Luce d’inverno in Via di Santa Croce

La gioia delle giornate limpide è nella bellezza del cielo e nella freschezza frizzante dell’aria, così gironzolando per il centro storico si apprezzano ancora di più le sue meraviglie e le vedute del quotidiano.
E così è l’azzurro d’inverno, in Piazza di Santa Croce.

Scendo verso Via di Santa Croce, una delle strade antiche dove già vi ho portato in passato e a me molto cara, qui si respira davvero l’anima della città vecchia, qui soffia il vento di mare con i suoi sentori salmastri.

E la luce disegna i profili delle case.

In un giorno sorprendente di colori e sfumature.

Toni caldi e aranciati si stagliano nel contrasto con il turchese del cielo.

E lo sguardo trova ancora la bellezza di Salita della Seta, altro luogo ricco di storie e di memorie lontane.

Respirare Genova, la sua intensità e la sua autenticità, qui è per me più semplice che altrove.

Un’antica Madonnetta vigila su noi passanti.

E la si ammira anche in questa prospettiva straordinaria.

Si scende con il passo leggero per Via di Santa Croce.

E si sale affrontando la salita con una certa decisione.

E continuando a scendere, laggiù dove la nostra via si perde in altri caruggi, c’è ancora uno stupore di luce e di cielo, di caruggi, finestre e panni stesi.
Nel tempo d’inverno, in Via di Santa Croce.

Piazza di Santa Croce: l’edicola di San Giovanni Battista

È un’antica edicola dedicata a San Giovanni Battista, è una bellezza ritrovata del nostro centro storico di Genova.

Si trova nella suggestiva Piazza di Santa Croce, posizionata sul muro di un vetusto edificio che nei secoli ha custodito molti respiri.

Nella sua magnifica e mistica armonia.

L’edicola è stata recentemente restaurata e a restituirle la sua leggiadria è stata la paziente perizia di Emilia Bruzzo, restauratrice di talento e mia cara amica.

E sotto le sue abili mani, poco a poco, la scultura ha riacquistato il suo originario splendore.

Così era un tempo l’antica edicola, ve la mostro in una fotografia del 2013.

E così è adesso, dopo che il restauro ha svelato le ricercatezze dei vari elementi decorativi: il candore dei marmi, la preziosità delle colonne in magnifica onice.

Svetta ieratica e solenne la figura di San Giovanni Battista.

Ai suoi piedi un bimbo giocoso e allegro regge l’agnello, attributo del Santo.

Un angelo è posto alla base dell’edicola.

La tutela e la valorizzazione di opere preziose come questa restituisce stupore ai nostri sguardi e svela meraviglie inaspettate.

Quanto passate in Piazza di Santa Croce alzate anche voi gli occhi verso la bellezza ritrovata dell’edicola dedicata a San Giovanni Battista.

Il posto dei fiori nei caruggi di Genova

Il posto dei fiori è in una parte amatissima dei caruggi di Genova e tutti dovrebbero passarci non solo per ammirare certe particolari bellezze ma anche per lasciarsi meravigliare dalla sontuosa eleganza dei fiori che dondolano davanti alle case vetuste.

Il posto dei fiori ha inizio nel tratto finale di Piazza Sarzano, verso Piazza di Santa Croce.
Qui sbocciano splendidi fiori di ibisco e non so dirvi se li abbia portati il vento generoso o se sia stata una mano gentile a lasciare qui i semi dai quali sono nate le piante.
E i petali delicati si stagliano così contro l’azzurro.

E ancora si aprono altri fiori nella nostra Piazza di Santa Croce.

In questo angolo di Genova a me tanto caro.

E le corolle accolgono così il calore del sole.

Nutrite e accarezzate dalla luce del cielo della Superba.

I fiori donano semplicemente armonia.

E sono diverse sfumature di rosa nei caruggi di Genova.

Una bellezza che qui so sempre ritrovare.

Questo è uno dei doni preziosi del creato: la gentilezza dei fiori.

Il rosso vivace, sullo sfondo in lontananza l’antica chiesa di San Salvatore.

E tutta questa incantevole leggiadria che sempre ritorna nel posto dei fiori, nei caruggi della mia Genova.

Tornando a casa

Ieri sera per tornare a casa ho attraversato la città vecchia.
Sono passata da Sarzano e lì ho incontrato 4 ragazzini con le biciclette, al rientro dalle vacanze mi capita sempre di imbattermi in persone che in qualche modo suscitano la mia attenzione.
E loro erano quattro ragazzini, chiacchieravano, le bici erano lì, accanto a loro.
Poi giù, verso i caruggi che piacciono a me, d’un tratto ho alzato lo sguardo e ho veduto un’inquietudine di nuvole leggere, ho anche pensato che fosse un indizio di pioggia.

Poi ancora giù, tra i colori caldi di Via di Santa Croce, nel luogo dove abita il vento e ieri sera era proprio il soffio caldo del tempo d’estate.

Ancora, sempre, gli occhi cercano soltanto la bellezza semplice del quotidiano.
La vita di ogni giorno, lenzuoli, persiane aperte e cielo che si riflette sui vetri.

E giù, verso il mare.
Un signore mi ferma, mi chiede come raggiungere un certo locale.
Di là, poi a sinistra e non può sbagliare, non è lontano.
C’è tanta gente a godersi questa serata estiva, noto che davanti a certi negozi è affisso un cartello: si riapre il Primo Settembre.
Gironzolo, mi attardo, vago senza alcuna meta, è uno dei miei piacevoli diletti.
Nella pigrizia della sera, mentre i passi risuonano sul selciato una luce chiara accarezza il profilo della cattedrale e gli edifici di Via San Lorenzo.

Un ragazzo corre davanti al mare, altre persone stanno sedute sulle panchine ad ammirare la dolcezza del tramonto di Genova.
Così, semplicemente.
Mentre le sfumature di oro dipingono l’acqua e il cielo, in una sera d’estate, tornando a casa.