Gli sguardi di San Giovanni Battista

Sono sguardi che provengono da epoche distanti, sono sguardi che un tempo addolcivano la quotidianità dei genovesi e che ora sono custoditi nella città dentro la città: il Deposito Lapideo del Museo di Sant’Agostino.
Questo amato museo cittadino è il luogo dove si ritrovano le antiche Madonnette e i sovrapporta dove è effigiato San Giorgio, è il luogo dove si conservano le antiche pietre, i portali di edifici demoliti, i marmi, le ardesie, i capitelli, le statue e le testimonianze di strade che non possiamo più percorrere.
Alcune di queste ricchezze si trovano al Museo, altre sono invece custodite negli spazi del Deposito Lapideo del Museo ed è possibile scoprirle grazie alle visite guidate.
E si incontra lo sguardo benevolo di San Giovanni Battista, questa statua marmorea risalente al XVI Secolo era un tempo collocata nella ormai perduta Chiesa di San Francesco di Castelletto.

Solenne e fiero, San Giovanni stringe a sé l’agnello, secondo l’iconografia classica indossa il mantello e il vello di pecora.

E si staglia nell’armonia perfetta della sua figura ieratica.

Si trova, a poca distanza, un’altra statua di San Giovanni risalente al XVII Secolo e proveniente dall’Ospedale di Pammatone.

Tra le sue mani sicure, come da tradizione, si trova l’Agnello di Dio.

Così, in questo luogo silenzioso e protetto, si ritorna a percorrere le strade di Genova perduta e a ritrovare le sue antiche preziose bellezze.

Sono gli sguardi di San Giovanni Battista, custoditi per noi nel Deposito Lapideo del Museo di Sant’Agostino.

La dolcezza di Sant’Anna

Ritornando a scoprire Genova antica ritroviamo le tracce e le preziose testimonianze che ancora raccontano il nostro passato.
Si svela così in tutta la sua bellezza un marmo pregiato nel quale abili mani d’artista hanno scolpito la figura di Sant’Anna che stringe tra le braccia Maria con il Bambino, ai loro piedi c’è un frate raccolto in preghiera.
L’opera risale al lontano 1456 ed era un tempo collocata in Piazza Sant’Anna e con tutta probabilità proveniva dalla demolita Chiesa di San Francesco di Castelletto.
Tali notizie si apprendono dalla didascalia posta accanto alla scultura attualmente esposta negli spazi della Chiesa di Sant’Agostino e parte dell’immenso patrimonio conservato al Museo di Sant’Agostino.
È dolce e solenne Sant’Anna mentre stringe a sé la Madonna e il piccolo Gesù.

Sorride materna la giovane Maria accanto a suo Figlio.

E il frate devoto ripete le sue accorate preghiere.

L’edicola, così riccamente scolpita, comprende anche un tondo con il trigramma di Cristo.

Candida, armoniosa e così leggiadra, sfiorata dalla luce e dall’ombra, questa è a magnifica edicola di Sant’Anna che ancora oggi possiamo ammirare al Museo di Sant’Agostino dove è amorevolmente custodita.