Una vita da ricostruire

Questa è la storia di una famiglia narrata attraverso gli sguardi di tre sorelle: Rike, Silvie e Florentine Thalheim sono le protagoniste del romanzo Una vita da ricostruire di Brigitte Riebe pubblicato da Fazi Editore e primo volume di una trilogia.
La vicenda si snoda a Berlino nell’immediato dopoguerra e la vita, per chiunque, è faticosa e complicata: la città è in cenere, il futuro è tutto da inventare.
Anche alle ragazze Thalheim il destino ha riservato una notevole cifra di difficoltà da fronteggiare: il negozio di mode della famiglia è stato travolto e distrutto dalla furia della guerra ma le ragazze sono intraprendenti, testarde e tenaci, riprenderanno le redini delle loro esistenze animate da un autentico desiderio di riscatto.
Rike, la maggiore delle sorelle, è la principale eroina di questo primo volume della trilogia ed è anche la prima a rimboccarsi le maniche, dal suo passato ha conservato gelosamente le forbici da sarta della mamma e tanti cartamodelli.

Così, grazie alla forza di volontà di queste sorelle e con la collaborazione della ritrovata amica Miriam l’attività di sartoria, piano piano, riprende vita e nell’autunno del ‘45 si terrà persino la prima sfilata berlinese tra le macerie.
La Riebe offre al lettore una storia sincera e credibile non priva di improvvisi colpi scena e quando si pensa di aver intuito lo svolgersi di una vicenda si finisce invece per scoprire nuovi inattesi risvolti.
Questo libro è una lettura piacevole che si ambienta in un periodo storico sul quale aleggia ancora la cupa e sinistra crudeltà della guerra e nel quale la città di Berlino subisce gli inesorabili cambiamenti di quegli anni.
La quotidianità delle ragazze Thalheim si intreccia così alle tematiche storiche che fanno da sfondo alla vicenda del romanzo: amori, speranze, segreti mai svelati si snodano pagina dopo pagina in una lettura gradevole e dotata a mio parere della giusta cifra di leggerezza.
La scrittura della Riebe è garbata e priva di ridondanze narrative, l’autrice poi si avvale spesso dei dialoghi che rendono la narrazione svelta, immediata e particolarmente efficace.
Il romanzo giunge ad una sua naturale conclusione che è anche il preludio delle vicende dei due successivi volumi ed io certamente li leggerò, dopo la lettura di questo primo volume mi sono affezionata alle tre ragazze Thalheim: oltre al racconto delle loro esistenze tra queste pagine si coglie la storia e il destino di Berlino, mentre la vita fluisce scandita dai battiti di certi cuori.

“Purtroppo non possiamo fermare il tempo, per quanto vorremmo: dobbiamo seguire il suo passo, a volte ci fa danzare, altre volte ci lascia cadere.”