L’edicola della Madonna in Via di San Bernardo

Ritornando nei nostri amati caruggi, andiamo ad ammirare un’antica edicola sita in Via di San Bernardo e posta ad angolo con Via Chiabrera.
È un tabernacolo molto raffinato e ospitava un tempo una statua della Madonna con il Bambino oggi non più presente e sostituita da una statua che mi pare di fattura recente.

Fastoso e molto ricco è invece il tabernacolo, decorato con piccoli angioletti e con la colomba dello Spirito Santo collocata al centro.

È un insieme armonioso e molto raffinato.

In delle strade più vetuste e ricche di storia di questa città.

La bella edicola, come le molte altre che si trovano nel centro storico, è ancora viva testimonianza di quella fede antica grazie alla quale l’immagine di Maria è così presente nelle nostre strade.

Qui, a pochi passi dalla storica Drogheria Torrielli.

Nella nostra Via di San Bernardo, tra le case antiche che custodiscono lontane memorie.

Panni stesi di marzo nei caruggi di Genova

E ritorniamo ad ammirare la bellezza dei panni stesi nei caruggi di Genova, in una straordinaria giornata di sole tutti si sono affrettati a fare il bucato e così ecco i colori della primavera dondolare al vento davanti alle fiere torri di Porta Soprana.

Percorrendo Via di Ravecca ci si ritrova, ancora una volta, in una sorta di dipinto caratteristico e denso di vita.

E il cielo è chiaro, luminoso, celeste.

Tra le case sono tese le corde da stendere.

E la brezza leggera solleva le tovaglie e i lenzuoli che danzano così in mezzo alla via.

E altri contrasti ancora ci accolgono in Vico del Dragone.

E l’azzurro sovrasta le persiane in Vico Boccadoro.

Tra le tinte chiare di Vico del Fico spicca, davanti a una finestra, un’allegria di viola.

Sarà un colore alla moda, forse, l’ho trovato in una diversa sfumatura anche in Via San Bernardo.

Finestre, panni stesi, caruggi.

E su Piazza San Giorgio il turchese di marzo, così profumato di mare e di freschezza genovese.

Momart: mamme creative in Via San Bernardo

È una nuova realtà nei caruggi di Genova e io l’ho scoperta per caso mentre precorrevo Via Chiabrera.
Arrivando in Via San Bernardo ecco la luce e i colori di Momart, spazio ideato da alcune intraprendenti mamme della zona e pensato per più piccini.

Un luogo dedicato alle famiglie e ai bambini, un posto dove si può giocare, creare, divertirsi e liberare la fantasia.

Nei locali di Momart si organizzano eventi, laboratori artistici e pomeriggi creativi.

È un posto semplicemente bello, accogliente e confortevole e ho idea che i bambini ne siano entusiasti.

Oltre alle finalità sociali Momart mette in risalto anche diverse modalità espressive della creatività.
Gli spazi, infatti, sono anche dedicati all’esposizione a rotazione e alla vendita di opere d’arte delle mamme stesse o anche di esterni, inclusi l’artigianato e i prodotti dei commercianti della zona.

Sono opere allegre, estrose e particolari.

In una parte di uno dei locali si trovano anche gli arredi in legno realizzati in moduli da una delle mamme: sono arredi ma anche giochi capaci di stimolare le competenze e la creatività dei più piccini.

Penso che iniziative come questa siano preziosi tasselli di un sano e vivibile mosaico cittadino, io personalmente non ho dei piccoletti da portare da Momart ma ho pensato di segnalarvi questa bella realtà che mi pare degna di nota.

La meraviglia del gioco è una delle gioie insostituibili di un’infanzia felice.

In questa parte del nostro centro storico, da Momart, il gioco e la spensieratezza sono di casa.
E i complimenti vanno alle mamme che hanno ideato questo spazio, loro sono Giorgia Biondi, Maria Romanengo, Valentina Cordì, Serena Repetto, Carole Zuccoli e Antonella Pugno.

E infine, per dirla con le sagge parole di un bambino speciale e molto celebre, la fantasia è un’alleata preziosa ed insostituibile, capace di donare, ad ogni età, felicità inaspettate.

“Dovete fare pensieri dolci e meravigliosi. Saranno loro a sollevarvi in aria.”
Peter Pan – J. M. Barrie

Le gelaterie di Genova nel 1922

Cosa c’è di meglio di un buon gelato per una speciale merenda golosa?
A dire il vero non saprei suggerire di meglio e intraprendendo uno dei nostri particolari viaggi nel tempo eccoci arrivare spossati in questa estate genovese del 1922, a questo punto ci resta solo da cercare una buona gelateria che faccia al caso nostro.
Consultiamo così il nostro fidatissimo Annuario Genovese – Guida Pagano di questo 1922 e vediamo un po’ dove possiamo andare per gustare la crema e il cioccolato o il gusto che più gradirete.
Dunque, ci sono gelaterie in po’ ovunque: una si trova in Via Paolo Giacometti e una in Via San Giacomo di Carignano.
Mi ispira molto la gelateria del Signor Biscaro in Via del Cigno ma dove mai sarà questa strada? Ammetto di non averla mai sentita prima e così, consultando la mappa della mia Guida, ho scoperto che questo era il nome dell’attuale Via Costantino Morin, una via della Foce che collega Via Cravero e Via Casaregis, per una ragione che non so il grazioso cigno ha perduto l’intitolazione di questa via.
Ritorniamo a camminare sotto il sole di Genova e nei nostri caruggi troveremo la signora Cabona e la signora Carpi che vendono i loro deliziosi gelati in Canneto il Curto, le due signore si chiamano Maria ed evidentemente si fanno concorrenza.
C’è poi una gelateria in Salita a Santa Maria di Castello e in Via San Bernardo un certo signor Francesco fa buoni affari con le sue fresche bontà.

Ritorniamo ancora nel turbinio vorticoso della città e in Via Fiume ecco la Gelateria dei Fratelli Fasciotti mentre in Corso Torino c’è la Grande Gelateria Moderna e il nome di questa attività suscita in me infinite fantasticherie.
Risalendo in Circonvallazione a Monte sappiate che si possono acquistare ottimi gelati anche in Piazza Manin dalla Signora Giustina e in Corso Firenze, invece, possiamo andare dal Signor Ugo e scegliere il nostro gelato preferito.
Ecco, ora conosciamo tutte le gelaterie presenti sull’Annuario del 1922, direi che siamo a posto!
E allora adesso vi saluto, vado dal Signor Ugo in Corso Firenze, spero proprio di trovare un buon gelato al pistacchio ma anche la fragola mi andrebbe bene per rinfrescarmi in questo tempo di giugno del 1922.

Colori di Via San Bernardo

Sono colori di Via San Bernardo, bianco e nero di vetusti edifici sfiorati ancora dalla luce gloriosa.

Sono colori di Via San Bernardo: persiane chiuse e facciate dalle tinte calde.

Dove i raggi del sole cadono così, a segnare il confine netto dell’ombra: è una di quelle bellezze della città vecchia che a me non stancano mai.

Negli atri di questi edifici, aperti e accessibili in occasione degli eventi della design week di Genova, si respira la storia antica della Superba.
Questo palazzo appartenne a Marc’Antonio Sauli, senatore della Repubblica e pronotario apostolico che visse tra il 1523 e il 1618.
La sua dimora ci lascia ancora entusiasti ed ammirati, io ne scrissi molti anni fa in questo post.

E il cielo che la sovrasta ha quell’azzurro impareggiabile che mai smette di affascinare.

Tra il colori di Via San Bernardo ci sono anche i toni allegri della bottega dei Fruttarelli.
E se in autunno queste ceste sono colme dell’uva fragrante, delle zucche e dei funghi profumati con la bella stagione i colori sono più vivaci e accesi.

Ed ecco le diverse sfumature di rosso delle ciliegie, delle fragole e dell’anguria.

Sono i colori della città vecchia, dove trovi l’antico e il moderno, la luce e l’ombra, i contrasti più inattesi e sorprendent e dove ti ammaliano i colori di Via San Bernardo.

Autunno in Via San Bernardo

Vi porto ancora in uno di quei caruggi antichi che piacciono a me, la nostra Via San Bernardo custodisce storie lontane, glorie passate e suggestioni di un tempo perduto.
E in questa stagione dai colori caldi è sempre una gioia passare davanti alla bottega dei Fruttarelli e ammirare le meraviglie che tutti noi amiamo portare sulle nostre tavole.

Ed ecco le zucche allegre e vivaci, questo è proprio il loro tempo.

Alcune ceste sono ricolme di grappoli di uva dolce e succosa, altre accolgono i freschi agrumi.

E naturalmente, come già in passato mi è capitato di scrivere, questo non è semplicemente un negozio di frutta e verdura ma un luogo che custodisce, a suo modo, parte dell’anima di questa via.
Nell’ombra dei caruggi, tra vetusti palazzi nobiliari e là dove ancora si trova un’antica edicola ormai vuota.

In questo tempo, in questo tratto di Genova qui si trovano i colori di questa stagione: questo è l’autunno in Via San Bernardo.

Finestre e geometrie di Genova

E queste sono finestre e geometrie di Genova e piccole felci e piantine nei vasetti, sul davanzale, tra le persiane che si affacciano su una creuza.

E poi una facciata color mattone e una ringhiera che sa farsi panciuta e divenire accogliente riparo.

Finestre, persiane verdi come boschi fitti di foglie e cuscini rossi stesi e rami di alberi spogli che si specchiano nel vetro.

Ombre di caruggi e fili da stendere, luci accese e vite che puoi immaginare.

E ancora, tendine bianche, stanze nascoste, musiche che non puoi sentire e ciclamini in boccio.

E una finestra che non crederesti vera, nella città vecchia, il disegno di una curva in un palazzo da una lunga storia.

E riflessi, nuvole fluttanti nell’azzurro, finestre sotto il cielo di Genova, in un gioco di magnifiche geometrie.

Caruggi e cielo blu di Genova

E c’era questo blu sopra i caruggi di Genova ieri mattina.
Io non conosco modo migliore per lasciarsi incantare, per ammirare e stupirsi ancora di lei, la mia bella Zena.
Gironzolando per i vicoli, dalle parti di Piazza San Bernardo.

All’incrocio di certi caruggi che sono come storie intricate, nuovi inizi, sfide da affrontare e direzioni da scegliere.

Nella grandiosa maestosità di Piazza Giustiniani, dove svetta l’edificio un tempo appartenuto a questa nobile famiglia genovese.

Come è ben noto gli antichi aristocratici della città avevano vicoli o piazzette che portavano il loro cognome e non fanno eccezione i Sauli: la piccola piazza che ancora li ricorda è per me una delle più incantevoli per ammirare il cielo della Superba in queste giornate così terse.

E sa splendere di bellezza l’azzurro sopra la piccola Piazzetta dell’Amico, andando a zonzo dalle parti di Canneto è facile innamorarsi di questi scorci magnifici.

E anche in Piazza Valoria alzate lo sguardo: vedrete caruggi e cielo blu di Genova.

E c’è una geometria perfetta anche in Piazza Cinque Lampadi e ci sono tutti colori della vita: e marmi bianchi e neri, persiane aperte, mattoni e panni stesi.

Intenso, lucente e brillante è il cielo di Genova sopra le ardesie, oltre i campanili, i terrazzini e i tetti di Piazza San Luca.

È l’altra città, quella che molti forse non si ricordano di ammirare eppure vi basterà guardare sopra di voi, in certi tratti del centro storico, come in Via San Siro, di fronte alla chiesa.
Tra case, finestre, tende bianche e prospettive di caruggi e cielo blu di Genova.

Panni stesi d’inverno

I panni stesi d’inverno sono colorati come nelle altre stagioni, ravvivano i caruggi e regalano allegria a coloro che come me amano le sfumature e i contrasti.
E così attendi il sole, una giornata tersa e la luce catturerà questa bellezza per te.
In Piazza delle Lavandaie, dove un tempo dai truogoli si spandeva odoroso il profumo del sapone.

E più oltre, dove il vento attorciglia il bucato sulle corde.

Azzurro, bianco, tende, salita.
Voci di caruggi, vita, semplicemente.

E un bagliore di giallo e di arancio, denso della luce che fende i caruggi.

Poi sali e scendi, su e giù, sempre in quei vicoli che piacciono a me, ritrovo sempre un arcobaleno di colori e scalette e ocra in Salita della Seta.

E un’edicola, un Piazza Santa Croce, arrivo laggiù e mi siedo un po’ sulla panchina, immagino che lo facciate anche voi!

C’è più bellezza nelle cose semplici e la ritrovi quando la vita di ogni giorno palpita in luoghi dalla lunga storia.
E pare strano, eppure a volte certe tovaglie o certi accessori sembrano perfetti per stare davanti a certe finestre di pietre antiche e contro muri di mattoni.

E a volte, ancora, è rosso su rosso, con toni di bianco candido e verde brillante.

E poi io lo so che devo sempre andare dalle parti di San Bernardo, certi luoghi non mi deludono mai.

E puoi vedere persiane, antichi stemmi, pietra nera e pianticelle.
Sono le cose di caruggi che piacciono a me, in qualsiasi stagione.

Cielo azzurro, caruggi e panni stesi

Quando voglio vedere cielo azzurro, caruggi e panni stesi io so dove andare.
Nella zona del Molo, in Vico Bottai, c’è sempre un’allegra confusione di fili da stendere e se capiti da queste parti in una giornata limpida lo spettacolo incanta lo sguardo.

Vico Bottai

Eh, comunque sono indecisa, non so mai quale sia la prospettiva migliore per fotografare certe bellezze fatte di aria e di colore.

Vico Bottai (2)

Ad andar per caruggi capitano cose belle.
Ad esempio, può succedere di trovarsi in cima a una scaletta a chiacchierare con una signora che abita da quelle parti.
E insomma, sì, una delle conversazioni che piacciono a me.
– Signora, sa che mi verrebbe da fotografare la sua finestra?
– La mia finestra?
– Eh sì, mi piacciono i panni stesi e poi quel giallo e quell’arancio con le persiane verdi…
– Faccia pure – dice lei – così poi continuo a stendere!
Mando un saluto alla signora ed ecco qua la finestra, che bellezza questi accostamenti!

Vico Bottai (3)

Sai, in certi posti non mancano mai gli incontri interessanti.

Gatto (2)

E poi guarda, sul muro, luci ed ombre di caruggi e panni stesi.

Vico Bottai (4)

E poi ancora, sali verso Vico delle Camelie.

Vico delle Camelie

E sai, certe salite sanno sempre rivestirsi di una luce nuova, Via di Santa Croce è uno dei luoghi di Genova che più amo, qui si può sentire la voce del vento.

Via di Santa Croce

E poi turchese e panni stesi in gradazione con la facciata, un vero tocco d’artista.

Via di Santa Croce (2)

E ancora ombra e sfumature polverose.

Via di Santa Croce (3)

E poi calore e colori in Salita della Seta.

Salita della Seta

E là, in certi luoghi, ci sono magie che magari non sappiamo vedere, basta alzare lo sguardo per coglierle.
In Vico dietro il Coro di San Cosimo c’è una lampada che pare stare proprio là, al centro dei ritagli di cielo.

Vico dietro il Coro di San Cosimo

Sono incantevoli le geometrie di Genova, sono sempre nuove e stupefacenti.
Imbocco San Bernardo ma prima fermo ancora e mi siedo su muretto davanti a quel negozio di frutta e verdura che è una vera poesia.
E alzo gli occhi, ancora.

Via San Bernardo

E poi, tornando a casa, rifletto.
Penso che davvero non saprei dire quale sia la prospettiva perfetta per certi panni stesi in Vico Bottai.
No, proprio non saprei.
Mi toccherà tornarci, questo è sicuro.

Vico Bottai (5)