Estate ai Bagni del Bello di Sampierdarena

Trascorse, dolce e serena, ancora un’estate ai Bagni del Bello di Sampierdarena.
Fu una stagione di piccole gioie semplici: una corsa sulla spiaggia, i sassi caldi di sole, l’acqua del mare limpida e trasparente.
Su una spiaggia che poi, in epoche successive, sarà tanto rimpianta e ricordata come cuore di una bellezza perduta.
Il vento soffiava gentile e la barca dondolava cullata dalle onde, era un tempo di sorrisi e di quieta libertà che così traspare dai dettagli di una bella cartolina della mia collezione.

Spirava l’acqua salmastra, scostando le tende alle finestre e accarezzando i panni stesi ad asciugare davanti a quel mare compagno di ogni stagione.
E si scendeva là, sulla spiaggia, ai Bagni del Bello, un luogo di gradite consuetudini.

E certe barche ancora erano a riva, in attesa di prendere il largo.
Quanta spensieratezza in un tempo gioioso in questa Sampierdarena di un’epoca diversa, ci si tuffa nel blu a pochi passi dalla Lanterna, un privilegio che le generazioni future non sapranno neppure immaginare.

Resta il ricordo e, a volte, il racconto di chi visse in questa maniera questo litorale che non era ancora parte del porto ma spiaggia cittadina: mia nonna andava al mare in questi luoghi, i suoi racconti mi avvincevano.
Ho imparato, anche grazie a lei, a fantasticare con la forza delle parole e dell’immaginazione e a provare a ritornare in quei luoghi che nemmeno ho veduto come se anch’io, per un incanto imprevedibile, avessi trascorso una bella estate ai Bagni del Bello di Sampierdarena.