Tic tac, tic tac, ripartiamo insieme con la macchina del tempo e ritorniamo nella parte alta di Via XX Settembre, proprio di fronte al magnifico palazzo progettato da Dario Carbone.
La vita ferve nella strada centrale della città, è tutto un andirivieni di gente e laggiù, in questa ampia e trionfale prospettiva, si nota la bellezza del Ponte Monumentale ideato da Cesare Gamba.
Incedono svelti gli uomini di affari diretti negli uffici, questa è gente che sa come far girare i soldi!
E chissà quale folla si trova all’ombra del porticato, alcuni di certo ammireranno le scintillanti vetrine dove sono in mostra le più recenti novità.
Cigola il carretto e si affretta una donna che con le mani regge una sorta di grembiale.
Ognuno segue il corso delle proprie incombenze quotidiane, in questo tempo che ci restituisce un frammento di vita di Via XX Settembre.
Così freme e palpita il cuore della Superba e così vi giunge un saluto da Via XX Settembre.
Sull’altro lato della strada ancora tutto scorre, un ragazzino con il cappellino messo per traverso cammina veloce, stringendo a sé un pesante fagotto.
Volge lo sguardo distante, verso un tratto di strada che noi non possiamo vedere, verso un futuro che possiamo anche noi immaginare.
In un giorno distante, in Via XX Settembre.






























































