I severi custodi di Via di San Bernardo

I severi custodi di Via di San Bernardo godono, per la gran parte del tempo, del favore delle ombre che li riparano tra le altezze dei palazzi vetusti.
E passano così spesso inosservati agli sguardi distratti dei passanti, molti di loro forse nemmeno li notano.
I severi custodi meriterebbero invece ossequiose riverenze, se non altro per il fatto di essere a guardia di questa strada e dei suoi abitanti ormai da centinaia di anni.
Stanno ritti, ai lati di uno stemma, reggendo le loro armi con fierezza.

Vigilano attenti e indefessi, custodi instancabili dal XV Secolo.

Tra le figure poste agli estremi e le due figure centrali si notano anche due piccoli alberelli.

Questo sovrapporta è collocato sopra al civico 8 rosso che ospita un’attività commerciale.
Attraversando Via di San Bernardo alzate gli occhi: troverete lo sguardo severo degli antichi custodi che ancora vigilano sulla nostra Via di San Bernardo.

Luce in Via di San Bernardo

Quando giunge la bella stagione passeggiare in certi luoghi è ancora più piacevole perché la luce ne svela l’autentica bellezza.
Così è il cielo tra Via di San Bernardo e Piazza Ferretto.

E questa è la luce sole che inonda la nostra Via di San Bernardo in una mattinata della tarda primavera.
Gli antichi muri scaldati dal sole, una striscia di cielo, una prospettiva autenticamente genovese.

E piante che cercano il chiarore, davanti a certe finestre.

E sole, sole, sole che scaccia l’ombra.

E gerani temerari che si nutrono di questa luce e paiono catturarla tutta.

Palazzi dalla bellezza ritrovata, grazie ad accurati restauri.

Una passeggiata che ho compiuto nella vita decine di volte, molto spesso senza una ragione precisa.
Solo per il piacere di esserci, per il desiderio di attraversare una strada tanto amata.

E ancora luce e colori della frutta di stagione nelle ceste della bottega dei Fruttarelli.

E diverse sfumature di caruggi, mai identiche a se stesse in queste parti della città vecchia.

Mentre il vento sfiora il bucato che danza sulla corda da stendere.

Nella luce chiarissima che scende sui tetti e sulle finestre di Via di San Bernardo.

Nei caruggi, guardando oltre

Ritornando in quei caruggi che piacciono a me vi porto con me per un brevissimo tratto di strada.
Parrà strano ma in questi posti trovo stupori anche quando non li cerco, la città al tempo stesso nasconde e svela, se si è capaci di guardare oltre.
Ed io, come ho già scritto diverse volte, vado ovunque e in nessun luogo, semplicemente ritrovo la cara, vecchia Genova a modo mio.
E allora, l’altro giorno scendevo da Vico dei Giustiniani.
E guardando oltre qui si vedono le finestre di Via di San Bernardo, un riflesso e una fila di panni stesi.

Questo caruggio poi ha una prospettiva straordinaria, lo sguardo va davvero oltre e si insinua sotto l’archivolto di Vico Stoppieri.

Vico dei Giustiniani, come dicevo, è una traversa di Via di San Bernardo e percorrendolo vi troverete in questo punto di Via di San Bernardo.

Ora non so come sia possibile, ma alzando gli occhi ho notato, molto in alto, un’antica decorazione che non mi pare di aver mai veduto prima.
Eppure avrò percorso questa strada centinaia di volte nella vita ma la città che al tempo stesso nasconde e svela sceglie il momento perfetto per stupirti.
Sebbene parzialmente abrasa ecco la piccola scultura che si conserva nella vertigine di un’antica dimora genovese.
Non ne sono proprio certa ma parrebbe essere un piccolo Agnus Dei.

E se osservate da questo punto potrete notare quanto in alto si trovi, come molte delle bellezze nascoste di Genova.

Poi, voltandomi verso Vico Stoppieri, ecco la luce l’ombra, il mistero magnifico di Genova.
Questo caruggetto è uno dei primi dei quali ho scritto, diversi anni fa, per me conserva immutato il suo fascino.

Accade così, in questi vicoli antichi e densi di storia, guardando oltre e molto lontano.

Cose notevoli e meravigliose di Via di San Bernardo

Ritorno a raccontarvi di un’antica strada di Genova, scrigno di tesori e di molte bellezze, già diverse volte siete venuti con me in Via di San Bernardo ma questa sarà una lunga passeggiata che spero vi offrirà una visione d’insieme di una strada magnifica e meritevole della vostra attenzione.

Ricca di vetuste dimore, la nostra Via di San Bernardo è per me un’ininterrotta sequenza di stupori e meraviglie.

La percorriamo così imboccandola da Via delle Grazie.

Subito noteremo, posta all’angolo proprio con la citata Via delle Grazie, un’antica edicola della Madonna.
Mi si permetta solo di osservare che, nel rispetto della preziosità storica, credo che si potrebbe considerare di collocare il cartello di divieto in maniera differente.

Salendo, alla nostra destra, noteremo un piccolo stemma abraso.

Sul lato opposto invece alziamo lo sguardo verso il sovrapporta collocato sull’ingresso di un panificio: qui certi severi armati vigilano con attenzione.

Pochi metri dopo sulla Via di San Bernardo si apre una di quelle piazzette straordinarie e tipicamente genovesi: è Piazza Grillo Cattaneo sulla quale si affaccia la storica dimora seicentesca di Lorenzo Cattaneo annoverata tra i Palazzi dei Rolli e cioè quegli edifici che al tempo della gloriosa Repubblica di Genova venivano utilizzati per le visite di sovrani e capi di stato.

Camminiamo ancora e raggiungiamo l’incrocio con Vico dietro il Coro di San Cosimo.

Anche qui c’è un’edicola purtroppo vuota e certamente bisognosa di restauri.
Un tempo ospitava un affresco raffigurante Nostra Signora del Rosario e San Lugi Gonzaga.

E sull’incrocio con Vico dietro il Coro di San Cosimo troviamo anche un piccolo slargo sopra il quale l’incanto del cielo di Genova si svela in questa magnifica geometria.

Sull’edificio è murata una lastra con l’Agnello di Dio e due stemmi.

In questo tratto c’è poi il negozio dei Fruttarelli che ha come cornice un raffinato portale marmoreo.

Poco dopo ecco un sovrapporta con due angeli che lievi reggono il trigramma di Cristo.

Mentre i palazzi lassù incorniciano una striscia di cielo.

Proseguiamo ancora e al civico 10 troviamo un antico portale del XV Secolo.

Di fronte, su civico 33 rosso, si trova invece una piccola decorazione marmorea.

Soffermiamoci quindi ad ammirare il civico 14, il ricco portale risale agli inizi del ‘500.
Come scrive Piero Boccardo nel volume Genova e l’Europa Mediterranea edito da Fondazione Carige, questa è la nobile dimora di Raffaele Giustiniani figlio di Gio Antonio.

Sul sovvrapporta si leggono le parole latine GLORIA TIBI SOLI inserite tra coppie di fieri grifoni, nella foto che segue potete ammirare la parte centrale.

Sul muro è inoltre anche affissa una targa che ricorda che qui, nel lontano 1899, ebbe la sua prima sede la Croce Verde Genovese.

E uno sguardo oltre la grata vi svelerà la meraviglia di questo antico edificio con le sue pregiate decorazioni.

Questo antico palazzo venne utilizzato come uno degli scenari del film Le Mura di Malapaga, se avete visto il capolavoro che ebbe come protagonista Jean Gabin, forse ricorderete questa balaustra e questa scala.

Salendo le scale si troverà poi un’antica targa in latino che, come sempre racconta Boccardo, si riferisce alla proprietà dell’edificio.
Ho scattato la foto che segue nel 2013, prima degli attuali restauri.
Allora si leggeva appena, posta al centro della lastra la data che precede il nome di Raffaele Giustiniani: 1484.
Le successive precisazioni riferite a lavori di ripristino avvenuti nel 1685 sono relative alle opere compiute per riparare i danneggiamenti conseguenti al bombardamento del maggio 1684 ordinati dal Re Sole che tanti disastri causò in questa zona.
E chi sarà mai poi Enrico Ardy, il cui nome è riportato in una piccola targhetta?
Ho come sempre trovato la risposta nella mia Guida Pagano del 1926 dalla quale risulta che Ardy aveva in questo edificio una legatoria denominata Fabbrica Italiana Registri.

E ancora parole latine si leggono sulla lastra che sovrasta la soglia: PAX HUIC DOMUI, pace a questa casa e ai lati le lettere R e I che naturalmente si riferiscono nuovamente al padrone di casa Raffaele Giustiniani.

Proseguiamo ancora sotto il celeste di Genova che da secoli sovrasta queste antiche vicende.

Ecco la Drogheria Torrielli e l’edicola della Madonna.

Camminiamo tra antiche dimore che custodiscono vicende a noi sconosciute.

E tra marmi bianchi e neri che sono preziosa testimonianza di un’antica grandezza.

Poco oltre soffermiamoci al civico 19: questa è la dimora di Marc’Antonio Sauli, senatore della Repubblica e protonotario apostolico che visse tra il 1523 e 1618.
Di questo edificio scrissi molti anni fa, trovare il portone aperto fu per me fonte di profonda emozione.

Sorride, lieta ed eterea, la leggiadra Venere con accanto il delfino.

E la luce illumina il cortile di questa antica dimora.

Proseguendo ancora in Via di San Bernardo troveremo poi lo sguardo severo dei custodi dell’augusto palazzo di Alessandro Giustiniani risalente al XVI Secolo.

Quindi la nostra Via di San Bernardo si apre sulla bella piazza sempre dedicata a San Bernardo così come la Chiesa che si nota in fondo sulla sinistra.
Il palazzo adiacente, con il balconcino al primo piano, è la casa natale di Goffredo Mameli mai abbastanza valorizzata, a mio modesto parere.

Questo cielo stupendo custodisce, sovrasta e meraviglia.

Nella strada antica dove sono ancora numerose le bellezze da scoprire.
Ogni piccolo marmo racconta una pagina, anche breve, di storia cittadina.

E anche la storia recente ha lasciato la sua traccia, come nel caso di questa insegna del passato.

Siamo giunti al termine di questa passeggiata, se attraverserete Via di San Bernardo avrete di certo modo di trovare altre ragioni di stupore e ammirazione.

Credo sempre che luoghi come questo andrebbero valorizzati, riscoperti e svelati sotto una luce diversa senza tradirli e nel rispetto della loro autenticità e della loro storia.
Dietro ai portoni, negli atri un tempo attraversati da fieri nobiluomini e da gente comune, è racchiuso il passato di Genova con la sua leggiadra grazia e le sue sorprendenti meraviglie.

L’edicola della Madonna in Via di San Bernardo

Ritornando nei nostri amati caruggi, andiamo ad ammirare un’antica edicola sita in Via di San Bernardo e posta ad angolo con Via Chiabrera.
È un tabernacolo molto raffinato e ospitava un tempo una statua della Madonna con il Bambino oggi non più presente e sostituita da una statua che mi pare di fattura recente.

Fastoso e molto ricco è invece il tabernacolo, decorato con piccoli angioletti e con la colomba dello Spirito Santo collocata al centro.

È un insieme armonioso e molto raffinato.

In delle strade più vetuste e ricche di storia di questa città.

La bella edicola, come le molte altre che si trovano nel centro storico, è ancora viva testimonianza di quella fede antica grazie alla quale l’immagine di Maria è così presente nelle nostre strade.

Qui, a pochi passi dalla storica Drogheria Torrielli.

Nella nostra Via di San Bernardo, tra le case antiche che custodiscono lontane memorie.