Inverno sulla Passeggiata di Nervi

Era ritornata.
Non nella stagione del sole ma nel cuore dell’inverno.
Era ritornata, non vedeva casa ormai da molti anni, dal tempo del suo matrimonio che l’aveva condotta distante, a causa degli impegni lavorativi del suo consorte che lavorava in ambiente diplomatico.
Adele abitava ormai da tempo in una lussuosa dimora parigina dove conduceva una vita agiata e tranquilla ma con il pensiero nostalgico tornava sempre alle sue scogliere, alle agavi aggrappate alle rocce, ai fiori che sbocciavano sotto il sole battente.
E ora era ritornata.
In una fredda giornata di febbraio, sotto un cielo inquieto, nella stagione del freddo.
E così camminava, sulla sua passeggiata, vicino al marito e stretta nel suo cappotto scuro, incurante della gente che la circondava.
E osservava il mare, seguiva l’onda che batteva lieve sulla riva.
Era ritornata.

A casa, nella sua Nervi.
Nel luogo del quale conosceva ogni curva, ogni prospettiva, nel luogo che le restituiva la sua dolcezza come un afflato vitale e rigenerante.
Era ritornata.
Era inverno sulla Passeggiata di Nervi ma era estate nel cuore di Adele.

Una sera dorata

Una sera dorata, davanti alla ringhiera sinuosa della passeggiata di Nervi.
Tra la luce e l’ombra il canto inquieto del mare.
Un’attesa, uno sguardo che trova l’orizzonte, le parole e un tempo che scorre lento come se il giorno non dovesse mai finire.
Una dolcezza nuova eppure già conosciuta, in una sera dorata.

La migliore focaccia di Genova: i posti che piacciono a me

Chiunque venga a Genova vuole provare una delle nostre più celebri golosità: la focaccia, anche detta fügassa dai veri genovesi.
E allora ho pensato di darvi qualche dritta su dove trovare dell’ottima focaccia, questi sono i miei forni preferiti, in ordine sparso e non in una vera e propria classifica, semplicemente sono posti dove trovate la focaccia che piace a me e se vi fidate di Miss Fletcher incominciamo questo golosissimo tour!
Il viaggiatore che arrivi stanco e affaticato alla Stazione Brignole ha a breve distanza un posto perfetto nel quale comprare una focaccia straordinaria.
La focaccia del Panificio Mario di Via San Vincenzo 59 è sottile, leggera, ottima e assolutamente perfetta, è una focaccia a dir poco leggendaria!

Rimanendo in questa strada, saliamo verso Via XX Settembre e fermiamoci  dal panificio Al Posto Giusto in Via San Vincenzo 185r, io trovo la loro focaccia gustosa e veramente buona.

Spostiamoci poi nei miei amati caruggi e proviamo l’invitante e ottima focaccia dell’Antico Forno Patrone in Via di Ravecca 72 r, una tappa da non perdere.

Ed è un’istituzione la focaccia del Panificio Sebastiano in Via Lomellini 23, una bontà croccante al punto giusto e sempre deliziosa.
E che gioia passeggiare per caruggi degustando una striscia di focaccia calda, cosa c’è di meglio?

Fragrante, gustosa e semplicemente ottima è la focaccia del Panificio Le Bontà del Grano in Piazza del Carmine 11 r, questo è uno dei miei frequenti peccati gola!

Il Gotha della focaccia, però, si trova nel ponente genovese.
E così, se dovesse capitarvi di fare un giretto nella bella Voltri non perdetevi la focaccia di Priano in Via Camozzini 69r.
Sottile, leggera, gradevolissima e molto particolare, è resa croccante dal fatto che la teglia nella quale viene cotta è cosparsa con la farina di mais.

Rimaniamo a Voltri e andiamo in Via Lemerle 13r dove si trova il Panificio Marinetta: la loro focaccia è semplicemente favolosa e sublime, solo a parlarne mi vien voglia di andare a far due passi a Voltri!

Torniamo in centro e andiamo alla Foce, qui vi consiglio di fare un salto all’Antico Forno Borgo Pila di Piazza Paolo da Novi 40-42 rosso, la loro focaccia morbida e profumata è un’autentica delizia!

Naturalmente tutti questi negozi vendono molte altre bontà dolci e salate.
Inoltre, di certo ci saranno a Genova molti altri panifici che io non conosco e che fanno un’ottima focaccia, io vi ho soltanto indicato i miei posti preferiti, come si fa tra amici.
E termino questa passeggiata golosa nella nostra bella Nervi: se dovesse capitarvi di andarci in treno, usciti dalla stazione vi troverete sul Viale delle Palme, al termine di esso si prosegue in Via Franchini e qui, al civico 9r, trovate il Panificio Pasticceria Le Palme.
Croccante, sottile, leggera, la loro focaccia e una vera delizia da gustare passeggiando davanti al mare, godendo delle bellezze e delle bontà della nostra Genova.

Estate 1933: ricordo di Nervi

Era l’estate del 1933, a Nervi.
E loro erano là, davanti al mare: la ragazza timida, la bambina con i capelli a caschetto, la giovane donna sicura e disinvolta.

Sorrisi radiosi, diverse generazioni di donne in posa per la foto ricordo.
La ragazza sulla sinistra ha una grazia incomparabile, non so se lei ne sia consapevole ma ha l’allure di una diva del cinema.
Accanto a lei una donna più adulta, forse è la mamma e la abbraccia affettuosamente.

Quanta eleganza in questi giorni al mare, si indossano i costumi alla moda con il cinturino chiaro.
Sugli scogli di Nervi, nel tempo d’estate.

E si sorride, nel tempo dello svago.

Sorelle madri e zie.
Donne grandi e più piccine e si scorgono con certezza le somiglianze, mentre una vela va sospinta dal vento.

Era un tempo felice, era il giorno 11 Agosto del 1933, davanti al mare di Nervi.

Alla cavezza

Un panorama bucolico, il profumo dell’erba e il silenzio.
E la luce che con i suoi toni caldi circonda le due figure al centro del dipinto, un olio su tela dell’artista Ettore Tito intitolato Alla cavezza e conservato a Villa Grimaldi Fassio di Nervi, sede delle Raccolte Frugone.
Il dipinto venne esposto nel 1922 alla Biennale di Venezia, ora è custodito in questo prestigioso museo genovese.
La giovane donna è radiosa, un sorriso pulito illumina il suo viso.

Ed è semplice, con il suo abito celeste, i capelli raccolti e i piedi scalzi.
Tiene alla cavezza, e cioè alla corda, il suo candido destriero.
E così, insieme, suscitano un senso di armonia e di serenità, nella cornice di un quieto panorama agreste.

È anche questo uno sguardo sul passato: una fanciulla, un cavallo bianco e un magnifico dipinto di un celebre artista.

Seguendo le onde al Porticciolo di Nervi

Con il suo canto incessante e armonioso, l’onda sfiora la riva, si infrange e sempre ritorna, davanti al Porticciolo di Nervi.
Le case, le finestre, l’aria fresca e intrisa di salmastro.

E ancora accade, nel piccolo borgo di pescatori che pare tratteggiato dal pennello di un abile artista.

E si sale, seguendo le curve sinuose della passeggiata di Nervi, mentre tutto attorno è uno splendore mediterraneo.

Volgiamo ancora lo sguardo al passato e a un ulteriore dettaglio di una caratteristica cartolina che venne spedita nel lontano 1919.
Sulla ringhiera sono posati certi panni stesi ad asciugare, soffia benevolo il vento e l’onda sussurra le sue parole.

E sono le stesse frasi che ancora ripete alle barche che placide riposano al porticciolo.

Nella luce calda della sera.

In questa cornice perfetta dai colori pastello, sotto l’azzurro intenso del cielo, nella dolcezza della riviera.

Ieri come oggi, seguendo le onde al Porticciolo di Nervi.

L’amore che doma la forza di Santo Varni

L’amore che doma la forza è la rappresentazione della grazia, l’amore ha così i tratti infantili di un tenero putto impertinente con il visetto incorniciato da morbidi boccoli.

Nel marmo, in un perfetto gioco di proporzioni, è così effigiato l’inesorabile amore.

Con la sua grazia suadente e gentile.

Il fiero leone che personifica la forza è totalmente piegato e reso inoffensivo dalla potenza dell’amore.

L’amore che doma la forza è una magnifica scultura di Santo Varni realizzata tra il 1858 e il 1865, l’opera è esposta negli spazi della Galleria di Arte Moderna di Nervi.

Ai piedi del dolcissimo amore è scolpito il nome del committente della scultura e l’autore dell’opera, si leggono infatti le seguenti parole: “Per commissione di S.A.R. il principe Odone di Savoia S.Varni genovese MDCCCLVIII”.
La scultura venne venne poi donata alla città di Genova da Re Vittorio Emanuele II nel 1866.

È dispettoso il piccolo putto, un tempo tra le dita reggeva una freccia con la quale tormentava il leone.
Un tralcio di tenera edera cade poi sulla sua gamba.

L’amore ha una potenza ineluttabile, con la sua infantile fragilità sottomette il possente felino.

E ha modi giocosi, leggeri, nella sua infantile innocenza.

Così trionfa, con la sua purezza, il dolce amore che doma la forza.

Tiepido autunno sulla Passeggiata di Nervi

È un tiepido autunno e ritornando sulla Passeggiata di Nervi si respira il profumo del mare e anche un’impressione di primavera.
Il mare è calmo, il vento tace e il calore del sole accarezza la pelle.

È un tiepido autunno ed è l’ora perfetta per camminare, pensare e forse anche sognare.

E il mare luccica di riflessi d’argento.

Nelle ore del tiepido autunno ho seguito la ringhiera azzurra della Passeggiata di Nervi come un’affettuosa consuetudine, con la bellezza straordinaria di ritrovare un luogo caro che sempre mi dona quiete e senso di appartenenza.
Sono venuta qui in ogni stagione della vita e sempre ci ritorno.

E così mi sono seduta su una panchina tanto cara davanti alla quale si estende l’immensità del mare.

Mentre una vela bianca scivolava via sospinta da favorevole brezza.

Ognuno poi si gode a suo modo una mattinata dal clima mite e primaverile.

E sbocciano ancora i fiori delicati lungo i viali del Parco.

Con la dolcezza di un tiepido autunno sulla Passeggiata di Nervi.

Le ragazze di Nervi

Le ragazze di Nervi erano giovani, gioiose e spensierate e a Nervi facevano le bagnanti.
E così si mettevano sedute su quegli scogli che scoscesi giungono in mare, le ragazze di Nervi forse erano anche provette nuotatrici e si dilettavano nei tuffi tra le onde frizzanti.
Costumi scuri, cappellini bianchi per ripararsi dal sole e capelli corti secondo la moda del tempo.
E quei sorrisi aperti e radiosi.
Le ragazze di Nervi si distinguevano per la loro straordinaria semplicità e per questa disarmante naturalezza.

In questa foto una di loro è poco più che una ragazzina e ride divertita con il suo cappellino messo per traverso.
Un’altra ragazza sfoggia poi due lunghe trecce, un bel sollievo contro la calura.
Le ragazze di Nervi vissero giorni felici su quella scogliera.

L’onda poi passa, scorre il tempo e fugge via.
La piccola fotografia appartiene a una serie di fotografie scattate a Nervi tra il 1929 e il 1930, in stagioni che per queste ragazze furono dolci ricordi, io ho il privilegio di custodirle come tesoro prezioso di un tempo felice.
Era estate, spirava un vento gentile e l’orizzonte era carico di promesse.
E sullo scoglio c’erano loro: le ragazze di Nervi.

Azzurro Mediterraneo

Gli scogli scoscesi, l’onda lenta che si disfa in candida schiuma.
E la vita tenace e potente, abbarbicata alla roccia e assetata di sole, protesa verso l’infinito.
Pennellate di nuvole in cielo e una quiete miracolosa, sulla passeggiata di Nervi.
Semplicemente azzurro Mediterraneo, in un pomeriggio di giugno.