Cristo e la Samaritana al pozzo

La sapienza di un grande artista ha così tratteggiato un celebre episodio della vita di Gesù narrato nel Vangelo secondo Giovanni.
Il dipinto, opera del pittore seicentesco Domenico Fiasella, proviene dall’antico Oratorio di San Silvestro ed è attualmente conservato ed esposto a Palazzo Bianco di Genova.
L’incontro tra Gesù e la Samaritana, la parola di Dio che si rivolge a tutti, l’acqua fresca del pozzo.
E gli sguardi, le parole di lei:

“So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa”. Le dice Gesù: “Sono io, che parlo con te”.

Vangelo secondo Giovanni 4, 25-26

E l’aureola che illumina il capo di Gesù, la sua maniera di rivolgersi alla Samaritana.

La grazia di lei, il suo sguardo fidente, il sorriso speranzoso, i capelli color del grano raccolti sulla nuca.

Le mani di Gesù, la sua gestualità accogliente.

Il secchio stretto tra le dita di lei, l’acqua nel pozzo.

Sullo sfondo il panorama di una città, l’armonia perfetta delle due figure, gli abiti dai colori sgargianti, un istante che diviene rivelazione così magistralmente dipinto da Domenico Fiasella.

Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna”.

Vangelo secondo Giovanni 4, 13-14

Le bellezze della Chiesa di Santa Marta

Intima, raccolta, preziosa, la Chiesa di Santa Marta è un gioiello antico incastonato nella modernità e scampato alla distruzione della vecchia Portoria.
Vi si accede da Via Roma, tramite un passaggio che vi condurrà al cospetto di questa chiesa dalla storia lontana.
Come narra l’Alizeri nel suo volume del 1875 Guida Illustrativa del Cittadino e del Forestiero per la città di Genova si ha memoria di una “Chiesa di Santa Marta che un tempo fu detta di S. Germano, già stanza agli umiliati di entrambi i sessi, poi dopo la soppressione dell’ordine nel 1575, di Suore Benedettine che vi durarono infino al chiudersi del passato secolo.”
L’attuale struttura e l’intitolazione a Santa Marta risalgono invece al ‘500.

Una meraviglia celata nel centro della città.

Sopra al portale su un marmo si legge Pax che in latino significa pace.

Varcata la soglia della Chiesa ecco lo stupore degli ori e degli affreschi pregiati, questa piccola chiesa è davvero ricca di opere magnifiche e nel narrarvela mi avvalgo della piccola guida dedicata a Santa Marta pubblicata da SAGEP nel 1977 e curata dallo studioso Lauro Magnani.

Molti sono gli artisti che contribuirono ad abbellire la chiesa, tra di essi Giovanni Battista Carlone, Valerio Castello e Domenico Piola.
È di Paolo Gerolamo Piola l’affresco dedicato a Cristo in casa di Marta.

Sull’altare è posta la statua in marmo dell’artista seicentesco Filippo Parodi nella quale lo scultore effigiò Santa Marta in gloria.

È una magnifica scultura, raffinata e ricca di dettagli.

Colpisce la dolce grazia della Santa.

Così la circondano piccoli angeli.

La volta del presbiterio fu affrescata da Giovanni Battista Carlone con scene dedicate alla vita di San Benedetto che era il protettore delle monache di Santa Marta.

Ed è proprio la meraviglia degli affreschi, dei colori e delle sfumature a rapire lo sguardo che resta ammaliato ad ammirare l’armoniosa perfezione di queste scene così perfettamente rappresentate.

Si devono a Valerio Castello e a Domenico Piola i preziosi ovali che decorano la volta.

Non mancano poi le tele di celebri pittori: è di Domenico Fiasella il dipinto dedicato alla Vergine con il Bambino e Santi.

Ed è sempre di Domenico Fiasella il quadro nel quale si ammira La presentazione della Vergine con i Santi Giovanni Battista e Mauro.

Nella Chiesa di Santa Marta troverete anche un pregiato Crocifisso ligneo di Giovanni Battista Gaggini.

Qui dorme il suo eterno sonno l’Abate Paolo Gerolamo Franzoni, letterato e uomo di cultura al quale si deve anche la realizzazione della Biblioteca Franzoniana.
Franzoni fondò  nel 1751 la Congregazione degli Operai Evangelici i cui membri, a partire da 1826, si occuparono della riapertura della Chiesa, ripristinandola e prendendosene cura.


Luccicano gli ori nella nostra bella chiesa, nelle nicchie del presbiterio sono collocate diverse statue di santi opera di Tommaso Orsolino.

La luce rischiara La Vergine Immacolata con i Santi Francesco di Sales e Vincenzo Ferrer del pittore Francesco Campora.

La ricchezza dei marmi racchiude la figura di San Francesco di Sales di Carlo Giuseppe Ratti.

Colore, oro, armonia e misticismo.

Nella luce radiosa della chiesa magnifica dedicata a Santa Marta.

La Cappella del Sacro Cuore nella Chiesa di San Siro

Vi porto ancora una volta nella bella Chiesa di San Siro, così ricca e luminosa: un tempo questa chiesa fu Cattedrale della Superba e scoprendone la maestosa bellezza se ne comprende di certo la ragione.
Lucente e mistica San Siro con i suoi infiniti tesori.

E così, giungendo al termine della navata destra, vi invito a soffermarvi ad ammirare la Cappella del Sacro Cuore già di San Giovanni Battista e Nicola di Bari.
Sull’altare spicca il meraviglioso dipinto di Domenico Fiasella risalente al 1642, il quadro è denominato “San Nicola è insignito dello scapolare”.

Tutto attorno vi è una ricchezza di raffinate decorazioni e un’armoniosa varietà di marmi come spesso si trova in queste antiche chiese.

È armoniosa e bella questa cappella così riccamente decorata.

Soffusa di misticismo è la figura del Santo, lo sguardo trova la gestualità, le espressioni, l’istante cruciale nel cammino di fede di San Nicola.

A colpire la mia attenzione, in questa ricca cappella della chiesa di San Siro, è un dettaglio del dipinto di Domenico Fiasella.
Ed è quella bellezza di angioletti dalle bionde testoline ricciolute, è quella grazia di manine innocenti che stringono fiori e boccioli, è quell’armonia di sguardi, gesti angelici e ali frementi, è una leggiadria assoluta che mi lascia senza parole.
Soffermatevi anche voi, nella quieta bellezza di un’amata chiesa dei caruggi, davanti alla dolcezza degli angeli magistralmente dipinti da Domenico Fiasella.