Camminando nel passato di Piazza Manin finiamo anche noi per sorprenderci, insieme a questi antichi genovesi, per il privilegio di trovare la piazza così libera e non ingombra di automobili.
Si passeggia a meraviglia, qui sulla Circonvallazione a Monte, in questo tempo distante!
Osservo ancora una volta, insieme a voi, i dettagli di una mia cartolina d’epoca spedita nel 1927 e così mi confondo tra la folla, vorrei fermarmi a chiacchierare con queste persone per farmi raccontare da loro la città del loro tempo.
E guardate, c’è un bel chiosco in Piazza Manin, se ne vedono spesso di simili nelle cartoline del passato.
Chissà, forse la si comprano i giornali? Chissà, conviene chiedere all’austero signore che si nota il primo piano armato di cappello, bastone da passeggio e quotidiano, di certo lui saprebbe esserci utile.
Il tempo fa arrossire le foglie sui muraglioni e poi le fa cadere a terra, ricopre i rami spogli di nuove gemme e la vita segue il suo corso tumultuoso.
E il tempo scorre, inesorabile.
E siamo in questo tratto di Piazza Manin, nei pressi della scalinata che conduce a Via Cesare Cabella.
Ed è un tempo diverso, gli alberi sono giovani e le ore scorrono lente, in questo passato lontano della nostra Piazza Manin.











