Ritorniamo a camminare nel passato, la mia macchina del tempo oggi vi porterà a visitare il Porticato Inferiore a Ponente del Cimitero Monumentale di Staglieno e questo sguardo sul passato lo compiremo grazie ad una mia cartolina d’epoca che vi mostrerò in alcuni diversi dettagli.
Dovete sapere che negli anni ho raccolto numerose cartoline del nostro cimitero Monumentale di Staglieno e tuttavia questa cartolina in particolare è giunta tra le mie mani proprio nella giornata di ieri.
I miei affezionati lettori ricorderanno il mio ultimo post dedicato al Monumento funebre di Erasmo Piaggio scolpito da Santo Saccomanno nel quale ho ritenuto opportuno invitarvi a immaginare il monumento come era stato pensato e poi realizzato dallo scultore.
Ieri, per una di quelle coincidenze singolarmente casuali, ho trovato proprio la cartolina dove si ammira il monumento funebre di Erasmo e così condivido con voi la mia emozionante scoperta, ho pensato che forse anche Erasmo Piaggio ne sarebbe contento.
Come vi dicevo, la figura mistica del tempo siede sulla tomba in marmo nero di Varenna, accanto al tempo, sulla destra c’era posato un teschio oggi andato perduto.
Queste sculture, ancora oggi così suggestive, erano a volte un gioco di sapienti contrasti, come nel caso di questo monumento.
Ecco il tempo dalle ali candide e il marmo nero sul quale egli siede, se osservate attentamente si scorge anche una parte del teschio posato sulla tomba, lì sulla destra.
Ricche decorazioni floreali sono poste accanto alla scultura, in omaggio al defunto.
Vi è un’altra opera abbastanza ben visibile in questa cartolina.
Si tratta del Monumento funebre di Rocco Piaggio e realizzato dallo scultore Federico Fabiani, uno degli artisti che più amo tra coloro che lasciarono traccia del loro talento al Cimitero Monumentale di Staglieno.
L’opera rappresenta l’anima che viene condotta in cielo dall’angelo, Fabiani era celebre proprio per le sue sculture con queste figure lievi come sospese nell’aria.
Anche questa tomba era di marmo nero e ai giorni nostri si nota che il marmo ha perso la sua originaria lucentezza.
Camminando nel passato, con le immagini antiche e con le cartoline, ritroviamo il bianco candore dei marmi, le figure armoniosamente scolpite e la loro antica bellezza che ancora suscita la nostra meravigliata ammirazione.















