Dicembre 1877: Adelina Patti al Teatro Paganini

Sono giorni di Dicembre del 1877 e la città è in fermento.
Si attende di assistere alle opere che vedranno come protagonista assoluta una stella di prima grandezza: è la cantante Adelina Patti, soprano di caratura internazionale che ha calcato i più importanti palcoscenici del mondo, da New York a Londra, da San Pietroburgo a Parigi, il nome di Adelina rifulge per il suo talento.
A Genova sarà in scena con la Traviata di Giuseppe Verdi e il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, il bravo corrispondente della Gazzetta Musicale di Milano del 23 Dicembre 1877 narra la serata in cui andò in scena l’opera verdiana, il palcoscenico prescelto è quello del Teatro Paganini che un tempo era in Via Caffaro.

I melomani affollano il Paganini, nei palchi c’è il fior fiore della buona società, la platea è gremita, non c’è una sedia vuota in tutto il teatro.
E poi ecco l’artista salire sul palcoscenico: la sua voce è incantevole, il suo canto armonioso.
Il pubblico è letteralmente incantato da lei, scrosci di applausi suggellano il successo della diva: lei è perfetta, meravigliosa, unica e coinvolgente, quando intona Amami Alfredo altri applausi accolgono i suoi virtuosismi.
Adelina è una magnifica Violetta, anche Verdi la adorava e ugualmente fa il pubblico di Genova che, quando cala il sipario, la acclama a gran voce.
Il critico della Gazzetta Musicale precisa che il pubblico genovese è in genere particolarmente esigente e severo ma la Patti manda tutti in delirio.
La applaudono, il teatro è un trionfo e lei viene chiamata per ben nove volte al proscenio, le dame sono tutte in piedi e sventolano i loro fazzoletti.
Adelina è idolatrata come una star e i suoi fans la attendono fuori dal teatro, c’è una ressa di gente e tutti si sporgono per ammirarla e per vederla una volta in più, lei che è una diva magnifica e così apprezzata!
E non è finita, il pubblico in delirio segue la vettura che conduce la cantante all’Albergo dove soggiorna: è il celebre Grand Hotel Isotta di Via Roma.

La via pullula di una folla acclamante, Adelina è come una rockstar.
Le voci si sovrappongono, gli applausi proseguono scroscianti e si fanno ancor più concitati quando ad un tratto una finestra si apre e appare ancora lei, Adelina sventola il suo fazzoletto e saluta il pubblico che la adora.

Collezionare antiche fotografie ci consente di incontrare sguardi e vicende di un tempo che non abbiamo vissuto.
Qualche giorno fa, per un caso del destino, ho acquisito una Carte de Visite dello Studio Calzolari di Milano nel quale è ritratta proprio Adelina Patti, la cantante al suo tempo così amata.
E allora ho voluto dedicarle questo ricordo, in memoria degli istanti dei suoi trionfi in quei giorni di dicembre a Genova.

7 Aprile 1828, l’inaugurazione del Teatro Carlo Felice

Come sempre certe memorie restituiscono punti di vista insoliti su luoghi a noi noti, oggi un primo sguardo su Genova ci è offerto da uno scrittore nel quale mi sono imbattuta per caso, il suo nome è Giacomo Navone e ci ha lasciato una dettagliata guida della Liguria di Ponente da lui redatta nell’anno 1827.
E sapete cosa accade?
Un bel giorno il nostro passa da Genova e il caso vuole che egli si trovi qui proprio mentre si sta costruendo un celebre teatro: il Carlo Felice.

Carlo Felice

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

 E il nostro fa certe argute considerazioni in merito a questo edificio, dice che bisogna tenere presenti non solo certi canoni architettonici e alcune esigenze dei contemporanei, ma bisogna anche considerare le necessità dei posteri.
Ah, caro Signor Giacomo, grazie di aver pensato a noi!
E secondo il nostro la platea del teatro è di modeste dimensioni, la Superba è destinata a divenire una città popolosa!
Volete qualche cifra?
Navone è informatissimo, riferisce che in quell’anno, il 1827, gli abitanti sono 110.000 e ricorda che nel 1814 Genova annoverava meno di  80.000 abitanti.
Ha ragione Navone, bisogna essere lungimiranti e saper guardare al futuro.

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E ancora, il nostro parla di una città in continuo fermento e crescita, fiorente per i suoi commerci, meta ambita di molti stranieri che la scelgono come luogo dove vivere.
E quindi, pensando a una progressiva espansione di Genova, Navone pensa che anche questo aspetto vada tenuto in conto quando si mette mano ad opere pubbliche.
Con buona pace di Navone il teatro venne infine costruito ed inaugurato il 7 Aprile 1828.

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Era stato realizzato dall’architetto Carlo Barabino nella zona dove in precedenza si trovavano il convento e la Chiesa di San Domenico.
E cosa accadde all’inaugurazione?
Narrano gli storici che diversi compositori aspiravano a veder rappresentate le loro opere nella serata d’apertura.
Questo onore toccò al giovane Vincenzo Bellini e sul palco del Carlo Felice andò in scena la sua opera Bianca e Fernando.
Immaginate il pubblico delle grandi occasioni, l’eleganza e lo sfarzo di una prima teatrale, lampade ad olio rischiarano la sala, una luce vivida accompagna la musica di Bellini.

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Chi c’è sul palco a dirigere l’orchestra?
Il musicista più richiesto ed ambito era naturalmente lui, Niccolò Paganini.
Ho sfogliato l’epistolario del celebre violinista in cerca di qualche notizia e ho trovato  una lettera del mese di gennaio del 1828 nella quale Paganini riferisce ad un amico che gli ha scritto Luigi Alliani, primo violino di Vicenza, Paganini precisa anche che non ha nessuna intenzione di rispondere.
E cosa vuole sapere costui? Chiede chi sarà il primo violino Direttore d’Orchestra del nuovo teatro di Genova!
E nella nota il curatore dell’opera scrive che Alliani ambiva a quell’incarico, naturalmente.

Niccolò Paganini

Niccolò Paganini
Opera esposta all’istituo Mazziniano – Museo del Risorgimento

Comunque, il nostro Niccolò declina l’invito a dirigere il concerto alla serata d’apertura, lui stesso dice che tale onore deve spettare a colui che ha diretto con grande talento l’orchestra del Sant’Agostino, il Maestro Giovanni Serra, sarà lui a dirigere il concerto.

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E ad ascoltare il giovane e aitante Bellini chi c’è?
Ci sono i Sovrani del Regno di Sardegna, Carlo Felice e Maria Cristina, con loro è presente  tutto il fior fiore dell’aristocrazia, tra il pubblico è seduta anche una bellissima fanciulla di nome Giuditta Cantù.
E tra il compositore e Giuditta sarà amore appassionato e tormentato, sebbene lei lo corrisponda la giovane è già sposata, ahimé!
Furono altri gli eventi memorabili che accaddero nel Teatro dell’Opera di Genova, avrò modo di raccontarveli in altre circostanze.
E guardate l’immagine sottostante, questa è la seconda pagina di un libretto relativo a una rappresentazione che si tenne nella primavera del 1830, appartiene alla bella collezione del mio amico Eugenio che come sempre ringrazio.
Chissà chi strinse  tra le mani queste pagine, forse una romantica dama con il cuore palpitante per la musica.

Libretto
E per concludere  non posso fare a meno di ricordarvi cosa combinarono certe nobildonne genovesi che diedero scandalo a teatro, qui trovate il mio breve racconto di quella serata.
Accadde a Genova, nel teatro che venne inaugurato sulle note di Vincenzo Bellini.

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