Partiamo ancora con la mia macchina del tempo, verso una caratteristica spiaggia molto amata dai genovesi.
E lì, dove una ansa accoglie il mare, batte l’onda che sfiora la riva, davanti alle case di Priaruggia.

Le barche, la quiete, il tempo dello svago.

Qui a volte il mare si gonfia inquieto per infrangersi con la sua potenza e dissolversi in spuma frizzante.

Così si estende l’onda, come un orlo di pizzo che adorna la spiaggia.

Mentre taluni indugiano sulle panchine, nella tranquillità di una giornata qualunque.

E il mare canta, gioioso e immenso.

A volte, viaggiando nel tempo, il passato e il presente si sovrappongono.

E i colori si mescolano ai toni del bianco e nero, in un eterno fluire che segue il ritmo incessante del mare.

E così si ritorna ancora una volta a camminare nel passato di Priaruggia.
