Di giorno in giorno

Di giorno in giorno, ora dopo ora, la vita si trasforma, tutto si evolve.
Di generazione in generazione, dagli adulti ai ragazzi c’è un cambio di passo e in questo modo una semplice fotografia in formato Carte de Visite ci narra lo scorrere del tempo, il passaggio del testimone e la consegna della fiducia.
C’è un ragazzino, è poco più che un adolescente, ha l’espressione molto seria e consapevole, pare che sappia di dover diventare grande.
Lui porta una divisa, probabilmente quella della collegio dove studia, il luogo nel quale si formerà e crescerà.
La mano sinistra del ragazzo è posata sulla spalla dell’uomo che gli è accanto, una persona per lui importante, forse il padre o forse lo zio.

Per lui è un punto di riferimento, una persona che sa indicare la strada e sa anche dire quali siano i passi da compiere.

E il legame è assoluto e inscindibile, rimarcato da quelle mani che si stringono in un gesto che racconta affetto, vicinanza, cura.

Nulla è lasciato al caso, non sono improvvisate le posizioni dei piedi, non è casuale il drappo caduto sul tappeto.

La bella Carte de Visite e una mia recente acquisizione, la fotografia è opera di Alfred Noack che la realizzò nel suo studio di Vico del Filo.

È il ricordo di un nuovo inizio, di un affacciarsi alla vita e al futuro con il cuore colmo di speranza e con la forza della giovinezza.
Di giorno in giorno, ora dopo ora, verso il domani.

Vertigo a Genova

A Genova c’è una scala leggendaria, una scala che leva il fiato solo alla vista.
Una meraviglia di gradini che si perde in un’ellisse, uno scalone che si trova in un pregiato edificio in stile liberty nella nostra Via XX Settembre.
E se varcherete quella soglia alzando lo sguardo sopra di voi vedrete una vertigine scalini efficace come una musica potente.

La scala, come è noto, è quella dell’elegante Hotel Bristol Palace edificato nel 1905.

E così gli ospiti dell’Hotel possono lasciarsi meravigliare dalla bellezza di questa struttura straordinaria.

Con le sue ringhiere in ferro battuto la scala sale inesorabile come un vortice, sovrastata da una splendida vetrata.
L’ Hotel Bristol Palace annovera molti celebri ospiti, da D’Annunzio a Montale, da Nureyev a Vittorio De Sica e molti altri ancora.
E tra le celebrità che soggiornarono negli spazi mirabili del Bristol c’è anche il maestro del brivido, Alfred Hitchcock.
L’acclamato regista fu tra gli ospiti dell’Hotel Bristol Palace e si narra che la scala dell’albergo fu la sua ispirazione per la realizzazione della celebre scena della scala del campanile per il suo film Vertigo, la donna che visse due volte con Kim Novak e James Stewart.

Sei piani di stupore e vertigine, una scala ellittica che è una toccante suggestione, una meraviglia per lo sguardo.
Vertigo a Genova, in Via XX Settembre.

Settembre in Galleria Mazzini

Settembre in Galleria Mazzini è come una promessa mantenuta.
Una prospettiva cara e genovesissima, una passeggiata lenta e quieta in questa eleganza ottocentesca.
I tavolini dove sedersi a gustare qualcosa di buono, le vetrine da ammirare, un tempo che ci appartiene.
E la trionfante bellezza degli antichi lampadari che sono il complemento naturale di questa magnifica parte di Genova tanto amata da tutti noi.
Settembre in Galleria Mazzini è un nuovo inizio, una nuova stagione cittadina ancora da vivere.

La più bella tra le belle

La più bella tra le belle è sempre stata la piccola farfalla dalle ali turchesi che leggera e con incomparabile grazia si libra sui prati.
E ieri, durante la mia breve visita a Fontanigorda, ho incontrato la più bella tra le belle che con delicatezza si posava sui fiori gialli.

Il nome scientifico di questa farfalla è Lysandra bellargus, in inglese viene detta Adonis Blue.
La leggiadra bellezza delle ali azzurre è privilegio esclusivo del maschio, le femmine invece presentano ali color marrone con un’orlatura più chiara.
E così ecco questa meraviglia del creato, in un giorno di fine estate.

Una farfalla inquieta, una creatura dalla beltà straordinaria, proprio come Adone!

L’ho seguita mentre gironzolava tra i fili d’erba, incontrarla mi ha regalato quiete e serenità.

Nell’aria ancora tiepida di settembre, su un prato a Fontanigorda c’era anche lei: la più bella tra le belle.

Un giorno

“Ma succederà così anche a te.
Un giorno tu ti sveglierai e vedrai che è una bella giornata, ci sarà il sole e tutto sarà nuovo, cambiato, limpido.
E quello che prima ti sembrava impossibile diventerà semplice, normale.
Non ci credi? Io sono sicuro. E presto.
Anche domani.”

Le notti bianche – Luchino Visconti, 1957
(liberamente ispirato all’opera di Fëdor Dostoevskij)

Fontanigorda, 2 Settembre 2026

Tre cuori

Loro sono tre.
Tre cuori, tre sorrisi, tre speranze.
Tre volte il futuro, la vita, la felicità.
Loro sono tre, ritratti con il consueto talento dal fotografo Ernesto Rossi.

La Carte de Visite ha anche la sua delicata busta nella quale riporla, una piccola rarità che non si sempre si riesce a trovare.

Loro sono tre.
Tre visetti felici, tre sorrisi, tre testoline di ricci, tre sguardi affacciati sul mondo.
Così vicini, nel tempo dell’infanzia, con tutta la vita davanti.

Una meraviglia nascosta in Via di Porta Soprana

Camminando per la città vecchia lo sguardo trova sempre inaspettate meraviglie.
E in un luogo che non avresti mai immaginato, varcando un portone, si rimane stupefatti davanti a un magnifico ninfeo di superba beltà.

Ci troviamo in Via di Porta Soprana, in questa parte storica e misteriosa della nostra Genova.

Varcando il semplice portoncino del civico 5 ci attende appunto l’autentico stupore.

A sinistra una scala, sulla destra invece si va verso una piccola corte.

E oltre ad un raffinato cancello svetta il dio del mare.

Egli presidia questa raccolta corte interna.

E sovrasta un ninfeo dove un tempo zampillava acqua cristallina.

Sulla vasca è posto un mascherone.

Il dio Nettuno è così raffigurato nella sua possanza.

Fieramente posa il piede su un docile delfino.

Austero signore dei flutti e delle tempeste.

Sul lato opposto si ammira un armonioso loggiato.

E sopra di voi c’è rettangolo di cielo azzurro.

La statua è stata restaurata con la giusta cura.

Saggio e potente ci appare Nettuno.

Dio degli abissi, dei pesci fluttuanti, della spuma salmastra.

È il fascino ininterrotto del mito che continua ad ammaliarci anche ai giorni nostri.

Salendo le scale che avete veduto in una foto precedente così si ammira la magnifica corte dall’alto.

In Via di Porta Soprana, dove si custodisce una meraviglia nascosta della nostra Genova.

Ritornando al Santuario della Madonna della Guardia

Ritornando al Santuario della Madonna della Guardia, in questo 29 Agosto nel quale i genovesi salgono devotamente al Monte Figogna dove Maria apparve al contadino Benedetto Pareto.
E la devozione è sempre stata sentita e commossa, i pellegrini salgono al Santuario e poi si fermano, tutti insieme, a far la foto ricordo sulla scalinata.
Abiti estivi, cappellini bianchi, la gioia nel cuore.

Bimbette timide, ragazzetti vivaci, un tempo che sfugge e sarà da trattenere nella memoria.

Mamme, zie, amici, devoti pellegrini ritratti tutti insieme in un frammento di vita.

Sullo sfondo, nell’ultima fila, c’è un prestante giovanotto con la sigaretta tra le labbra, a osservarlo penso che mantenga la stessa posa spavalda anche nelle fotografie balneari, non credete anche voi?

A breve distanza c’è il ragazzino con la maglietta a righe e la mano sul fianco, lui se ne sta un po’ distaccato dal gruppo, vicino alla colonna.

E si sorride con grazia, in questo tempo leggero e piacevole trascorso in un luogo caro.

In prima fila, uno accanto all’altro i più piccini della compagnia.
Scarpette bianche, calzine corte, un cappellino tra le mani, braghette e abitini a fiori e sole negli occhi nel tempo d’estate, con tutta la vita davanti, al Santuario della Madonna della Guardia.

Un soggiorno a Évian-les-Bains

Ritornando a camminare nel passato godiamoci un soggiorno nell’esclusiva località francese Évian-les-Bains, celebre centro termale noto per le proprietà delle sue acque.
A Évian-les-Bains non siamo soli, ci sono diversi visitatori e ognuno cerca di trascorrere al meglio le proprie giornate, l’acqua di Evian ristora e rigenera, è una delizia che vale il viaggio.

Si scorge, in lontananza, una bimbetta che si avvicina alle scale.

E a Évian-les-Bains si trova anche J. che scrisse e spedì questa cartolina in un giorno di luglio del 1911 a una certa signorina di Bruxelles.
Ora sono io a custodire questo prezioso cartoncino e a mi sono fatta l’opinione che a scrivere la cartolina sia stata una donna, lo penso in parte per la calligrafia che mi pare molto femminile e poi anche per il messaggio rivolto alla giovane destinataria.
Dunque, J. si rivolge a Chère Mademoiselle e racconta di aver scritto anche a Jane, presumo un’amica comune!
Il soggiorno di J. a Évian-les-Bains è sublime, il tempo è superbo e così l’autrice con la sua famiglia scrive di averne approfittato per fare delle belle passeggiate nei dintorni.

Forse anche la nostra J. Si sarà messa comoda sulla panchina a leggere il giornale come la dama che qui troviamo in questo frammento di rilassatezza.
E sapete, mi piace tantissimo quella seggiola che si vede in primo piano, vorrei averla per il mio terrazzo!

Sulle scale un cartello annuncia un programma e non so mostrarvelo meglio di così.

Sul tavolino coperto dalla tovaglia candida ci sono i bicchieri per chi voglia rinfrescarsi con la deliziosa acqua di sorgente, la signora con l’abito bianco e con il cappello fastoso e venuta qui apposta, anche lei scriverà alcune cartoline alle sue amiche per raccontare delle sue vacanze.

E il tempo scorre piacevole come quell’acqua cristallina, in questi giorni lontani a Évian-les-Bains.

La musica dell’angelo

L’angelo e la sua musica, tra l’ombra e la quiete, con impalpabile leggerezza.

Collocato sotto il Porticato Semicircolare del Cimitero Monumentale di Staglieno l’angelo custodisce il sepolcro dove dormono il loro eterno sonno i membri della famiglia Campora.

A volte il sole vira e sfiora e illumina le ali grandi e possenti dell’angelo che così rimane nel suo mirabile e miracoloso equilibrio.

Figure scolpite adornano ulteriormente la tomba.

Sul marmo, in corrispondenza dei piedi della creatura celeste, è inciso il nome di Enrico Pacciani che realizzò la statua.

L’angelo ha il volto dalla bellezza sublime e perfetta così incorniciato da morbidi boccoli.

E suona una melodia eterna e irripetibile, è la musica della memoria e lì, sul suo strumento, è posto anche un tondo con un ritratto del defunto.

Così rimane, nella penombra silenziosa, custode dell’eternità e del ricordo.