Mareggiata ottobrina

Una mareggiata potente si è abbattuta sul litorale di Genova, la forza indicibile del mare è poesia e sa sempre incantare chi osserva l’inquietudine incostante dell’abisso.
Così, a Quarto dei Mille.

Le onde di spuma bianca si inseguono rapide, sospinte dal vento.

Il mare è forza, vita che si rinnova e splendore.
Il mare è speranza, vigore, bellezza.

Nel suo eterno ritornare verso la riva per poi ritrarsi.

E frangersi, ancora, leggero e profumato del suo salmastro intenso.

A Vernazzola il mare brioso e vivace superava gli scogli.

E l’onda orlata di pizzo bianco lambiva la spiaggia con la sua carezza.

Il mare è imperioso, magnifico, potente.

Ruggisce, vibra, canta e mai si placa.

Risuona ancora, nell’azzurro, nel vento, davanti allo sguardo, accompagna i battiti del cuore.

E ancora riacquista vigore e intensità, energico e instancabile si leva frizzante in candidi spruzzi.

Onda dietro onda, nel canto infinito dell’abisso, mentre le barche di Boccadasse attendono la quiete.

Con questa bellezza che rapisce e meraviglia, nello stupore di una mareggiata ottobrina.

12 pensieri riguardo “Mareggiata ottobrina”

  1. Miss, a proposito di mareggiate e Boccadasse, pensavo che gli scogli sono più fortunati del gozzo bianco/azzurro, habituè della spiaggetta…

    1. Sì, è davvero uno spettacolo commovente e non ti stancheresti mai di guardarlo, ho fatto una lunga passeggiata rigenerante e sono grata del dono.
      Grazie cara, un bacio grande a te!

  2. Non ho parole per il commento che hai fatto Dear Miss!
    Descrivendo preghi,allarghi il cuore e un pò di quel mare entra e ti placa.
    Il mare è una terapia in tutti i sensi.
    L’ultima foto è tale che sembra a prima vista un quadro,il sole che tentava di illuminare ha contribuito a dare il suo colore.
    ” Sferzano le onde,alte e spumeggianti,viene accanto a me seduto sullo scoglio e mi parla,mi porta e mi consola.ritorna al lido,eccola torna maestosa l’onda e nel mio cuore si infrange,portandosi dietro i detriti della vita.
    Fermati onda,prendi il mio dolore e portalo lontano,scaglialo nell’abisso:acquetati!”
    E’ una delle mie tante poesie e te la regalo Dear Miss Fletcher e complimenti e per le foto e per i commenti Mauro

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