Maggio, le rose e la luce

E poi nel tempo di maggio sempre sbocciano le dolci rose e sempre ritorno ad ammirarle nel Roseto del Convento dei Frati Carmelitani di Sant’Anna, nella Piazza omonima dove trovate anche la nota Farmacia molte volte da me citata.
E là sempre mi accoglie il mio caro amico Frate Ezio e sempre il roseto è un tripudio di bellezza e profumi.

Si aprono le delicate rose bianche.

E si schiude al sole la rosa rossa con la sua leggiadria.

Il cielo è limpido, il verde dell’erba è lucido e perfetto e tra gli alberi di agrumi, sotto a una confortevole ombra, c’è una bella panchina.
Questo è un luogo di pace, preghiera e perfezione.

E i fiori celebrano la grandezza dell’universo.

Tutto è armonia: la luce, l’ombra, la panchina, le rose, gli agrumi dal fresco sentore.

Sbocciano le rose gentili sotto l’azzurro e attorno alla statua di Maria.

Nel loro candore puro.

Nella radiosa luce dei loro petali.

Nelle infinite sfumature della loro bellezza.

Così è maggio, nel Roseto dei Frati Carmelitani di Sant’Anna.

Ed è già primavera

Ed è già primavera, infine è arrivata a confortarci con le sue molte bellezze e così porterò qui alcuni dei suoi colori, sono i primi fiori sbocciati nel Roseto dei Frati Carmelitani Scalzi di Sant’Anna.
Bisognerà attendere ancora qualche tempo perché il roseto fiorisca in tutto il suo splendore ma intanto le prime intrepide rose fanno capolino tra le foglie.

E tra l’erba ecco certi minuti fiorellini, la natura sa essere sempre perfetta nel suo consueto rinnovarsi.

Si aprono i petali setosi.
Non fanno rumore ma cantano la grandezza dell’universo, i suoi delicati equilibri e le sue armonie che dovremmo imparare a comprendere.

La rosa rossa trionfa nella sua magnificenza.

E piccoli boccioli rugiadosi attendono di schiudersi.

La vita vibra, ferve e sempre ritorna, la vita sboccia nei più semplici fiorellini dei prati e racchiude tutta la dolcezza di una stagione nuova.

Mentre il cielo diviene sempre chiaro e i dolci profumi dei fiori sono una carezza per il cuore e per l’anima.

Semplicemente, nel ritmo dell’universo e nell’armonia delle cose, già è qui tra noi, con le sue margheritine, una nuova primavera.

27 Novembre 1887: Santa Teresa del Bambino Gesù a Genova

La memoria dei luoghi si affida anche alla nostra capacità di riconoscere e ritrovare i fatti accaduti  sui quali il tempo posa il suo velo inesorabile.
Torniamo al passato, alla seconda metà dell’Ottocento, seguiamo così i passi di una giovane fanciulla devota di nome Marie-Françoise Thérèse Martin, lei è originaria di Alençon dove è nata il 2 Gennaio 1873.
La storia della sua scelta è la storia di una vocazione sentita in giovane età e perseguita con passione e con ardente amore per Dio.
Eccola la ragazza devota, lei vorrebbe diventare suora carmelitana nel convento di Lisieux proprio come le sue sorelle ma è ancora troppo giovane per seguire quel suo cammino.
Giunge poi l’autunno del 1887 e Teresa, insieme ai fedeli della diocesi di Lisieux, compie un pellegrinaggio in Italia per il giubileo sacerdotale di Papa Leone XIII.
È il 20 Novembre 1887 e la ragazzina, fiduciosa e determinata, durante l’udienza concessa dal pontefice, chiede a Leone XIII di entrare nel Carmelo: Teresa ha appena 15 anni eppure sa già che quello è il suo destino.
Sulla via del ritorno, il 27 Novembre 1887, la giovane Teresa farà anche una breve sosta qui a Genova.

Ed ecco la memoria dei luoghi e delle persone che li hanno percorsi:  alcuni sono già celebri proprio nel momento del loro soggiorno, altri diventeranno poi noti per i più svariati motivi.
La giovane fanciulla di Alençon trovò ospitalità in un celebre albergo cittadino del quale spesso vi ho parlato: è il Grand Hotel Isotta di Via Roma.
Calpestò questa strada, varcò questa soglia.

Rimase, presumo, lo spazio di una notte, giusto il tempo per ritemprarsi dalle fatiche del viaggio per poi ripartire alla volta della sua città.
La memoria dei luoghi è labile, a volte svanisce e non ce ne curiamo più.
Provate a immaginare Teresa, in quella stanza di albergo, mentre recita le sue preghiere e con la mente ritorna all’incontro con il Papa.
Prega e spera, prega e sorride, anche nel cuore.
La memoria di lei e del suo passaggio è rimasta e ci ricorda che qui si fermò una fanciulla che diverrà poi nota come Santa Teresa del Bambino Gesù e del Santo Volto.

La giovane Teresa entrò nel convento di Lisieux, come desiderava, nel 1888.
Sarà breve il suo cammino terreno: Teresa di Lisieux muore ad appena 24 anni nel 1897 a causa della tubercolosi dopo una lunga malattia,
Teresa di Lisieux è Santa e Dottore della Chiesa, la sua festività di celebra il 1 Ottobre, è patrona di Francia e anche dei malati di diverse malattie infettive.
Uno dei suoi attributi sono le profumate rose.

Quando camminate in Via Roma alzate lo sguardo e troverete il luogo che in un tempo lontano ospitò Santa Teresa del Bambino Gesù.

Tanti auguri a me!

Oggi è il giorno del mio compleanno e allora tanti auguri a me!
Come sempre, poi, scrivo su questo mio blog qualche parola perché qui, in questa mia casetta, ci sono tanti amici reali e virtuali e mi piace condividere con tutti voi la mia festa, questo giorno è per me sempre una bella occasione per ringraziarvi della vostra presenza, dei vostri apprezzamenti e delle belle parole che sempre mi scrivete.
E poi in questa giornata mi regalo anche la delicata bellezza di una rosa sbocciata nel tempo d’estate a Fontanigorda.
Cin cin, amici, buon compleanno a me!

Una rosa di Ferragosto

È una rosa di Ferragosto, sboccia così nell’aria pura della Val Trebbia.
Vicina agli alberi da frutta e ai doni dell’orto, alle zucche e alle insalatine tenere, in un’armonia di freschi profumi estivi.
Più dolce e più bella, regina dei fiori e dei giardini così si svela contro il cielo azzurro di Fontanigorda, donando agli sguardi la sua bellezza.
Così a voi la porgo, in questa giornata festiva e a voi tutti auguro buon Ferragosto!

Non solo panni stesi a Fontanigorda

E poi, all’improvviso, diverse sfumature di rosa e di rosso stese ad asciugare al sole che illumina e riscalda le vie di Fontanigorda.

E azzurro chiaro e brillante sospinto da favorevole vento.

Toni confetto, lenzuola, case delle nostre vacanze e boschi rigogliosi.

Sulle corde tese tra un palazzo e l’altro splendono i colori della calda estate.

E poi a volte sono battaglie di vento ribelle e inquieto contro la verde bellezza di questa campagna.

Celeste, candore e leggerezza.

La casa, la cascina, la luce e l’ombra.

Cambia la prospettiva e tutto potrà sembrarti completamente diverso.

Qui a Fontanigorda poi ci sono diversi piccoli villeggianti e la loro presenza riserva inevitabilmente qualche gradita sorpresa.
E infatti, un bel giorno, eccoli là: un orsacchiotto, cuscini e felini.

Cari amici, a dir la verità non potevo credere ai miei occhi!

Le case dove abitano i più piccini sono sempre fonte di stupori, colori e allegria.

Si ammirano tutti i toni dell’arcobaleno e là ad asciugare spicca poi la magliettina di un piccolo tifoso.

Fioriscono le rose ed è un incanto di giallo e di sole.

Le case dove abitano i più piccini sono prodighe di tenerezze, raccontano piccole avventure, nuove emozioni e scoperte.
E là, davanti alla finestra, ecco così altre sorprese: pupazzetti, occhi spalancati e persino un coniglietto tutto rosa.
In un giorno d’estate, non solo panni stesi a Fontanigorda.

Diverse sfumature di bianco

E poi diverse sfumature di bianco e di estate in Val Trebbia e di rose che dondolano nell’aria tiepida contro il cielo limpido.

Mentre il vento sospinge il bucato in una danza gentile.

Bianco di gigli, simbolo assoluto di purezza.

Bianco di teneri petali sui quali si posa la farfalla leggera.

Diverse sfumature di questo candore di margherite assetate di luce che si aprono al sole.

E ancora bianco di luce abbacinante che inonda nobili fiori odorosi.

Bianco lucidato da brezza fresca, bianco di lenzuola e profumo di Sapone di Marsiglia.

Bianco di nuvole lievi che attraversano il cielo e bianco di rose, candide e meravigliose in un giorno d’estate a Fontanigorda.

Una panchina tra i fiori

È una panchina tra i fiori, in un angolo di semplice bellezza, qui a Fontanigorda.
Vicina ad orti curati con amore, dove crescono tenere insalatine mentre le api ronzano e gli uccellini dispettosi planano tra le foglie.
È una panchina tra i fiori, poco distante sbocciano rose rosse, gialle, bianche e dai toni delicati dell’arancio, si aprono al sole grosse margherite e le piante aromatiche spandono nell’aria i loro profumi.
C’è uno steccato di legno, i vasi allineati ospitano gerani allegri e colorati.
E tutto è cosi semplice, accogliente, autentico.
E tutto freme, fiorisce, rinasce a nuova vita, attorno a una panchina tra i fiori.

Vivace come l’estate

Vivace come l’estate è l’erba verde, fresca e ondeggiante.
Vivace è il cielo, brillante di blu, luminoso e frizzante di aria pulita.
Le persiane chiuse, a garantire benefica ombra in un pomeriggio pigro.
Un tavolino, due sedie, una sdraio rossa in armonia con i petali profumati delle rose e tutto è perfetto in un giorno dalla bellezza gloriosa e vivace come l’estate, qui a Fontanigorda.

L’ultima mimosa, le prime rose

Il tempo vola e la primavera avanza come una ragazzina che corre spensierata nei prati umidi di rugiada.
E la stagione muta rapidamente, basta guardarsi attorno per accorgersene.
L’altro giorno sono passata all’Antica Farmacia dei Frati Carmelitani di Sant’Anna e il roseto si sta lentamente preparando a fiorire rigoglioso.
Qui ho salutato l’ultima mimosa che ancora si staglia temeraria contro il cielo.

E sbocciano candide le prime rose.

Si aprono con i loro petali delicati.

Tra le tenere foglioline, così profumate e tenui.

Mentre tra l’erba sbocciano anche certi piccoli fiori gialli.

E fioriscono piccoli bocci odorosi.

È la bellezza della natura che sempre ritorna e mai ci delude.

Così ci attende la primavera, con il profumo delizioso delle prime rose.