Cose notevoli e meravigliose di Via di San Bernardo

Ritorno a raccontarvi di un’antica strada di Genova, scrigno di tesori e di molte bellezze, già diverse volte siete venuti con me in Via di San Bernardo ma questa sarà una lunga passeggiata che spero vi offrirà una visione d’insieme di una strada magnifica e meritevole della vostra attenzione.

Ricca di vetuste dimore, la nostra Via di San Bernardo è per me un’ininterrotta sequenza di stupori e meraviglie.

La percorriamo così imboccandola da Via delle Grazie.

Subito noteremo, posta all’angolo proprio con la citata Via delle Grazie, un’antica edicola della Madonna.
Mi si permetta solo di osservare che, nel rispetto della preziosità storica, credo che si potrebbe considerare di collocare il cartello di divieto in maniera differente.

Salendo, alla nostra destra, noteremo un piccolo stemma abraso.

Sul lato opposto invece alziamo lo sguardo verso il sovrapporta collocato sull’ingresso di un panificio: qui certi severi armati vigilano con attenzione.

Pochi metri dopo sulla Via di San Bernardo si apre una di quelle piazzette straordinarie e tipicamente genovesi: è Piazza Grillo Cattaneo sulla quale si affaccia la storica dimora seicentesca di Lorenzo Cattaneo annoverata tra i Palazzi dei Rolli e cioè quegli edifici che al tempo della gloriosa Repubblica di Genova venivano utilizzati per le visite di sovrani e capi di stato.

Camminiamo ancora e raggiungiamo l’incrocio con Vico dietro il Coro di San Cosimo.

Anche qui c’è un’edicola purtroppo vuota e certamente bisognosa di restauri.
Un tempo ospitava un affresco raffigurante Nostra Signora del Rosario e San Lugi Gonzaga.

E sull’incrocio con Vico dietro il Coro di San Cosimo troviamo anche un piccolo slargo sopra il quale l’incanto del cielo di Genova si svela in questa magnifica geometria.

Sull’edificio è murata una lastra con l’Agnello di Dio e due stemmi.

In questo tratto c’è poi il negozio dei Fruttarelli che ha come cornice un raffinato portale marmoreo.

Poco dopo ecco un sovrapporta con due angeli che lievi reggono il trigramma di Cristo.

Mentre i palazzi lassù incorniciano una striscia di cielo.

Proseguiamo ancora e al civico 10 troviamo un antico portale del XV Secolo.

Di fronte, su civico 33 rosso, si trova invece una piccola decorazione marmorea.

Soffermiamoci quindi ad ammirare il civico 14, il ricco portale risale agli inizi del ‘500.
Come scrive Piero Boccardo nel volume Genova e l’Europa Mediterranea edito da Fondazione Carige, questa è la nobile dimora di Raffaele Giustiniani figlio di Gio Antonio.

Sul sovvrapporta si leggono le parole latine GLORIA TIBI SOLI inserite tra coppie di fieri grifoni, nella foto che segue potete ammirare la parte centrale.

Sul muro è inoltre anche affissa una targa che ricorda che qui, nel lontano 1899, ebbe la sua prima sede la Croce Verde Genovese.

E uno sguardo oltre la grata vi svelerà la meraviglia di questo antico edificio con le sue pregiate decorazioni.

Questo antico palazzo venne utilizzato come uno degli scenari del film Le Mura di Malapaga, se avete visto il capolavoro che ebbe come protagonista Jean Gabin, forse ricorderete questa balaustra e questa scala.

Salendo le scale si troverà poi un’antica targa in latino che, come sempre racconta Boccardo, si riferisce alla proprietà dell’edificio.
Ho scattato la foto che segue nel 2013, prima degli attuali restauri.
Allora si leggeva appena, posta al centro della lastra la data che precede il nome di Raffaele Giustiniani: 1484.
Le successive precisazioni riferite a lavori di ripristino avvenuti nel 1685 sono relative alle opere compiute per riparare i danneggiamenti conseguenti al bombardamento del maggio 1684 ordinati dal Re Sole che tanti disastri causò in questa zona.
E chi sarà mai poi Enrico Ardy, il cui nome è riportato in una piccola targhetta?
Ho come sempre trovato la risposta nella mia Guida Pagano del 1926 dalla quale risulta che Ardy aveva in questo edificio una legatoria denominata Fabbrica Italiana Registri.

E ancora parole latine si leggono sulla lastra che sovrasta la soglia: PAX HUIC DOMUI, pace a questa casa e ai lati le lettere R e I che naturalmente si riferiscono nuovamente al padrone di casa Raffaele Giustiniani.

Proseguiamo ancora sotto il celeste di Genova che da secoli sovrasta queste antiche vicende.

Ecco la Drogheria Torrielli e l’edicola della Madonna.

Camminiamo tra antiche dimore che custodiscono vicende a noi sconosciute.

E tra marmi bianchi e neri che sono preziosa testimonianza di un’antica grandezza.

Poco oltre soffermiamoci al civico 19: questa è la dimora di Marc’Antonio Sauli, senatore della Repubblica e protonotario apostolico che visse tra il 1523 e 1618.
Di questo edificio scrissi molti anni fa, trovare il portone aperto fu per me fonte di profonda emozione.

Sorride, lieta ed eterea, la leggiadra Venere con accanto il delfino.

E la luce illumina il cortile di questa antica dimora.

Proseguendo ancora in Via di San Bernardo troveremo poi lo sguardo severo dei custodi dell’augusto palazzo di Alessandro Giustiniani risalente al XVI Secolo.

Quindi la nostra Via di San Bernardo si apre sulla bella piazza sempre dedicata a San Bernardo così come la Chiesa che si nota in fondo sulla sinistra.
Il palazzo adiacente, con il balconcino al primo piano, è la casa natale di Goffredo Mameli mai abbastanza valorizzata, a mio modesto parere.

Questo cielo stupendo custodisce, sovrasta e meraviglia.

Nella strada antica dove sono ancora numerose le bellezze da scoprire.
Ogni piccolo marmo racconta una pagina, anche breve, di storia cittadina.

E anche la storia recente ha lasciato la sua traccia, come nel caso di questa insegna del passato.

Siamo giunti al termine di questa passeggiata, se attraverserete Via di San Bernardo avrete di certo modo di trovare altre ragioni di stupore e ammirazione.

Credo sempre che luoghi come questo andrebbero valorizzati, riscoperti e svelati sotto una luce diversa senza tradirli e nel rispetto della loro autenticità e della loro storia.
Dietro ai portoni, negli atri un tempo attraversati da fieri nobiluomini e da gente comune, è racchiuso il passato di Genova con la sua leggiadra grazia e le sue sorprendenti meraviglie.

La Madonna della Misericordia in Vico dietro il Coro di San Cosimo

È un’antica immagine di Maria e ancora resta là, nel marmo, in uno dei nostri amati caruggi.
Percorrendo Vico dietro il Coro di San Cosimo potrete così ammirarla, si trova sopra il muro di un’antica casa, a pensare a quante persone sono passate là sotto si può forse anche immaginare quante preghiere e quante suppliche si siano levate verso la bella immagine di Maria.
Quante parole, nel corso dei tempi.

È bella e aggraziata la Madonna della Misericordia, il suo sguardo amoroso si posa sul beato Botta assorto in preghiera ai piedi di Lei.

La scultura è arricchita dal trigramma di Gesù e dal trigramma di Maria, si incontrano spesso quelle lettere intrecciate nei vicoli della città vecchia.

Qui, dove sempre si ritrova l’anima vera di Genova, la sua essenza e il suo autentico spirito.

Qui, dove il cielo sovrasta questi caruggi da secoli abitati dai genovesi.

In Vico dietro il Coro di San Cosimo dove lo sguardo ancora ritrova la bella Madonna della Misericordia.

Cielo azzurro, caruggi e panni stesi

Quando voglio vedere cielo azzurro, caruggi e panni stesi io so dove andare.
Nella zona del Molo, in Vico Bottai, c’è sempre un’allegra confusione di fili da stendere e se capiti da queste parti in una giornata limpida lo spettacolo incanta lo sguardo.

Vico Bottai

Eh, comunque sono indecisa, non so mai quale sia la prospettiva migliore per fotografare certe bellezze fatte di aria e di colore.

Vico Bottai (2)

Ad andar per caruggi capitano cose belle.
Ad esempio, può succedere di trovarsi in cima a una scaletta a chiacchierare con una signora che abita da quelle parti.
E insomma, sì, una delle conversazioni che piacciono a me.
– Signora, sa che mi verrebbe da fotografare la sua finestra?
– La mia finestra?
– Eh sì, mi piacciono i panni stesi e poi quel giallo e quell’arancio con le persiane verdi…
– Faccia pure – dice lei – così poi continuo a stendere!
Mando un saluto alla signora ed ecco qua la finestra, che bellezza questi accostamenti!

Vico Bottai (3)

Sai, in certi posti non mancano mai gli incontri interessanti.

Gatto (2)

E poi guarda, sul muro, luci ed ombre di caruggi e panni stesi.

Vico Bottai (4)

E poi ancora, sali verso Vico delle Camelie.

Vico delle Camelie

E sai, certe salite sanno sempre rivestirsi di una luce nuova, Via di Santa Croce è uno dei luoghi di Genova che più amo, qui si può sentire la voce del vento.

Via di Santa Croce

E poi turchese e panni stesi in gradazione con la facciata, un vero tocco d’artista.

Via di Santa Croce (2)

E ancora ombra e sfumature polverose.

Via di Santa Croce (3)

E poi calore e colori in Salita della Seta.

Salita della Seta

E là, in certi luoghi, ci sono magie che magari non sappiamo vedere, basta alzare lo sguardo per coglierle.
In Vico dietro il Coro di San Cosimo c’è una lampada che pare stare proprio là, al centro dei ritagli di cielo.

Vico dietro il Coro di San Cosimo

Sono incantevoli le geometrie di Genova, sono sempre nuove e stupefacenti.
Imbocco San Bernardo ma prima fermo ancora e mi siedo su muretto davanti a quel negozio di frutta e verdura che è una vera poesia.
E alzo gli occhi, ancora.

Via San Bernardo

E poi, tornando a casa, rifletto.
Penso che davvero non saprei dire quale sia la prospettiva perfetta per certi panni stesi in Vico Bottai.
No, proprio non saprei.
Mi toccherà tornarci, questo è sicuro.

Vico Bottai (5)

Vico dietro il Coro di San Cosimo, il sole nei caruggi

I caruggi che piacciono a me a volte sono in ombra, in certe stagioni la pioggia e il cielo grigio li rendono quasi scuri.

Vico dietro il Coro di San Cosimo

Eppure, in quei caruggi che piacciono a me, quando meno te lo aspetti trovi il sole e un incanto di colori.
Guarda, gironzolando dalle parti di San Bernardo, prova a percorrere Vico dietro il Coro di San Cosimo.
E vedrai storie di Madonnette e panni stesi.

Vico dietro il Coro di San Cosimo

Poi magari ti ritrovi pure là, in quel fazzoletto di piazza sulla quale si affaccia la piccola chiesa dedicata a Cosma e Damiano, santi dalla vita avventurosa.
Sacro e profano, come sempre, nella città vecchia.

Piazza di San Cosimo

Scuro e chiaro, a seconda di cosa vedono i tuoi occhi.
E finestre aperte e musiche di altri continenti, voci, chiacchiere, case e persone.
Tu osserva.
Davvero, è il tuo sguardo a fare tutta la differenza, credimi.

Vico dietro il Coro di San Cosimo (3)

Qui c’è un semplice caruggio che ha sempre suscitato la mia meraviglia, lo vidi per la prima volta forse a 15 anni: Vico delle Pietre Preziose.
Non ha nulla di fastoso eppure gli è toccato in sorte questo nome che evoca scintillio e ricchezza.
Eccole le gemme di valore, quei panni stesi che adornano il vicolo e queste vedute che sono l’assoluta singolarità del centro storico.
Ed è il tuo sguardo a fare tutta la differenza, sempre.

Vico dietro il Coro di San Cosimo (4)

Il cielo? Il cielo lo vedi, certamente!
Una striscia azzurra tra le altezze dei palazzi.

Vico dietro il Coro di San Cosimo (5)

E poi, a seconda dei giorni, il giallo dei muri spicca insieme a quel rosso, colore evidentemente prediletto da chi abita in quelle case.

Vico dietro il Coro di San Cosimo (6)

Le storie di caruggi e panni stesi non puoi raccontarle, ognuno deve vederle con i propri occhi.

Vico dietro il Coro di San Cosimo (7)

E poi cammina, cammina fino alla fine del vicolo.

Vico dietro il Coro di San Cosimo (7a)

E guarda su, te l’ho detto, il cielo nei caruggi si lascia ammirare solo da coloro che lo sanno cercare.

Vico dietro il Coro di San Cosimo (8)

Poi ti guardi indietro, in posti come questo ci torni sempre, una volta che hai compreso la loro bellezza.

Vico dietro il Coro di San Cosimo (9)

E c’è un punto esatto dove dovrai fermarti, in certe giornate terse spazzate dalla tramontana.
E’ là il sole nei caruggi, sui muri dei vicoli della città vecchia.
E’là, nella vertigine di una sorprendente geometria.

Vico dietro il Coro di San Cosimo (11)

E’ davvero là, in Vico dietro il Coro di San Cosimo.

Vico dietro il Coro di San Cosimo (10)

Estate, caruggi e panni stesi

Estate, caruggi e panni stesi.
E il filo teso davanti alla finestra che si veste di poesia.
Li ho impressi nella mente gli scorci imperdibili della mia Genova e così so dove andare quando desidero vivere una storia che narri del profumo fresco del bucato che asciuga all’aria aperta.
E anche la città dei tetti ha i suoi panni stesi che vestono le ardesie di colore.

Tetti su Via del Campo

E per le vie del centro storico a volte ci sono tinte pastello che si stagliano contro le facciate delle case.

Vico dei Migliorini

Ma io davvero so precisamente dove andare, questo è il mio giro di fili da stendere per i caruggi.
E sempre mi porta in Canneto il Lungo dove so che troverò un’esplosione di luce e di rosso.

Canneto il Lungo

Talvolta invece cerco una nota chiara, quasi un bianco e nero.
E la trovo, sempre.

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E poi so che in Piazzetta dei Maruffo bisogna fermarsi, tirare la testa indietro e guardare in alto, davvero molto in alto.

Piazzetta Maruffo (2)

E poi bisogna voltarsi verso altre imposte che qui vedete chiuse.

Piazzetta Maruffo

Luoghi che amo, luoghi che conosco bene.
E allora percorro tutta Via dei Giustiniani, fino all’archivolto.
E so che lì troverò una piccola poesia di colori.

Via dei Giustiniani (2)

E poi ancora guardo verso l’alto ed è blu, verde, rosa, rosso e azzurro.
Ed’ è estate sgargiante contro i muri scuri.

Via dei Giustiniani

E quando mi trovo qui so bene che devo svoltare verso Piazza Embriaci, non me ne dimentico mai!
Ogni volta vado a guardare proprio quel filo da stendere.
Cartazucchero, celeste, mattone.

Piazza Embriaci

E sempre ritorno, così capita che ritrovi la stessa tovaglia e lo stesso asciugamano dopo molti giorni.
Che qualcuno se li sia dimenticati?

Piazza Embriaci (2)

Passeggiare per caruggi in cerca di panni stesi a volte riserva sorprese.
Arancio brillante e una bicicletta fucsia, nella penombra dei caruggi.
Sono storie così, storie di caruggi.

Vico San Biagio

E a volte hanno tutti i toni del blu, a pochi passi dal mare.

Vico di Santa Rosa

Blu di Genova dalle finestre di Genova.

Vico di Santa  Rosa

Un suono squillante, il pianto di un neonato che risuona nel vicolo.
Nessun altro rumore, solo quei singulti infantili che qualcuno ha prontamente consolato.
E una finestra, un palazzo dalle tinte tenui.
E quei colori rosati, sembra una casa di bambole.

Piazza Valoria

E ancora c’è un luogo dove vado sempre.
E so che lì troverò un’altra dolce poesia che dondola sul filo da stendere.

Vico dietro il Coro di San Cosimo

E so che sulla facciata di quel palazzo che un tempo ospitò gli uomini fedeli a Garibaldi ci sarà certamente qualche magia che attende solo uno sguardo.

Piazza Caricamento

Caruggi e panni stesi, un viaggio che muta con le stagioni, un quadro ogni giorno diverso.
E allora sono lenzuola candide e un’antica colonna, in Scurreria Vecchia.

Via di Scurreria Vecchia

E’ il sacro e il profano che così spesso convive in queste strade.

Via San Pietro della Porta

E’ un bagliore di luce, di rosso e turchese.

Vicoli - panni stesi (2)

Ed è tutte le sfumature dell’arcobaleno sotto le persiane ocra di Piazza del Ferro.

Piazza del Ferro

Luoghi che amo, luoghi che conosco bene.
E alcuni di questi caruggi li avete già veduti in quest’altra storia di caruggi e panni stesi.
Sono le mie strade, quelle dove sempre ritorno.
E sono tante piccole poesie ed io so dove trovarle.
E quando percorro Via Garibaldi il mio sguardo lascia sempre quella prospettiva di palazzi regali per cercare la bellezza di quegli antichi caruggi che portano giù, verso la Maddalena.
E sempre guardo in alto, verso il cielo, in Vico del Duca.

Vico del Duca

Sono i miei caruggi.
I caruggi stretti, angusti e spesso ombrosi della mia Genova.
Sono le mie strade, quelle dove sempre ritorno.
E so che basta un unico  raggio di sole e tutto muta e si veste di luce dorata.

Vicoli - panni stesi - Copia

Una storia di caruggi e panni stesi

Questa è una storia di caruggi e panni stesi, una storia ogni giorno diversa, di attimi fissati in un’immagine.
Il mio sguardo diviene vostro e si posa su certi antichi muri che a volte presentano l’usura del tempo e paiono scuri e in ombra, in luoghi dove la luce appare all’improvviso e batte chiara sui vetri e illumina le facciate.
Questa storia di caruggi e panni stesi inizia in Salita di Carbonara e racconta del vento che impietoso soffia su per le salite, si insinua tra i vicoli e le creuze e smuove una tovaglietta dai toni confetto che pare sia stata posata qui da un artista amante delle sfumature.

Salita di Carbonara

Ma in certe piazzette del Carmine il vento tace.
E tutto è fermo immobile, come sospeso nell’attesa.

Il Carmine

E in Via Prè è il colore a vincere.
Oltre gli archetti, sopra a una finestra pitturata di rosso, un filo da stendere si illumina di un rosa fluorescente, è accesa e colorata la città multietnica.

Via Prè

E’ di turchese e d’arancio il bucato che asciuga nella quiete di Piazza Valoria.
E da un persiana sventola orgoglioso nel cuore della città vecchia il nostro caro Tricolore.

Piazza Valoria

E pendono i panni dalle corde tese sulla facciata di un palazzo dei Rolli in Piazza Grillo Cattaneo che un tempo fu regale dimora di un doge.

Piazza Grillo Cattaneo

La città vecchia e le sue suggestioni.
Luce e ombra in Vico dietro il Coro di San Cosimo.
Lì accanto c’è Vico delle Pietre Preziose e poco più in là Vico dei Cavoli,  che strano trovarli vicini, questa per me è pura poesia.
E il bucato che pende tra un muro e l’altro è un‘opera d‘arte.

Vico Dietro il Coro di San Cosimo

Un altro momento, una diversa stagione e una differente prospettiva.
E una luce più accesa che scalda i vasi di piante e i panni stesi ad asciugare.

Vico dietro il Coro di San Cosimo (2)

Buio e ombra, una facciata rossa che spicca in Vico Basadonne.

Vico Basadonne

Bianco e giallo, nella cornice suggestiva di Piazza Embriaci.

Piazza Embriaci

E blu di Genova in Vico delle Monachette.

Vico Monachette

Il cielo è grande sopra la città antica e sopra i caruggi, il cielo regala vento e brezza leggera che spira gentile nella bella stagione.
Un’edicola, una Madonnetta e una veduta di Vico Vegetti.

Vico Vegetti

Ed è ancora il colore a regalare un bel contrasto a questo scorcio di Piazza Cavour.

Piazza Cavour

Una storia di caruggi e panni stesi racconta di sfumature e di riflessi, del calore di certe tinte biscotto.
E a volte diviene una storia di caruggi,  panni stesi e  biciclette.

Vico delle Monachette da Via Balbi

E lo sguardo segue certe armonie, la bellezza si può vedere anche nelle cose semplici, spesso è lì che si manifesta, attende solo di essere scoperta.

Caruggi

Una storia di caruggi e panni stesi, laggiù, dove la luce lotta con la penombra.
Laggiù dove c’è un vicolo il cui nome riporta alla memoria certe attività marinare di questa città ma anche una certa cupa oscurità.
E’ Vico della Pece, dove a volte il sole trionfa vittorioso.

Vico della Pece