25 Settembre 1909: i fatti del giorno a Genova e in Liguria

Ritorniamo a camminare nel nostro passato con il più classico dei viaggi nel tempo e immergiamoci nella lettura del quotidiano Il Lavoro del 25 Settembre 1909 e nella cronaca minuta di quel giorno lontano.
Partiamo così dalla disavventura del Signor Bacigalupo che alle 18.30 del 24 Settembre si trovava alla guida della vettura pubblica nr 3 diretta da Piazza Acquaverde a Via Balbi quando, all’improvviso, il cavallo che trainava detta vettura si impennò e dandosi alla fuga andò a infilarsi nella vetrina di un parrucchiere con gran spavento degli avventori mentre contenitori e boccette di profumo esposti in vetrina andavano in mille pezzi!
Per fortuna il cavallo non ha riportato gravi ferite e tutto si è risolto senza problemi!

Ampio spazio è poi lasciato alle notizie che giungono dalla bella Varazze che è appena stata sconquassata da una tremenda alluvione che ha provocato grande devastazione.
E c’era gente che è stata sorpresa dall’acqua nelle proprie case o mentre mangiava all’Osteria, numerosi i gesti di coraggio come quello del giovane uomo che salvò una bambina che dormiva in una stalla sommersa dalle acque.
Grave danno hanno subito anche le campagne circostanti, il signor Persia ha raccontato al giornalista che anche il Cotonificio Ligure è stato gravemente danneggiato, grazie a Dio le persone al suo interno si sono tutte salvate e adesso uomini, donne e ragazzi sono al lavoro con i secchi per sgombrare lo stabilimento.

Tornando in città eccole le solite notizie sui soliti ignoti che hanno messo a segno i soliti tiri: a Ponte Parodi hanno sgraffignato 5 chili di grano, a casa di un tale in Via Madre di Dio qualcuno si è invece impossessato di soldi, preziosi e si è portato via pure 2 camicie e 2 tagli di stoffa.
Poi c’è la vicenda di due camerieri tedeschi che erano a Genova di passaggio e alloggiavano all’Albergo Croce di Ferro in Via Prè.
Uno dei due, verso sera, andò dal padrone dell’albergo e si fece dare la valigia del suo compagno al quale non restò altro che porgere denuncia, nella valigia c’erano tutti i vestiti e 250 marchi, caspita!

Qualcuno ha notizie di Flick? Lo avete visto da qualche parte?
Chi è Flick? È un barboncino bianco di sei mesi che si è perso in Via Cabella, chiunque lo vedesse abbia cura di consegnarlo al portinaio del civico 25, a casa lo aspettano con ansia!
Ah, a Sampierdarena un macellaio ha trovato un cappello da macchinista e lo ha consegnato alla camera del Lavoro.
Il giornalista sagace commenta: il proprietario supposto che non abbia smarrito anche la testa, sa dove trovarlo.
E infine ecco qualche appuntamento per il tempo libero, vorremo pure svagarci un po’!
Al Genovese inizia la stagione teatrale con Il trovatore di Verdi.
Al Lido d’Albaro sono in programma 2 rappresentazioni del trasformista Giuntini con tanto di spettacolo di fuochi d’artificio.
Per quanto mi riguarda ho già fatto la mia scelta, nella giornata del 26 Settembre è in programma una bella gita a Portofino.
Si parte alle 9 del mattino con il Piroscafo Australia e si torna a Genova verso le 16, i biglietti si comprano a bordo.
Tanti saluti a tutti, non mancherò di mandarvi una cartolina da Portofino.

Verso Portofino

È una piccola fotografia in bianco e nero e risale al 1936.
Racconta un viaggio, breve ed emozionante, sulle onde del mare verso Portofino.
Sulla motonave Vittoria, con il vento che accarezza la pelle.
E narra di lei, che se ne sta così appoggiata mentre ammira il panorama.
E pensa, forse sogna e fantastica, magari ricorda.
Così con grazia, con il cappellino bianco, gli occhiali da sole, i guanti neri e la pochette scura tra le mani.

E ci sono altri viaggiatori sulla motonave Vittoria, in questo scorcio di passato che richiede giochi di fantasia.
E si immaginano sguardi meravigliati, visi rasserenati dalla bellezza del panorama, in un giorno di un tempo perduto.
Navigando sul Mar Ligure.

Fino a quando comparirà all’orizzonte il profilo di uno dei gioielli della Riviera di Levante.

Navigando verso Portofino, indossando un impeccabile tailleur con una cifra di inarrivabile eleganza.
Cullati dalle onde che portano via il tempo e anche i pensieri.

Camminando nel passato di Portofino

Ritorniamo a camminare nel passato in uno dei luoghi più incantevoli della Liguria.
L’acqua chiara e fresca, le case alte e colorate e la bellezza inconfondibile di Portofino, borgo di pescatori e anche meta della villeggiatura.
Consultando la Guida Treves del 1911 si legge una caratteristica di questo luogo: l’ingresso anteriore delle abitazioni si trova al piano terreno mentre quello posteriore si trova al terzo o magari al quarto piano.
Dolce è la vita nella baia di Portofino, questa bella cartolina fu spedita nell’estate del 1915 alla Signora Cesarina che se ne stava a prendere il fresco in quel di Murta.
E così appariva, nella sua perfetta armonia, la nostra Portofino.

Uno scorcio della celebre piazzetta, i portici a donare ombra, le belle case alte.

Un fascino imperituro che ancora oggi conquista e cattura.

Una vela bianca, le barche, davanti alle finestre i panni stesi ad asciugare nell’aria frizzantina.

Consultiamo poi la Guida pratica ai Luoghi di soggiorno e di cura d’Italia edita dal Touring Club Italiano nel 1932 e avremo ulteriori indicazioni sulla nota località del levante ligure.
Tra queste pagine si legge infatti che Portofino conserva il suo aspetto unico e particolare ma certo non è priva di elementi di conforto dovuti anche all’intensa frequentazione.
I panorami straordinari e il clima mite ne fanno poi un luogo piacevole in ogni stagione.
Durante tutto l’anno, si specifica sulla guida, Portofino è prediletta da coloro che amano godere di un soggiorno semplice, tranquillo, riposante.
Ed ancora ecco le sue case da un diverso punto di vista, in un dettaglio di una seconda cartolina.

E le barche a vela, magnifiche e superbe, in attesa di prendere il largo.

E tutto attorno una fragranza di profumi tipici della macchia mediterranea e di questo tratto di costa come il mirto, il corbezzolo e l’ulivo generoso che diviene cornice di uno scorcio di impareggiabile bellezza.

L’acqua era calma, il sole brillava alto nel cielo, il verde degli alberi donava una freschezza ristoratrice e il tempo era dolce a Portofino.

Giugno 1908: le gite per mare sul vapore Principessina

Tic, tac, tic, tac, ancora una volta saliamo sulla macchina del tempo e arriveremo ai giorni di un’altra calda estate: sulle pagine del quotidiano Il Lavoro del 27 Giugno 1908 un breve ed invitante trafiletto promette meraviglie a chi desideri svagarsi con un bel viaggio per mare.
E così prepariamoci alla partenza, serviranno di certo abiti freschi, un bel cappello a tesa larga, un ombrellino parasole, gli immancabili guanti e un bel ventaglio.
Si parte di buon mattino, alle 7 del 28 Giugno dal Ponte Federico Guglielmo, il vapore Principessina salperà alla volta di Monaco dove è previsto il suo arrivo intorno alle ore 13.30.
Si rimarrà a Monaco fino a mezzanotte e poi, a quell’ora, il vapore Principessina riprenderà il suo viaggio verso Genova dove si giungerà tranquilli e riposati alle otto del mattino.
Non mancano gli svaghi in questa frizzante estate del 1908: il giorno successivo, infatti, il vapore Principessina porterà certi fortunati gitanti nell’incantevole Portofino.
Alle luci del tramonto, invece, chi lo desidera potrà lasciarsi cullare dalle onde navigando lungo la costa dalla Foce a Voltri, il rientro è previsto per le dieci di sera.
È dolce il tempo, a bordo del Vapore Principessina: la brezza marina sfiora la pelle candida, lo sguardo si perde a cercare il panorama, la costa e le sue meraviglie, in un giorno d’estate del 1908.

Un incantevole aprile

Londra, anni ’20.
Una giovane donna poco appariscente e stanca del suo quotidiano legge su The Times un annuncio che cambierà il suo destino: in Liguria c’è un castello in affitto per il mese di aprile, è un luogo perfetto per gli amanti del glicine e del sole.
Mrs Wilkins sa bene che quella sarebbe la vacanza ideale per lei: lontana dai grigiori di casa, immersa nella dolcezza dei colori mediterranei.
Inizia così la delicata avventura di Un incantevole Aprile, un delizioso romanzo di Elizabeth Von Arnim edito da Bollati Boringhieri.
Mrs Wilkins, dicevo, vorrebbe tanto affittare quel castello, tuttavia non può permetterselo e per un caso del destino si ritrova a condividere quel mese di primavera con altre tre donne a lei sconosciute.
Quattro donne, ognuna a proprio modo alla ricerca di se stessa.
Mrs Wilkins e Mrs Arbuthnot sono sposate e in realtà sono entrambe insoddisfatte, per motivi diversi.
Ad esempio, Mrs Arbuthnot è molto religiosa e si trova nel fatale imbarazzo di avere per marito uno scrittore di biografie scandalose, grazie al cielo lui usa uno pseudonimo!
Ci sono poi la leggiadra e nobile Lady Caroline e l’anziana e indimenticabile Mrs Fisher, una donna alla quale non mancano una certa verve e un certo carattere.

Mrs Fisher trovava sempre da ridire sui raffreddori degli altri; erano sempre causati da imprudenze, e poi passavano a lei, che non aveva fatto nulla per meritarli.

Una donna assai peculiare, davvero!
Questo non è un romanzo dalla trama fitta ed intricata, è un libro di sensazioni, profumi e colori, è un libro di piccoli tumulti del cuore, ripensamenti, banali incidenti e grandi emozioni.
Ed è un libro che parla di luoghi, l’autrice trascorse un soggiorno a Castello Brown a Portofino e quella parte di Liguria è lo scenario del romanzo, con i suoi profumi e con le sue fresche fragranze.

E sono glicini, nasturzi, gerani scarlatti:

Oltre questo spettacolo fiammeggiante il terreno degradava a terrazze verso il mare, e ogni terrazza era un piccolo frutteto dove tra gli ulivi crescevano le viti sui graticci, alberi di fico, peschi e ciliegi.

In questa atmosfera armoniosa si muovono le quattro protagoniste con i loro capricci e le loro incertezze, le loro piccole vicende quotidiane e i loro amori, uno ad uno entreranno in scena anche i personaggi maschili.
Il romanzo scorre lieve e piacevole, si apprezzano anche scene di autentico humour tipicamente inglese, una su tutte la catastrofe del bagno che mi ha strappato più di un sorriso.
La Von Arnim era di origine australiana ma visse a lungo in Inghilterra e trovo la sua scrittura piacevolmente garbata e davvero molto british.
Da questo libro sono stati tratti due film, io vidi quello girato nel 1992 e lo trovai splendido.
Lessi questo libro molti anni fa e l’ho riletto ora con molto piacere, il desiderio di conoscere meglio questa autrice lo devo alla mia amica Viv che sul suo blog spesso presenta i romanzi della Von Arnim, vi propongo così la sua recensione di Uno chalet tutto per me.
La giovinezza e la bellezza, l’arguzia, l’ironia e la gioia dei nuovi inizi, questo troverete tra le pagine di Un incantevole aprile.
E troverete la magia di un luogo che suscita stupore e senso di meraviglia, doni che possono cambiare davvero il nostro sguardo sulla vita.

Aprile arrivava dolce, come una benedizione, e quando il tempo era favorevole, era così bello che diventava impossibile non sentirsi diversi, non sentirsi emozionati e commossi.

Niasca Portofino, la freschezza dei profumi di Liguria

Oggi porto qui i profumi e la freschezza della Liguria e vi propongo un prodotto che proviene da un luogo amatissimo in tutto il mondo, Niasca Portofino ha la sua sede nella perla del Tigullio ed è un’azienda che privilegia l’utilizzo di materie prime a chilometro zero.
Sulla collina che si affaccia sul celebre porticciolo del levante ligure ci sono gli alberi e gli orti che forniscono quanto necessario per la produzione.
E la splendida cornice è questa, uno dei più celebri panorami di Liguria.

Ho avuto occasione di provare alcune loro bevande e ne sono rimasta gradevolmente colpita, così ho deciso di presentarvele.
Deliziosa e particolare è la Limonata del Tigullio, al profumo del limone abbina gli accenti odorosi del sambuco, tra le bevande proposte c’è anche la Mandarinata ed io devo ancora assaggiarla.
La bibita che mi ha letteralmente conquistata ha una piacevolezza particolare, Festivo Portofino è così divenuta in fretta una delle mie bevande preferite.

Amaro, rinfrescante e analcolico, così si legge sulla bottiglietta.
Perfetto per gli aperitivi, è una sinfonia di sapori freschi e deliziosi che si sposano alla perfezione: combina la dolcezza leggera dello zucchero di canna, il succo di mela e il succo di limone, il succo di carota nera, gli estratti di cartamo, cedro e zenzero, l’aroma di bergamotto.
Ho riportato per voi l’elenco degli ingredienti, tutti insieme creano una vera esplosione di freschezza con la giusta dose di bollicine.

Inoltre alla Niasca Portofino curano particolarmente il packaging, come si legge sul sito dell’azienda l’etichetta di Festivo Portofino è la riproduzione di un graziosissimo pizzo realizzato da Luisa De Gasperi Ravera, presidente dell’Associazione Culturale Amici del Tombolo.

Un prodotto della mia terra curato in ogni dettaglio con attenzione per le nostre tradizioni e le nostre tipicità.
E secondo voi potevo buttare via queste bellissime bottiglie?
Certo che no, alcune di esse hanno avuto una seconda vita, le ho riempite con le perline antiche che provengono dal negozio di paramenti sacri della mia bisnonna.
Le bottiglie di Niasca Portofino hanno il tappo a corona con il disegno di un pesciolino, perfetto per rappresentare un prodotto di Liguria, io invece ho usato un piccolo sugheretto.

Adesso le tre bottigliette se ne stanno su un ripiano della cucina e direi che fanno una bella figura.

Niasca Portofino propone anche altri differenti prodotti come il pesto, le olive, l’olio extravergine, le marmellate e i vini, un giorno mi piacerebbe andare a Portofino a scoprire questa bella realtà che valorizza le tipicità del nostro territorio.
Io ho trovato le loro bevande da Eataly, se volete saperne di più intanto vi rimando al loro sito.
Sono i profumi e i sapori della bella stagione, sono le freschezze di questa terra irta protesa sul suo mare generoso, sono i doni del sole e della natura del Tigullio.

Montesquieu, un viaggiatore francese a Genova

Le impressioni di viaggio non sempre tramandano un ritratto positivo dei posti che si sono veduti, un celebre visitatore non amò affatto trovarsi per le strade della Superba e incontrare i suoi abitanti.
Filosofo e pensatore, Montesquieu giunge a Genova nel novembre del 1728, le memorie di quei giorni trascorsi nella mia città si trovano tra le pagine di  Viaggio in Italia.
Il nostro autore concede meritati elogi a certe bellezze cittadine, descrive il porto e la conformazione ad arco della città davanti al suo mare.
Da turista d’eccezione anch’egli si avventura alla scoperta dei luoghi noti per la loro unicità e se ne va a passeggio nel giardino dei Principi Doria.
Che fascino la fontana con la statua di Nettuno, Montesquieu scrive che sarebbe degna dei giardini di Versailles!

E ha ragione, io vorrei tanto sapere cosa ne direbbe della Sopraelevata ma questa è una personale curiosità che resterà insoddisfatta, ahimé!

Villa del Principe (2)

E poi varca i portoni delle chiese, visita Santo Stefano e San Siro, di quest’ultima non apprezza i soffitti affrescati, resta invece ammaliato dalla Chiesa della Nunziata, con i suoi ori lucenti e le opere d’arte che adornano le cappelle.

La Nunziata

E certo non si fa mancare una passeggiata tra gli splendori di Strada Nuova, nota che vi sono magnifici palazzi.

Via Garibaldi

E allora? Per quale ragione Genova è così sgradita al nostro viaggiatore?
E’ presto detto, a quanto scrive sembra che Montesquieu abbia proprio in antipatia i genovesi e il loro stile di vita, ecco il succo della questione!
Genovesi, popolo di mercanti, così scrive il nostro autore.
Tutti hanno fondi in San Giorgio, persino il Doge ha i suoi commerci, quelli che contano possiedono dimore sontuose ma in realtà i primi tre piani vengono utilizzati per ammassare le mercanzie.
Provate a varcare quei portoni, resterete sorpresi:

“Non c’è niente di più bugiardo dei loro palazzi: di fuori una casa superba, e dentro una vecchia serva che fila.”

Via Garibaldi

Poca servitù in questi palazzi, una cosa da non credere!
Genovesi, gente attaccata ai soldi.
Ricevere un invito a cena da queste parti?
Figurarsi, quelli di Genova non ci pensano proprio, chiosa Montesquieu!
L’autore non si trova affatto a suo agio tra i miei concittadini, li definisce chiaramente avari e pure poco socievoli.
E non ha parole di riguardo neanche per le gentildonne di Genova, costoro osano persino mettersi al pari delle dame di Francia, secondo Montesquieu non ne hanno il garbo e neppure lo stile.
Il celebre visitatore fa pure peculiari esperienze, gli accade di ritrovarsi nella dimora del Doge nel giorno in cui a Genova si mettono in mostra certi prigionieri turchi catturati per mare da coloro che solcano le onde sulle galee.
E tutta la città accorre ad assistere a quel trionfo, il nostro rischia di restare schiacciato dalla folla di gente sopravvenuta in occasione dell’evento.

Palazzo Ducale (2)

Palazzo Ducale

Montesquieu vedrà anche Savona e Finale, si recherà via mare a Porto Venere, del resto non c’era altro modo di raggiungere la località.
Che viaggio!
Il mare mosso lo costringe a una tappa a Portofino, il poveretto ha lo stomaco sottosopra però si consola con un gustoso pasto a base di triglie e olio profumato, il tutto annaffiato da un buon vino della Riviera.
E meno male che almeno ha apprezzato la cucina ligure, lasciatemelo dire!
Il viaggio verso Porto Venere continuerà non senza difficoltà, c’è pure il rischio di lasciarci le penne!

Porto Venere

Su Genova e sui suoi abitanti Montesquieu non cambierà idea.
In una sua lettera scriverà di essersi annoiato a morte e di non aver tratto nessun piacere da questo viaggio.
E non è finita, sua è una poesia dal titolo Adieu à Gênes.
E il primo aggettivo che riserva alla mia città è détestable, seguono poi altri versi carichi di acrimonia verso i nobili e i borghesi, con note di disprezzo verso una maniera di vivere per lui intollerabile, incentrata su una congenita avarizia.
Genovesi, gente sgradita a Montesquieu.
Eppure certe sue parole potremmo leggerle quasi come elogi, descrivono il nostro attaccamento alla nostra terra, il nostro senso di appartenenza e di identità, narrano un’inclinazione che a volte può rappresentare un limite e un difetto incorreggibile, in altri casi invece può essere una virtù preziosa e un’arma vincente.

Genovesi, gente così:

“C’è ancora una cosa, che i Genovesi non si raffinano in nessun modo: sono pietre massicce che non si lasciano tagliare.
Quelli che sono stati inviati nelle corti straniere, ne son tornati Genovesi come prima.”

Montesquieu, Viaggio in Italia

Galata Museo del Mare

Galata Museo del Mare

Piacevoli incontri a Portofino

Vi avevo lasciato qui, dove la strada preannuncia la vicinanza di uno dei borghi più caratteristici di Liguria, davanti agli alberi dai rami ritorti protesi sul mare di Portofino.

Portofino (2)

Un porticciolo dove approdare lentamente sospinti da venti gentili per poi gettare l’ancora nel blu.

Portofino (3)

Ci arrivi in un giorno d’inverno e Portofino è tutta per te, con i colori vivaci ed intensi delle sue case alte, immersa nel tepore di una giornata limpida, davanti al mare piatto.

Portofino (4)

E scale, archetti ed ombra.

Portofino (5)

Caruggi e panni stesi di riviera, cose che si vedono a Portofino.

Portofino (6)

E gozzi in attesa di prendere il largo, non ci sono i grandi yachts in questa mattina di gennaio.

Portofino (7)

Cammino, essere qui è un dono grande e bellissimo.

Portofino (8)

E poi mi volto indietro, c’è una barchetta rossa che dondola sull’acqua, questi sono i quadri di Liguria dipinti dalla gente di mare.

Portofino (9)

E poi ancora salgo in alto da dove si può ammirare la dolce insenatura che ospita le case di Portofino.

Portofino (10)

E osservi tra i rami degli alberi, ogni scorcio offre vedute d’incanto.

Portofino (11)

E poi ti affacci là dove le onde si frangono contro la roccia per poi tornare verso l’abisso al quale appartengono.

Portofino (12)

Un luogo dove la bellezza trionfa, Portofino è la regina di questo tratto di costa.
E certi piccoli dettagli forse per alcuni sono  trascurabili ma a mio parere narrano molto del carattere dei liguri e dell’attaccamento alle proprie origini e al proprio dialetto.
E così come sempre mi sono persa a leggere i nomi dei gozzi, è uno dei miei passatempi prediletti.
Per chi va per mare la barca non è solo un mezzo di trasporto, è amica, sorella, compagna di avventure.
E quando la si battezza si cerca per lei un nome nel quale riconoscere il proprio mondo e la propria terra.
E i liguri sono certo originali in questo.

Portofino (13)

Levite de lì, facilmente comprensibile a tutti, significa levati di lì.
Meraviglioso, vero?
La barca era adagiata insieme ad altre davanti alla piazzetta di Portofino.

Portofino (14)

E poco distante cosa c’era?
Ti che ti pèu, tu che puoi.

Portofino (15)

E poi a Portofino ho fatto piacevoli incontri.
Certo, come comprenderete sulla riviera in questa stagione ci imbatte in tipi particolari, non è mica da tutti passare le giornate godendo di tanta incomparabile dolcezza!
E così sul mio cammino ho trovato la crème de la crème della buona società, che ve lo dico a fare!

Portofino (16)

E credetemi, è proprio da sfatare questa leggenda sulla scontrosità dei liguri, noi abbiamo solo necessità di sentirci a nostro agio.
Così, su un gozzo davanti al mare, tra amici.

Portofino (17)

E magari a volte sprofondiamo nei nostri pensieri.

Portofino (18)

Noi giochiamo con i sassi levigati dall’acqua, respiriamo l’aria intrisa di salmastro e ascoltiamo il canto dell’onda nel suo eterno fluire.

Portofino (19)

Tipi che incontri sulla riviera, li vedi scrutare l’orizzonte immersi nel sogno del viaggio che verrà, in attesa che il vento gonfi le bianche vele.

Portofino (20)

Pronti a partire, ad affrontare ogni nuova avventura che la vita sa regalare.

Portofino (21)

Se andate davanti al mare, non dimenticatevi di leggere i nomi dipinti sulle barche, io lo faccio sempre.

Portofino (22)

Anche a Portofino, una mattina di gennaio.

Portofino (23)

La passeggiata tra Santa Margherita Ligure e Portofino

Camminando lungo costa, davanti al mare.
L’inverno di Liguria ci regala splendide giornate dai cieli tersi e questa è la passeggiata che mi sono concessa lunedì scorso, da Santa Margherita Ligure a Portofino.
La strada si snoda piacevole tra curve e rocce, sono alcuni chilometri di pura bellezza, io ho impiegato circa un’ora e venti a percorrerli, in tutta calma, fermandomi spesso ad ammirare il panorama.
E da qui inizia il mio racconto, da questo pontile che si protende sull’azzurro quieto di Santa Margherita Ligure.

Santa Margherita Ligure (2)

Il sole è là davanti, quasi abbaglia con il suo chiarore.

Santa Margherita Ligure (3)

E poi segui la ringhiera che bacia la linea dell’orizzonte.

Santa Margherita Ligure (4)

La costa, il mare e tu.

Santa Margherita Ligure (5)

E un preludio dell’estate che verrà e sarà gioiosa e generosa di luce, saranno risate di ragazzi, chiacchiere complici tra amiche, primi amori e tuffi nel blu.

Santa Margherita Ligure (6)

E intanto l’onda lenta accarezza la riva, il suo suono a volte accompagna il battito del cuore.

Santa Margherita Ligure (7)

E brilla e luccica il mare.
Ed è roccia, piante grasse, costa sinuosa, è Liguria.

Santa Margherita Ligure (8)

E se vuoi puoi trovare una panchina tutta per te, puoi sederti davanti all’infinito.

Santa Margherita Ligure (9)

Una bicicletta posata contro il muro, è dotata anche di un romantico cestino!

Santa Margherita Ligure (10)

Ecco, lo sapevo che mi sarei dimenticata qualcosa: avrei dovuto contare tutti i ciclisti che ho incontrato lungo il percorso.
Si pedala davanti al mare, tra Santa Margherita e Portofino.

Santa Margherita Ligure (10a)

Sotto gli alberi, tra giochi di luce e ombra.

Santa Margherita Ligure (11)

E poi se ti volti indietro ancora vedi la costa che hai lasciato alle tue spalle.

Santa Margherita Ligure (12)

E lì, sotto di te, i sassi affiorano dall’acqua trasparente e cristallina.

Santa Margherita Ligure (13)

E lì, davanti a te, c’è un ramo proteso sul celeste cielo mentre i gabbiani si gettano in picchiata.
Cartoline dalla Liguria, in un giorno d’inverno.

Santa Margherita Ligure (14)

E poi ancora, poserete i vostri passi su questo legno.
E ci sono le rocce, ancora il mare, a fianco a voi e all’orizzonte.

Santa Margherita Ligure (15)

Curva dopo curva, nello scenario di una natura rigogliosa e generosa.

Santa Margherita Ligure (16)

Passeggiate di Liguria, un giorno di gennaio.

Santa Margherita Ligure (17)

Luoghi da sogno così vicini a casa, a volte mi chiedo se i liguri siano consapevoli della fortuna che hanno ad abitare in questa bella terra.

Santa Margherita Ligure (18)

E poi ancora, si prosegue lungo la costa verso un’incantevole insenatura.
E qui il colore dell’acqua è ancora più vivido e intenso, vira dal blu allo smeraldo, in una delle località più esclusive di Liguria.

Paraggi (1)

Questa è Paraggi, così è il suo mare.

Paraggi (2)

E ad essere proprio del tutto sincera se potessi scegliere un luogo dove trascorrere una vacanza preferirei questo rispetto a certe altre località esotiche e lontane.
Paraggi, in Liguria.

Paraggi (3)

E poi la sabbia, il pontile e ancora la costa, laggiù.

Paraggi (4)

E voltarsi indietro a guardare è inevitabile, da qui non te andresti mai.

Paraggi (5)

Le belle ville sono immerse tra gli alberi dalle tinte sfumate e talvolta brunite.

Paraggi (6)

La spiaggia, è assolata e deserta, in una mattina d’inverno.
E quanta bellezza, non so trovare le parole.

Paraggi (7)

E tra quei rami puoi scorgere l’essenza vera di questa parte di Liguria così unica e particolare.

Paraggi (8)

Intensa profondità, tra Santa Margherita Ligure e Portofino, a Paraggi.

Paraggi (9)

Una passeggiata quieta e rigenerante, guardando tra gli alberi, cercando di cogliere ogni piccolo incanto che questa terra sa donare.

Verso Portofino (2)

E c’è un gabbiano che fa buona guardia, dal ramo sul quale ha scelto di posarsi vede tutta la costa, è signore del cielo e del mare.

Verso Portofino (3)

Mare azzurro, limpido, splendente di luce e di vita.

Verso Portofino (4)

E ancora cammini ed è sempre lui il tuo orizzonte, il mare.

Verso Portofino (5)

E luccica di brillante argento, nel suo perenne e continuo movimento.

Verso Portofino (6)

Ancora un breve tratto, in fondo alla discesa vi attende Portofino, con la sua vera anima di borgo marinaro.
E qui inizia un altro sogno, una diversa meraviglia.
Ci arriverete dopo una lunga passeggiata, da Santa Margherita a Portofino.
Davanti al mare che brilla.

Verso Portofino (7)

Turchese di Portofino

Arrivi a Portofino, a gennaio.
E trovi quella bellezza che resta nei tuoi occhi, mentre i sensi tutti trattengono ciò che hai veduto, udito o toccato.
Là, dove ti travolge il respiro della brezza marina.
E non sarebbe strano voler restare, no.
In un giorno d’inverno.
E c’è il sole, il cielo lucido, l’aria tiepida profuma di primavera.
E ho anche fatto incontri interessanti, di quelli che proprio piacciono a me, presto vi racconterò.
Oggi vi lascio uno dei miei scatti, uno sguardo al di là degli archetti, sulla discesa che conduce a questo caratteristico borgo di Liguria.
E c’era la luce.
E un calore di ocra e le persiane chiuse.
E un gozzo riposava sull’acqua chiara del mare.
E c’era il turchese intenso e brillante, turchese di Portofino.

Portofino