti di Via di Fossatello e anche per altre diverse iniziative imprenditoriali.
La nuova elegante pasticceria si trova nel quartiere della Foce, in Via Cipro, 42-44-46 RR, in quel tratto di strada che poi termina in Via Carlo Barabino.

Ed è un paradiso di delizie, baci di dama, canestrelli e crostatine, bignè e dolcetti alla marmellata.

E piccole Sacher, tortine red velvet e alla frutta che sono dei veri capolavori!

E poi torte per festeggiare i compleanni e celebrare i momenti felici.

Per un caso del destino io sono pure stata la prima cliente, pensate un po’! E così mi sono ritrovata lì e avevo davanti a me questa distesa di bontà e non sapevo cosa scegliere, alla fine mi sono aggiudicata l’ottima torta Zena e i cavolini alla panna.

È una pasticceria dall’atmosfera raffinata e secondo me sarebbe tanto piaciuta anche alle protagoniste di una celebre poesia del mio amato Guido Gozzano dal titolo Le golose e della quale riporto qui per voi l’incipit

Io sono innamorato di tutte le signore
che mangiano le paste nelle confetterie.

Signore e signorine –
le dita senza guanto –
scelgon la pasta. Quanto
ritornano bambine!

E di certo anche alla Foce non mancano i tradizionali Amaretti di Voltaggio nelle loro belle confezioni, una delle eccellenze di Cavo.

Dolci deliziose dolcezze per addolcire le nostre giornate: adesso le trovate anche nella bella Pasticceria di Via Cipro alla Foce.

Macelleria Nico: ricordando il Risorgimento

Vi porto ancora con me nei caruggi di Genova, alla scoperta di un antico negozio: la Macelleria Nico è annoverata tra le Botteghe Storiche della Superba ed esiste dal lontano 1790.
Si trova là, ai Macelli di Soziglia, dove un tempo appunto si macellavano e si vendevano le carni, ogni antico mestiere aveva infatti la propria porzione di caruggi.

La Macelleria Nico ha ancora il suo antico pavimento e ha in dotazione un prezioso e raffinato bancone in marmo di Carrara che è l’elemento distintivo del negozio.

Qui ancora ci sono gli antichi ganci.

Il bancone, dicevo, è un elemento importante e ci racconta molto del suo antico proprietario.
Costui doveva infatti essere fiero e orgoglioso del proprio lavoro: nel marmo sono scolpiti gli attrezzi del mestiere e si distingue anche la figura di Mercurio, il dio dei commerci.

E poi osservate con attenzione ciò che il marmo restituisce agli occhi degli avventori.

La Macelleria Nico, infatti, testimonia ancora un glorioso passato e colui che qui esercitò con sapienza il suo mestiere doveva essere un fervente patriota perché nel marmo sono scolpiti i volti di importanti figure del nostro Risorgimento.

Con cura e attenzione sono poi anche raffigurati buoi e mucche.

Ecco un dettaglio nel quale si nota infatti la sagoma di un toro.

E poi i volti di coloro che in questo luogo erano forse idolatrati e particolarmente amati, come il nostro caro Giuseppe Mazzini.

E ancora, ecco Giuseppe Garibaldi.

E poi ecco viso femminile, questa figura rappresenta l’Italia.

Tutto questo passato ancora rimane tra di noi, scolpito sul bancone di marmo della Macelleria Nico in Via dei Macelli di Soziglia.

Camminando nel passato: l’Albergo Ristorante Porto Principe

E torniamo a camminare nel passato, non si tratta di giorni poi così distanti ma è pur sempre un viaggio a ritroso nel tempo.
Saremo turisti nella Superba e con nostro grande comodo scenderemo all’Albergo Ristorante Porto Principe di proprietà dei Signori Cavallero e Valpreda a breve di stanza dalla Stazione Principe.
E pare davvero un posto comodissimo, c’è persino l’acqua corrente in tutte le camere, calda e fredda, mi rincuora che quelli dell’albergo lo precisino!
In più, con mio grande sollievo, apprendo che i fattorini sono pronti a far servizio nelle stazioni di arrivo, che gran vantaggio per le visitatrici che hanno bagagli pesanti!

Sul retro della cartolina, poi, troviamo anche precise indicazioni sui mezzi di trasporto, queste informazioni saranno utili a chi voglia dedicarsi alla scoperta della città.
Eccone alcune, ma sappiate che oltre a questi mezzi c’è anche il tram nr 30 che va dalla Foce a Sampierdarena e il 52 che da Principe vi porta fino a Nervi, che meraviglia!

Di questo Albergo ho trovato notizie già nella Guida Pompei del 1934 ma all’epoca la strada si chiamava ancora Via Carlo Alberto, la mia cartolina è chiaramente successiva in quanto, come potrete notare, risulta un successivo toponimo e cioè Via Gramsci.
Come sempre i veri viaggi nei giorni lontani sono davvero tali soltanto quando si riannodano i fili del tempo e quando il passato e il presente finiscono per coincidere.
E così ecco a voi, cari amici, l’edificio che ospitava l’Albergo Ristorante Porto Principe.

Proseguirò gioiosamente la mia vacanza, prenderò il 52 e arriverò fino nel levante cittadino e così serberò un ricordo caro di questo viaggio indietro nel tempo.

Un caro saluto a tutti voi dal passato della Superba e dall’Albergo Ristorante Porto Principe.

Una cartolina dal Grand Hotel Isotta

Ritorniamo ancora una volta ad essere turisti nel passato della Superba.
Eccoci al Grand Hotel Isotta, ad averci condotto qui è la buona fama di questo albergo che si trova in una posizione centralissima, nella fastosa ed elegante Via Roma.
Sulle guide di anni distanti, infatti, l’Hotel viene per l’appunto raccomandato, ad esempio ne ho trovato notizia sulla mia Guida Treves del 1911 dove il Grand Hotel Isotta viene nominato come un albergo di prim’ordine.
E c’è da dire che i titolari certo sapevano incuriosire la clientela, a tal proposito vi mostro una loro cartolina che è parte della mia collezione, la guarderemo insieme nei dettagli.
Ah, questa Genova del passato, che magia di bellezza!
Per descriverla si ricorre all’arte del disegno e così si rappresenta questa parte della Superba.
Sullo sfondo si nota anche la Lanterna, alcune frecce indicano luoghi importanti di questo vibrante centro cittadino: da sinistra verso destra ecco il Teatro Carlo Felice, la National City Bank of New York, le Poste e i Telegrafi, il Palazzo della Borsa e infine il Palazzo della Navigazione Generale Italiana oggi sede della Regione Liguria.
Per caso vi sembra che manchi qualcosa in questa Piazza De Ferrari? Naturalmente manca la nostra amata fontana.

E ancora ecco qua un altro dettaglio dove si vede il celebre e apprezzato Grand Hotel Isotta.
Si può dire che l’autore del disegno si è lasciato trasportare in parte dalla fantasia raffigurando una Via Roma ben più ampia e larga di quanto sia effettivamente.

Le camere dell’albergo si affacciano su questa strada magnifica per passeggiare osservando le eleganti vetrine dei negozi.
Ancora è così e se vi recherete in Via Roma vedrete proprio l’edificio che ospitava il Grand Hotel Isotta, vi ricordo anche che di questa struttura alberghiera scrissi già diverso tempo fa in questo post dove troverete molte notizie e curiosità su questo albergo del passato.

Era un tempo diverso e andava ad una diversa velocità.
Ecco le poche vetture, i tram, i pedoni di un passato così immaginato, in basso a destra una freccia indica ancora la sede di una banca.
Lo scorrere degli anni ha mutato molti aspetti della città, altre parti sono rimaste uguali: da quel tempo distante ecco per voi una cartolina dal Grand Hotel Isotta.

Cose della Corderia Nazionale

Tra le cose belle di Genova prediligo quelle che riportano alla sua antica tradizione marinara e al legame stretto che i genovesi hanno con il loro mare, indissolubile e sempre vero.
Ecco, questa è Genova, la nostra Zena, questi siamo proprio noi.
E accade un giorno, era il principio di un’altra estate, ormai diverso tempo fa.
Provenivo da Caricamento e andavo Via Gramsci, in quella zona tra i caruggi e il nostro mare, io passo spesso da quelle parti.

Camminavo e osservavo da lontano e devo dirvi che mi sentivo a mia volta un po’ osservata: c’era un tale alla finestra e guardava fuori, nella mia direzione.
E aveva proprio tutta l’attrezzatura adatta, pronto per un’immersione!
Eccolo là, alla finestra.

Ah, questo è uno di quei negozi magnifici che vendono tutte le cose per la nautica: corde, cime e reti e poi abbigliamento e articoli sportivi e anche tutto ciò che occorre per immergersi nel mare blu.
E così quando passo da quelle parti mi fermo sempre a guardare le vetrine di questo bel negozio.

Ecco, quindi se dovesse capitarvi di passare da quelle parti potrebbe succedere anche a voi di sentirvi osservati, semplicemente da quello lassù: il manichino alla finestra.

Cose che succedono là, davanti al mare della Superba, dove sventola la fiera bandiera di San Giorgio: cose della Corderia Nazionale.

La fioraia di Via Carlo Felice

I suoi bouquet sono rinomati per eleganza e raffinatezza, la nostra Maria Casareto ha il suo bel negozio di fiori in una delle vie più eleganti della città: quella Via Carlo Felice che un giorno muterà il suo nome e verrà chiamata Via XXV Aprile.
Nel tempo di Maria ecco la sfilata di negozi: in Via Carlo Felice si vendono cappelli alla moda e profumi, abiti per signora, guanti e molti altri articoli interessanti.
Andare a far compere in Via Carlo Felice è una gioia per gli occhi!

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

E là, a pochi passi dai fasti di Via Roma ecco anche l’elegante negozio di Maria con i suoi nastri dai colori delicati per raccogliere i fiori, i cesti con le violette e le rose dai petali setosi.
In questa Genova di fine Ottocento l’effimera bellezza dei fiori sembra essere molto gradita e la signora Casareto ha il suo bel da fare per accontentare la sua clientela.
Infatti, sfogliando il mio prezioso Lunario del Signor Regina del 1887 ho trovato la sezione dedicata ai fiorai e non mancano certo le sorprese.
In quel 1887 in Via Carlo Felice non c’è solo la nostra Signora Casareto a vendere fiori, c’è anche il negozio del Signor Bagnasco, quello della Signora Castagnino e quello di Caterina Moro, per non dire poi di Angela Traverso che ha la sua bottega nella vicina Piazza Fontane Marose.
Che concorrenza, quanti fiorai in pochi metri!

Tra tutti loro c’è anche lei: Maria Casareto.
E nel mio gironzolare in cerca di tracce del nostro passato tempo fa, al mercatino, ebbi la fortuna di trovare un cartoncino pubblicitario che rimandava agli anni gloriosi di un certo negozio genovese.
C’erano le rose, c’erano i boccioli, c’era la grazia del tempo perduto: là, nel negozio di Maria Casareto, la fioraia di Via Carlo Felice.

Alberghi, caffè e negozi: consigli per turisti inglesi a Genova nel 1858

In un tempo diverso dal nostro ecco arrivare nella Superba viaggiatori provenienti dalla Terra di Albione: giungono dopo un lungo viaggio, nel cuore serbano curioso interesse per la città che si apprestano a scoprire, Genova è rinomata ed apprezzata dai turisti inglesi.
E allora mescoliamoci tra loro, nella seconda metà dell’Ottocento molti visitatori arrivano nella Superba con un libro prezioso che li aiuterà a districarsi per le strade della città: si tratta del volume Handbook for travellers in Northern Italy pubblicato dall’editore londinese John Murray nel 1858, la guida è una miniera di informazioni e consigli per i viaggiatori che trascorrono le vacanze in Italia e dalle sue pagine sono tratte le notizie che leggerete.
Sorvolerò sulle indicazioni di carattere artistico e sui luoghi da visitare e invece scopriremo insieme dove alloggiare in questo glorioso 1858.
Raccomandatissimo è l’Albergo d’Italia di recente rinnovato e particolarmente apprezzato dalla clientela inglese, offre colazione con le uova, una comoda smoking room e una fantastica vista sul porto e sulla Lanterna.
Celebre anche l’Hotel de La Ville, il proprietario tra l’altro si occupa anche del commercio della preziosa filigrana genovese.

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

Per un soggiorno in centro città si può scegliere l’Hotel Feder, l’albergo si trova nella centralissima Via al Ponte Reale ed è stato più volte nominato su queste mie pagine.

Celebre e apprezzatissimo è anche l’Hotel Croce di Malta già molte volte citato su questo blog: il Croce di Malta si trova a Caricamento nella Torre dei Morchi e nel tempo sarà meta di scrittori e celebrità, in questo albergo le signore troveranno anche il più celebre negozio di filigrana premiato persino con una medaglia alla Grande Esposizione di Londra del 1851.

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

C’è poi l’Hotel de France che si trova di fronte al Feder, non dimentichiamo inoltre il Quattro Nazioni che è sempre nelle vicinanze.
Colui che compilò la preziosa guida non manca di sottolineare che questi alberghi nei pressi di Sottoripa godono tutti di una vista straordinaria sul porto ma bisogna prestare attenzione ai piani bassi dove il panorama è coperto dalle grandiose terrazze di marmo che si stagliano davanti a quegli edifici.

Fotografia di proprietà di Vittorio Laura

Ricordiamo poi anche l’Albergo Nazionale in Piazza dell’Acquaverde e la Pensione Svizzera che sarà resa celebre da un suo illustre ospite: lo scrittore Stendhal.
Degno di menzione è certamente anche l’Albergo della Vittoria in Piazza della Nunziata.

Tre sono i caffè raccomandati: il Caffè della Concordia in Strada Nuova, il Gran Cairo vicino alla Borsa e il Gran Corso nei pressi del Teatro Carlo Felice.

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

Non mancano certo i consigli a proposito dei negozi: Genova è celebre per le filigrane, come già si è detto, per gli ori, gli argenti e anche per i fiori artificiali.
Gli amanti delle antichità vadano in Piazza della Stampa oppure dal Signor Maggi, in Via Carlo Felice, la strada che verrà poi denominata Via XXV Aprile.

Per le sete e i velluti bisogna andare dal Signor Ferrari in Via Orefici o da Riccini in Campetto, i libri si trovano da Beuf, in Strada Nuovissima, l’attuale Via Cairoli, quella libreria resisterà negli anni e tuttora la conosciamo come Libreria Bozzi.
I dolci e i canditi si acquistano da Romanengo e anche questa, come ben sapete, è ancora una bottega storica tra le più apprezzate di Genova.

L’attentissimo autore della Guida, poi, non manca infine di avere un occhio di riguardo per le debolezze dei suoi connazionali, in fondo quando si è in viaggio capita spesso di sentire nostalgia di casa e delle proprie buone abitudini.
E così, ai viaggiatori inglesi che sentissero necessità di un buon tè o di qualche altro articolo della madrepatria viene raccomandato un certo negozio proprio alla Nunziata, sulla Guida si legge che i prezzi sono anche piuttosto convenienti.
Osservando la città dalle pagine dei libri del passato si scopre una diversa Genova con i suoi alberghi eleganti, le sue botteghe caratteristiche, i caffè che offrono delizie ai visitatori: e allora è come ritrovarsi là, in un altro tempo, come turisti inglesi del 1858 a Genova.