E così, quando venne la stagione calda, si ritrovarono tutti insieme alla spiaggia, era una cara consuetudine che scandiva le vite e le stagioni.
Veniva poi anche il tempo della fotografia di rito che non era mai uguale a quella dell’anno precedente: mano a mano che si cresceva e si diventava grandi si acquisiva il diritto di stare in piedi mentre i più piccini stavano sempre seduti per terra.
Con gli sguardi attoniti e meravigliati, le trecce, i cappellini, i sorrisi timidi e un dito in bocca.
A piedi scalzi, sui sassi.
Con i cappelli a tesa larga e i fiocchi, la grazia e l’esitazione dell’infanzia.
Le mamme e le zie eroicamente vestite di tutto punto con le camicie rigorosamente chiuse fino in all’ultimo bottoncino, c’è pure un gentiluomo con giacca, gilet, camicia e cravatta.
Era d’uopo mantenere un certo e un certo stile anche alla spiaggia, saprebbe spiegarvelo meglio la gentile signorina con il grande fiocco in tessuto a pois che le cade sul petto.
Lei porta anche un cappello con i fiori appuntati sopra e sorride, con svagata leggerezza.
E in questo gruppo di gente a colpire la mia attenzione è questo tipetto qui: si dà arie da grande, con questa posa teneramente seria e spavalda.
Tutti insieme, alla spiaggia.
Con gli amici di sempre.
E osservate con attenzione: tra i due bimbetti con il cappellino fa capolino un terzo ragazzetto che si nasconde ma dalla sua posizione privilegiata osserva tutto!
È un tempo lontano, felice, intriso di nostalgia, un tempo trascorso alla spiaggia, sulla riva del mare.



















































