Autunno genovese

Questo nostro autunno genovese è stato fino ad ora gentile e generoso e ci ha regalato giornate terse e limpide.
Ora, sul finire di novembre, inizia a volte a spirare più potente il vento che fa vibrare le foglie rosse.

E io amo, in queste giornate così belle, scendere giù da Via Piaggio e trovare i colori di questa stagione.

E cadono le foglie, si posano leggere al suolo e creano un disegno perfetto.

È una magia di lievità accartocciate.

E un fremito di oro contro l’azzurro.

Devi solo attendere e l’autunno, prima o poi, cade ai tuoi piedi.

E poi ancora, giù per Rampa Silvio Fellner, non so dirvi quante volte nella vita io abbia percorso questa bella mattonata.
L’ho fatta di corsa per non arrivare in ritardo a scuola o con il passo più leggero per andare agli appuntamenti con le mie amiche,  gradino, dopo gradino.

E in questa stagione mi fermo sempre a un certo punto della ringhiera e resto a guardare le foglie con le loro sfumature.

Questo autunno genovese ha portato sul mio terrazzo, intorno alla metà di novembre, un’elegantissima ospite che è andata a posarsi sulla veronica.

Questo autunno genovese ha fatto poi sbocciare certi fiori di un colore celeste perfetto, così si avvinghiano alla ringhiera di Corso Firenze.

E ancora, in questo autunno genovese, arrivo in centro passando da una mattonata all’altra.
Con le mie pause e le mie lentezze, guardando tra un palazzo e l’altro, cercando scorci, tetti e panni stesi.
E arrivando là, passo dopo passo.

Ti lascia un po’ sognare il nostro autunno, ti dona i suoi colori e si offre così allo sguardo, stagione delle foglie che arrossiscono così davanti alle finestre e sulle creuze di Genova.

Monumento Tassano: la dolcezza della carità

È un’opera magnifica scaturita dal geniale talento dello scultore Gaetano Olivari e collocata nel 1916 nel Porticato Semicircolare del Cimitero Monumentale di Staglieno.
La luce del sole filtra e piano sfiora i capelli setosi e le membra giovani di una ragazza e lambisce il volto di un antico genovese: questo è il Monumento Tassano.

In un gioco imprevedibile di luci ed ombre così si evidenziano i drappeggi dell’abito della fanciulla e la sua gestualità così armoniosa e perfetta.

Con grazia regge una ghirlanda di fiori odorosi pronti a sbocciare sui prati dell’eternità.

Dorme qui il suo eterno sonno il Cavalier Giovanni Battista Tassano, integerrimo commerciante e stimato benefattore, con lui riposa la figlia Eugenia.

Le mani sottili reggono i fiori con una grazia a dir poco incomparabile.

Questa figura femminile che si staglia leggiadra tra le colonne del Porticato rappresenta la Carità: Olivari la ritrasse nella sua perfetta venustà così intenta a curarsi di quei fragili boccioli che compongono la sua profumata ghirlanda.

Ha un’espressione amorevole sul viso, i lineamenti morbidi, i capelli cadono sulla sua schiena e sul suo petto.

E il sole la accarezza nella grazia di quel suo gesto eterno.

Così la sensibilità di Gaetano Olivari ha restituito ai nostri occhi la bellezza e la straordinaria dolcezza della carità.

Monumento Olivari: la grazia perfetta

È una scultura colma di grazia armoniosa, è opera dello scultore Gaetano Olivari ed è collocata nel Porticato Semicircolare del Cimitero Monumentale di Staglieno, in uno di quei luoghi dove la luce del sole si insinua lieve per poi svanire improvvisa.
Così accade, alle volte, ammirando il Monumento Olivari.

Si staglia nel chiarore la dolce figura femminile.

Ha il capo coperto, tiene gli occhi chiusi e le sue labbra paiono fremere nella preghiere, i boccoli le cadono morbidi sul suo petto.

A mani giunte, nel suo mistico silenzio.

È una fanciulla eterea e sottile come un giunco, la sua bellezza è pura e angelica, boccioli odorosi si aprono ai lati della sua figura e così lei rimane, a custodia del sepolcro.

Ritta e assorta, nella curva decisa del porticato.

Il suo volto di ragazza è velato da sincera tristezza, la sua espressione è imbronciata, pare che la sua mente sia attraversata da memorie, parole e ricordi lontani.

E il sole accarezza il suo abito e i suoi tratti, la luce rischiara il suo bel viso e quella sua grazia perfetta frutto del talento di Gaetano Olivari.

Una bellezza pericolosa

Nel tepore della luce settembrina sbocciano piano certi fiori, al margine del bosco, così li ho veduti a Fontanigorda in una mattina fresca e soleggiata.

Timidi ma tenaci, tra l’erba verde madida di rugiada.

Così sorretti da fragili steli.

Tra foglie accartocciate e rametti spezzati, nella perfetta armonia di uno scenario costruito ad arte dalla natura.

E così lentamente un petalo si apre e svela la sua pericolosa bellezza così a lungo protetta.

Questo fiore, così simile al croco, è il colchico autunnale ed è una pianta tossica e velenosa.
Osservando con attenzione, tuttavia, è possibile non confonderlo con il nobile croco che dona il preziosissimo zafferano.
In particolare il colchico ha sei stami, mentre il croco invece ne ha soltanto tre.

Inoltre, quando è il tempo della fioritura, il colchico alla base è privo di foglie.
E così, incontrando questi fiori tra le foglie cadute limitiamoci ad ammirare la loro leggiadria.

È questo uno dei fiori che preannunciano l’arrivo dell’autunno.

Così sboccia e si mostra agli sguardi, in una stagione che muta, il colchico autunnale.

Il benvenuto del plumbago

Sono ritornata a casa, sono ritornata a Genova.
E qui, sul mio terrazzo, ho ricevuto con mia sorpresa il benvenuto del plumbago.
Il plumbago ha trascorso l’estate sotto il sole caldo, nutrendosi della sola acqua che il cielo gli ha donato eppure è ricco di fiori ed è un’esplosione di azzurro.

Così, celeste, così lieve, fluttuante nell’aria ancora calda di settembre.

Bisognerebbe saper assomigliare al plumbago che sa bastare a se stesso e sa adattarsi alle stagioni e al clima difficile, uscendone vittorioso con una fioritura magnifica.
Dalla natura si impara sempre il giusto modo di essere, io credo.
E così ringrazio il plumbago per questo magnifico benvenuto che mi ha regalato.

Ortensie di Ferragosto

Il colore tenue e delicato delle ortensie, dal lilla al celeste.
Le foglioline tenere e verdi, il sole che si posa sui fiori e con lui una farfalla leggera, in magnifico e meraviglioso equilibrio.
E la luce sfiora quelle ali sottili, ne disegna i contorni e ne esalta le sfumature mentre illumina i fiori gloriosi delle ortensie.
È la perfezione assoluta della natura, ve la dono in questo giorno di festa per augurare a tutti voi buon Ferragosto!

Le rose di Fontanigorda

Ritorno a portare qui il profumo delle rose dai colori splendidi: le rose di Fontanigorda sbocciano sotto al sole caldo e donano così la meraviglia della loro bellezza.

E sono tenui i petali di un tenero bocciolo.

Una beltà delicata, magnificente e fragile.

Le rose d’estate così si stagliano tra le case del paese.

Nelle viuzze uno splendore di rosso e un profumo delizioso.

Sono tutte diverse tra loro le rose di Fontanigorda, ognuna porta una differente nota di armonia.

Con sontuosa eleganza, sotto i raggi del sole.

E non c’è rosa senza spine, almeno così si dice.

E sono regali e perfette le rose dai toni aranciati.

Un abbraccio di petali racchiude quel profumo fresco e inconfondibile.

Ronzano gli insetti sui fiori generosi.

E così spicca questa leggiadria romantica, autentica e semplicemente radiosa.

Così sbocciano, nel tempo d’estate, le rose magnifiche di Fontanigorda.

Le finestre di Fontanigorda

Le finestre di Fontanigorda, da sole, sono già poesia.
Tendine candide, fiori in boccio e profumo d’estate.

Diversi toni di colore e un’armoniosa decorazione per la finestrella che potrebbe appartenere ad una casetta di marzapane.

E poi azzurro come il cielo terso e imposte chiuse.

In questa bella stagione le finestre di Fontanigorda raccontano il tempo della villeggiatura e delle vacanze.
Ed è un’allegria di luce che si riflette sui vetri e poi inonda le stanze quando le finestre sono spalancate, là davanti ci sono i gerani rossi.

Altrove una cascata di fiori rosa narra ancora il tempo del sole e delle fioriture gloriose.

Dietro a certi vasi, poi, a volte fanno capolino certi timidi abitanti.

Le finestre di Fontanigorda sono allegre, colorate e armoniose, alcune si affacciano su curati giardini ed è tutta una meraviglia di toni confetto.

Certe finestre, a Fontanigorda, sono perfette per mettersi lì ad ammirare il panorama.

Altre si spalancano sul verde e capita che un asciugamano messo sulla corda da stendere sia proprio del medesimo colore delle ortensie.

Ogni finestra è una diversa melodia, una canzone composta di ricordi, di giornate ancora da vivere, di sorrisi scambiati e di abbracci affettuosi.
Ogni finestra è una diversa vita.

Ogni finestra ha i suoi colori, i suoi fiori sboccianti tra tenere foglioline, promessa mantenuta di un tempo generoso.
Così si svelano, nella loro semplice bellezza, le finestre di Fontanigorda.

Passeggiate d’estate

Le mie passeggiate d’estate mi conducono spesso su questa strada, tra i prati, passo dopo passo si arriva alla vicina Casanova.
E ho veduto, uno giorno, una rosa appena in boccio, sospesa nell’azzurro.

E la strada dolcemente si snoda, a volte in un magnifico silenzio, ad accompagnare i passi è il canto degli uccellini e il fremito della vita nel bosco.

E il mistero fragile e magnifico dei ritmi perfetti della natura.

Sotto a un cielo azzurro che appare dipinto, mentre il sole è caldo e gli alberi sono magnifico ristoro.

E la rosa magnifica si è così dischiusa nel calore dell’estate.

In questa meraviglia di verde, di quiete e di perfetta armonia.

Tutto rinasce, rivive, sboccia.

Su questa strada percorsa infinite volte: da bambina sulla mia bicicletta o di corsa insieme alle mie compagne di giochi.
Da più grande, ragazzina e adulta, ancora insieme a loro, le amiche di sempre.
È la mia strada, tortuosa e bella.
È la mia strada, ancora adesso.

E la percorro colma di gratitudine per la tanta bellezza che l’universo ci dona.

Sui fiori

Sui fiori, in estate, si posano tanti insetti diversi e tutti indispensabili.
Ognuno contribuisce al perfetto equilibrio della natura, al mistero magnifico della vita e dei suoi cicli dai ritmi perfetti.
E così si dondolano sul glicine odoroso certe creature dell’aria.

Questa splendido insetto dovrebbe essere l’ape legnaiola e in questi giorni l’ho veduta in tanti luoghi diversi, così indugiava su certi fiori selvatici.

E poi era là, posata tra i petali rossi in un giardino ombroso.

E ancora, su questo candore.

La natura, in ogni maniera, sa sempre donarci stupori.

E così, nella stagione del caldo, le eleganti creature del cielo ronzano operose sui fiori in questa dolcezza estiva.