Antica saggezza latina in Via Assarotti

Scendendo per la nostra Via Assarotti, scenografica arteria ottocentesca che da Manin conduce a Piazza Corvetto, vi capiterà di ammirare magnifici palazzi con elementi decorativi di gran pregio.
Uno di questi edifici è certamente il civico 46 davanti al quale vi invito a soffermarvi.

Sovrastano il portone alcune sculture e nel marmo si leggono parole che rievocano una certa antica saggezza.

Sulla sommità si nota una minacciosa testa leonina.

E poi ancora due fieri grifoni sono posti a guardia del portone, mentre due fanciulli reggono con cura un elaborato cartiglio.

In un sapiente gioco di simmetrie e di proporzioni perfette.

E là, a lettere dorate, spiccano le seguenti parole.
Labor
omnia vicit
MDCCCXCIII

Una frase che letteralmente significa:
Il lavoro
vinse ogni cosa
Anno 1893 (e questo è naturalmente l’anno di costruzione dell’edificio).

La parole in latino che luccicano d’oro sul marmo costituiscono l’incipit di un verso di un’opera del poeta Virgilio.
La frase per intero è la seguente:

“Labor omnia vicit improbus, et duris urgens in rebus egestas”
“L’aspro lavoro vinse ogni cosa, e il bisogno che incalza nelle avversità.”

Georgiche di Virgilio (Libro I, versi 145-146)

Morbidi boccoli incorniciano i visetti perfetti dei due fanciulli.

E ancora, un volto femminile è così effigiato nella cornice di un’armoniosa conchiglia.

Così, con questa leggiadra perfezione, l’antica saggezza del poeta Virgilio ancora viene rammentata su un portone della nostra Via Assarotti.