Attraversando Via Settembre, in un giorno come un altro, vi potrebbe capitare di ammirare i custodi della bellezza della via: saldi e sicuri osservano dall’alto posando i loro benevoli sguardi anche su di noi.
Li incontrerete in quel tratto della Superba pensato e progettato come una Genova Nuova, moderna e vibrante come l’aveva saputa immaginare l’Architetto Cesare Gamba.
Tra i molti che contribuirono ad abbellire la nuova arteria cittadina ci fu anche l’Architetto Dario Carbone che progettò il civico 37, l’edificio sul quale ci soffermeremo in questa circostanza.
Un palazzo elegantissimo, in stile eclettico, caratterizzato dalla presenza di armoniosi bovindi e cioè quelle strutture aggettanti e chiuse da vetri che si ritrovano anche in altri edifici di Via XX Settembre.
E proprio alzando gli occhi verso l’alto si ammirano i sublimi custodi di questa bellezza.
Spettatori della vita di Genova che scorre inesorabile sotto i loro sguardi.
Sorridono lieti, nel salotto buono della città, paiono quasi intenti in un loro particolare chiacchiericcio mondano.
Complici e consapevoli, io non manco mai di alzare lo sguardo verso di loro.
Presenze rassicuranti e gradevoli che completano la prospettiva di Via XX Settembre.
Nella loro bellissima distanza paiono quasi custodire le memorie di tutto ciò che hanno veduto.
Ricordi quel giorno?
Rammenti la signora con il cappello elegante?
E quei due che questionavano qua sotto!
Ricordi il passato, la storia grande e quella poi più piccola?
Loro ci osservano da lassù, custodi della bellezza e del nostro passato, nell’armonia di Via XX Settembre.












































