Loro sono due e a tergo della fotografia una mano gentile ha scritto: i due birichini all’Acquasola.
A vederli così, a dire il vero, sembrano due tipi tranquilli e anche un po’ timidi o scontrosi, se ne stanno in piedi, compiti e composti, in posa per la fotografia.
Sono fratello e sorella, secondo me, si scorge tra loro una certa somiglianza.
Com’è che ci si guadagna il titolo di birichina pur non sembrandolo affatto?
Un cappellino a cloche con i fiori, un grande fiocco sul vestitino, un’espressione imbronciata.
Un braccialettino al polso e poi la manina che stringe qualcosa, mi sono chiesta se si trattasse di un sasso però non ho proprio modo di saperlo.
Che impazienza di tornare a giocare, però, questa faccenda di fare le fotografie fa perdere un sacco di tempo, all’Acquasola si va per divertirsi, non certo per star lì immobili!
Il fratellino più piccolo indossa la sua rebecca, la camiciola bianca, ha persino un fazzoletto nel taschino e si direbbe che non sappia bene come tenere le mani, è impacciato e pure lui, sotto sotto, un vero birichino!
E poi per entrambi calzette bianche, scarpette con il passante e tutta la vita davanti.
A un certo punto, grazie al cielo, terminò il tempo della fotografia e ritornò per loro il tempo della libertà e del gioco: erano i due birichini all’Acquasola.




























































