La bambina di Gorizia

La bambina di Gorizia forse Genova non l’ha nemmeno mai veduta, ci è arrivata per un caso quando il mio sguardo ha incrociato il suo e così ho deciso di custodire la piccola Carte de Visite che ci ha tramandato la sua immagine.
La bambina di Gorizia visse in giorni lontani e in un luogo distante da qui, non saprei raccontarvi lo scenario della sua vita.
Ed eccola qua con il suo faccino paffuto, gli occhi grandi, i ricciolini morbidi.

E mi ha colpito il suo abito a righe!
I polsini e i bordi più scuri, tonalità diverse nelle righe e poi, se osservate bene, noterete che la bambina ha un grande fiocco sulla schiena.

Le calzine bianche, gli stivaletti con i bottoncini, i piedini incrociati.

Così la vediamo nella bella Carte de Visite del fotografo Giacomo Luzzatto di Gorizia.
Se ne sta buona buona seduta sulla poltroncina con le frange e io me la immagino mentre cammina, con il passo un po’ incerto, tenendo stretta la manina della mamma.

Nel tempo della tenerezza dell’infanzia, con quello sguardo stupefatto e quel visetto dolcissimo, con i suoi pochi anni e tutta la vita davanti.

Tre fratellini diligenti

Sono tre fratellini diligenti, così ci viene tramandata la loro immagine in una bellissima Carte de Visite del fotografo Rossi.
Vestiti alla marinara, compunti e composti, di fronte a loro i quaderni aperti e poi anche tutta la vita davanti.

E di ognuno di loro, in qualche modo, mi pare di intuire qualche piega del carattere, qualche dettaglio di una personalità che emerge da una piccola fotografia.
Il bambino sulla sinistra è il più vivace, lo si comprende da una sorta di malcelata sfrontatezza, quel guizzo nello sguardo che fa di lui una figura assertiva e predominante.

Invece ecco qua colui che mi sembra il più timido.
È un ragazzino studioso, taciturno, riflessivo, aiuta sempre i fratelli nei compiti, è rassicurante e affidabile.

Il più piccolo dei tre è il cocco di casa, bello come un cherubino osserva il mondo con meraviglia con i suoi occhioni azzurri spalancati sul futuro e con quel broncio che lo rende indimenticabile.

Sono tre fratellini diligenti, così ritratti nel tempo della loro infanzia, nell’età dei sogni e delle piccole felicità.

In fondo a Via XX Settembre

Camminando ancora nel passato ci ritroviamo in fondo a Via XX Settembre o più precisamente nel primo tratto di Via Cadorna percorso così da alcuni amici.
Una sobria eleganza, i soprabiti sottobraccio, i sorrisi franchi e aperti in un momento così semplicemente condiviso.

Sono soltanto tre coppie di amici che trascorrono una giornata in allegria.
Le signore hanno tutte la pettinatura alla moda e certe borsettine a dire il vero poco capienti.
E non è questa l’unica mia fotografia nella quale sono ritratte coppie a passeggio in questo tratto del centro di Genova, presumo quindi che nei dintorni ci fosse un fotografo pronto ad immortalare certi momenti di una giovinezza felice.

Sulla destra si notano i mezzi pubblici e un ciclista intento a pedalare, sullo sfondo si vede la prospettiva di Via XX Settembre.

Era un giorno lontano, forse un giorno d’autunno.
Il futuro sembrava lieve e carico di promesse, mentre sei amici camminavano vicini, in quel tratto di Via Cadorna.

Ancora sulla seggiolina con le frange del fotografo Giulio Rossi

La fotografia storica è sempre fonte di stupore, certe fortunate coincidenze permettono di conoscere meglio la maniera di approcciarsi ad una ritratto, alla realizzazione di un’immagine destinata a divenire un tenero ricordo.
Vi porto ancora nello studio del bravo fotografo Giulio Rossi, come ho avuto già modo di scrivere in passato in questo post, il talentuoso professionista spesso si avvaleva di una seggiolina con le frange sulla quale si accomodarono schiere di piccoli genovesi.
Su quella seggiolina ecco ancora una dolce creatura: i capelli castani, l’abitino a quadretti, gli occhi grandi e l’espressione timida.

Sulla seggiolina con le frange, poi, si sta seduti a questa maniera, secondo indicazioni del fotografo, naturalmente.
A gambe incrociate e con un braccio posato sul bracciolo, con una certa studiata rilassatezza.

Una posa non casuale e la ritroviamo in un diverso ritratto di un altro piccoletto.

Così, nel tempo d’infanzia, con le calzette bianche e gli scarponcini.

Con un cappellino con il pon pon, un grande fiocco bianco sul petto.

Sulla seggiolina con le frange del fotografo Giulio Rossi, con gli occhi spalancati sul domani e tutta la vita davanti.

Sul cigno

I capelli chiari e sottili, lo sguardo vispissimo, le guance rosate.

In un giorno felice del tempo d’infanzia ecco una foto ricordo dei primi inizi della vita.
Credo si tratti di una bimba e la troviamo in posa nello studio di un bravo fotografo: osservate bene, c’è un cigno alle spalle della piccola creatura, è una sorta artificio creato ad arte per l’occasione.

Autore del ritratto in formato Cabinet è il fotografo Solza che aveva il suo studio in Salita Santa Caterina come si evince dal dorso della fotografia.

Un ritratto a suo modo insolito perché, a prima vista, parrebbe quasi che la bimbetta sia seduta sul cigno ma in realtà guardando con attenzione è chiaro che non è così.
Ci sono anche rami di fiori e foglie a confondere in parte l’osservatore, il cigno è parte della scena allestita dal fotografo.

Una maniera per lasciare agli orgogliosi genitori un ricordo affettuoso della loro creaturina.

Era un tempo d’infanzia.
Con una vestina chiaro, una collanina al collo, un sorriso ingenuo e fiducioso e ancora tutta la vita davanti.

Di giorno in giorno

Di giorno in giorno, ora dopo ora, la vita si trasforma, tutto si evolve.
Di generazione in generazione, dagli adulti ai ragazzi c’è un cambio di passo e in questo modo una semplice fotografia in formato Carte de Visite ci narra lo scorrere del tempo, il passaggio del testimone e la consegna della fiducia.
C’è un ragazzino, è poco più che un adolescente, ha l’espressione molto seria e consapevole, pare che sappia di dover diventare grande.
Lui porta una divisa, probabilmente quella della collegio dove studia, il luogo nel quale si formerà e crescerà.
La mano sinistra del ragazzo è posata sulla spalla dell’uomo che gli è accanto, una persona per lui importante, forse il padre o forse lo zio.

Per lui è un punto di riferimento, una persona che sa indicare la strada e sa anche dire quali siano i passi da compiere.

E il legame è assoluto e inscindibile, rimarcato da quelle mani che si stringono in un gesto che racconta affetto, vicinanza, cura.

Nulla è lasciato al caso, non sono improvvisate le posizioni dei piedi, non è casuale il drappo caduto sul tappeto.

La bella Carte de Visite e una mia recente acquisizione, la fotografia è opera di Alfred Noack che la realizzò nel suo studio di Vico del Filo.

È il ricordo di un nuovo inizio, di un affacciarsi alla vita e al futuro con il cuore colmo di speranza e con la forza della giovinezza.
Di giorno in giorno, ora dopo ora, verso il domani.

Tre cuori

Loro sono tre.
Tre cuori, tre sorrisi, tre speranze.
Tre volte il futuro, la vita, la felicità.
Loro sono tre, ritratti con il consueto talento dal fotografo Ernesto Rossi.

La Carte de Visite ha anche la sua delicata busta nella quale riporla, una piccola rarità che non si sempre si riesce a trovare.

Loro sono tre.
Tre visetti felici, tre sorrisi, tre testoline di ricci, tre sguardi affacciati sul mondo.
Così vicini, nel tempo dell’infanzia, con tutta la vita davanti.

Ritornando al Santuario della Madonna della Guardia

Ritornando al Santuario della Madonna della Guardia, in questo 29 Agosto nel quale i genovesi salgono devotamente al Monte Figogna dove Maria apparve al contadino Benedetto Pareto.
E la devozione è sempre stata sentita e commossa, i pellegrini salgono al Santuario e poi si fermano, tutti insieme, a far la foto ricordo sulla scalinata.
Abiti estivi, cappellini bianchi, la gioia nel cuore.

Bimbette timide, ragazzetti vivaci, un tempo che sfugge e sarà da trattenere nella memoria.

Mamme, zie, amici, devoti pellegrini ritratti tutti insieme in un frammento di vita.

Sullo sfondo, nell’ultima fila, c’è un prestante giovanotto con la sigaretta tra le labbra, a osservarlo penso che mantenga la stessa posa spavalda anche nelle fotografie balneari, non credete anche voi?

A breve distanza c’è il ragazzino con la maglietta a righe e la mano sul fianco, lui se ne sta un po’ distaccato dal gruppo, vicino alla colonna.

E si sorride con grazia, in questo tempo leggero e piacevole trascorso in un luogo caro.

In prima fila, uno accanto all’altro i più piccini della compagnia.
Scarpette bianche, calzine corte, un cappellino tra le mani, braghette e abitini a fiori e sole negli occhi nel tempo d’estate, con tutta la vita davanti, al Santuario della Madonna della Guardia.

Gioia di vivere

Un prato, i soffioni e le piccole margherite.
Il cielo azzurro, il sole caldo e appena una velatura di nubi leggere.
Un ciuffetto biondo, lo stupore nello sguardo, un completino chiaro, il ditino alzato.
È una piccola semplice fotografia e l’ho recuperata tempo fa in una delle solite scatole al mercatino, trovo questa immagine di una bellezza commovente perché racconta in maniera perfetta l’emozione, la meraviglia e l’entusiasmo di un piccoletto alla scoperta del mondo.
Con tenerezza, questa è la vera gioia di vivere.

Un’estate lontana a Pegli

Era una lontana estate sulla spiaggia di Pegli, si sorrideva accanto agli ombrelloni a righe facendo sfoggio di inusitate eleganze.

E per l’occasione si sta in posa per la foto ricordo, i più piccini hanno le cuffiette di sangallo per ripararsi la testolina dal sole.

E poi maniche a sbuffo, abiti alla marinara, frangette e fiocchetti in testa.

C’è una gran folla sulla spiaggia di Pegli in questo istante da ricordare.

La ragazza con l’accappatoio si distrae e si volta indietro, forse ad ascoltare qualcuno che si rivolge proprio a lei.

La giovane donna vestita di scuro spicca tra gli abiti candidi delle sue amiche, in questo tempo felice in cui si sorride con spensieratezza.

L’aria del mare lambisce i volti in una languida dolcezza estiva.

E i piccoletti sempre in cerca di avventure stanno tutti in fila buoni buoni.
Sole negli occhi, pelle ambrata, risate cristalline e l’amorevole cura delle mamme.

Con allegria, proprio così!

Poco distante certe elegantissime signore e signorine si svagano in una piacevole conversazione, con loro c’è anche un signore dai modi gioviali.

Sulla spiaggia si fa a gara a chi indossa il cappello più fastoso, sinceramente faccio fatica a scegliere!

E il tempo scorre, mentre si sta tutti vicini a farsi immortalare dal bravo fotografo.

Era un’estate lontana a Pegli e si stava così, seduti sui sassi, cercando di evitare il sole negli occhi e con tutta la vita davanti.