La luce della Lanterna

Nella mia stanza, di notte, arriva la luce della Lanterna.
Succederà in molte altre case genovesi, per quanto mi riguarda io ho scoperto questa cosa per me straordinaria quando ero ragazzina in un istante che mi è rimasto impresso nella memoria.
Ero sul letto e ascoltavo la musica di quegli anni là, quando ad un tratto ho visto una luce battere sulla porta chiusa.
Non ci avevo mai fatto caso prima e a dir la verità ci ho messo qualche secondo a capire da dove provenisse quel bagliore, allora poi il faro della Superba aveva un sistema di illuminazione un po’ diverso, non sono in grado di scendere nei dettagli ma ricordo che era più evidente il fascio di luce proveniente dalla Lanterna.
E così, in quella sera incantata, una volta svelato l’arcano ho subito chiamato mamma e papà per mostrare la mia straordinaria scoperta.
In sottofondo ci sarà stata una canzone dei Duran Duran, forse una di Raf o qualche altra hit dell’epoca.
E c’era la luce della Lanterna che inesorabile sfiorava la mia stanza, una cosa bellissima!
Ora poi dovete sapere che generalmente ho l’abitudine di chiudere le tapparelle delle camere da letto abbastanza presto, quindi non mi capita spesso di vedere la luce della Lanterna.
Nelle sere d’estate però, come tutti noi, tengo aperto più a lungo per rinfrescare le stanze.
Era sabato sera scorso, in TV davano Ritorno al futuro, uno di quei film iconici dei nostri anni dorati, non lo perdo mai quando lo trasmettono.
Lo so a memoria ma è un ricordo che ripercorro volentieri, quando vedo Michael J. Fox sfrecciare sullo skate resto sempre strabiliata e penso: ma come vai veloce, Marty McFly!
E così ancora una volta siamo andati insieme nel 1955, abbiamo fatto tutto quello c’era da fare con i genitori di Marty e poi, con la DeLorean di Doc siamo ripiombati dritti nel 1985.
Tutto perfetto, puntuale e impeccabile, sì, è stato facile, quello è uno di quei viaggi nel tempo che riesce sempre a meraviglia, senza sbavature.
Poi, finito il film, sono andata nella mia stanza e c’era la finestra aperta e così ho visto ancora una volta la luce della Lanterna accarezzare la porta e il muro, allora sono uscita in terrazzo a fotografare il porto.
A volte il tempo si riavvolge e sembra ritornare, ancora e ancora.
Come ripercorrere un sentiero che non ricordavi più da dove partisse eppure è sempre stato lì e tu sei di nuovo lì.
Basta un musica, un film, un raggio di luce e tutto si ripresenta, intatto e inesorabile e nemmeno sai come ci sei arrivato.
O forse sì, a dire il vero non ti serve nemmeno il sentiero, per arrivare a quel punto lì!
Ricordate la frase finale di Ritorno al Futuro?

“Strade? Dove stiamo andando non c’è bisogno di strade!”

Due piccole vele

Sono due piccole vele, in un viaggio misterioso.
Il porto, la Lanterna, le gru, un’ imponente nave portacontainer.
E poi due piccole vele bianche, avventurose e temerarie, cariche di sogni e di entusiasmi.
Sospinte dal vento, scivolano sull’azzurro in un tempo assolato d’estate.
Ogni viaggio, anche quando non è nostro, dona un riflesso d’immaginazione, una fantasia che per ognuno ha un profumo diverso.
Due piccole vele bianche, il mare e una meta dolce come una speranza.

Azzurro all’orizzonte

Un nuovo inizio in un luogo amato e a me molto caro.
Davanti alla ringhiera di Spianata Castelletto, ammirando i tetti, il mare e la Lanterna.
Il tempo è come una musica di frammenti irripetibili e per ognuno di noi assume un significato differente a seconda del nostro sentire.
E guardando lontano lo sguardo si impiglia nel blu del mare e nel tono celeste del cielo, in una sola sinfonia senza tempo che risuona come un felice auspicio di lucente azzurro all’orizzonte.

Il cielo di dicembre

Il cielo di dicembre non è mai uguale, è questa la stagione dei colori e dei tramonti straordinari capaci di togliere il fiato per la loro bellezza.
E così a volte, prima che il sole ci saluti, l’azzurro limpido sfuma nel toni vivaci dell’arancio.

Altre volte, invece, la luce dorata trafigge le nuvole e trionfa.

E poi il cielo si accende in un inarrestabile tumulto di nubi e di meraviglia.

In questo cielo di dicembre e di Genova a volte nuvole leggere vagano sovrastando l’orizzonte.

E poi un’effimera magia di rosso illumina ogni cosa.

A volte, poi, il cielo di dicembre incanta con sfumature più delicate che si riflettono sul mare che, per appena qualche istante, pare divenire rosa.

E una ad una si accendono le luci del porto e rischiarano la sera di Genova nel tempo di dicembre.

Oro sul mare

È oro sul mare, la sera al Porto Antico.

È luce che scende piano e lenta sfiora l’acqua, i luoghi, i sorrisi.

È la dolcezza del tramonto che si attende seduti ad aspettare la magia della sera.

Tutto si veste di incanto, nella quiete silenziosa.

Dondolano le barche, l’acqua è appena increspata dal vento mentre lento si posa l’oro sul mare di Genova.

La stagione dei bagni a Sampierdarena

Nel mezzo della calda estate la folla dei bagnanti occupa le spiagge ai piedi della Lanterna.
Una barchetta veleggia sull’acqua chiara e nel tempo dolce dell’estate ognuno trova il proprio svago in questo mare di Sampierdarena tanto amato.
Alcuni nuotano, altri si dilettano con i tuffi dal trampolino.

Altri ancora se ne stanno ad oziare sulla spiaggia, certe signore invece sono là in piedi, tutte intente in un’appassionante conversazione.

E mentre l’onda lambisce la riva alcune bagnanti amano restarsene sedute sul bagnasciuga.

È un tempo che a ognuno riserva una gioia, un istante di spensieratezza e magari al momento non si sa nemmeno comprendere quanto sia fondamentale quella leggerezza capace di scacciare almeno per qualche istante i pensieri dalla mente.
Il tempo poi scorrerà e quella spiaggia un giorno sparirà, lasciando il posto alle navi e alla vita fervente del porto.

Nei giorni di un’altra estate il mare accarezzava la riva e tutti guardavano l’orizzonte, nella stagione dei bagni a Sampierdarena.

Sampierdarena: il tiro della rete

Ritorniamo nel passato, con una bella cartolina di una spiaggia ormai scomparsa.
Sullo sfondo la nostra amata Lanterna e in primo piano i pescatori di Sampierdarena: sono ore di fatiche laboriose e c’è bisogno dell’aiuto di tutti.
Si lavora insieme, con i calzoni arrotolati fino al polpaccio e la pelle riarsa dal sole.
È il tiro alla rete e c’è anche un ragazzino con la maglietta a righe e il cappellino bianco: lui non prende parte all’impresa, rimane con le mani sui fianchi e osserva quelli grandi, poi un giorno tra loro ci sarà anche lui.

L’onda batte la riva, il canto del mare si mescola alle voci dei pescatori.

La rete da pesca emergerà dall’acqua luccicando sotto i raggi del sole e una nuova fatica attenderà i pescatori.
In questo tempo distante di Genova sulla spiaggia di Sampierdarena.

Luce d’inverno

La luce d’inverno scende piano con le sue sfumature dorate e cala su un tempo che si è compiuto.
Il mare luccica e si fonde con i colori del cielo, con una dolce lentezza.
E giungerà una luce nuova a illuminare un tempo ancora da vivere, con le sue gioie e le sue speranze.

Un ragazzino genovesissimo

Lui è un ragazzino genovesissimo ritratto nel tempo degli anni della scuola.
Forse, come altri coetanei della sua epoca, anche lui frequenta un rigoroso collegio con regole severe.
Forse, come i suoi coetanei di tutti i tempi, anche lui vorrebbe godere di maggior libertà.
E invece eccolo qui, davanti al fotografo, a farsi fare il ritratto in questa posa ai nostri occhi un po’ artificiosa per un ragazzo della sua età.
Nulla di straordinario, invece, per quel suo tempo così diverso dal nostro.
E dunque il ragazzino se ne sta lì, con il suo completo alla marinara, l’espressione un po’ distaccata e aristocratica, lo sguardo perso in pensieri suoi e là, sullo sfondo, la Lanterna.
Sì, perché lui è un ragazzino genovesissimo, non c’è alcun dubbio.

Porta le scarpe coi lacci, i pantaloni al ginocchio, tiene il suo cappello in una mano e sta appoggiato a una roccia che pare proprio di cartapesta o di qualche altro materiale simile.

Il ritratto porta la firma del bravo fotografo Sciutto e restituisce un frammento di una giovinezza lontana, con i suoi sogni e le sue aspirazioni nascoste: un ragazzino genovesissimo con tutta la vita davanti.

Viaggi di novembre

Sono viaggi di novembre, verso sera, al Porto Antico, nel luogo dove andiamo ad ammirare il tramonto.
Sono approdi e soste, nell’aria ormai frizzante dell’autunno.

Mentre piano scende il sole per tuffarsi nel mare.

Passa una vela e rapida scivola via.

Sono viaggi di novembre, sono ricordi, nostalgie e riflessioni.

Seguendo la linea della ringhiera e respirando il profumo salmastro.

Mentre lentamente tutto si colora.

E pennellate di rosso accarezzano le nuvole e l’orizzonte, in una sera di novembre.