Lo splendore dei girasoli

Lo splendore dei girasoli è nella loro vibrante vitalità, i girasoli radiosi si aprono al sole e dondolano lievi nell’azzurro.

Splendenti e radiosi, nutriti dalla luce gentile d’estate.

Generosi, magnifici e regali.

Con la loro prorompente bellezza che profuma di gioia, di vita e sole.

Ho scattato queste foto in una delle mie passate estati trascorse a Fontanigorda, quel giorno mi trovavo a Rovegno, località a breve distanza dal mio paesino del cuore.
Abbiamo veduto questi splendidi girasoli nel pieno della loro ricca fioritura, una bellezza semplice e al tempo stesso straordinaria.

Un dono di una diversa estate che arriva qui soltanto ora, con la grazia di una leggiadria gentile e gradita.

I petali grandi e così vivaci.

Due piccole api intente in un’opera preziosa.

E poi ancora una al centro del fiore.

La linea sinuosa dei monti della Val Trebbia, laggiù, in lontananza.

E la meraviglia, la gloria del creato, la voce della terra che sussulta e vibra.

Lo splendore dei girasoli, nel tempo di agosto.

La dolcezza delle ortensie di Fontanigorda

Non c’è estate senza la dolcezza delle ortensie di Fontanigorda e mi è bastata una semplice passeggiata per le stradine del paese per poter cogliere questa straordinaria bellezze.

Le magnifiche ortensie dai toni del rosa.

Vivaci di lilla e di sole radioso.

Così generose davanti alle case del mio amato paesino.

Allegre, trionfanti, semplici e straordinarie.

In una sinfonia di delicate sfumature.

Vicino a scalette, fontanelle e panni stesi.

Con i loro petali dai toni rasserenanti e tenui.

Di rosa e d’azzurro d’estate.

Sotto il cielo celeste della Val Trebbia così sbocciano le dolci ortensie di Fontanigorda.

Micetti di Fontanigorda

E tornando sul finire di luglio a Fontanigorda ho incontrato nuovi vivacissimi micetti anche piuttosto circospetti, a dir la verità.

In effetti una certa cautela è più che comprensibile!

Mica ci si può fidare della prima che passa di lì, meglio starsene un po’ distanti dietro la roccia.

Ancor meglio è rimanere vicini alla mamma.

Curiosi ma non troppo!

Sempre prudenti e un po’ diffidenti.

Teneramente vicini in quest’avventura di diventare grandi.

I micetti di Fontanigorda, come sempre, sono delle vere bellezze.

E sua maestà la squamina diventerà un’adorabile regina.

Una delle due mamme mi guardava attentamente, a mio parere a volte i gatti hanno espressioni silenziosamente eloquenti.

Quanta dolcezza in questi piccolI intraprendenti gattini!

Pronti ad affrontare il mondo con curiosità, tenacia ed entusiasmo.

Sono i dolci micetti di Fontanigorda, nei nuovi inizi del tempo d’estate.

L’erba, il silenzio, il muovere dell’ombra

Soli, nel pianto tuo della mattina,
l’erba, il silenzio, il muovere dell’ombra
e gli steli del vento. Il tuo sollievo
è di vederti calma nell’attesa
ch’io giunga da lontano, il tuo riposo
è la speranza d’incontrarci a sera
per caso in un inverno.
Lasciarti per sparire,
per essere il tuo cielo dove guardi
senza rimorsi, avere il tuo rimpianto,
la tua memoria, le tue mani vuote…
Forse è più dolce piangermi che avermi.

Alfonso Gatto
Poesie d’amore – Mondadori (1973)

Fontanigorda – Giugno 2026

Una signora ghiandaia

È questo il tempo nel quale più spesso si incontra da queste parti la signora ghiandaia e io, quando mi imbatto nella sua regale figuretta, resto sempre in ammirata contemplazione.
La signora ghiandaia, con le sue piume che dal beige sfumano nell’azzurro, è una creatura particolarmente elegante e penso, tra l’altro, che ne sia ben consapevole.

Inoltre, come già più volte ribadito su queste pagine, io sono la fortunata proprietaria di un certo numero di piume di ghiandaia raccolte con pazienza ai margini del bosco a Fontanigorda, sui prati e sui sentieri e, come è ovvio che sia, generosamente donate da altre ghiandaie.
La piumetta più piccina è quella con maggior presenza di azzurro ma non mi dispiacerebbe averne anche altre, naturalmente!

E quindi, cara signora ghiandaia, se sorvolando il mio terrazzo volesse essere così cortese da far cadere tra le piante una delle sue sgargianti piume sarò felice di aggiungerla alla mia già notevolissima raccolta della quale vado molto fiera.
Amici, in caso di gradite novità da parte della signora ghiandaia, naturalmente sarete i primi saperlo!

Sulle verbene

Sulle verbene che sbocciano in terrazzo è arrivato un graditissimo ospite: la sfinge colibrì, insetto inquieto che pare non fermarsi mai.
E, a quanto sembra, gradisce molto la dolcezza delle verbene!

Svolazzava di qua e di là, da un fiore all’altro.

E devo dire con una punta di orgoglio che ritengo di aver allestito per lei e per tutte le sue simili un magnifico punto di ristoro, attraente e molto colorato.

E così la sfinge colibrì non se lo è fatto dire due volte, si è tuffata a capofitto nei fiori!

Nel mistero magnifico della natura dove tutto è armonia e assoluta perfezione.

Il colore verde

Il colore verde è grazia, leggerezza e incanto, nella sinfonia dei rami degli alberi davanti al panorama dei monti che circondano la mia Fontanigorda.

Il colore verde ha infinite sfumature che divengono sempre più accese con l’approssimarsi dell’estate.

Il colore verde è intenso, vitale, brioso, nella prospettiva sempre amata del Bosco delle Fate.

Il colore verde è vibrante e vivace, si veste dell’umidità dei muschi e della tenerezza delle piantine appena cresciute.

Il colore verde è respiro, afflato, battito del bosco.

È anima e mistero, culla della vita e della rinascita.

Il colore verde profuma di giovinezza e al tempo stesso di saggezza autentica, il colore verde è la voce della terra.

Accoglie, nel suo cuore, l’infinito del cielo.

E si snoda in straordinarie complessità.

Accudisce piccoli fiori selvatici, insetti e creature.

E si svela nella perfezione delle foglie.

Accompagna il cammino lungo il sentiero, custode della bellezza e degli orizzonti.

Con questa meraviglia l’immensità del creato a noi si dona, nella leggiadra armonia del colore verde.

Sui petali, a Fontanigorda

E così, librandosi in volo verso un fiore che sboccia libero al margine della strada che a Fontanigorda conduce all’incantato Bosco delle Fate.

E ancora, nella dolcezza del clima dolce della Val Trebbia, avvicinarsi alla rosa che gentile si apre al sole.

Lassù, tra i prati e i boschi, gli insetti ronzano beati e felici, così li ho veduti nel corso della mia recente passeggiata nel mio paesino del cuore.
Dondolando su uno stelo, con leggerezza.

E affondando le zampette nel polline, questa è vita, bellezza e felicità!

E poi, ogni piccolo fiore sa essere immenso e straordinario, è pur sempre una questione di punti di vista.

E poi così, in uno splendore di verde lucente, passeggiando su una rosa.

In uno straordinario gioco di contrasti semplicemente inimitabile.

Sui petali, in un giorno di giugno, nella mia Fontanigorda.

Tra le rose di Fontanigorda

E così ho camminato ancora tra le rose di Fontanigorda, là dove l’aria è fresca e pulita.

Le rose dai petali di velluto si stagliano contro l’azzurro.

E i boccioli timidi ancora devono sbocciare.

Rose fluttuanti, generose, leggere.

E profumate, splendide e deliziose, pronte ad accogliere la bella estate.

Le rose eleganti che sempre ho amato e veduto crescere e rifiorire.

Sontuose regine dei giardini e del tempo del sole.

Bianche si aprono una accanto all’altra.

Screziate nella loro magnificenza.

Gareggiano per grazia e beltà.

E alcune, più piccole, dondolano lievi nell’aria di giugno.

Odorose, regali, inimitabili.

Sono le belle rose della mia Fontanigorda, in questo tempo di sole e di luce.

Ad ali spiegate

È bastata solo qualche ora trascorsa ieri nella mia Fontanigorda per ritrovare, ancora, la grazia delle prime farfalle.

Un’armonia perfetta sui fiori selvatici e liberi.

Un incantevole equilibrio che sempre e ancora mi meraviglia.

Sono i nuovi inizi, è il tempo del caldo e del cielo terso.

Ad ali spiegate, con leggerezza.