Il fior d’angelo della mamma

Il fior d’angelo della mamma è una cara presenza, abita sul nostro terrazzo ormai da moltissimi anni, non so neanche dirvi da quanto.
È uno di famiglia, si può proprio dire così.
Il fior d’angelo è resistente, tenace, poco pretenzioso, ha tante virtù che anche noi dovremmo avere, c’è molto da imparare dalla natura e dalle sue bellezze.
Il fior d’angelo sboccia e fiorisce tra maggio e giugno e si ricopre di piccoli fiori bianchi.
Ieri, con mio infinito stupore, mi sono accorta che sul fior d’angelo della mamma c’erano molte gradite ospiti: queste meravigliose farfalle.

Il fior d’angelo è rigoglioso, ricco, magnifico.

E devo dirvi che non ho mai veduto tante farfalle tutte insieme sul mio terrazzo, l’ultima volta che ne ho viste così tante era estate ed ero a Fontanigorda.

Le farfalle dondolano lievi sui fiori.

Si beano del profumo delizioso del fior d’angelo.

Su ogni petalo una delicatezza.

Ad ali spiegate, godendo della luce del sole.

Farfalle fragili, meravigliose e frementi.

Le ho ammirate per un tempo infinito, le farfalle sono sempre un dono prezioso.

E ospitarle proprio sul fior d’angelo della mamma è una commozione che non vi so neanche spiegare.
Uno stupore per il quale, credetemi, non trovo le parole.

Le ho vedute librarsi da un petalo all’altro.

E ancora indugiare e poi rialzarsi in volo.

E di nuovo ritornare, ancora e ancora.

Nell’ammirarle ho come perduto la cognizione del tempo, ero sotto il sole in terrazzo tra tutte queste farfalle leggere che mi volavano attorno, un vero balsamo per l’anima e per il cuore.

Grazie di questo dono, grazie di questa commovente grazia e leggiadria sul fior d’angelo della mia mamma.

Il canto della capinera

In questi giorni di primavera capita spesso di udire uccellini ciarlieri e chiacchieroni e una di queste magnifiche creature ha di recente allietato la mia passeggiata in Corso Firenze, accompagnando i miei passi.
Dall’albero prescelto per il suo concerto il maschio della capinera diffonde così la sua perfetta sinfonia primaverile.

È un richiamo per le femmine e anche un avvertimento per eventuali rivali, così prevede la natura.

Una dolcezza assoluta e una’armonia difficile da eguagliare.

Così sono rimasta ad ammirare e ad ascoltare.

Mentre l’aria leggera spandeva tutto attorno le dolci note del melodioso canto della capinera.

La salvia in fiore

Sul mio terrazzo è tornata a fiorire la salvia.

Allegra, sorprendente, semplice e profumata, la salvia quest’anno è generosa più che mai.

Non ho memoria di una fioritura così rigogliosa, a dire il vero.

Forse la mia amica salvia ha deciso di prendere esempio dai suoi vicini, il rosmarino e la lavanda che sono prodighi delle loro fioriture.
E così, in questa primavera, ecco anche l’odorosa salvia con i suoi dolci fiori.

Un piacevole dondolio contro l’azzurro del cielo.

Una bellezza di primavera, un regalo inaspettato.

Fiori che sanno di semplicità, di memorie di orti e di campagna.

Nobili e mirabili come tutti i doni della terra.

La salvia in fiore, una bellezza di aprile.

Profumo di glicine

C’è profumo di glicine in questi giorni di primavera.
Ed è una dolcezza fresca e leggera, una meraviglia già conosciuta eppure sempre nuova, una dolcezza che ritorna.

Una nota di viola così delicata e gradevole.

C’è profumo di glicine tra le case, lungo le vie del mio quartiere.

E un lieve dondolio, contro il cielo azzurro di Genova.

Scendendo giù per certe strade e alzando lo sguardo verso certi giardini si nota che il glicine sa creare certi antichi romanticismi perfetti e armoniosi.

In Salita San Nicolò, non distante dall’Albergo dei Poveri, il magnifico glicine così si staglia allegro e vitale.

E il suo profumo delizioso si spande tutto attorno, in una dolcissima poesia di primavera.

Primavera all’Orto Botanico di Genova

Arriva discreta la primavera all’Orto Botanico di Genova, in Corso Dogali.
Così giunge e con la sua grazia tutto fa sbocciare e rifiorire.

Fluttuano leggere le belle ninfee.

E l’albero di Giuda protende i suoi rami verso il cielo.

Fiorisce la regale magnolia.

E tutto è armonioso, pacifico, perfetto.

Mentre sbocciano timidi i semplici ranuncoli.

La natura non è mai in ritardo o fuori luogo, la natura conosce i ritmi del creato meglio di noi che pensiamo di possedere ogni saggezza.

L’iris sontuoso dona la sua bellezza alla luce del sole.

E il glicine dondola con la sua grazia odorosa.

I fiori delicati si svelano nella loro magnifica leggiadria.

E ognuno è una nota di una sinfonia melodiosa.

Si sale poi su per le scale e i grandi alberi svettano solenni.

Davanti a voi il panorama della città.

Tra i rami fitti ciarlieri uccellini donano un piacevole sottofondo musicale.

E il celeste e l’azzurro si fondono all’orizzonte.

Tra i profumi del glicine e tra le meraviglie dell’Orto Botanico nel tempo di primavera.

Una magnifica eccezione

Come già ho avuto modo di dirvi, sono sbocciati ancora i miei amatissimi fiorellini rossi.

Mi tengono compagnia ormai da decenni, li seminai infatti moltissimi anni fa e loro, fedeli, tornano sempre a celebrare ogni nuova primavera.

Il loro nome è sparaxis e sono una vera gioia per gli occhi, sono fiori allegri e vivaci che a decine abbelliscono il terrazzo.

E vanno d’accordo con tutti, come si può ben notare: eccoli colti in chiacchiere con la fresia bianca e con la salvia odorosa.

Cotanta meraviglia proviene da sole due bustine giunte qui decenni fa: una per i fiori rossi e l’altra per i fiori bianchi.
Con il tempo, tuttavia, i fiori bianchi sono divenuti sempre più rari fino a quasi scomparire, mi viene da dire, ogni tanto ne spunta ancora qualcuno ma non accade ad ogni primavera.
Quest’anno, invece, ecco qui questa magnifica eccezione!

Non vi dico l’emozione di tutti noi sul terrazzo!

Ho poi visto che i fiori bianchi non erano soltanto due ma addirittura tre!
Come si dice? Tutto arriva a chi sa aspettare, qualche volta, anche certe fioriture che non mi aspettavo di rivedere!

E così la primavera, stagione prodiga di molte bellezze, è ancora più trionfante e gioiosa grazie ai miei amati fiori che sempre tornano a salutarmi.

Bentornata, primavera!

Bentornata primavera e benvenuti piccoli fiori celesti che sbocciate sul terrazzo in armonia con il cielo chiaro di Genova.

Nei vasi si sono aperte le tenere margherite.

Hanno dormito per diverse stagioni, così pazienti e ora si svelano in tutta la loro grazia.

Fanno capolino le timide violette.

Ed è un tripudio di colori e contrasti.

Tutto rinasce e si rinnova.

Fedeli sbocciano i miei amati fiorellini rossi.

E le piante grasse fanno la loro parte.

La primavera è allegra, vivace, semplice come le gioie autentiche.

È sgargiante e allo stesso tempo chiassosa e discreta.

Sbocciano le prime fresie tra i rami odorosi del rosmarino.

E le piantine nuove arrivate si guardano intorno timide e caute.

C’è un posto per tutti, al sole o all’ombra, a seconda delle preferenze.

Bentornata primavera, con le tue gioie e le tue inimitabili bellezze.

Le camelie di Villetta Di Negro

E sono tornate a fiorire le camelie nella nostra Villetta Di Negro.

Così leggere e vellutate.

Eleganti, sontuose, regine del giardino nel tempo di marzo.

Dai petali rosa, delicate e magnifiche.

Così sbocciano le camelie dalle foglie lucide.

E ogni bocciolo è un piccolo prodigio.

Dondolano lievi.

E vivaci si beano della luce del sole.

Si stagliano radiose contro l’albero spoglio, annunciando la primavera ormai vicina.

Raffinate e bellissime, gareggiano tra loro superandosi in leggiadria.

Semplici e così perfette.

Una sinfonia di colori e contrasti.

E lo sguardo ritrova alberi carichi di fiori.

Splendide camelie, nel tempo di marzo.

Candide e chiare.

Così colorate, gioiose e vitali.

Dai petali frementi e vellutati.

Sono le camelie di Villetta Di Negro, nel cielo celeste di Genova.

Marzo: aspettando la primavera

E piano, discretamente, è arrivato marzo.
Preannunciato, come ogni anno, dalla fioritura generosa dei narcisi che sbocciano sul mio terrazzo e per me rivederli è sempre una nuova gioia.

Uno ad uno si aprono al sole.

Dopo aver dormito quieti per lunghi mesi.

E ammirano il mare e l’orizzonte.

Ondeggiando leggeri con la loro leggiadra grazia.

Fiori magnifici, dai petali intrisi di luce.

Gentili testimoni del tempo che verrà.

Finalmente è marzo e con i narcisi aspetto la primavera.

Il tempo delle primule

Il tempo delle primule giunge nei giorni del freddo e porta una ventata di allegria, è uno dei preludi più dolci di primavera.
Le piccole primule sono semplici e leggiadre e quando ti trovi davanti un’intera distesa di vasetti è difficile scegliere: si vorrebbe comprarle tutte, tutte hanno una bellezza particolare.
Petali grandi e colorati, orlature deliziose, contrasti delicati.
Il tempo delle primule mi ricorda sempre che essere così semplici è una virtù rara e straordinaria e se a volte sembra persino improbabile che questa sia riconosciuta come una dote, resto sempre dell’opinione che la propria semplicità vada tenuta da conto.
Il tempo delle primule è così un momento di magnifica transizione, per i pensieri e per i giorni che scorrono.
E così, dovendo scegliere, ho portato con me diverse sfumature di primule dai colori vivaci e accesi.

Le ho sistemate in due vasi diversi e le ho messe davanti alla finestra della mia camera, mi fanno pensare all’imminente arrivo della primavera e alla bellezza della semplicità.