Monumento Carpaneto: una vela gonfia di luce

Ritorno a mostrarvi un angelo bellissimo, di lui già scrissi ampiamente diverso tempo fa in questo post nel quale vi descrivevo la sua ritrovata bellezza dopo un accurato restauro.
È un angelo aggraziato ed è rappresentato come nocchiero di una barca, così presiede il luogo del sonno eterno di Giacomo Carpaneto, a scolpirlo con autentico talento fu Giovanni Scanzi nel 1886.
E così la luce accarezza i suoi tratti di fanciullo acerbo in certe ore d’autunno.

Avventurato chi nel mare della vita ebbe nocchiero sì fido.
Così si legge alla base della tomba, queste parole sono tratte dalle Sacre Scritture.
Ed è sempre il sole ad avermi incantata e ad avermi trattenuta per qualche istante al cospetto dell’angelo ragazzino che così governa questa nave che è chiara metafora dell’umana esistenza.
Con i suoi gesti sapienti egli regge le cime e dirige la sua barca e quella vela che lui ammaina, in luogo di favorevole brezza, pare essere inondata da luce miracolosa e salvifica.

Così il sole lambisce le fattezze della creatura celeste, così sfiora le sue ali grandi e rischiara la vela di lui, l’angelo nocchiero così magnificamente scolpito da Giovanni Scanzi.