Era un giorno del 1913, i giornali cittadini avevano annunciato l’evento: l’aviatore francese Laurens sarebbe partito da Beaulieu con il suo idroplano la mattina del 4 Marzo per giungere a Genova e poi proseguire il suo volo verso Roma.
Ecco così i primi pochi curiosi ritrovarsi al Molo Galliera in attesa dell’intrepido aviatore: si notano due signore e una dama solitaria, una coppia di francesi, un giornalista, un fotografo e un operatore cinematografico.
Tutti scrutano il cielo e il mare ma nulla accade, l’arrivo di Laurens è previsto per le nove ma l’attesa sarà ancora molto lunga.
Dopo breve arrivano anche i Carabinieri e poi ancora altre poche persone.
Dovete sapere che queste belle notizie sono tratte da un articolo comparso sul quotidiano Il Lavoro del 5 Marzo 1913 e a tramandare la cronaca di quella giornata fu E. Eugenio Gandolfi.
L’autore precisa che a un certo punto si palesò un signore, con tanto di binocolo a tracolla, ad annunciare che Laurens sarebbe arrivato infine alle dieci.
Il gentiluomo che aveva dato la ferale notizia aveva usato la lingua francese con una certa qual solennità e gli venne così concesso maggior credito, in fondo quella poteva anche essere la lingua ufficiale dell’evento, diciamo così!
Tuttavia gli astanti fecero presto una sorprendente scoperta e qui lascio la parola all’esimio Gandolfi perché non saprei spiegarmi meglio di lui:
“Ma quando la parlata gallica si mutò sulla lingua del signore in pretto genovese, uno del pubblico, un simpatico marinaio, che aveva dato molto credito alla notizia… francese si rivolse ai curiosi “ou l’è un zeneize!”con un accento così significativo che l’accreditata nuova in un attimo perdette ogni sua forza di affidamento.”

Delusione e sconforto!
Arrivarono barcaioli, marinai, operai, c’è da dire che erano in in pochi ad aspettare Laurens e l’attesa infine si rivelò pure vana.
Il signore italo francese venne infatti a dire che Laurens era rientrato per un guasto, si seppe poi che si era fermato a Diano Marina.
Era già mezzogiorno e gli intervenuti così si avviarono mestamente sotto il sole cocente verso il primo tram, il nostro Gandolfi si avvalse invece dell’automobile della scuola Chaffeurs Pellegrini che lo portò fino a casa.
Verso le 13.30, poi, giunse la bella notizia che Laurens sarebbe arrivato davanti al Molo Giano.
Ecco di nuovo, all’incirca, lo stesso pubblico del mattino, non certo una folla trepidante ma comunque c’era un gruppetto di fedeli spettatori in attesa del tanto agognato arrivo dell’idroplano.
Un telegramma annunciò un altro intoppo: l’idroplano aveva avuto un guasto ed erano ormai quasi le quattro del pomeriggio.
Il brusio cresceva: che ne era stato di Laurens? Sarebbe veramente arrivato, alla fine dei conti, o era tutto uno scherzo?
L’attesa infine diede i suoi frutti, non troppo dolci, oserei dire.
Uso ancora le parole di Gandolfi:
“E Laurens arrivò. E ce ne accorgemmo che già era visibilissimo. Il leggero vascello aereo brontolando correva correva verso la terra. Il biancore delle sue ali di tela si perdeva nel velo di tenebra che ricopriva già le acque. Una visione che poteva essere fantastica.”
La delusione però fu grande: Laurens si fermò a 100 metri dal Molo Lucedio e il suo idroplano fu trascinato al Molo Giano da due barcacce a vapore.

L’avventura era terminata, Laurens era amareggiato, il suo compagno di viaggio Schneider la prese con maggior filosofia.
Laurens invece era proprio triste e deluso, gli erano mancati l’arrivo trionfale e gli applausi, la giusta ricompensa che aveva a lungo immaginato.
L’aviatore si fermò all’Hotel Bristol, sarebbe rimasto qualche giorno per le necessarie riparazioni del suo mezzo e promise così di fare un volo sulla città e sul porto.
E la promessa fu mantenuta: come si legge su Il Lavoro del 7 Marzo 1913, il programma prevedeva che Laurens partisse dal Molo Giano per sorvolare il mare davanti al Lido d’Albaro, l’appuntamento era per le ore 17 del 6 Marzo 1913.
E questa volta il pubblico si assiepò dal Molo Giano a Corso Aurelio Saffi in trepidante attesa del magnifico volo di Laurens.
L’aviatore ricevette i primi applausi già mentre si avvicinava al suo vascello volante, ad accompagnarlo nel suo volo c’era anche il viceconsole di Francia.
E partì, si alzò leggero sull’acqua mentre le sirene dei vapori presenti suonavano rumorose, volò oltre il Lido d’Albaro e dopo aver virato fece un altro giro, infine virò verso il Molo Giano e scese in acqua.
La folla entusiasta si levò in applausi scroscianti e quell’evento rimase forse nella memoria di molti per lungo tempo.
Accadde a Genova, in un giorno di marzo del 1913.
