Ritorniamo ancora a camminare nel passato in certi luoghi che abitualmente frequentiamo: alla Zecca io ci vado molto spesso, arrivo giù con la funicolare e mi ritrovo in centro e nel bel mezzo della vibrante vita cittadina.
Oggi invece, seguendo il tic tac della mia macchina del tempo, finiremo nella fragile cornice di una mia cartolina d’epoca nella quale è immortalata proprio questa parte di Genova.
E facciamo così la conoscenza della signora elegante che se ne va a fare le sue commissioni probabilmente nei caruggi.
Uno dei suoni di questa Genova è quello delle ruote dei carri ma risuonano anche rumori più rombanti prodotti da veicoli più moderni.
E qui non si vede ma là dietro si trova il capolinea della mia amata funicolare e se altri genovesi si affrettano per salire su altri mezzi io invece allungo il passo per non perdere la funi!
La vita scorre tra casa, lavoro, commissioni, incombenze quotidiane, pensieri e preoccupazioni e ognuno è affaccendato nelle proprie questioni.
Osservando poi con attenzione ho notato sull’angolo del palazzo un’insegna e mi pare di leggere la scritta R. R. Poste e Telegrafi e sapendo che ai nostri tempi là si trova l’ufficio postale mi ritrovo a constatare che i viaggi nel passato riservano sempre qualche sorpresa!
In realtà, a ben guardare, il presente è il risultato di tutti i giorni lontani che sono trascorsi, delle ore perdute e anche degli istanti che non abbiamo vissuto e che pertanto non possiamo ricordare.
Il presente, con i suoi battiti e i suoi colori, resta così davanti ai nostri sguardi.
E stringendo tra le mani un’antica cartolina pare di ritrovarsi in quell’epoca distante e di camminare davvero nel passato di Genova, alla Zecca.






