Mimose, neve e azzurro

Nel cuore del rigido inverno i colori vivaci spiccano maggiormente ed è così incantevole la mimosa che lieve dondola al vento nel cielo di Genova.

È la bella pianta che cresce davanti al Convento delle Suore Carmelitane Scalze in Via Domenico Chiodo.

Mentre la neve imbianca le alture che circondano Genova.

E qui, in Via Domenico Chiodo, lo sguardo trova il mare, il cielo e le case mentre la luce abbacinante sfiora il profilo della città.

E ancora la mimosa, con la sua caparbia impazienza di vivere, si protende verso il cielo.

E l’ulivo saggio protegge e incornicia l’orizzonte.

Mentre resto là ad ammirare la magnifica mimosa, così radiosa e vibrante.

E il panorama del porto, le navi e la Lanterna.

Oltre, camminando ancora, ecco ancora un’altra effimera mimosa sbocciata in questi giorni d’inverno e sullo sfondo l’azzurro intenso spazzato dal vento potente.

E nuvole e neve, in lontananza.

E alberi spogli, la linea del mare che incontra il cielo.

Sono i colori del tempo di gennaio e così li ho veduti passeggiando in Via Domenico Chiodo.


Un gabbiano si librava alto, oltre il campanile di San Paolo, l’aria era pungente e fresca e tutto pareva semplicemente perfetto.

 

Azzurro d’inverno

E poi l’azzurro, tra le case e tra i tetti, oltre le finestre, in inverno.
Dopo lunghi giorni di pioggia è ritornato il sereno ed io sono tornata a cercare il cielo tra le magnifiche geometrie dei miei amati caruggi.
E ho trovato il mio azzurro appena sfiorato dalle nuvole nei pressi di San Siro.

E poi ancora, scendendo giù, passo dopo passo.
In giornate come questa il cielo di Genova profuma di vento e di aria di mare, è inquieto, bizzoso e magnifico.

E ancora si svela tra le antiche dimore di Via San Luca.

E in Canneto il Lungo, in una delle mie prospettive genovesi preferite.

E ancora là, dove svetta tra le case l’antica torre dei Maruffo.

È un cielo splendido, brillante, lucente, vibrante di colore e di aria.
È il cielo di Genova e sempre stupisce, incanta e non smette mai di farti innamorare.

Una sfumatura di celeste

E poi, in una mattina di settembre e di Genova nella prospettiva di Via Luccoli il cielo così si rischiara.
Così lucente e accarezzato dall’aria leggera del mare che sfiora anche le antiche edicole della città.

Questa sfumatura di celeste così sovrasta le alte case di Genova e le vetuste dimore di Piazzetta Merli.

Un cielo lindo, perfetto, appena percorso da nuvolette lievi e il vessillo di San Giorgio che sventola sopra i caruggi.

Una sfumatura di celeste e di geometrie della città vecchia.

E oltre, davanti al mare, un’intensità di blu e di onde lente, un luccichio d’argento e laggiù, in lontananza, il candore di una nuvola grandiosa.
E ancora una sfumatura di celeste, di azzurro e di Genova.

Estate in città, estate in campagna

Così, in Via Luccoli.
La frescura donata dalle case alte, un antico portone, una sinfonia di persiane verdi.
E gli abiti estivi e leggeri, una bicicletta legata a un palo.
Tre sdraio, un tavolino e un ombrellone aperto in questa estate cittadina.

E poi, invece, Fontanigorda.
Un cielo che pare dipinto ad acquerello, il verde dei boschi, la cascina.
Un cestino appeso, i gerani rossi, i vasi di diverse misure.
L’ombrellone variopinto dai colori così allegri e vivaci.
Così è la bella estate nella mia Val Trebbia.

Bentornati, amici rondoni!

Come molti dei miei cari lettori sanno questo blog celebra spesso la natura e la bellezza e segue così l’avvicendarsi delle stagioni.
Come ogni anno ultimamente qui sono arrivati i rondoni e a loro non posso che dare il mio benvenuto, queste creature del cielo con il loro canto gioioso sono un inno spontaneo alla vita e ai suoi misteri.
Benvenuti, amici rondoni che volteggiate nel cielo di Genova.

Come si dice? Tutto arriva a chi sa aspettare!
E infatti in questo periodo, all’inizio del giorno, mi basta uscire sul terrazzo per ammirare il volo dei rondoni che sfrecciano felici nell’azzurro.

Molti di questi rondoni abitano sotto il tetto della casa di fronte, sono vicini rumorosi e ciarlieri ma a loro si perdona pure che ti risveglino mentre stai dormendo!

E poi si resta ad ammirarli nelle loro evoluzioni nel cielo limpido.

Tutto rinasce, tutto si rinnova e si ripete, nel ritmo e negli equilibri perfetti dell’universo.

Così, con gratitudine e immutato stupore, accogliamo il ritorno di queste magnifiche creature di Dio.
Bentornati, amici rondoni!

Cose di Canneto il Lungo

A volte poi, in primavera, per le strade della città c’è una luce nuova.
Come una lievità di vento e di chiarore intenso nel cielo e nelle case che così delimitano l’azzurro, in quel tratto di Canneto il Lungo che da Salita Pollaiuoli conduce verso Vico dei Notari.
E questi sono i colori caldi della città vecchia, una di quelle prospettive amatissime di Genova.

Più in giù, nel tratto che scende verso il mare, certe figure attente sempre vegliano sul coloro che percorrono Canneto.
Hanno grazia, bellezza, i loro sguardi vengono da lontano e sono proiettati al di là del tempo.

E il sole filtra, cade tra le case, illumina la vertigine di questi palazzi.

Sul civico 37 poi, si legge un’antica iscrizione.
Queste parole sono tratte dalla Bibbia e precisamente dal Salmo 85 e significano: la giustizia e la pace si baciano.
Anche semplicemente passeggiando si finisce sempre per trovare qualche spunto di riflessione.

Mentre il sole gioca ancora, mette in fuga l’ombra e abbraccia le antiche case della Superba.

E sopra i tetti e sopra le ardesie passa qualche nuvola leggera ma sempre e ancora trionfa l’azzurro sopra le cose di Canneto il Lungo.

Uno di quei giorni di marzo

It was one of those March days when the sun shines hot and the wind blows cold: when it is summer in the light, and winter in the shade.

Era uno di quei giorni di marzo in cui il sole splende caldo e il vento soffia freddo: quando è estate nella luce e inverno nell’ombra.

Charles Dickens – Great expectations


Via di Ravecca

Una luce all’orizzonte

Una sera d’inverno, in Piazza di Oregina.
Le nuvole inquiete passano in cielo, l’azzurro si attenua di pallidi toni pastello e si confonde con certe pennellate di rosa.
Il sole arde sempre glorioso e potente e disegna i contorni delle case, delinea i profili dei tetti, abbaglia e illumina mentre piano saluta il giorno.
E luccica il mare e brilla, lontana, una luce all’orizzonte.

Finestre e geometrie di Genova

E queste sono finestre e geometrie di Genova e piccole felci e piantine nei vasetti, sul davanzale, tra le persiane che si affacciano su una creuza.

E poi una facciata color mattone e una ringhiera che sa farsi panciuta e divenire accogliente riparo.

Finestre, persiane verdi come boschi fitti di foglie e cuscini rossi stesi e rami di alberi spogli che si specchiano nel vetro.

Ombre di caruggi e fili da stendere, luci accese e vite che puoi immaginare.

E ancora, tendine bianche, stanze nascoste, musiche che non puoi sentire e ciclamini in boccio.

E una finestra che non crederesti vera, nella città vecchia, il disegno di una curva in un palazzo da una lunga storia.

E riflessi, nuvole fluttanti nell’azzurro, finestre sotto il cielo di Genova, in un gioco di magnifiche geometrie.