La Madonna con il Bambino in Via San Lorenzo

È una delle sculture più leggiadre che si possano ammirare nella nostra città, il tondo è collocato sulla facciata del Palazzo Centurione Gavotti in Via San Lorenzo 5.
In una cornice di perfetta armonia il tondo racchiude una pregevole scultura raffigurante la Madonna con il Bambino, l’opera è stata da alcuni attribuita al talentuoso artista Francesco Maria Schiaffino.

Grazia e dolcezza si compenetrano restituendo l’immagine dell’amore materno e della cura, la mano affusolata e gentile di Maria trattiene il piccolo Gesù, un frugoletto paffuto e vivace.

Lei ha il viso bellissimo, i tratti delicati, un manto sottile copre le sue chiome.
E così rimane, nella sua sublime beltà, sotto la luce che rischiara Via San Lorenzo.

Le botteghe di Via delle Grazie nel 1926

Oggi, signore e signori, si riparte briosi con la macchina del tempo che ci porta indietro fino al 1926 e sempre grazie alla mia Guida Pagano di quell’anno ce ne andremo a zonzo per le botteghe della nostra Via delle Grazie che scorre sinuosa tra altri caruggi dai toponimi suggestivi, qui vicino ad esempio si snodano il Vico delle Pietre Preziose e Vico delle Camelie, una poesia di nomi che davvero incanta.

In questo 1926 la nostra Via delle Grazie è un fermento di vita e di commerci, non potete immaginare quanti negozi ci siano!
Ebbene, soddisfo la vostra legittima curiosità e vi svelo che, nella Guida del 1926, solo in Via delle Grazie risultano 42 attività commerciali, è una cosa straordinaria!

E così, da queste parti, è un continuo andirivieni di gente e di trafelate massaie intente nelle loro compere.

Per amor di precisione vi ricordo che qui, sotto queste finestre, c’è una targa che rammenta al passante che questa fu la casa natale di Jacopo Ruffini intimo amico di Giuseppe Mazzini e patriota.

Oggi però non siamo in cerca dei padri della patria ma dei negozi frequentati dai genovesi e in Via delle Grazie non manca nulla: ci sono 8 negozi commestibili, numerose macellerie e pollivendoli, una drogheria, cinque parrucchieri. un calzolaio e una rivendita di carbone.
Insomma, Via delle Grazie è un piccolo mondo che basta a se stesso, non mancano poi le osterie che sono ben otto, ci sono le rivendite di liquori, i bar e troviamo anche una fiaschetteria.

Sapete che a volte nei nostri tempi moderni mi capita di girare per il centro e di domandarmi: e adesso la tal cosa dove la compro?
Ecco, in questo viaggio a ritroso tra le botteghe di cento anni fa questa cosa non accade!
In Via delle Grazie, come vi dicevo, infatti non manca nulla, c’è persino un delizioso negozio di confetti e ho scoperto una fornitissima merceria per il comodo delle madri di famiglia dei dintorni.

In questo magnifico saliscendi troviamo poi diverse latterie, di mattina consiglierei di fermarsi dal Signor Carrozzino che vende latte e caffè, è perfetto per la colazione!

Proseguiamo ancora con il nostro tour delle antiche botteghe, vi mostrerò ora il tratto che è stato di ispirazione per questo mio articolo.
Come avrete di certo intuito, con il passare del tempo ho preso a osservare la città con occhi diversi, mi capita così di scorgere le tracce di un passato che in qualche modo resiste ed è proprio ciò che è mi è accaduto attraversando Via delle Grazie.
Infatti osservando la decorazione marmorea al civico 17 rosso ho pensato che fosse la traccia di una vecchia bottega ed era necessario un viaggio nel tempo per scoprire di cosa si trattasse.

E così, giunti nel 1926, dietro il bancone di questo negozio sito al 17 rosso di Via delle Grazie ho trovato il viso bonario e sorridente del Signor Tirelli che qui vende commestibili e ottimi salumi, mi sarei volentieri fermata a chiacchierare con lui!

Di fronte c’è poi l’osteria del Signor Stradini che ai suoi clienti offre porzioni abbondanti e generose, sarei curiosa di provare i ravioli, a dirvela tutta!
Del resto, come già vi ho detto, la concorrenza qui è forte, ci sono tantissime osterie e ognuno può scegliere in base ai propri gusti.

Stranamente in quel 1926 non ho trovato alcuna notizia su civici rossi 21 e 23 ma, compiendo un ulteriore balzo nel tempo e consultando la Guida Pagano del 1936, ho scoperto che al 23 rosso in quell’anno c’era un fornito fruttivendolo.


Quando attraverso queste strade, ripensando a come erano e a come non le ho mai vedute, per qualche istante mi pare di ritrovarmi anche io tra la baraonda di massaie e di cuoche, con i bambini che sgattaiolano da tutte le parti e tra la gente del porto che va a ritemprarsi in una delle tante osterie.
Ci sono i volti sorridenti, quelli rabbuiati, si scorgono le fatiche di ognuno e le speranze che si coltivano sotto questo cielo.

È un tempo sul quale gli anni hanno posato un velo, è un tempo che è trascorso, questa era la nostra Via delle Grazie nel 1926.

Sorelle in Piazza Caricamento

Camminavano fianco a fianco, di fronte a loro uno spazio ampio e così aperto.
Nella luce e nel sole, con un soffio di vento che appena smuoveva i veli.
Leggere, sicure, mai esitanti.
Percorrevamo la stessa strada a un ritmo diverso.
Guardando avanti, sempre.
Io ero da sola, loro erano in due.
Con questa grazia ineccepibile, due sorelle in Piazza Caricamento.

Una cornamusa in Campetto

Era da tempo che non incontravo l’amico Elio Ghelli ma, per fortuna, l’altro giorno ci siamo per caso incrociati!
Per caruggi, in una bella giornata di sole.
Con la sua tenuta direi primaverile, dato che qua il caldo si fa già sentire e bisogna essere preparati.
Un copricapo, il fedele strumento musicale al seguito e il saluto di rito.
È sempre una gioia incontrare l’amico Elio, credetemi!
E così, una mattina di maggio, una cornamusa in Campetto.

Sorella in Via San Luca

Ci siamo incrociate una mattina di maggio, in Via San Luca.
Io gironzolavo qua e là, come sempre nei caruggi.
Lei incedeva, sicura e decisa, con il suo abito scuro così ondeggiante.
Davanti a lei, nella stessa prospettiva, c’era anche un prete.
Il mio sguardo però ha seguito lei e la sua figura sottile, nel chiaroscuro del vicolo in una mattina di primavera.
Con questa grazia, una sorella in Via San Luca.

Il tempo del cappello di paglia

E poi, senza quasi accorgersi come sia accaduto, all’improvviso è il tempo del cappello di paglia.
E delle camicie leggere, degli abiti chiari, sono giorni da zainetto sulle spalle e bibite fresche.
Esplorando luoghi nuovi e sconosciuti e osservandoli con lo sguardo meravigliato che nasce ad ogni nuova scoperta, con sorprendente entusiasmo.
Oppure ripercorrendo queste strade note e ben conosciute e le piazze sempre frequentate, salendo i gradini di una chiesa molto cara e ritrovando, ancora, una prospettiva che appartiene all’anima e al cuore.
Nella bella stagione, quando a Banchi e nella nostra Genova ritorna ancora il tempo del cappello di paglia.

Piazza Banchi

Archivolto di Nostra Signora della Guardia: un altare per la Madonna

Camminando nei caruggi di Genova, nei pressi della Chiesa di San Siro, vi capiterà di notare un luogo antico, quasi nascosto, che custodisce la memoria della Madonna della Guardia e la devozione a Lei riservata dai genovesi.

Ecco così il nostro Archivolto di Nostra Signora della Guardia, uno di quegli angoli della vecchia Genova che certo meritebbe maggiore cura.
E là, a metà dell’archivolto, c’è proprio un altare dedicato alla Madonna della Guardia.

Un luogo speciale, dove in qualche modo si respira la suggestione del tempo antico con le sue tradizioni di fede e devozione.

L’altare dedicato alla Madonna è protetto da una robusta cancellata e questa era già presente in anni lontanissimi in quanto ne fanno cenno anche i fratelli Remondini che a metà dell’Ottocento scrissero ampiamente delle edicole e dei luoghi di culto.
Diversamente da oggi a quell’epoca l’altare era sempre adornato riccamente e rischiarato dalla luce di molte candele, c’erano anche i voti d’argento lasciati davanti alla statua della Madonna.

E poi era frequente notare fedeli devoti inginocchiati in mezzo al vicolo e raccolti in preghiera.
In occasione della festa del 29 Agosto poi l’archivolto era addobbato a festa come si conveniva per celebrare la Madonna della Guardia.

Negli anni passati mi è capitato spesso di vedere l’altare privo dell’immagine sacra ma da qualche tempo, invece, è stata lì collocata questa suggestiva statua della Madonna della Guardia con il beato Pareto al cospetto di Lei.

Una piccola targa è posta dell’altare.

E sul cancello spiccano le lettere M e V che intrecciate compongono il monogramma di Maria.

Se passate nei caruggi fermatevi presso l’Archivolto dove la luce rischiara la bella e commovente immagine della Madonna della Guardia.

Sorelle in Vico Inferiore del Portello

Sono due sorelle che a passo svelto scendono verso i caruggi, attraversando Vico Inferiore del Portello.
I veli azzurri, le giacche nere, il piglio dinamico e sicuro.
E gli abiti color del cielo smossi da quella camminata leggera e così fiduciosa, verso la meta della giornata.
E questa volta non sono io l’autrice dello scatto, la bellissima fotografia è di mia nipote Maddalena e qui la ringrazio per aver colto perfettamente questo istante di assoluta armonia.
Due sorelle, con questa grazia, in Vico Inferiore del Portello.

Nel passato di Via San Luca: la prestigiosa Casa Musicale del Signor De Bernardi

Ritorniamo a camminare nel passato della Superba, saliamo ancora sulla macchina del tempo per ritrovarci sotto il cielo turchese che sovrasta le case antiche di Via San Luca.

E qui ce ne andiamo a far compere, come da consuetudine dei genovesi di ieri e di oggi.

Cerchiamo un prestigioso esercizio commerciale fondato nel lontano 1880 e che ha la sua sede proprio in Via San Luca.
È il negozio del Signor Giuseppe De Bernardi, successore di Enrico.
Qui si trovano strumenti per bande e orchestre, macchine parlanti, pianoforti e accessori di ogni tipo.

Tratto da Guida Pagano del 1922 di mia proprietà

E secondo voi, camminando in Via San Luca, riusciremo a trovare il favoloso negozio del Signor De Bernardi?
Eccoci qua davanti, amici musicisti e melomani, l’emozione è davvero grande ed io sono curiosa di andare a scoprire le meraviglie esposte in vetrina!

E poi balzando all’improvviso dal passato ai tempi moderni, ecco il luogo nel quale un tempo si potevano udire melodiose armonie.

Alzando lo sguardo e ammirando altri dettagli di questa cartolina pubblicitaria che appartiene alla mia piccola collezione noteremo alcuni straordinari particolari.
L’orologio segna le 12.37 ed è lì a testimoniare un’altra importante attività: il Deposito di Orologeria del Signor Carlo Tragni.
Osservate poi con attenzione le finestre, lì sono poste due mampae e cioè quei telai che si usavano a Genova per riflettere la luce nei vicoli scuri, ne scrissi diffusamente anni fa in questo post.

Le finestre sono ancora lì e custodiscono il ricordo di tempi lontani.

All’epoca il nostro Signor De Bernardi sapeva proprio il fatto suo, infatti sul retro della cartolina aveva fatto stampare il dettaglio della ricca offerta della sua Casa Musicale.
Autopiani, armoniums e tutto il resto!
E sale di audizione!
E, badate bene, cataloghi gratis!

In effetti avvicinandosi alle vetrine c’è da rimanere a bocca aperta: spartiti, grammofoni, accessori di ogni tipo.

E dischi per tutti i gusti!

E trombe, flauti, chitarrine e romantici mandolini, ci sono strumenti di ogni genere.

Nel mio girovagare per caruggi, come sempre faccio in questi casi, ho portato con me la cartolina pubblicitaria di questo bel negozio, riconducendo così questa immagine proprio in quel luogo che fu scenario dei successi di questo abile commerciante.

E così, la prossima volta che passerete in Via San Luca, provate a guardare con attenzione: potrebbe capitarvi di vedere con gli occhi dell’immaginazione la prestigiosa Casa Musicale del Signor De Bernardi.