Ritorno sui banchi di scuola

E poi venne anche per loro il tempo di ritornare sui banchi di scuola.
Amici, fratelli, compagni e complici.
Tre cuori, tre anime, tre destini.
Stringendosi per mano, così vicini.

E poi venne il tempo di ritornare sui banchi di scuola per tutti i bimbi che furono ritratti insieme in in un giorno di marzo del 1911, a Ognio, in Val Fontanabuona.
Passo l’estate e tornò l’autunno ed eccoli ancora tutti insieme, con il cognome ricamato sul grembiulino.

Vestiti alla marinara, con le frangette corte.

Alcuni distratti, timidi, impacciati, semplicemente spontanei come sanno essere i bambini.

Seduti a gambe incrociate, con le braccia conserte e tutta la vita davanti.

Con lo sguardo rivolto verso un compagno là dietro, in quell’istante breve della fotografia.

Con i capelli biondi, le fossette, i boccoli, i fiocchetti, la riga nel mezzo.
Con il ricordo delle pagine infinite di aste e di lettere, delle addizioni e delle sottrazioni, delle filastrocche e delle poesie in rima.

Con una certa improvvisa ritrosia, le labbra un po’ serrate, gli occhi grandi spalancati sul futuro.

Sempre tenendosi per mano.

Custodisco questi sorrisi, questi sguardi e questa fotografia di un tempo distante.
Loro sono i bambini di Ognio e venne per tutti loro il tempo di ritornare sui banchi di scuola.

La Basilica dei Fieschi

Una giornata di sole e certi prati in fiore a San Salvatore dei Fieschi, in Val Fontanabuona.
E qui si viene per visitare una basilica che tutto predomina, un luogo silenzioso e raccolto.

Basilica dei Fieschi (19)

La si raggiunge imboccando una  breve stradina di ciottoli.

Basilica dei Fieschi (2)

E tra il fitto degli alberi si scorge il maestoso campanile.

Basilica dei Fieschi (4)

Il sole proietta a terra l’ombra della ringhiera in questa che è terra d’ulivi.

Basilica dei Fieschi (3)

Poche nuvole dispettose biancheggiano in cielo, ci attende un luogo che ha una lunga storia.

Basilica dei Fieschi (5)

Una piazza con diversi edifici ben conservati.
Un palazzo Comitale che risale al 1252,  a metà dei ‘500 fu devastato dai terribili saraceni che imperversavano in diverse località della Liguria.
E vennero anche qui, dove oggi regna la quiete.

Basilica dei Fieschi (13)

Belle case color biscotto,  davanti a una finestra le persiane sono  spinte in fuori.
E’ primavera nelle terre dei Fieschi che furono conti di Lavagna.

Basilica dei Fieschi (6)

L’oratorio dalle tinte delicate, c’è silenzio nella piazzetta.

Basilica dei Fieschi (11)

E certi piccoli dettagli rendono questo luogo anche più caratteristico.

Basilica dei Fieschi (7)

Le terre dei Fieschi, nobile famiglia ligure originaria di queste zone e a lungo signori di queste valli.
Questa piazza è intitolata a Papa Innocenzo IV il cui vero nome era Sinibaldo Fieschi.

Basilica dei Fieschi (12)

E Sinibaldo un bel giorno si domandò: ma perché non costruire una maestosa basilica dalle mie parti?
E così i lavori ebbero inizio nel 1244, ma il piccolo borgo venne in seguito attaccato dalle forze di Federico II di Svevia  e subì diversi danni, nel 1252 si riprese l’opera di ricostruzione sotto la tutela del Cardinale  Ottobono Fieschi, nipote di Sinibaldo, che diverrà  lui stesso Papa con il nome di Adriano V.
Ed è magnifica e ben conservata questa chiesa, uno dei più notevoli edifici in stile romanico-gotico della Liguria.

Basilica dei Fieschi (8)

Il sagrato è a ciottoli, come spesso accade nella mia regione.

Basilica dei Fieschi (9)

Oh, ma siamo arrivate mentre il prete sta celebrando la messa!
Attendiamo prima di entrare, guardiamoci intorno nel frattempo, scendiamo lungo una creuza, la basilica è alle nostre spalle.

Basilica dei Fieschi (20)

Fiorisce ovunque la bella stagione.

Basilica dei Fieschi (21)

E il sole brilla, siamo di nuovo ai piedi della basilica, la pietra splende sotto la luce.

Basilica dei Fieschi (14)

I vasi traboccano di piante rigogliose e forti, è il fulgore della semplicità.

Basilica dei Fieschi (15)

E pendono i limoni dai rami, sullo sfondo lo splendido campanile.

Basilica dei Fieschi (16)

Si sentono voci di bimbi, di mamme che li richiamano, tutti vanno verso casa, i fedeli lasciano la basilica.
E noi varchiamo la soglia ma lo sguardo si alza ad ammirare il rosone.

Basilica dei Fieschi

Silenzio e misticismo.
Pietra viva, pietra che ha veduto secoli, ha ascoltato litanie e preghiere, suppliche e penitenze.

Basilica dei Fieschi (17)

La luce misteriosa di un luogo sacro.

Basilica dei Fieschi (18)

Pietra che ospita l’acqua benedetta.

Basilica dei Fieschi (23)

Pietra che accoglie i raggi del sole che filtrano e gloriosi la illuminano.

Basilica dei Fieschi

Nella terra dei Fieschi sui prati crescono le margheritine e nella basilica profumano l’aria da un bel cesto posato ad arte.

Basilica dei Fieschi (10)

Un bagliore che accende e risplende.

Basilica dei Fieschi  (3)

E poi si torna sulla piazza, davanti alla basilica voluta da un Papa che era nato in queste terre.

Basilica dei Fieschi  (2)

Un angolino di Liguria da scoprire, nel silenzio e nella bellezza della natura che la circonda.

Basilica dei Fieschi (22)

Tra l’erba e tra i rami

Fuori dalla città, in un luogo non troppo distante, per respirare aria fresca ed ascoltare il silenzio.
E quale meta scegliere?
La Val Fontanabuona, i suoi prati e gli alberi carichi di gemme.
Ero con  E., veramente avevamo una precisa destinazione ma la primavera ci ha distratte con i suoi richiami ed suoi profumi.
E c’era un sentiero che saliva.
Dove porterà?
Oh, non lo sappiamo! Forse conduce soltanto a belle case con vista sull’azzurro.
Un sentiero, gli alberi da frutto ricchi di bocci e di petali di seta.

Alberi

Tra l’erba spuntano i primi fiori, alcuni lucenti come piccole stelle di ghiaccio.

Fiori

Altri gialli e gioiosi, semplici fiori di prato.

Fiori (4)

Alcuni sono solitari, tra i legni e l’erba.

Fiori (2)

Tra i rami si intravedono prati di smeraldo, un panorama che invita alla pace.

Albero (2)

Tutto sboccia, fiorisce e vive.
E ti domandi: da che parte guardo?
Tra l’erba o tra i rami?
Tra l’erba le piccole vite fragili eppure così tenaci non tremano.

Fiori (5)

La natura non ha paure, non conosce esitazioni e titubanze, semplicemente vive a rischio della sua stessa vita.
Semplicemente nasce, a volte svanisce per un soffio di vento.

Soffione

Tra i rami l’azzurro incontra i petali bianchi e le foglie verdi, tra i rami respira e freme la vita, mentre gli insetti volano da una parte all’altra semplicemente occupati a vivere.

Albero (3)

Piccoli fiori delicati e candidi.

Fiori (6)

Le piccole vite tra l’erba, mentre file di formichine laboriose scavalcano le radici, si insinuano tra gli steli, tra le pietruzze.
Le piccole vite silenziose, tra l’erba.

Fiori (3)

E a volte la natura si difende, protegge i suoi frutti succosi con spine acuminate.

Cactus

E l’edera sale, si arrampica sui tronchi degli alberi, i rami seguono la vertigine della vita che sempre cerca la luce.

Albero (4)

Eravamo dirette altrove, poi abbiamo trovato un sentiero.
E la strada principale era costeggiata da ulivi, poteva  essere altrimenti?

Ulivi

Eravano dirette altrove ma tra l’erba e tra i prati nasceva la vita.

Margherite

E poi, alzando gli occhi al cielo, abbiamo visto gli stupefacenti giochi che solo la natura sa compiere.

Alberi (2)

Eravamo dirette altrove ma tra l’erba crescevano fitte le belle margheritine, alcune con i petali appena tinti di rosa e tutti i loro piccoli bocci pronti ad aprirsi.

Margherite (2)

E tra i rami abbiamo veduto il trionfo della vita che semplicemente vive.

Alberi (3)