Vertigo a Genova

A Genova c’è una scala leggendaria, una scala che leva il fiato solo alla vista.
Una meraviglia di gradini che si perde in un’ellisse, uno scalone che si trova in un pregiato edificio in stile liberty nella nostra Via XX Settembre.
E se varcherete quella soglia alzando lo sguardo sopra di voi vedrete una vertigine scalini efficace come una musica potente.

La scala, come è noto, è quella dell’elegante Hotel Bristol Palace edificato nel 1905.

E così gli ospiti dell’Hotel possono lasciarsi meravigliare dalla bellezza di questa struttura straordinaria.

Con le sue ringhiere in ferro battuto la scala sale inesorabile come un vortice, sovrastata da una splendida vetrata.
L’ Hotel Bristol Palace annovera molti celebri ospiti, da D’Annunzio a Montale, da Nureyev a Vittorio De Sica e molti altri ancora.
E tra le celebrità che soggiornarono negli spazi mirabili del Bristol c’è anche il maestro del brivido, Alfred Hitchcock.
L’acclamato regista fu tra gli ospiti dell’Hotel Bristol Palace e si narra che la scala dell’albergo fu la sua ispirazione per la realizzazione della celebre scena della scala del campanile per il suo film Vertigo, la donna che visse due volte con Kim Novak e James Stewart.

Sei piani di stupore e vertigine, una scala ellittica che è una toccante suggestione, una meraviglia per lo sguardo.
Vertigo a Genova, in Via XX Settembre.

Genova, 1904: la straordinaria storia della Palazzina del Successo

Questa è una bella storia di Genova avvenuta nel lontano 1904.
All’epoca entrava nelle case dei genovesi una rivista di genere umoristico alla quale nel corso del tempo diedero il loro contributo illustri rappresentanti del panorama culturale cittadino come ad esempio Nicolò Bacigalupo, Luigi Arnaldo Vassallo e il celebre Pipein Gamba che con le sue vignette arricchiva le pagine della rivista.
Fondata nel 1889, la rivista Il Successo era pungente, ironica, a volte proprio tagliente e insomma, mi si passi il gioco di parole, era un vero successo!
In redazione poi avevano molta cura dei loro lettori tanto che, in quel luminoso 1904, si decise di premiarli con un’iniziativa straordinaria: una lotteria dedicata agli abbonati.
E così, a fronte di un abbonamento di 9, 99 Lire tutti potevano concorrere per vincere gli ambiti premi: c’erano in palio grammofoni e arredi di lusso, abiti eleganti, pendole e candelabri, una macchina da scrivere, un pianoforte e molto altro ancora.
Il primo premio però era davvero strabiliante: il fortunato vincitore, infatti, si sarebbe aggiudicato la magnifica Palazzina del Successo.
E sulle pagine della rivista, naturalmente, tutto viene narrato nei minimi particolari, così vi racconterò ciò che ho letto.
La splendida dimora verrà realizzata nei possedimenti Piaggio che occupano uno dei più ridenti poggi del diadema di colline che Genova cinge, sarà quindi sita in quella Via Piaggio alla quale si giunge dopo aver percorso Corso Firenze e Via Paride Salvago
Progettata su disegno dell’Ingegner Tallero, verrà consegnata al vincitore munita di tutti gli agi: luce elettrica, caloriferi, bagni e acqua corrente.
Un vero paradiso, in una zona amena e deliziosissima, con attorno un favoloso giardino!

Sulla rivista si legge inoltre che la Palazzina avrà pavimenti pregiati e raffinate finiture, le vetrate verranno dipinte da Ernesto Galliano, decoratore di fama.
Inoltre il negozio La Permanente di Via Vernazza fornirà in omaggio le tappezzerie in stile Liberty e proprio là, in Via Vernazza, si ammira un modellino in scala della leggendaria Palazzina del Successo.
Ora, dovete sapere che tutta la faccenda creò anche qualche grattacapo a quelli della rivista perché, proprio in quel 1904, da lì a breve sarebbe stata approvata una legge che vietava le lotterie ai giornali e ai periodici.
Quelli del Successo naturalmente ne scrivono ma ricordano anche ai lettori che la destinazione della palazzina è salva perché la legge sarebbe entrata in vigore a giugno mentre l’assegnazione dei premi era in programma il 24 Aprile, giorno di San Giorgio.

Tra le varie iniziative vengono inoltre diffuse certe cartoline artistiche realizzate dal fotografo Cavalier Rossi che sono date in dono agli abbonati.
Come si legge sulla rivista, l’immagine riguarda il modellino della Palazzina che in quel momento era appunto ancora in via di costruzione ma da lì a poco tutti avrebbero potuto ammirarla dal vero!
E molti anni dopo ci sarà qualcuno che, trovandosi tra le mani proprio quella cartolina, si porrà molte domande per le quali cercherà la risposta.
Ecco a voi la cartolina, la possiedo da parecchio tempo e ha subito suscitato la mia curiosità perché questa Palazzina del Successo si trova nel mio quartiere e l’ho sempre ammirata con stupore.

Torniamo a quel 1904 e al giorno dell’estrazione da effettuarsi nelle Sale dell’Esposizione Campionaria a Benefizio delle Colonie Alpine nel Palazzo dell’Accademia.
Per l’occasione sulla prima pagina del Successo del 24 Aprile si trova una vignetta particolare nella quale è ritratta una trepidante folla di persone e un capiente bussolotto e sopra di esso si libra un leggiadro putto che regge tra le mani la bella palazzina.
La sospirata estrazione tuttavia si tenne qualche giorno dopo e la dea bendata premiò un fortunato vincitore: a stringere tra le mani il biglietto vincente fu il Signor Rebora, titolare di un negozio di commestibili a Sampierdarena.
E sapete cosa accadde? Un fatto veramente inaspettato!
Evidentemente il fortunato vincitore se ne stava tanto bene a casa sua e così scelse di rinunciare alla proprietà della palazzina e di farsi dare in cambio sonanti denari per un importo pari a 20.000 Lire che gli vennero liquidate con una serie di biglietti di banca, sulle pagine del Successo viene quindi pubblicata una lettera di questo signore che si dichiara felice e soddisfatto della sua scelta!

Non so dirvi se poi il lettore se ne sia pentito, quelli del Successo forse non presero proprio benissimo la sua decisione perché, in occasione della campagna abbonamenti del 1905, sulle pagine della rivista venne specificato che la legge ormai non lo permetteva più altrimenti avrebbero volentieri regalato a un fedele abbonato un bel palazzo in Via XX Settembre come era accaduto nel 1904 quando il vincitore aveva invece preferito ricevere 20.000 Lire al posto della casa e, testuali parole scritte sul giornale, peggio per lui visto che con il passar del tempo la dimora aveva acquisito il valore di 36.000 Lire.
La Palazzina del Successo, protetta dalla sua elegante cancellata in ferro, trovò comunque i suoi estimatori che poterono così godere delle sue bellezze e dei suoi agi.

Venne ribattezzata Villino Flavia e le decorazioni sulle targhe in marmo rispondono appieno ai dettami del Liberty.

Il tempo è trascorso e la magnifica dimora conserva ancora il suo fascino elegante e discreto, io l’ho sempre guardata con gli occhi sognanti e ammirati.
Da qui, da questo secolo lontano, mando un pensiero e un ricordo ai giornalisti e ai vignettisti della leggendaria rivista e al fortunato vincitore che ebbe la sua meritata ricompensa.
Accadde nella nostra Genova, nel 1904: questa è la straordinaria storia della Palazzina del Successo.

Monumento Diena: la ragazza con i fiori

La ragazza con i fiori si staglia eterea sul sepolcro della famiglia Diena, mentre il sole lambisce le sue fattezze aggraziate.
La tomba è collocata nel campo antistante il Porticato Sant’Antonino al Cimitero Monumentale di Staglieno, la figura diafana della fanciulla è opera magnifica dello scultore Vittorio Lavezzari che la realizzò nell’anno 1915.

La giovane ha il viso bellissimo così incorniciato dalle morbide chiome.

E compie un gesto gentile e misericordioso: posa i fiori in omaggio ai defunti e in loro indelebile memoria.

E così si china, porgendo il suo odoroso dono.
La figura esile e sinuosa rispecchia appieno i dettami stilistici del liberty, restituendo l’immagine di una femminilità armoniosa e leggiadra.

La ragazza stringe a sé quei boccioli profumati.

E così la si ammira quando ad accarezzarla è soltanto l’ombra.

E i fiori che lei dona non sfioriscono mai, eterno ricordo delle persone amate.

Cosi resta la ragazza con i fiori, rischiarata da un raggio di sole, nella quiete mistica del Cimitero Monumentale di Staglieno.

La musica di un secolo nascente

È la musica di un secolo nascente o forse è soltanto l’illusione di questa melodia a giungere a noi.
Le note più dolci e suadenti potrebbero scaturire dalle corde di un antico strumento retto con questa grazia da una fanciulla.
Lei indossa bracciali d’oro e una collana, ha i capelli acconciati in maniera complicata, potrebbe anche essere una delle Muse.
I fiori, lo stile, la posa, tutto richiama il liberty e il gusto di un’epoca.

I profili, una certa idea di bellezza, la cornice fiorita, la ricercatezza dei dettagli.

Si tratta soltanto di una cartolina spedita in un giorno del 1900, è un semplice cartoncino proveniente dal nostro passato e racchiude così tanta perfetta armonia alla quale non siamo forse più abituati.
Uno stile, un’epoca: la musica di un secolo nascente.

Via Edilio Raggio: gli sguardi del Liberty

C’è un palazzo a Genova che per me è di una gloriosa bellezza e così ritorno spesso ad ammirarlo, in passato mi è anche capitato di fotografarlo diverse volte nel tentativo di coglierne i raffinati particolari.
E allora oggi vi porto con me in Via Edilio Raggio, alle spalle della Zecca.
L’edificio risale agli inizi del ‘900 ed è un mirabile esempio dello stile più in voga a quel tempo, spiccano così queste armonie tipiche del Liberty con decorazioni di fiori in boccio, foglie minute, rami e simmetrici decori.

Il palazzo è restaurato con cura e preservato in ogni suo dettaglio.

E poi, secondo canoni estetici tante volte replicati a quell’epoca, ecco gli sguardi del Liberty.
Sono visi di fanciulle dalle labbra carnose e dai lineamenti così definiti, sono volti attorniati da tralci di edera generosa.
E già le conosciamo, abbiamo già veduto queste giovani donne, sono testimoni di epoca e del suo gusto raffinato.

Altre decorazioni fini e minuziose abbelliscono anche i balconcini.

A catturare lo sguardo, tuttavia, sono ancora quella sfrontata bellezza e quegli occhi spalancati sulla modernità.

Sono volti leggiadri dai profili così regolari, si può quasi immaginare che il respiro percorra quelle frementi labbra socchiuse.
Tra questi giochi di curve e di linee, con un continuo richiamo ad una precisa e definita ricerca dell’armonia.

In questa perfetta sinfonia di colori.

Non sono mai entrata in questo palazzo e spero che un giorno avrò occasione di farlo, immagino che anche al suo interno si racchiudano altri dettagli interessanti.
Là, davanti a quel portone di Via Edilio Raggio, si incontrano quei volti aggraziati e i meravigliosi sguardi del Liberty.

Farmacia Martelli: il trionfo del Liberty

Leggevo uno dei miei libri e ad un tratto la mia attenzione è stata catturata da un’unica fotografia che svela la bellezza di un’antica farmacia: il volume si intitola Il mito del Moderno. La Cultura Liberty in Liguria ed è un’interessante pubblicazione della Cassa di Risparmio di Genova, quell’unica immagine pubblicata su una delle sue pagine mi ha spinta ad andare a scoprire la Farmacia Martelli di Via Albaro.
La splendida farmacia nell’elegante quartiere del levante cittadino venne fondata agli inizi del ‘900 dal Dottor Riccardo Gavino e nel 1929 divenne poi proprietà del Dottor Giuseppe Martelli e ancora appartiene ai suoi discendenti.
Non siamo più abituati alla bellezza e qui ne troverete tanta da levare il fiato, infatti la farmacia conserva ancora i suoi antichi arredi ed è riccamente decorata secondo i dettami del Liberty.

E allora alzate gli occhi, i due ampi locali sono interamente percorsi da un’alta fascia sulla quale sono dipinti vasi e arbanelle da farmacia e piante officinali.

E sono piccole anfore, mortai e foglioline rigogliose.

E fiori di crisantemo e preziosi doni della natura che sanno diventare panacea tra le mani sapienti di un farmacista.

E colori, sfumature e armonie ancor più affascinanti per noi che viviamo in questa epoca dell’omologazione.

I soffitti sono poi magnificamente abbelliti con rami carichi di foglie minute dai toni autunnali.

E vi sovrastano ricchi cartigli accompagnati da antiche saggezze e frasi in latino.

Tra le foglie dell’alloro generoso.

E ancora, i decori sono così ricchi e vari, è una sinfonia di colori tenui e delicati.
Sul muro campeggia anche lo stemma del Municipio di Albaro con il leone rampante e un albero, la Dottoressa che gentilmente mi ha narrato della sua farmacia mi ha detto che, a parte il Municipio, questo è il solo luogo di Albaro dove si trovi lo stemma.

Non siamo più abituati a tanta bellezza e qui trionfano leggiadria ed eleganza, come negli anni ruggenti in cui vide la luce questa magnifica farmacia.

Il Dottor Gavino, colui che appunto la fondò, doveva essere con tutta evidenza una persona tutt’altro che banale: volle anche un santo a custodire la sua farmacia e scelse proprio San Gavino, la sua figura si staglia sulla parete retrostante il bancone.

Tutto è ancora come sempre è stato, nel rifiorire di gentili piante odorose.

Nella bellezza immaginata delle porcellane e di ogni singolo vaso.

L’orologio segna il tempo che scorre in questa farmacia del tempo presente che ancora conserva la memoria del suo passato, è liberty anche il grande lampadario che sovrasta uno dei locali, gli arredi sono di solido legno scuro e di inconsueta eleganza.

In un angolo è sistemato poi un piccolo lavandino di marmo con il rubinetto in ottone.

E là, sul soffitto, la leggiadria armoniosa e la meraviglia dei fiori e delle piante officinali.

È lo splendore che potete ammirare nella Farmacia Martelli di Via Albaro 95 r che tra le sue mura custodisce un’antica bellezza e il trionfo del Liberty.