Basilica di Santa Maria Immacolata: il piccolo Gesù

Nella nostra Basilica di Santa Maria Immacolata si aprono gentili le rosse stelle di Natale.
Scattai questa foto lo scorso anno, ormai è per me una cara abitudine portare qui in questo giorno un’immagine di Gesù scattata in una chiesa genovese e risalente al Natale precedente.
Nel chiarore dorato così si staglia la dolcezza della Madonna Immacolata scolpita dalle abili mani di Santo Varni.
E davanti alla balaustra una luce radiosa avvolge il piccolo Gesù, nella grazia della sua tenerezza infantile.
Nella Basilica di Santa Maria Immacolata, nel tempo di Natale.

Grigio di giugno in Via Assarotti

E ancora è grigio di giugno, nelle nuvole inquiete che ancora spesso sovrastano le ardesie scure e i tetti di Genova.
E si scende, con decisa dolcezza, verso il centro cittadino.
Tra le diverse tonalità di grigio, così rasserenanti, nelle incertezze di giugno in Via Assarotti.

Basilica di Santa Maria Immacolata: guardando verso l’alto

Ritorniamo ancora nella Basilica di Santa Maria Immacolata in Via Assarotti, dopo aver ammirato le molte magnifiche opere che la abbelliscono alziamo gli occhi verso l’alto osservando certi dettagli da una prospettiva privilegiata.

Osservando i matronei e le ricchezze che decorano la cupola.

Un’armonia perfetta, una mistica sinfonia di colori.

Percorrendo le navate avrete modo di notare le numerose vetrate site in questa chiesa.

Alcune di esse risalgono ancora al periodo della costruzione dell’edificio, altre invece vennero apposte in sostituzione di quelle infrante durante la II Guerra Mondiale.

Si distinguono per le tinte vivaci e i potenti contrasti.

Nei rosoni sono effigiati i misteri del Rosario.

Luce e colore rischiarano così la Basilica di Santa Maria Immacolata.

Vi sono poi anche altre vetrate, sopra le cappelle e dietro all’altare, in esse sono raffigurati diversi santi.

Dietro all’altare sono poste le vetrate dedicate alle sante.

E l’oro riluce.

E così si ammira il grande organo.

Mentre i colori delle vetrate brillano vividi.

Questo è un punto di vista insolito che permette di scorgere certi dettagli di queste sapienti architetture.

E di apprezzare i i ricchi decori che circondano queste vetrate.

E poi è ancora l’oro ad abbellire il catino a mosaico realizzato da Antonio Castaman di Murano nel quale è rappresentato Dio che promette la salvezza ad Adamo ed Eva tramite l’Immacolata.

La luce filtra gentile.

E un radioso arcobaleno unisce gli angioletti che lieti circondano il Padre Eterno, nella fulgida bellezza di questo mosaico che sovrasta le molte meraviglie della Basilica di Santa Maria Immacolata.

Le bellezze della Basilica di Santa Maria Immacolata

Una chiesa ricca e magnificente, la Basilica di Santa Maria Immacolata in Via Assarotti venne realizzata sul finire dell’Ottocento e a renderla maestosa fu il concorso di numerosi artisti.
Proverò a mostrarvi alcune delle sue bellezze avvalendomi del volumetto curato da Luigi Gravina risalente al 1937 e della più recente guida curata da Ferruccio Mazzucco.
L’idea della Basilica sorse nel 1854, anno nel quale la Chiesa proclamò il dogma dell’Immacolata Concezione.
Un cittadino generoso di nome Pietro Gambaro decise così di far edificare la chiesa a sue spese e le opere di edificazione vennero iniziate nel 1855, non senza difficoltà, su progetto dell’Architetto Domenico Cervetto.
Di lì a pochi anni le morti improvvise di Gambaro e Cervetto fecero di conseguenza fermare i lavori che ripresero tempo dopo su direzione dell’Architetto Maurizio Dufour.
La Basilica di Santa Maria Immacolata fu aperta al culto nel 1873 e divenne parrocchia del 1879.

Racchiude opere pregiate e la sua realizzazione si deve anche a munifiche donazioni.
Il grande organo che occupa la parete sopra il portone principale è opera dell’inglese William George Trice.

L’altare si distingue per la raffinatezza dei marmi e per la ricchezza delle decorazioni.

Decorato finemente è anche il coro e una menzione particolare merita di certo il pavimento del presbiterio con marmi intarsiati a mosaico.

Una ricchezza decorativa impreziosita anche da onici e lapislazzuli.

Riluce di ori l’altare maggiore della bella basilica, ogni opera qui collocata è volta a glorificare la Madonna.

E nelle nicchie si trovano le statue bronzee raffiguranti diversi santi realizzate da Filippo Chiaffarino.

I maggiori artisti dell’epoca diedero il loro prezioso contributo, molti di essi lasciarono la traccia del loro talento sulla facciata della Basilica.
Sull’altare è posta la meravigliosa statua della Madonna Immacolata opera di Santo Varni che venne donata dal Principe Odone di Savoia.

È una scultura dalla grazia sublime e perfetta.

La sovrastano le vetrate nella quale sono raffigurate diverse Sante e il catino a mosaico disegnato da Ermanno Paoletti e riprodotto in mosaico da Antonio Castaman di Murano.
Vi è rappresentato Dio che promette la salvezza ad Adamo ed Eva tramite l’Immacolata.

Numerose sono le statue che troverete in questa chiesa.
Sul fondo, in capo alla navata destra, c’è l’Edicola di Nostra Signora di Lourdes opera di Antonio Brilla e ai lati sono poste le statue di Ester e Giuditta opera di Antonio Quinzio.

In capo alla navata sinistra, invece, alle spalle del fonte battesimale si trova di nuovo un’opera di Antonio Quinzio risalente al 1890 denominata il Battesimo di Gesù.
Ai lati due statue di Adamo ed Eva di Giuseppe Benetti, raffinato scultore che ha lasciato molte sue sculture al Cimitero Monumentale di Staglieno.

Non mi è possibile, naturalmente, mostrarvi tutte le opere che arricchiscono questa chiesa, ma provo semplicemente a evidenziarne alcune invitandovi così a visitare la Basilica di Santa Maria Immacolata.
Di gran pregio e di notevole raffinatezza è anche il pavimento della navata centrale in marmi policromi.
Lo si ammira nella prospettiva straordinaria della Chiesa e nella ricchezza dei dettagli.

Degni di nota sono anche i confessionali in legni pregiati come l’ebano e il palissandro e decorati con madreperla, avori e metalli diversi.

Nella navata sinistra è di sommo pregio la Cappella di San Pietro finanziata dalla famiglia Gambaro in memoria di Pietro Gambaro, primo progettista della Chiesa.
Fu realizzata su progetto dello scultore Agostino Allegro ed è in marmo bianco con ricchi bassorilievi.

Le tre statue sono opera sempre di Agostino Allegro, al centro è rappresentato San Pietro seduto solennemente sul trono.

Alla sua sinistra la fiera figura di San Paolo.

E a destra la grazia palpitante di San Giovanni Battista.

Voltandovi nella direzione opposta, verso la navata destra, noterete un’altra maestosa cappella.

È la grandiosa cappella di San Giuseppe realizzata tra il 1883 e il 1887 su disegno dell’Architetto Maurizio Dufour e molti furono i benefattori che diedero il loro contributo alla sua realizzazione.

Arricchita da bassorilievi dell’artista Antonio Canepa è radiosa di ori e di molte raffinate decorazioni che esaltano la bellezza delle tre statue scaturite dalle mani sapienti dello scultore Giovanni Scanzi.

Al centro è posta la figura dolce di San Giuseppe con Gesù Bambino.

Su un lato poi c’è la solenne figura di Abramo.

E sull’altro è così raffigurato Davide.

Al principio della navata destra si ammira poi la Cappella della Sacra Famiglia con il dipinto di Cesare Mariani.

Più oltre, nella Cappella del Crocifisso, si ammira una preziosa scultura seicentesca: è il Crocifisso in legno dipinto di G. B. Gaggini.

Sulla navata sinistra poi troverete ancora la grazia di un dipinto delicato opera di Enrico Reffo, ai lati della figura di Gesù ci sono Santa Teresa d’Avila e Santa Margherita di Alacoque.

Troverete qui numerose altre opere che non vi ho mostrato, la Basilica di Santa Maria Immacolata merita di essere scoperta nelle sue molte particolarità ma io qui vorrei spendere ancora alcune parole per un autentico capolavoro che ho già avuto modo in passato di citare, nel mio articolo dedicato alla Madonna dell’Olivo.
Luminosa di mistica armonia così si svela la Cappella di Nostra Signora del Rosario realizzata dal valente artista Nicolò Barabino.

L’edicola è in legno dorato e in essa sono anche collocati 15 quadretti dei misteri del Rosario.

Nel pregiato trittico del Barabino sono così raffigurati la Madonna del Rosario con il Bambino e ai lati San Domenico e Santa Caterina da Siena.

Maria è dolcissima così avvolta nel suo manto azzurro e con la sua grazia di fanciulla che amorevole tiene tra le braccia il piccolo Gesù.

È una delle molte opere che troverete nella Chiesa di Via Assarotti e vi lascio così, sotto il blu  della cupola.
Non ho ancora terminato di scrivere di questa chiesa e ancora vi inviterò ad alzare i vostri sguardi per ammirare altre bellezze della Basilica di Santa Maria Immacolata.

Basilica di Santa Maria Immacolata: guardando la cupola, il campanile e i tetti

Vi porto ancora una volta a osservare prospettive inconsuete di Genova: sopra i tetti, là davanti alle scalette che conducono alla cupola della Basilica di Santa Maria Immacolata in Via Assarotti.
Questa chiesa maestosa fu progettata sul finire dell’Ottocento su progetto di Maurizio Dufour per essere poi aperta al culto 1873 ed è riccamente decorata sia all’esterno che nei suoi interni.

E così imponente si erge la cupola maestosa.

Si notano così alcuni particolari della ricca Basilica, ecco la sommità della facciata vista da tergo con il profilo del Cristo Risorto.
La magnifica statua è opera dello scultore Antonio Canepa.

Così la si ammira, da questo insolito punto di vista.

Sulla sommità della cupola è collocata la statua in bronzo dorato dell’Immacolata realizzata da Giuseppe Pellas su modello di Giovanni Scanzi.

Ebbi modo, in un giorno di sole radioso, di fotografarla in questa maniera.

Nei locali della sacrestia, poi, si conserva la statua un gesso fatta da Giovanni Scanzi che fu usata  come modello per l’opera sita sulla cupola.

Una grazia sublime l’avvolge, nella luce mistica della chiesa.

Ancora, tornando sui tetti, ecco uno scorcio di Via Assarotti e parte della Chiesa.

E poi ardesie, scale, finestre e la città sullo sfondo.

E altri dettagli della cupola.

E il campanile svettante che sfiora il cielo.

Il teatro Carlo Felice, la linea del mare, i tetti, i terrazzini, semplicemente Genova.

Ritornerò a scrivere di questa magnificente chiesa che racchiude opere dei più celebri artisti ottocenteschi, da Santo Varni ad Agostino Allegro, da Nicolò Barabino a Giovanni Scanzi, molto sono coloro che lasciarono il segno del proprio talento in questa Basilica.
Da qui ringrazio, riconoscente, chi ha reso possibile ammirare queste vedute straordinarie.

Nella Chiesa custodita dall’immagine dolce di Maria.

Là, dove si spande il suono delle campane della Basilica di Santa Maria Immacolata in Via Assarotti.

Sorelle in Via Assarotti

Camminavano davanti a me con il loro passo leggero ma deciso.
Vicine, in una mattina di gennaio il cui un flebile vento faceva ondeggiare il velo di una di loro.
Scendevo anch’io per questa strada ottocentesca del mio quartiere e così le ho vedute.
E come sempre mi è parso che sapessero bene dove andare, talune persone non hanno esitazione riguardo alla propria meta.
Nel cuore di un pigro inverno, due sorelle in Via Assarotti.

Il Presepe della Basilica di Santa Maria Immacolata e la Sacra Famiglia

Vi porto con me nella magnificente Basilica di Santa Maria Immacolata sita nella nostra elegante Via Assarotti.
Qui è allestito un semplice e suggestivo presepe composto di statue di grandi dimensioni.

Nella vivacità di questi colori si ripete il miracolo della nascita di Gesù.

E i Magi si avvicinano portando i loro doni.

E c’è un giovane devoto pastore con le sue pecorelle.

E così il piccolo Gesù accoglie il mondo e gli uomini con le sue manine protese.

Il presepe è allestito nella Cappella della Sacra Famiglia dove si trova il dipinto del pittore ottocentesco Cesare Mariani denominato La Sacra Famiglia.

È un quadro che personalmente trovo commovente, per la semplicità e per l’ambientazione così domestica proposta dall’artista.
Si notano gli attrezzi da falegname di Giuseppe e i trucioli di legno frutto del suo lavoro, Maria siede come una mamma amorevole e paziente.
Gesù è già un ragazzino e Mariani ce lo mostra raccolto in preghiera, il suo capo è illuminato dall’aureola lucente e indossa questo abito color rubino che, a mio personale parere, fa spiccare in modo particolare la sua figura.

Qui è stato allestito il dolce presepe di questa bella Chiesa genovese.

E nel tempo del Natale così si ammira anche la tenerezza della Sacra Famiglia di Cesare Mariani.

Basilica di Santa Maria Immacolata: le ricchezze della facciata

La Basilica di Santa Maria Immacolata è una delle chiese più fastose di Genova: progettata nella seconda metà dell’Ottocento venne realizzata su progetto dell’architetto Maurizio Dufour e aperta al culto nell’anno 1873.
Si tratta di un edificio di particolare ricchezza, è una chiesa ampia e vasta costruita sull’ottocentesca Via Assarotti che è una delle vie di quella Genova Nuova pensata e immaginata dagli uomini di quel tempo e rimasta a noi come preziosa eredità.
Vorrei mostrarvi, in questa circostanza, alcune delle ricchezze che abbelliscono la facciata della Chiesa, sono opere di artisti che lasciarono la traccia del loro indiscutibile talento.

Ho consultato a tal scopo l’esaustivo ed interessante libretto scritto da Ferruccio Mazzucco e disponibile presso la Basilica stessa.
Osserviamo la chiesa nella sua indiscutibile magnificenza, la facciata venne realizzata utilizzando diversi tipi di marmi pregiati e abbonda di decorazioni ed ornamenti diversi come fiori e foglie rampicanti.

Nella parte superiore, nel grande frontone centrale, si trovano dei tondi scolpiti da celebri artisti: al centro si trova il Cristo di Domenico Carli, ci sono poi San Marco di Pietro Costa, San Giovanni di Federico Fabiani, San Pietro di Domenico Carli, San Paolo di Giovanni Scanzi, San Matteo di Lorenzo Orengo, e infine San Luca dello scultore Giacobbe.
Questi artisti lasciarono la loro eredità di bellezza in molti luoghi diversi, primo tra tutti il Cimitero Monumentale di Staglieno.

E al di sotto ecco sette angeli, sono magnifiche creature celesti opera dello scultore Antonio Canepa.

E suonano una musica celestiale per celebrare la gloria di Dio: uno legge la musica e un altro soffia gentile su un flauto.

Uno pare intonare una melodia armoniosa e uno muove le dita svelte sul suo mandolino.

E infine uno suona la tromba.

Si staglia nel cielo chiaro la bella statua della Madonna Immacolata posta sul culmine della cupola e opera di Giuseppe Pellas su modello di Giovanni Scanzi.

Sulla sommità della Chiesa, invece, si erge l’amorevole figura del Cristo Risorto scolpito da Antonio Canepa.

Sulla facciata trovano spazio poi due bassorilievi realizzati da Antonio Burlando su modello di Antonio Canepa.
A sinistra del portale è così rappresentata l’Annunciazione.

Sull’altro lato invece si trova la Visitazione.

Osserviamo ancora questa maestoso portale: nella lunetta si ammira il magnifico mosaico nel quale è rappresentata l’Incoronazione della Vergine realizzata sui disegni di Cesare Maccari.

Sulla sommità del portale invece si erge lieve e gloriosa la figura dell’Arcangelo Michele che stringe in una mano la sua spada, la scultura si deve ancora ad Antonio Canepa.

Due nicchie sono poste ai lati del portale e accolgono le opere di due artisti di impareggiabile talento.
Il sole così lambisce la figura ieratica di San Giovanni Battista scolpita dal talentuoso Giovanni Battista Villa.

Il Patrono della Superba è rappresentato mentre stringe a sé la bandiera di Genova.

Sull’altro lato si staglia poi nella sua fierezza un altro santo molto caro ai genovesi: ha l’armatura, lo scudo, le sue doti guerresche sono bene rappresentate.

E tiene sotto il suo piede il serpente: è il nostro San Giorgio magistralmente scolpito da Giovanni Scanzi.

Non è il solo luogo nel quale potete trovare questo sguardo indomito.
Lo scultore Giovanni Scanzi, infatti, volle un’identica statua di San Giorgio a custodire il suo sonno eterno e così la si ammira sulla tomba dell’artista nel Porticato Inferiore a Levante del Cimitero Monumentale di Staglieno.

La Basilica di Santa Maria Immacolata è una chiesa ricca e imponente, al suo interno si conservano opere di abili scultori e artisti, sull’altare maggiore è collocata la splendida Madonna Immacolata di Santo Varni e numerose sono le altre opere degne di nota delle quali tornerò a parlare.
Vi ho mostrato, con semplicità e alla mia maniera, il sole che sfiora i tratti degli angeli che custodiscono questo luogo.

Percorrendo Via Assarotti lo sguardo incontra questa grazia e questa leggiadria.
Soffermatevi ad ammirare tutta questa bellezza che così si svela sulla facciata della Basilica di Santa Maria Immacolata.

Nel tempo di Pasqua

Era un giorno di aprile dello scorso anno, era appena trascorsa la Pasqua.
Ed io, come sempre faccio, me ne andavo in giro per la mia città, quella mattina passai anche in Via Assarotti e decisi quindi di entrare nella magnifica chiesa dell’Immacolata, lo faccio sempre quando mi trovo da quelle parti.
E là, su uno degli altari, notai una statua che non avevo veduto in precedenza e in circostanze diverse.
Con quella mistica suggestione: l’ombra della croce e della mano di Gesù, il drappo chiaro che avvolge Cristo, la gestualità così densa di molti significati.
La figura di Lui, così salda e consolatoria.
Mi sono soffermata a guardare quei giochi di luce e ricordo di aver pensato che avrei trovato il momento giusto per condividere questa immagine così potente.
Ed oggi è quel giorno, oggi porto qui quel chiarore e quella speranza, nel tempo di Pasqua.

La Madonna Immacolata di Santo Varni

Ritorniamo insieme ancora nella ricca Basilica di Santa Maria Immacolata in Via Assarotti, nel giorno dell’Immacolata Concezione desidero mostrarvi una raffinata opera d’arte che rappresenta la grazia della Vergine Maria.
La preziosa scultura marmorea di Santo Varni ultimata dall’artista nel 1872 è collocata sull’altare maggiore, un chiarore di oro circonda l’armoniosa bellezza della Madonna Immacolata.

Maria ha il volto radioso di fanciulla, i suoi occhi sono socchiusi in mistica preghiera, i morbidi capelli cadono sulle sue spalle.
Sul suo capo è posata la corona e la sua aureola è formata da dodici stelle.

A lei è intitolata la chiesa che così presiede.

Ritorno spesso al cospetto della dolcezza di questa Madonna e ogni volta che mi succede di ammirare opere di tale bellezza penso sempre alla modella che posò per l’artista: una ragazza giovane dalla bellezza acerba, i suoi tratti sono per noi quelli della Vergine Maria.
Un ovale armonioso, un viso illuminato da autentica grazia.

Nel tempo di dicembre mi è capitato di vedere questa splendida chiesa abbellita con le rosse stelle di Natale.
E lì, davanti all’altare maggiore, ai piedi della Madonna Immacolata, era allestito il piccolo presepe che vi ho mostrato nel mio precedente articolo.
Un’armonia mistica, in una chiesa di Genova.

Sotto i piedi di Maria l’infido serpente, tra le nuvole si scorgono poi certi piccoli cherubini, davanti a Lei la croce.
E in questa magnificenza di oro la bellezza radiosa di Lei: la Madonna Immacolata di Santo Varni.