Luci di novembre al Porto Antico

E queste sono le luci di novembre, quando un bagliore di oro accarezza l’orizzonte.

Una sera iniziata così, con le nuvole che si specchiano nelle acque inquiete del mare.

E tutto diviene ancor di più magia, in sere come questa, al Porto Antico.

E un luccichio d’argento pare posarsi su ogni cosa mentre cammino verso l’Isola delle Chiatte.

Scende piano la sera, tutto avvolge nel suo chiarore incantevole.

E così rischiara la Lanterna, le gru, le navi, la vita del porto.

Si dondola dolcemente su queste onde leggere.

E volano i gabbiani, si librano alti e così fendono l’aria salmastra.

E una sinfonia di bronzo e di oro brilla laggiù, in lontananza.

E così si resta, a guardare il sole che si getta nel mare, con il suo ritmo lento.

E poi le nuvole si orlano di rosa e ogni dolcezza sa essere così semplicemente perfetta in una sera di novembre e di Genova.

Un mare di ricordi

Ci sono luoghi che ci appartengono.
Sono nostri, li abbiamo vissuti, pensati, amati.
Sono nostri e là ritorniamo, sulle orme dei nostri passi.
E la ci rivediamo, più giovani, diversi e sempre uguali.
Ricordiamo.
E restiamo ad indugiare alla solita ringhiera, troviamo posto sulla nostra panchina preferita e il vento ci pare modulare la consueta melodia che sappiamo ascoltare.
Troviamo il nostro orizzonte, il nostro sole che piano si posa tra le nuvole, i suoni della nostra città.
Il nostro tempo scandito da ciò che meglio conosciamo.
E un mare di ricordi ci riempie il cuore e la mente.

Luce sul mare

Luce sul mare che così cade, accolta nell’abbraccio dell’acqua.
Fluttua leggera, brilla e mai si posa.
Lieve si dissolve appena in sfumature di rosa e di oro.
Luccica in lontananza e freme, vibra, si confonde e scivola via, sospinta da propizia brezza marina.
Luce sul mare, così diffonde il suo chiarore sui pensieri e sull’orizzonte del tempo che verrà.

Camminando sotto la pioggia

E sono andata a camminare sotto la pioggia, davanti al mio mare.
E davvero non c’era nessuno.

C’era la pioggia e c’era il suono del mare.
E le panchine vuote, tutto questa aria salina fresca e vitale.

E ho camminato, immersa nei miei pensieri mi sono fermata a guardare le navi, con la testa ai viaggi veri e alle metafore dei viaggi.

In un bagliore di luci e di dolcezze della sera.

E poi laggiù, fino alla mia amata isola delle Chiatte dove sempre vado a rincorrere i tramonti.

Dondolando sull’acqua, nella prima sera di dicembre.

Mentre ancora brilla il porto della mia città e ancora luccica la Lanterna.

In una sera di Genova e di pioggia.

Luce d’argento

C’era la nostra ringhiera, un gioco perfetto di linee all’Isola delle Chiatte.
Una di quelle sere, al Porto Antico.
C’erano le nostre panchine dove ci fermiamo a respirare il mare, le chiacchiere, le parole condivise, il bagliore all’orizzonte.
L’attesa, così aspettiamo l’istante nel quale il giorno che se ne va e il saluto di Fratello Sole.
C’erano gruppi di amici e coppie di sposi, camminatori solitari e innamorati del mare.
Là, davanti alla ringhiera, c’era anche una ragazza che come me cercava l’inquadratura perfetta per la sua fotografia.
E c’era la vita del porto, c’erano i pesci guizzanti, la nostra Lanterna, le navi in attesa di partire.
E quel vento che conosciamo così bene, lieve e intriso di sale, in sottofondo lo stridio dei gabbiani.
E là, in un riflesso mutevole e così evanescente, un luccichio: effimera e bellissima una luce d’argento cadeva tremula sull’acqua del mare di Genova.

Sei sere di Genova

Queste sono sei sere di Genova nel tempo dell’inverno.
Ho atteso le luci e i colori di dicembre, questi sono i tramonti che ho veduto dalla vigilia di Natale fino a ieri e ogni sera ha donato ai nostri occhi diverse sfumature di Genova, a volte il cielo sa essere capriccioso e mutevole.
E così era il 24 Dicembre, tra l’azzurro profondo e l’inquieto arancio di nuvole passeggere nello splendore del tramonto.

Natale è stato terso e lucente, brillante di luce e di puro chiarore.

Il giorno di Santo Stefano ci ha regalato invece nuvole tumultuose, toni d’argento e raggi di sole a precipizio sul mare.

E ancora, diverse sfumature di rosa e di blu nella sera del 27 Dicembre.

Venerdì 28 poi non mi trovavo sul mio terrazzo ad ammirare la mia città, da lì ho scattato le foto che avete appena veduto mentre quella che segue è stata fatta all’Isola delle Chiatte.
E c’erano questi riflessi dorati e tremuli e queste nuvole gonfie all’orizzonte.

Sei sere di Genova e di dicembre, sei differenti velature d’azzurro e di colore, nel tempo dei tramonti più ammalianti.
E ieri il giorno ci ha salutato così, tra tinte lievi di pesca, toni di celeste ed effimere evanescenze nell’acqua del mare, in un’incantevole sera d’inverno della Superba.

Più tardi

E giunge il tempo della luce intensa e delle pigre giornate estive.
Aspetta, vedrai il tramonto, più tardi.
Arriverà e sarà di tenue rosa, con polverose velature di pesca contro il cielo chiaro di questa stagione.
Arriverà con delicata leggerezza, lentamente.
Ed è tutto differente quando l’aria gelida ti sfiora la pelle e quando devi sfidare il vento di mare per guardare il sole che incendia l’orizzonte.
L’inverno regala tramonti di arancio e oro, così diversi da quelli di questa stagione.
Adesso no, ora il sole tramonta più tardi.

Natale al Porto Antico

Un attimo prima che scenda la sera si accendono le luci della ruota panoramica che offre ai visitatori vedute imprendibili di Genova dall’alto.

E là, al Porto Antico, è un Natale di bagliori di oro e di palline grandi e luccicanti.

Un albero di luci splendenti davanti al mare.

E anche gli adulti si divertono come i bambini, a volte.

C’è quello stupore lì, le luci di Natale al Porto Antico.

Mentre piano cala la sera.

E non vorresti essere in nessun altro luogo, anche se il freddo sa essere davvero pungente a dicembre.

Non è il solo albero che rischiarare queste feste genovesi, poco distante c’è anche questo.

E in una città di mare le luci del porto si fondono con le luci di Natale mentre l’orizzonte si colora d’arancio.

E sono diverse sfumature di blu a noi molto care.

In una sera di dicembre fredda e ventosa per qualche istante mi sono ritrovata da sola all’Isola delle Chiatte, non c’era davvero nessuno.
C’ero io, c’era il canto del mare e c’erano i colori di una sera genovese.

E quei riflessi magnifici sull’acqua, un gioco evanescente di luci.

Dall’alto lo si vede così, con il suo scintillio brillante.

È così luminoso il Natale al Porto Antico ed io voglio dedicare queste immagini ai genovesi lontani e a coloro che amano la Superba senza esserci nati, so che tra i miei lettori ci sono molti genovesi che vivono in altre città o in altre nazioni, molti di loro torneranno per le festività e potranno vedere con i loro occhi questo incanto di luci radiose.

Altri forse guarderanno Genova da lontano e la terranno comunque nel cuore, con quel ma se ghe pensu che è un tratto distintivo di noi che siamo nati davanti a questo mare.
E a loro dedico anche le parole di uno scrittore che amo molto, raccontano il nostro senso di appartenenza ai nostri luoghi che restano nostri anche se siamo distanti.
È casa, è Genova, nel tempo del Natale.

Per quanto si giri il mondo c’è sempre un posto che è la nostra vera casa, persino l’uccello migratore ha un luogo dove torna sempre.
Hans Christian Andersen

La luce di marzo

La luce di marzo è tornata, luce vivace, briosa e brillante.
In questi giorni la insidiano le nuvole ma presto farà ancora scintillare ogni più piccola cosa proprio come è accaduto il primo giorno del mese.
Vaga e leggera la luce di marzo si è posata sull’acqua quieta.

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Ha ravvivato i colori delle barche ancorate al Porto Antico.

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Là, davanti al nostro mare, c’eravamo noi.
Noi che amiamo aspettare il sole e attendere il suo calore, noi che amiamo questo luogo per seguire i viaggi della luce sul confine del nostro mondo.
Grandi e piccini, noi.

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Quando il cielo si tinge di oro e di quella luce chiara di marzo.

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Si resta, pigramente arresi alla stagione dolce.

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Alcuni si mettono seduti sulle panchine, altri sul muretto, certi si appoggiano alla ringhiera, altri ancora pedalano o corrono.

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Sotto la luce di marzo, più lenta a virare e a riflettersi sull’acqua.

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La seguono i gabbiani, nel loro volo armonioso.

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Mentre il sole scende.

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E resta quell’istante in cui è tutto sospeso, mentre il giorno diventa sera, mentre le corde dondolano lente sul mare.

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Aspetta, attendi che tutto svanisca e che quel chiarore si dissolva.

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Laggiù, lontano, oltre la città.

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Mentre il mare luccica di riflessi e delle magia della luce di marzo.

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