Lo splendore dei girasoli

Lo splendore dei girasoli è nella loro vibrante vitalità, i girasoli radiosi si aprono al sole e dondolano lievi nell’azzurro.

Splendenti e radiosi, nutriti dalla luce gentile d’estate.

Generosi, magnifici e regali.

Con la loro prorompente bellezza che profuma di gioia, di vita e sole.

Ho scattato queste foto in una delle mie passate estati trascorse a Fontanigorda, quel giorno mi trovavo a Rovegno, località a breve distanza dal mio paesino del cuore.
Abbiamo veduto questi splendidi girasoli nel pieno della loro ricca fioritura, una bellezza semplice e al tempo stesso straordinaria.

Un dono di una diversa estate che arriva qui soltanto ora, con la grazia di una leggiadria gentile e gradita.

I petali grandi e così vivaci.

Due piccole api intente in un’opera preziosa.

E poi ancora una al centro del fiore.

La linea sinuosa dei monti della Val Trebbia, laggiù, in lontananza.

E la meraviglia, la gloria del creato, la voce della terra che sussulta e vibra.

Lo splendore dei girasoli, nel tempo di agosto.

Un’estate lontana a Pegli

Era una lontana estate sulla spiaggia di Pegli, si sorrideva accanto agli ombrelloni a righe facendo sfoggio di inusitate eleganze.

E per l’occasione si sta in posa per la foto ricordo, i più piccini hanno le cuffiette di sangallo per ripararsi la testolina dal sole.

E poi maniche a sbuffo, abiti alla marinara, frangette e fiocchetti in testa.

C’è una gran folla sulla spiaggia di Pegli in questo istante da ricordare.

La ragazza con l’accappatoio si distrae e si volta indietro, forse ad ascoltare qualcuno che si rivolge proprio a lei.

La giovane donna vestita di scuro spicca tra gli abiti candidi delle sue amiche, in questo tempo felice in cui si sorride con spensieratezza.

L’aria del mare lambisce i volti in una languida dolcezza estiva.

E i piccoletti sempre in cerca di avventure stanno tutti in fila buoni buoni.
Sole negli occhi, pelle ambrata, risate cristalline e l’amorevole cura delle mamme.

Con allegria, proprio così!

Poco distante certe elegantissime signore e signorine si svagano in una piacevole conversazione, con loro c’è anche un signore dai modi gioviali.

Sulla spiaggia si fa a gara a chi indossa il cappello più fastoso, sinceramente faccio fatica a scegliere!

E il tempo scorre, mentre si sta tutti vicini a farsi immortalare dal bravo fotografo.

Era un’estate lontana a Pegli e si stava così, seduti sui sassi, cercando di evitare il sole negli occhi e con tutta la vita davanti.

La luce della Lanterna

Nella mia stanza, di notte, arriva la luce della Lanterna.
Succederà in molte altre case genovesi, per quanto mi riguarda io ho scoperto questa cosa per me straordinaria quando ero ragazzina in un istante che mi è rimasto impresso nella memoria.
Ero sul letto e ascoltavo la musica di quegli anni là, quando ad un tratto ho visto una luce battere sulla porta chiusa.
Non ci avevo mai fatto caso prima e a dir la verità ci ho messo qualche secondo a capire da dove provenisse quel bagliore, allora poi il faro della Superba aveva un sistema di illuminazione un po’ diverso, non sono in grado di scendere nei dettagli ma ricordo che era più evidente il fascio di luce proveniente dalla Lanterna.
E così, in quella sera incantata, una volta svelato l’arcano ho subito chiamato mamma e papà per mostrare la mia straordinaria scoperta.
In sottofondo ci sarà stata una canzone dei Duran Duran, forse una di Raf o qualche altra hit dell’epoca.
E c’era la luce della Lanterna che inesorabile sfiorava la mia stanza, una cosa bellissima!
Ora poi dovete sapere che generalmente ho l’abitudine di chiudere le tapparelle delle camere da letto abbastanza presto, quindi non mi capita spesso di vedere la luce della Lanterna.
Nelle sere d’estate però, come tutti noi, tengo aperto più a lungo per rinfrescare le stanze.
Era sabato sera scorso, in TV davano Ritorno al futuro, uno di quei film iconici dei nostri anni dorati, non lo perdo mai quando lo trasmettono.
Lo so a memoria ma è un ricordo che ripercorro volentieri, quando vedo Michael J. Fox sfrecciare sullo skate resto sempre strabiliata e penso: ma come vai veloce, Marty McFly!
E così ancora una volta siamo andati insieme nel 1955, abbiamo fatto tutto quello c’era da fare con i genitori di Marty e poi, con la DeLorean di Doc siamo ripiombati dritti nel 1985.
Tutto perfetto, puntuale e impeccabile, sì, è stato facile, quello è uno di quei viaggi nel tempo che riesce sempre a meraviglia, senza sbavature.
Poi, finito il film, sono andata nella mia stanza e c’era la finestra aperta e così ho visto ancora una volta la luce della Lanterna accarezzare la porta e il muro, allora sono uscita in terrazzo a fotografare il porto.
A volte il tempo si riavvolge e sembra ritornare, ancora e ancora.
Come ripercorrere un sentiero che non ricordavi più da dove partisse eppure è sempre stato lì e tu sei di nuovo lì.
Basta un musica, un film, un raggio di luce e tutto si ripresenta, intatto e inesorabile e nemmeno sai come ci sei arrivato.
O forse sì, a dire il vero non ti serve nemmeno il sentiero, per arrivare a quel punto lì!
Ricordate la frase finale di Ritorno al Futuro?

Strade? Dove stiamo andando non c’è bisogno di strade!

Madonna col Bambino dormiente

È un piccolo quadro e si trova esposto in una sala di Palazzo Rosso in Strada Nuova.
Il dipinto è opera del pittore seicentesco Giovanni Battista Salsi detto il Sassoferrato e mi ha colpita per la semplicità e per la grazia delle figure.
Un velo candido, un abito rosso carminio, la dolcezza disarmante di Maria.

Un sonno innocente, una tenerezza indicibile.

Le dita sottili della Madonna, le manine del piccolo Gesù.

Gli angeli tra nuvolette a far da cornice, una luce dorata sullo sfondo.

Un piccolo quadro che trasmette serenità e che così racconta l’amore della giovane Maria per il piccolo Gesù che dolcemente dorme tra le sue braccia.

In estate

In questa nostra estate nella quale il caldo non concede tregua, tutti cercano fresco e refrigerio.
E così, in un tardo pomeriggio d’agosto, eravamo in tanti a passeggiare sotto gli alberi di Spianata Castelletto, sulle panchine a chiacchierare o alla ringhiera ad ammirare il panorama.
Un gelato, una granita, una bibita fresca.
Due amiche che scambiano due parole, un giovane papà che spinge un passeggino nel quale sorride un piccolo frugoletto.
Sandali, ventagli, calzoncini corti.
Risate, occhiali da sole, cappelli di paglia.
E una brezza leggera che altrove magari non si sente.
Il cielo azzurro, la nostra cara ascensore e una sera d’estate in Spianata Castelletto.

 

La dolcezza delle ortensie di Fontanigorda

Non c’è estate senza la dolcezza delle ortensie di Fontanigorda e mi è bastata una semplice passeggiata per le stradine del paese per poter cogliere questa straordinaria bellezze.

Le magnifiche ortensie dai toni del rosa.

Vivaci di lilla e di sole radioso.

Così generose davanti alle case del mio amato paesino.

Allegre, trionfanti, semplici e straordinarie.

In una sinfonia di delicate sfumature.

Vicino a scalette, fontanelle e panni stesi.

Con i loro petali dai toni rasserenanti e tenui.

Di rosa e d’azzurro d’estate.

Sotto il cielo celeste della Val Trebbia così sbocciano le dolci ortensie di Fontanigorda.

Sorella d’agosto

In una rovente mattinata estiva sono poche le persone che gironzolano per la città, alcuni vanno al lavoro, altri a fare le proprie commissioni.
Cappello di paglia, pantaloncini corti e zainetto costituiscono la divisa del turista che impavido attraversa caruggi e piazzette alla scoperta delle bellezze genovesi.
È insolita la città agostana, appare quasi sospesa nel caldo implacabile che l’avvolge e in questa atmosfera estiva ho fatto uno dei miei soliti graditi incontri.
L’abito candido, il velo, i sandali adatti a questa stagione, l’andatura certa e mai esitante, malgrado la calura.
Con questa grazia una sorella d’agosto nel caldo dell’estate di Genova.

Agosto 1930: una gita al Colle di Nava

Ritorniamo nel passato, all’estate del 1930, uniamoci anche noi a questa bella compagnia: si va a prendere il fresco al Colle di Nava, valico delle nostre Alpi Liguri.
E in questo giorno luminoso il nostro gruppo di amici si distingue per stile, spensieratezza ed eleganza.
Siamo ad un picnic eppure nulla è lasciato al caso, tutto è curato e perfetto come in una sorta di ricevimento all’aperto.

E tutti mostrano una certa allegria, le signore hanno la giacchetta sulle spalle, una porta un’importante collana, un’altra invece sfoggia un abito fresco in fantasia.

È un momento radioso catturato nell’istante effimero di una fotografia e osservarne i dettagli restituisce ai nostri occhi quell’autentica felicità.

Seduti sul prato, tutti vicini, nel tempo di un’estate calda.

Il ragazzo che si nota in primo piano ha come dipinta sul volto quell’inafferrabile e svagata rilassatezza dei momenti di gioia vera, quegli instanti in cui sei felice e forse nemmeno lo sai.

Le sorridenti signore hanno davanti a loro una capiente cesta con il pane fragrante, forse ci sono anche gli ottimi formaggi di queste zone e la frutta fresca.

E davvero non manca nulla per trascorrere una bella giornata, sull’erba è posata una raffinata teiera e al centro , sullo sfondo, si nota un signore con un gilet scuro.
Vedete bene cosa si trova proprio davanti a lui? Oh sì, è un grammofono, per portare dolci note in queste ore felici!

L’aria era fresca, gli ucccellini cinguettavano lieti e la musica suadente segnava il tempo felice di una giornata trascorsa al Colle di Nava.

1 Agosto 1914: notizie di una gita al mare e al monte

Ritornando di gran carriera nel nostro passato ce ne andiamo al principio di agosto del 1914, anche noi faremo parte di una bella compagnia di gitanti!
Vuole il caso che anche in quell’anno lontano il 1 Agosto cadesse di sabato, pertanto ciò significa che siamo ampiamente in tempo per partecipare alla gita organizzata dalla U.OE.I. e cioè l’Unione Operaia Escursionisti Italiani per il 2 Agosto 1914 e annunciata sul quotidiano Il Lavoro di questo rovente 1 Agosto 1914.
Dunque, cari amici, andate a letto presto perché per la gita bisogna fare una levataccia: l’appuntamento è alle 5.15 a Caricamento, poi si parte per Voltri alle 5.30.
Una volta arrivati nella ridente località del ponente ci si rinfranca subito con una bella gara di nuoto e il vincitore si aggiudicherà una lucente medaglia d’argento.

Lasciata la spiaggia la bella comitiva si dirigerà su per le creuze e verso il Monte Pennone che si trova alle spalle di Voltri dove si farà una ricca colazione!
Naturalmente i componenti dell’U.OE.I. sono degli sportivoni e quindi hanno previsto giochi e attività sportive lungo il percorso.
Il rientro è previsto a Pra’ per le sei della sera.
Il costo della gita è 0,95 Lire, sono in programma 3 ore di cammino ed è gradito l’intervento di amici, soci, signore e signorine.
Che dite, ci procuriamo un bel ventaglio e andiamo anche noi?
Segnatevi bene l’ora: domenica 2 Agosto alle 5.15 a Caricamento, ci vediamo lì!

Micetti di Fontanigorda

E tornando sul finire di luglio a Fontanigorda ho incontrato nuovi vivacissimi micetti anche piuttosto circospetti, a dir la verità.

In effetti una certa cautela è più che comprensibile!

Mica ci si può fidare della prima che passa di lì, meglio starsene un po’ distanti dietro la roccia.

Ancor meglio è rimanere vicini alla mamma.

Curiosi ma non troppo!

Sempre prudenti e un po’ diffidenti.

Teneramente vicini in quest’avventura di diventare grandi.

I micetti di Fontanigorda, come sempre, sono delle vere bellezze.

E sua maestà la squamina diventerà un’adorabile regina.

Una delle due mamme mi guardava attentamente, a mio parere a volte i gatti hanno espressioni silenziosamente eloquenti.

Quanta dolcezza in questi piccolI intraprendenti gattini!

Pronti ad affrontare il mondo con curiosità, tenacia ed entusiasmo.

Sono i dolci micetti di Fontanigorda, nei nuovi inizi del tempo d’estate.