Un saluto da Quinto al Mare

Un saluto da Quinto al Mare e dalla riva lambita dall’onda frizzante e gentile.
Una costa frastagliata, romantica, quasi selvaggia, un luogo dei sogni.
Un saluto da Quinto al Mare e dal signore che se ne sta ritto sullo scoglio, in un tempo lontano e diverso.

Un saluto dal Quinto al Mare e dai suoi scogli ancora affioranti.

Un saluto da Quinto al Mare con la sua acqua cristallina.

Un saluto da Quinto al Mare, con il tempo sono sorte nuove abitazioni ed edifici moderni ma il panorama di questa parte della città è rimasto bello e armonioso.
Un saluto da Quinto al Mare, il posto perfetto per ammirare la potenza della mareggiata nei giorni d’inverno.

Un saluto da Quinto al Mare, dai giorni distanti che, senza parole, ci raccontano ciò che siamo stati.

Alla spiaggia di Quinto Bagnara

Era un tempo dolce scandito dalla musica suadente delle onde, sugli scogli affioranti.
Ricordi dell’estate del 1924, sono trascorsi molti anni da allora eppure quella felicità è ancora reale, emozionante e palpabile.
Sullo scoglio, con i soliti costumi alla moda, il cappellino in testa e i sorrisi luminosi.

Sullo scoglio, vicini, mentre la mamma vigila attenta.
Lì accanto il salvagente per imparare a nuotare.

Dietro a queste fotografie ci sono le date e alcune note scritte da una mano gentile che ha lasciato anche l’indicazione del luogo: spiaggia di Quinto Bagnara.
E in lontananza si scorgono le case antiche, i panni stesi che sventolano sospinti dall’aria di mare, il lavatoio dove si andava a fare il bucato.

È questo tratto di Quinto, dove le onde sempre ritornano ripetendo il loro canto.

E poi ecco ancora l’estate del 1928, sulla barca.
Insieme, in un momento di semplice gioia e condivisione.

Godendo del fresco dell’acqua cristallina che così accarezza i sassi.

In un tempo felice, alla spiaggia di Quinto Bagnara.

Il mare, il vento, la vita

Il mare azzurro, inquieto e vibrante di luce.
Il vento potente che fa gonfiare l’onda che poi monta ancora e ancora per perdersi e svanire come un pensiero vago o un desiderio indefinito.
L’aria, l’aria, l’aria salmastra che tutto fa fremere e vibrare incessantemente.
E la vita così forte, sfrontata e coraggiosa, tra mare, cielo e vento.

Camminando nel passato di Quinto: la magnifica polleria del Signor Ivaldi

Ritornando ancora nel passato andiamo a far due spese dal Signor Ivaldi, proprietario di una bella polleria in Via Gianelli, davanti al mare di Quinto, nel levante di Genova.
Qualità, unicità e riconoscibilità sono di certo alcune delle cose che possono fare la differenza per un’attività di successo e questo il Signor Ivaldi doveva saperlo molto bene, infatti il suo negozio era già facilmente riconoscibile dall’esterno.
Ancora oggi è facile intuire che qui un tempo c’era una polleria, sul negozio Signor Ivaldi spicca la sagoma di un tacchino.

E poi sulla sinistra ecco un gallo.

E ancora, altre inequivocabili indizi.

Ho trovato il nome del Signor Ivaldi sulla Guida Pagano del 1926 e a dire la verità posso dirvi che all’epoca c’erano diversi Ivaldi che si occupavano del commercio di pollame, ad esempio c’erano una polleria Ivaldi in Via del Campo, una in Canneto il Lungo e una in Vico Dritto di Ponticello ma non so proprio dirvi se sia una coincidenza o se tutti i titolari avessero tra loro qualche grado di parentela.
I fortunati abitanti di Quinto potevano servirsi qui, nel negozio di Via Gianelli.

E quando mi sono soffermata a fare queste fotografie ho notato che ai tempi nostri qui si trova un negozio di rosticceria e gastronomia.
E tra me e me ho pensato che, oltre cento anni dopo, in fondo il locale in qualche modo ha mantenuto la sua vocazione e credo che il Signor Ivaldi medesimo ne sarà contento!

Questa decorazione così dettagliata e minuziosamente curata è molto particolare, al momento andando a memoria non mi pare di ricordarne altre simili a questa.

Ed è un grande valore che si sia conservata così perfettamente, restituisce l’immagine del tessuto commerciale di un mondo che non abbiamo veduto.

E così, quando vi trovate dalle parti di Quinto ricordatevi di andare ad ammirare la magnifica polleria del Signor Ivaldi.

Quinto al Mare: il fragore delle onde

La potenza del mare ha ancora sferzato la costa con il suo vigore e con il fragore intenso delle sue onde.
E queste sono fotografie che ho scattato il 3 Novembre scorso, a Quinto.
La furia dell’abisso sa essere indomabile e minacciosa.

Così si leva e poi si abbatte.

E non si ferma, il mare così arrabbiato è anche molto pericoloso e va osservato alla debita distanza.

Inquieto, ribelle, furioso.

E le onde si susseguono nello straordinario spettacolo della loro potenza.

Una forza vorticosa e inarrestabile agita l’abisso.

E si levano gli spruzzi salmastri.

E sempre ritornano le onde frizzanti a toccare la riva.

Il mare è la voce della grandezza dell’universo, lo si ascolta, muti e affascinati.

Mentre la mareggiata ancora si sfrange sopra gli scogli.

E la spuma del mare candida come pizzo ancora lambisce le spiagge.

E così risuona ancora, forte e potente, il fragore delle onde.

E così danza

È appena una breve discesa che ripida conduce di fronte al blu.
A Quinto, questa è Via alla Scogliera.
E quando mi trovo da quelle parti finisco sempre per andare a cercare quel tratto di mare così dolcemente racchiuso tra le case colorate, a volte è una magnifica quiete e una netta linea di azzurro combacia alla perfezione con la calma celeste del cielo.
A volte, invece, il mare si arrabbia.
Si agita e così si leva con le sue onde inquiete, bianche di spuma e del suo vigore salmastro.
E sempre ritorna e così danza, nel sole d’inverno, davanti a Via alla Scogliera.

Dodici finestre

Sono dodici finestre in un pomeriggio d’inverno.
Non fa freddo, così si apprezza questo insolito tepore mentre l’ombra si staglia sulla facciata rubando spazio alla luce.
Sono dodici finestre e ghirigori di ringhiere e terrazzini dove sedersi su una sdraio in certe sere d’estate.
Sono dodici finestre e corde da stendere, magliette bianche, lenzuola, asciugamani color senape e mollette allineate.
Sono dodici finestre e uno spericolato Babbo Natale con un pesante sacco sulle spalle si arrampica fin lassù.
Sono dodici finestre e una è completamente spalancata a lasciar entrare l’aria fresca.
Sono dodici finestre come dodici sono i mesi dell’anno, lo noto solo adesso.
Sono dodici finestre e come al solito le persiane sono una sinfonia di differenze e questo è proprio il bello della vita.
Sono dodici finestre e dietro di esse ci sono infiniti mondi: tavolini, libri impilati, foto di nozze nelle cornici d’argento, cuscini sui divani, abbracci e a volte magari anche malinconie.
Sono dodici finestre e tendine leggere, vasi di coccio e piante con certe foglioline gagliarde.
Sono dodici finestre e ogni mattina tintinnano i cucchiaini nelle tazze della colazione, l’aroma del caffè si spande per la casa e sono baci e sorrisi, ogni giorno.
Sono dodici finestre e non distante da qui si frangono le onde con il loro canto magnifico che segna i ritmi di certe vite.

Mare di dicembre

Ecco poi il mare di dicembre, così arrabbiato, potente e vivace, con le sue onde d’argento si abbatte sulla costa nel levante della città.

Tra Quinto e Nervi in una domenica d’inverno, così si manifesta la forza del mare.

E si gonfia l’acqua salmastra ed esplode in spruzzi frizzanti.

Con questo vigore, con questa assoluta bellezza che ammalia e incanta.

Il mare lambisce le rocce, si ritira e ancora ritorna.

Si schianta poi sugli scogli, bagna la strada e resta così inquieto e agitato.

È questa la magica danza del mare che mai si posa e sempre si rinnova con nuova beltà.

Ed è fragore di onde, canto incessante di acqua, sale da respirare e ancora potenza.

Ed è stupore, meraviglia e ancora energia vitale.

Fino a quando l’orizzonte si tinge con le luci del tramonto e ancora il mare indomito si alza.

E non si ferma, nella sua perenne inquietudine ritorna sempre a danzare.

Con la sua bellezza misteriosa che sempre ci fa innamorare, meraviglioso fratello mare nel tempo di una sera di dicembre.

Tramonto sul mare

Ha queste sfumature il tramonto sul mare, mentre il sole scende piano e pare quasi impigliarsi tra certi rami spogli nel tempo d’inverno.

Lentamente declina e cala oltre la costa che si vede passeggiando a levante, si specchia nell’acqua il magnifico sole.

Mentre appena si diffonde un chiarore di cipria che accarezza il profilo dei rilievi e il mare assume quel colore freddo e intenso.
E si resta, sui moli con le canne da pesca tra le mani, alla ringhiera semplicemente ad ammirare il tramonto.

Scogli, mare, un bagliore acceso in lontananza.

E il cielo si incendia di questa bellezza che è forza, vigore, nuovi inizi, stupore e meraviglia.

Così tramonta il sole in inverno nel tempo di gennaio.

E si resta, ascoltando la cantilena dolce delle onde mentre i gozzi giacciono adagiati in questa quiete.

E si resta davanti alla ringhiera, ad ammirare il sole che tramonta glorioso sul mare Genova.

Finestre a colori

Sono finestre vicine al mare, a breve distanza scrosciano le onde.
Sono finestre baciate dal sole, sfiorate dal vento, sono finestre che racchiudono vite e pensieri, sguardi e sorrisi.
Sono finestre di Genova, nella bella Quinto.
Sono finestre eleganti e discrete, in quelle stanze io credo che risuoni musica armoniosa.
Sono finestre che celano giorni e minuti, sono finestre dalle geometrie perfette.
Persiane verdi, tinte biscotto, tonalità calde e tende spesse.
Sono finestre vicine al mare, sono finestre a colori.