La Madonna con il Bambino in Piazza delle Erbe

Si trova nell’ antica piazza delle Erbe dove in tempi lontani si teneva un vivace mercato della frutta e degli ortaggi, le fruttivendole della Val Bisagno arrivavano qui con le loro ceste colme dei doni della terra.
Adesso, come in quelle epoche ormai distanti, sulla nostra Piazza delle Erbe posa il suo dolce sguardo la Madonna con il Bambino.

Tra i colori vivaci della città vecchia, in questa piazza ancora adesso molto amata e frequentata.

La dolce immagine di Maria così si staglia nella nicchia che la custodisce, la Madonna tiene tra le braccia il piccolo Gesù che ha il visetto allegro incorniciato dai boccoli e l’espressione festosa tipica dell’infanzia.

E l’abito di Maria cade fino ai piedi.
Alla base della statua è posta poi un’iscrizione in latino e credo di aver trovato la corretta corrispondenza in uno degli inni della Chiesa.
Per la precisione penso si tratti dei seguenti versi tratti dall’inno Al vespro del martedì:

Ut germen aptum proferens
fulvis decora floribus

Perché di germi ricca e d’odorati
fior di potesse rivestir gioconda

Così la bella immagine della Madonna custodisce le antiche case di Genova e i suoi abitanti.

Accanto a una finestra con le persiane chiuse, sfiorata dal sole che accarezza questi luoghi.

Con questa dolcezza eternamente amorevole cosi si svela la tenerezza della Madonna con il Bambino in Piazza delle Erbe.

La Madonna con il Bambino in Via Luccoli

Ritorniamo ancora nei miei cari caruggi, nella nostra vivace e sempre amata Via Luccoli, una strada ricca di bei negozi e di diversi punti di interesse e a volte la si attraversa quasi distratti senza prestare attenzione a certe antiche testimonianze del nostro passato.

Se alzerete lo sguardo verso certe finestre, infatti, noterete un’edicola che ospita una statua.

È la Madonna con il Bambino e così posa il suo sguardo su coloro che attraversano la via.

Così resta, nell’imprendibile e meravigliosa verticalità di Via Luccoli.

La statua ospitata nella nicchia è semplice e molto graziosa.

Ai piedi di Maria una scritta in latino: hinc tuta quies che dovrebbe significare qui quiete sicura.
Seguono poi le parole Nostra Signora.

Se passate in Via Luccoli cercate anche voi questa edicola, potrete anche ammirarla da una diversa prospettiva, dal portone dell’edificio di fronte: così vigila sulla gente di Via Luccoli questa bella immagine della Madonna con il Bambino.

Camminando in Via San Vincenzo

Camminare in Via San Vincenzo è sempre un piacevole passatempo per noi genovesi: questa strada centralissima, a breve distanza dalla nostra Via XX Settembre, è un’ampia via pedonale ricca di negozi e botteghe.
In Via San Vincenzo si va volentieri a far shopping e a guardare le tante belle vetrine, ma lo sguardo dovrebbe anche alzarsi su certe tracce del nostro passato.

Le case restaurate di fresco raccontano l’anima di questa terra e i suoi colori.

Scendendo verso Brignole, alla vostra destra, si noterà poi una bella edicola custodita da due angeli in preghiera.
A mani giunte, sotto il sole della Superba.

A breve distanza ecco invece un vetusto portone che ne ricorda altri simili situati nella nostra città vecchia.
Spicca al centro il monogramma di Maria.

E non mancano, sugli stipiti del portone, certi volti severi che rimandano ad un tempo distante.

Vigilano su questa casa e su questa via che certo un tempo era molto differente da come la conosciamo.

Le case di Via San Vincenzo si possono anche ammirare da una diversa prospettiva, basta varcare un archivolto e compiere un breve tragitto.

Ritornando poi a percorrere la via in direzione Brignole ecco ancora una dolce Madonna così custodita da certe inferriate.

E ancora ecco un’altra immagine di Maria.

Dall’altro lato della strada, invece, ci si sofferma davanti ad un portone che ai nostri tempi ospita un’attività commerciale.
Un antico cartiglio e certe sculture ci riportano ancora a tempi distanti.

Su questo stesso edificio, ad angolo con Via Galata, è stata apposta in anni recenti una targa per rammentare ai passanti che questa fu la casa natale di Santa Virginia Centurione Bracelli.
E ancora elogio il valore della memoria, così importante per conoscere quei giorni che non abbiamo vissuto.

Ancora oltre si trova poi un’altra magnifica edicola della quale ebbi modo di parlarvi in questo post.

Ci sono tanti modi di vivere un via, questo è uno dei miei.
E naturalmente ci sono molte altre curiosità da scoprire in Via San Vincenzo, mi riprometto di tornare a scriverne molto presto.
Vi invito solo ad ammirare le sue bellezze, a cercarne le armonie.

E a ritrovare quegli sguardi che ancora si incontrano attraversando Via San Vincenzo.

Via di Ravecca: l’edicola di San Giovanni Battista

È in una parte magnifica della città vecchia, a pochi passi da Porta Soprana ecco la nostra colorata e inconfondibile Via di Ravecca: salendo per questa antica strada si nota nel suo candore la bella edicola di San Giovanni Battista.

Là, sul muro di un vetusto palazzo, tra Vico Gattilusio e Via di Ravecca.

Così venne effigiato in tempi distanti il patrono della nostra città.

Ai piedi del Santo ci sono l’agnello e un serpente, un’antica iscrizione ci permette poi di stabilire che questa statua risale al lontano 1616.

E certo questo fu uno dei luoghi di lontane devozioni, percorrendo questa strada si ammira la bella immagine del Santo nella prospettiva di Via di Ravecca con i suoi panni stesi.

Nella splendida verticalità di questi caruggi dai colori caldi e vivaci.

Sui genovesi e su coloro che percorrono queste vie ancora vigila San Giovanni Battista.

E così si staglia sotto il cielo della Superba.

In questa strada antica, tra le finestre di una casa, così tra noi resta ancora l’edicola di San Giovanni Battista.

La Madonna di Loreto in Via San Vincenzo

È un’antica immagine di Maria e per ammirarla dovrete recarvi in Via San Vincenzo.
La troverete su un vetusto edificio che ai nostri giorni ospita una moderna attività commerciale, in un tempo lontano questa era invece la Chiesa di Santo Spirito, soppressa nel 1798 per editto napoleonico.

Sulla facciata spicca così la bella edicola che ospita la dolce immagine della Madonna di Loreto con il piccolo Gesù, le vicende di questa statua sono a mio parere degne di nota.

Raccontano infatti gli storici Remondini che la statua fu realizzata per volere di Domenico Piaggio che in un giorno distante, durante un suo viaggio, ebbe la sventura di riportare gravi conseguenze a causa una caduta.
Si narra quindi che egli volle dimostrare alla Madonna la sua gratitudine per averlo guarito e fece così erigere questa statua che venne collocata sul muro della sua casa in quella piazzetta.

Il nome di lui dovrebbe essere al di sotto di questa scritta e non è attualmente visibile.

Il sottostante cartiglio spiega appunto che la statua è stata edificata per la grazia ricevuta e per la salute restituita grazie a Maria, nell’anno 1730.

Il tempo poi trascorse e la casa del Signor Piaggio passò ad un nuovo proprietario il quale ebbe l’idea di affidare la statua ai Padri Somaschi perché la collocassero su un altare.
La gente della via però non era affatto contenta, tutti erano affezionati a quella cara immagine della Madonna alla quale, probabilmente, erano in molti a rivolgersi.
Si alzavano sguardi carichi di speranza verso di Lei e così, come la gente del posto desiderava, la statua della Madonna venne rimessa all’esterno e ritornò davanti agli occhi dei devoti fedeli.

Quando passate in Via San Vincenzo fermatevi per qualche istante.
Attorno c’è sempre il passato che ancora rimane.
E là, sotto la luce di Genova, troverete la dolce bellezza della Madonna di Loreto.

La Madonna della Misericordia in Via San Lorenzo

Vi basterà percorrere la nostra via San Lorenzo e ad un tratto la vedrete, la statua di Maria è collocata sull’angolo dell’edificio che si trova alle spalle della nostra cattedrale.
È la Madonna della Misericordia, accolta e custodita in questa edicola bella e finemente decorata.

Così la scorge, nella prospettiva della via.

Così si svela, adornata con ricchezza, tra gli sguardi degli angeli.
Inginocchiato davanti a c’è Lei il Beato Botta raccolto in una devota preghiera.

Questa immagine di Maria doveva essere molto venerata dai genovesi del passato, la scritta ai piedi della statua rimanda infatti al lontano 1787 e si riferisce all’indulgenza plenaria di 40 giorni concessa dall’Arcivescovo Giovanni Lercari a coloro che avessero recitato un Padre Nostro e un’Ave Maria davanti a questa immagine della Madonna.

La statua è sovrastata, con mistica leggerezza, da un volo magnifico di angioletti.

Così si mostra, in questa luce chiara, la Madre di Dio.
Se passate in Via San Lorenzo alzate lo sguardo, troverete la delicata bellezza della Madonna della Misericordia.

La Madonna dei facchini di Ponte Reale

Ancora una volta vi mostra un’antica immagine religiosa, venerata dai fedeli del passato di Genova, essa si trova sulla facciata di Palazzo Millo al Porto Antico e così, anche da visitatori, vi sarà semplice trovarla.
Protetta da un vetro che ne difende la bellezza, l’antica edicola è stata anche sottoposta ad accurati restauri.

Due targhe marmoree narrano le sue vicissitudini, in quanto questa scultura nel corso del tempo ha avuto evidentemente differenti collocazioni.

E se osserverete la scultura nei particolari noterete come essa sia un’opera di pregio, nel marmo prendono vita diverse figure: al centro la Madonna della Città con il piccolo Gesù tra le braccia, con lei ci sono i Santi Giovanni Battista ed Erasmo.
In questi luoghi a due passi dal mare e dal porto che sempre ha dato lavoro ai genovesi, questa immagine sacra pare essere legata ad un antico mestiere così importante per una città portuale.
Si narra infatti che questa fosse proprio la Madonna venerata dai facchini di Ponte Reale, a lei essi rivolgevano le sue preghiere.

Così ancora si staglia, sotto il cielo di Genova, davanti a quel mare che per alcuni è vita, fonte di sostentamento e lavoro, così ancora si posa sui genovesi lo sguardo della Madonna della città.

Via della Maddalena: l’edicola di San Giovanni Battista

È un’antica edicola dei caruggi, è collocata sull’abside della Chiesa della Maddalena sita nella via omonima.
Colpisce per la grandiosità e per le molte figure che la compongono, l’edicola è una delle molte testimonianze di quella fede antica che animava queste vie.

Svetta al centro la figura bella e fiera del Santo.

Ai suoi piedi un’epigrafe latina dalla quale si evince che l’opera risale al XVII Secolo.

Sulla sommità dell’edicola è invece collocata una statuetta della Madonna di Loreto.

Ai lati del Battista sono poi poste due figure femminili anch’esse testimoni di fede.

La mano sul petto, i capelli sulle spalle, gli occhi socchiusi e il fervore della preghiera.

E l’agnello accanto ai piedi di lui che è il Santo patrono di Genova.

Così si svela la figura forte e salda del Battista, effigiato solido come la sua fede e il suo amore per Dio.

Così potete ammirarlo camminando nella città vecchia, nella nostra Via della Maddalena.

Percorrendo Salita di San Bartolomeo del Carmine

Non è la più trafficata delle creuze del Carmine ma resta una bellezza segreta tutta da scoprire.
Salita di San Bartolomeo del Carmine si snoda dalla Piazza del Carmine e percorrendola si giunge in Corso Carbonara, sale così ripida tra le case alte.

E si sale, gradino dopo gradino, davanti a voi una distesa di mattoni rossi.

E poi, quasi nascosta, una piccola corte, oltre il cancello il sole radioso illumina le facciate, le corde da stendere e le persiane.

Ed è tutta un’allegria di panni stesi.

Là abita un nespolo generoso e prodigo dei suo frutti.

E ancora, sulla creuza, ecco una nicchia che ospita una scultura sacra.

Si sale, in questa tipica e caratteristica vertigine di Genova che incornicia uno spicchio di cielo.

Tra i colori tenui così si snoda la bella creuza.

E ancora lo sguardo trova un’altra edicola che ha certo conosciuto tempi migliori.

E poi luce di finestre, salita, ancora salita, curva e toni biscotto.

Persiane, sole che batte sui muri e disegna i profili delle ombre.

Se supererete l’archivolto troverete la bella piazzetta di San Bartolomeo dell’Olivella e ancora potrete perdervi nella romantica bellezza dei caruggi del Carmine.

Salendo ancora, invece, giungerete infine su Corso Carbonara e forse ne apprezzerete la maggiore ed elegante ampiezza.

Nel cuore vi resterà impresso il ricordo di quella vertigine che dona stupori e di quel cielo turchese che sovrasta Salita di San Bartolomeo del Carmine.

La Madonna di Via a San Giacomo

Via a San Giacomo è una stradina di Carignano, silenziosa e un po’ nascosta, collega Via Rivoli a Via Corsica.
Mi è capitato di recente di percorrerla, in un pomeriggio di sole che illuminava le case mentre sullo sfondo si ammirava il blu limpido del cielo.

E così ho alzato gli occhi verso l’alto, come sempre mi piace fare.

E proprio su questo edificio ho notato una bella scultura della Madonna con il Bambino, una cara immagine verso la quale, nei tempi distanti, si saranno levati gli sguardi imploranti di molti fedeli.

Ai piedi di Lei scolpite nel marmo queste parole in latino: ad fores meas quotidie e il loro significato è alle mie porte ogni giorno.
Dovrebbe trattarsi di una citazione biblica tratta dal Libro dei Proverbi: Felice chi mi ascolta e veglia alle mie porte ogni giorno (8-34).

L’immagine sacra così suggestiva ha colpito la mia attenzione anche per la sua collocazione, si trova infatti un una nicchia accanto a una finestra, sui quei vetri la luce ha lasciato una magia di riflessi.
E là, custode del sonno, dei pensieri e dei destini la figura dolce di Maria.

È la Madonna di Via a San Giacomo che così veglia sugli abitanti di questa casa e su coloro che percorrono questa strada genovese.