Quiete tra le ortensie

Il ritmo della Val Trebbia è dolcemente lento.
Lo scandiscono il ronzare delle api, il canto delle cicale, il suono del vento che lieve passa tra le foglie.
Il tempo scorre, senza alcuna fretta e nella frescura della campagna con i suoi silenzi incantati.
E così si assapora questa magnifica pace, dono impagabile dell’estate.
Una buona lettura, un momento tutto per sé e una sdraio, in queste quiete, tra le ortensie.

Estate in città, estate in campagna

Così, in Via Luccoli.
La frescura donata dalle case alte, un antico portone, una sinfonia di persiane verdi.
E gli abiti estivi e leggeri, una bicicletta legata a un palo.
Tre sdraio, un tavolino e un ombrellone aperto in questa estate cittadina.

E poi, invece, Fontanigorda.
Un cielo che pare dipinto ad acquerello, il verde dei boschi, la cascina.
Un cestino appeso, i gerani rossi, i vasi di diverse misure.
L’ombrellone variopinto dai colori così allegri e vivaci.
Così è la bella estate nella mia Val Trebbia.

Una panchina alla fermata dell’autobus

Il tempo scorre e scorre via la bella primavera, si corre veloci verso la bella estate.
E così tutto cambia, alla nostra ormai celebre fermata dell’autobus nel mio quartiere, questa storia ormai va avanti da anni e anni e come al solito mi sorprende trovare alla fermata nuovi arredi.
L’ultima volta ci vidi un tavolino e una sedia da campeggio, adesso invece ecco una fantastica novità: addirittura una panchina, un risvolto inaspettato che ha stupito anche me!
Del resto è tempo di gite, si va in giro in compagnia ed è bello che ci sia posto per tutti, quando si sta lì ad aspettare il piccolo autobus che percorre queste vie.
E così ecco qua una panchina alla fermata dell’autobus: sia io che voi, però, ben sappiamo che questa vicenda continuerà e allora appuntamento alla prossima puntata, chissà cosa accadrà!

Campeggiando alla fermata dell’autobus

Rieccomi, cari amici, con il ricorrente e curioso appuntamento alla fermata dell’autobus.
Ormai non serve neanche più che lo ricordi, questa fermata è celebre e rinomata tra i miei lettori, ormai sapete bene che di tanto in tanto qualcuno si prende la briga di arredare la fermata in un modo o nell’altro.
La faccenda va ormai avanti da anni e anni e io mi pregio di documentare la questione, qui trovate l’ultimo episodio della serie iniziata, per quanto mi riguarda, nel lontano 2013.
E veniamo a questi ultimi giorni di gennaio, ieri passavo da quelle parti ed ecco la bella novità: accanto al solito tavolino è comparsa una sedia pieghevole sulla cui solidità, va detto, non ho alcuna certezza, infatti non ho provato a sedermi.
C’è desiderio di libertà e di vita all’aria aperta, si respira un clima quasi vacanziero, per lo meno questa è stata la mia impressione.
Del resto andiamo verso la bella stagione e i frequentatori della fermata dell’autobus si adeguano.
Allora alla prossima, con nuove interessanti novità!

Anno nuovo, fermata vecchia

Ed eccoci ancora, cari amici, alla solita fermata dell’autobus di Castelletto dove da anni e anni l’arredamento muta a seconda della stagione e probabilmente delle necessità degli avventori.
Dunque, dove eravamo rimasti?
Esattamente a questo punto, si era nel mese di ottobre.
Ora le settimane e i giorni sono trascorsi, siamo così in un nuovo anno ed ecco la novità: un bianco tavolinetto da giardino.
Mancano le sedie, confido che qualcuno comunque prima o poi provveda, come sempre è accaduto in questi ultimi tempi.
Ed eccoci ancora, come da copione: anno nuovo, fermata vecchia.

Bambini alla fermata dell’autobus

Cari amici, rieccomi a voi con un breve aggiornamento a proposito della nostra cara fermata dell’autobus di Castelletto che ormai voi affezionati lettori ben conoscete.
Del resto, modestamente, ne scrivo da anni e anni, mostrando di volta in volta gli arredi che si trovano in loco, qui trovate l’ultima post dedicato a questa saga e qui tutto il riassunto delle puntate precedenti.
Oh dunque, come dicevo, qualche giorno fa ho trovato qualche novità!
Resiste la sedia color del sole e poco più il là c’è ancora il tavolino con le riviste anche se nella foto sottostante non lo vedete.
E tuttavia alla fermata passano anche i più piccini, no? Certo che sì, non dimentichiamocene!
E infatti ecco qualcosa con il quale svagarsi nelle noiose attese!
Perfetto, direi, non pare anche a voi?
Ci aggiorniamo alla prossima puntata, cari amici, la fermata non smetterà certo di riservarci altre sorprese.

Un nuovo settembre alla fermata dell’autobus

Ed ecco un nuovo settembre alla solita, cara fermata dell’autobus ormai nota a tutti i miei lettori abituali, qui trovate il riassunto di tutte le puntate precedenti e di tutti gli arredi possibili e immaginabili che si sono susseguiti alla fermata dell’autobus dal lontano 2013.
E ieri, ecco la sorpresa: un tavolinetto e una sedia gialli come il sole e là, al riparo dal caldo, riviste e libretti per ingannare il tempo nell’attesa del piccolo e brioso autobus che conduce a Castelletto.
Tra le varie letture ecco anche una celeberrima rivista di enigmistica certamente molto adatta allo svago, io in realtà preferisco sempre avere dietro un libro mio e un mio giornale ma ditemi, cosa c’è di meglio di un quesito della Susy o di un misterioso rebus per distrarsi un po’?
E anche per oggi dalla fermata dell’autobus è tutto, presto ci saranno certo nuovi aggiornamenti.

Una sfumatura di arancio

Nel caldo dell’estate, i giardini sono autentiche oasi di pace.
E così, camminando per Fontanigorda, osservo e oltre i cancelli trovo tavolini per pranzare all’aperto, ombrelloni che donano ombra ristoratrice, gatti assonnati che se ne stanno tranquilli sul prato.
E poi, in un certo giardinetto, ecco una fila di vasi con i gerani curati con amore, un muretto in pietra e il sole che illumina l’erba verde e le corolle.
E una sfumatura di arancio, così simile a quei fiori che sbocciano lì accanto, nel pieno della bella estate.

Novità alla fermata dell’autobus

Amici, eccomi nuovamente ad aggiornarvi su quanto accade ad una certa fermata dell’autobus, gli abituali frequentatori di questo blog conoscono bene la situazione, da anni ormai qualche solerte concittadino arreda con cura la nostra fermata di Via Piaggio e allora vi ripropongo tutte le foto pubblicate nel corso del tempo, ogni tanto un riassunto ci vuole!
Tutto iniziò nel lontano 2013.

Nel 2015, poi, trovai con sorpresa questa bella poltroncina.

In seguito fu aggiunto un tavolino.

E l’anno dopo fu la volta di queste sedie.

Nel 2017 ci trovai pure un passeggino!

Nel 2018, poi, fu la volta di due eleganti sedie con comoda imbottitura.

Non mancò, nel corso di quella estate, un dondolo per i più piccini.

In autunno arrivò un sedia da cucina.

E al principio di novembre si aggiunse una sedia più elegante.

A gennaio 2019 ecco fare la sua comparsa una sedia da ufficio, in effetti sbrigare qualche questione lavorativa alla fermata dell’autobus può anche avere senso!

Nel mese di marzo si accomodarono su quelle sedie due amiche specialissime della sottoscritta: le care Els e Irene che dall’Olanda con entusiasmo mi onorano di seguire questo blog.

Poi venne il principio dell’estate e la situazione, signori, eccola qua.

L’autunno di quel 2019 ci regalò diverse tonalità di grigio.

A febbraio 2020 trovai sulla sedia superstite una scatola piena di musicassette, la musica del resto è sempre perfetta per rilassarsi!

Con l’estate fu la volta delle sedie da giardino.

E poi fu messo lì accanto un bel quadretto con suggestioni orientali.

Ed eccoci al mese di aprile di questo 2021: si vede che qualcuno ha avuto la bella idea di fare le pulizie di primavera perché a sorpresa è spuntata una scopa.

E poi ho trovato anche un comodo pouf, che bellezza!

E infine eccoci alle ultime novità, l’altro giorno son passata davanti alla fermata e ci ho trovato una specie di scaffaletto, direi.
Uhm, non si può proprio mettersi seduti!
E insomma, noi che stiamo nei dintorni siamo abituati bene, speriamo così di trovare presto alla nostra fermata dell’autobus una sdraio da spiaggia o magari una poltroncina, vedete voi, ormai è una piacevole consuetudine!
Alla prossima amici, ci rivediamo alla fermata dell’autobus!

Il magnifico deposito del Signor Peregallo

Oggi vi porterò con me in quel passato nel quale mi piace in qualche modo ritornare, la mia speciale macchina del tempo vi condurrà dritti dritti nel deposito del Signor Peregallo.
E come sempre accade in questi casi, occorrerà da parte nostra un notevole sforzo di immaginazione e prima di provare a fantasticare sul magnifico deposito ci toccherà provare almeno ad immaginare il Signor Francesco Peregallo medesimo, mi pare ovvio.
Mi pare verosimile supporre che il nostro Signor Peregallo abitasse non troppo distante dal suo ricco deposito del quale ho trovato notizia sul Lunario del Signor Regina del lontano 1887 di mia proprietà dal quale ho tratto le immagini in bianco e nero che seguono.
Ecco là, nell’elegante e ripida Via Caffaro si trova per l’appunto il deposito del nostro caro Signor Francesco.

E facciamo la conoscenza del proprietario, io me lo immagino alto e distinto con certi capelli sottili, il viso lungo e i baffetti che gli conferiscono un’aria austera.
Certo, è tutto un gioco della mia fantasia ma io me lo vedo proprio lì davanti alla porta del palazzo dove si trova il deposito, lo vedete anche voi?
Ecco l’illustre Francesco Peregallo, con l’orologio nel taschino del gilet, l’espressione compunta e i modi eleganti, certo è un imprenditore che sa il fatto suo.
E cosa mai terrà in questo suo deposito di Via Caffaro?
Birra tedesca di ottima qualità, in fusti e bottiglie, una delle sue birre proviene direttamente da Monaco di Baviera.

In alto i boccali, prosit, con la birra del Signor Peregallo!
Lui, tra l’altro, non si occupa mica solo di questo!
Eh no, infatti in quel leggendario deposito di Via Caffaro, oltre alla birra, sapete cosa tiene? Raffinati mobili in stile Thonet che incontrano davvero il mio gusto.
Stupore e meraviglia, ci sarà certamente una ragione per tutto questo!

Eh lo so, vi starete chiedendo cosa caspita c’entrino i mobili Thonet con la birra ed è proprio una bella domanda alla quale, detto in tutta sincerità, non saprei trovare una risposta.
L’unico che saprebbe fornirci la corretta spiegazione è proprio lui, l’illustre proprietario del deposito.
E allora sapete cosa vi dico? Non vi resta che fare un salto in Via Caffaro, naturalmente nel 1887, in cerca del Signor Francesco Peregallo che certo saprà soddisfare la vostra curiosità!
Fatemi sapere, amici, come sempre io vi aspetto qui, buon viaggio!