Maggio 1920: andar per fiori

E sono ore di maggio del 1920, è un tempo luminoso e tiepido, forse una di quelle giornate trascorse tra le gioie più semplici, si capirà poi molto tempo dopo la straordinaria preziosità di quegli istanti.
In compagnia, tra amiche o forse sorelle e cugine.
Con la camiciola rifinita da candido pizzo, una collana lunga, i cappelli raffinati.
E con questa grazia così spontanea e naturale, non c’è nulla di studiato nei modi e negli sguardi.

Con i fiori raccolti sui prati, i sorrisi allegri e felici, le espressioni così rilassate.

E gli stivaletti con i tacchi a rocchetto chiusi da fiocchi o da stringhe ben tirate.

In un giorno di maggio del 1920.
E colei che più colpisce la mia attenzione è una giovane donna quasi misteriosa, così aggraziata con il suo soprabito chiaro, stringe tra le mani un mazzo di fiori selvatici.
E ha una finezza innata e inimitabile, è femminile, elegante e al tempo stesso semplice.

Come dubbiosa porta la mano alla bocca, forse scruta il panorama o divaga con la fantasia, forse ricorda o pensa a qualcuno che le è caro.
E non vediamo il suo viso leggiadro che rimane così coperto dal raffinatissimo fiocco che decora il suo cappello.

Ah, i cappelli!
Le giovani donne ritratte un questa fotografia fanno a gara a chi indossa il più fastoso, a dir la verità a me sembrano tutti deliziosi.
Un sorrisino, una luce negli occhi, la gioia di quegli istanti irripetibili colmi di rasserenante leggerezza.

L’aria era fresca, la luce chiara, i prati brillavano di verde e si andava per fiori, in un giorno di maggio del 1920.

6 pensieri riguardo “Maggio 1920: andar per fiori

  1. A parte che sono tutte belle,mi colpisce la loro femminilità ed eleganza che ai nostri giorni lascia a desiderare.Hanno,queste donne un tocco di grazia finemente velato da ingenuità o ritrosia al fotografo?
    Chissà dove è stata scattata la foto! Grazie Miss con te nella macchina del tempo si sta proprio a mio agio. Grazie

  2. Miss, diciamo che c’era uno specialissimo attimo da cogliere e chi impugnava la macchina fotografica l’ha colto…

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