Un piccolo bacio.
Tenero e affettuoso, fugace e innocente.
Un piccolo bacio.
Puro, spontaneo, casto e pulito, il bacio di due bimbi.
La posa impacciata, le testoline appena reclinate, lei ha i capelli raccolti in un morbido chignon e con la mano regge un lembo del suo abito.
E poi gesti di vicinanza e il calore di un affetto sincero.
Un bacio quasi nascosto agli sguardi dei passanti, a tratti celato dai rami carichi di foglioline verdi.
In ombra, nel silenzio, le labbra si sfiorano.
Bisogna scendere qualche gradino e loro sono là a metà della scala, c’è un vasetto con boccioli di rosa dal colore tenue e delicato.
La linea del polpaccio, le scarpe con la fibbia e gli stivaletti chiusi dai bottoncini, le punte dei piedi così vicine.
La fragilità della vita e dell’infanzia.
E la mano di lui avvolge il braccio di lei, la stringe e se la tiene accanto, si protende con dolcezza verso il suo visetto.
E forse sussurra qualche parola che non sappiamo udire.
Resta qui.
Dammi la mano.
Non tremare, non avere paura.
Il tempo di un raggio di sole, lo spazio di un sospiro.
E la limpida purezza di un bacio.






