Il tempo delle primule

Il tempo delle primule giunge nei giorni del freddo e porta una ventata di allegria, è uno dei preludi più dolci di primavera.
Le piccole primule sono semplici e leggiadre e quando ti trovi davanti un’intera distesa di vasetti è difficile scegliere: si vorrebbe comprarle tutte, tutte hanno una bellezza particolare.
Petali grandi e colorati, orlature deliziose, contrasti delicati.
Il tempo delle primule mi ricorda sempre che essere così semplici è una virtù rara e straordinaria e se a volte sembra persino improbabile che questa sia riconosciuta come una dote, resto sempre dell’opinione che la propria semplicità vada tenuta da conto.
Il tempo delle primule è così un momento di magnifica transizione, per i pensieri e per i giorni che scorrono.
E così, dovendo scegliere, ho portato con me diverse sfumature di primule dai colori vivaci e accesi.

Le ho sistemate in due vasi diversi e le ho messe davanti alla finestra della mia camera, mi fanno pensare all’imminente arrivo della primavera e alla bellezza della semplicità.

Febbraio

Febbraio, febbraio è leggero e capriccioso.
Febbraio si distingue dagli altri mesi per la sua brevità e questo lo rende a suo modo insolito e inconsueto, febbraio è un mese di passaggio tra l’inverno e la primavera durante il quale sbocciano i primi fiori.
Febbraio è il tempo delle primule, questo febbraio poi è iniziato con la pioggia e così le mie piantine se ne stanno lì davanti all’orizzonte velato dalle nuvole in attesa di scaldarsi al sole.
Le primule sono da sempre simbolo di nuovi inizi: la natura si risveglia e la sua grazia fa capolino timidamente tra l’erba.
E trionfa e tutto ricomincia.
Febbraio è giocoso come il Carnevale che poi a volte cade di marzo ma comunque per me, da sempre, il tempo del Carnevale è febbraio.
A Carnevale si fanno le bugie e in realtà io non le mangio da un sacco di anni!
E poi le bugie più buone di tutte le faceva la mia mamma, pur non essendo lei amante dei dolci le bugie le riuscivano alla perfezione.
Rigonfie, croccanti, deliziose, spolverate di zucchero a velo: una catasta di dolcezza per alcune tra le migliori merende della vita, forse dovrei provare a farle anch’io ma temo che non mi verrebbero buone come quelle delle mamma.
E in realtà ci sono un sacco di altre cose che non mi vengono bene come venivano a lei, tra l’altro.
Intanto guardo fuori, come le primule.
E ancora piove ma poi verrà il sole.

Uccellini e aria di primavera

Cari amici, ormai c’è aria di primavera, sbocciano le viole e i fiori dai petali sgargianti, a breve nell’aria si spanderanno i deliziosi profumi della stagione nuova.
Nel frattempo questa è una buona occasione per aggiornarvi sui piccoli pennuti che passano a trovarmi sul terrazzo.
Il primo ad arrivare è sempre lui, il mio amico pettirosso che pare trovarsi a suo agio sul vaso delle primule.

E sapete? Ho scoperto che arrivano qui delle vere e proprie coppie!
Le cinciallegre sono certamente in due, perché al mattino le trovo spesso insieme sulla ringhiera a gorgheggiare e pare che dicano:
– Oh Miss Fletcher, ti spicci a metterci i semini della colazione? Abbiamo fame!
E infatti poi arrivano velocissimi, uno dietro l’altro!

Planano, mangiano e scappano.

E poi c’è un’altra bella coppia che gironzola da queste parti.
Ecco lui, un codirosso spazzacamino maschio.

E lei invece è la femmina.

Lui è un tipo molto dinamico e vivace, va detto.

E l’espressione di lei mi pare più che eloquente, sembra quasi dica:
– Eh Miss Fletcher, con questo qui ci vuole una pazienza…

E termino questo post così come l’ho iniziato, con il mio amico pettirosso.
Indipendente, fiero, autonomo, va e viene a suo piacimento e non so proprio dirvi se sia o meno impegnato ma di certo so che il suo cuoricino è grande come il cielo intero.

Una farfalla meravigliosa

L’altro giorno, con mia grande gioia, è passata a trovarmi una graditissima ospite: la prima farfalla della stagione, una creatura meravigliosa.
Era una di quelle farfalle chiare, dal pallido color limone, a guardarla con attenzione pare una tenera foglia e ho scoperto che il suo nome è cedronella.
E così si aggirava per il terrazzo in cerca di qualche fiore delizioso da assaggiare e l’ho vista posarsi delicata su certe margherite: là è brevemente rimasta a dondolarsi sui petali rosa.

Poi leggera si è spostata sulle dolci primule, il terrazzo in questa stagione dell’anno è ricco di colori e di vita che sboccia e lei pareva trovarsi a suo agio tra le mie piante.

La farfalla ha così proseguito il suo volo tra i miei fiori ed è andata letteralmente a tuffarsi in uno dei miei narcisi in un incantevole mimetismo che le potrebbe permettere di passare del tutto inosservata.
Io però l’avevo veduta posarsi con grazia proprio su quel fiore e ho seguito così il battito delle sue ali.

Un fremito, lo stupore e l’armoniosa bellezza della vita: semplicemente una farfalla meravigliosa.

La neve di marzo

E alla fine è arrivata la neve di marzo e non era sola, qui a Genova si è fatta accompagnare da un vento arrabbiato ancor più potente qui sulle alture.
Poi la neve si è posata sul tetto della chiesa della Madonnetta.

Ed è rimasta per breve tempo candida e intatta, nessuno l’ha calpestata.

L’altra mattina c’erano pochi fiocchi sulla creuza ma la neve con questo vento gelido a diventare ghiaccio davvero ci mette poco.

Poi ancora, di bianco si sono coperte le mie tenere primule.

E una soffice coltre si è posata su certi scalini.

Neve sui tetti spioventi, sulle ringhiere e sui fiori di lavanda.

Neve sulle piante grasse e nei vasi.

E anche sui miei garofani rosa.

E poi, sapete, taluni sono più coraggiosi di altri.
Lo diceva anche De Gregori, ricordate?
Gli uccellini nel vento non si fanno mai male, hanno ali più grandi di me.

Altri, invece, sembrano patire il freddo e la potenza implacabile del vento.
Alcuni dei miei narcisi erano completamente abbattuti e così ho pensato di metterli in un vaso e di portarli in casa, almeno per qualche tempo mi regaleranno ancora la loro bellezza.

Mentre cadeva la neve, sull’orizzonte di Genova e sui miei fiori.

Aspettando la primavera

È già nell’aria questo profumo di primavera e la frizzante bellezza di una stagione nuova ed io sono impaziente e mi preparo ad accogliere il tempo dei fiori proprio come si conviene.
Qui, sul terrazzo, ancora sbocciano le viole del pensiero che mi hanno tenuto compagnia per tutto l’inverno.

Allegre, vivaci e coloratissime.

E complice un clima non troppo rigido direi che si sono trovate bene qui con me.

E con gioia vi presento alcuni nuovi arrivi, è tempo di petali setosi e variopinti.

Di nuovi boccioli, di tinte tenui e cielo azzurro.

Ed è stagione di primule delicate e allegre.

Ne ho messe in diversi vasi, siamo qui in trepidante attesa della bella primavera.

Le nuove arrivate sono piuttosto chiacchierine e rumorose, stanno sempre lì a parlottare tra di loro.

E poi ancora, bianco e rosso e certi dondolanti fiorellini.

E alcuni sono brillanti di giallo.

E poi ve l’ho detto che ho un ospite particolare?
Che cavolo ci fa un cavolo tra i fiori?
Non si sa, è un tipo taciturno, non si impiccia delle cose degli altri e sta per i cavoli suoi.

Aspettando la primavera, con questo rosso sgargiante e liscio come velluto.

Aspettando la primavera, in compagnia dei piccoli fiori semplici che donano sempre gioia e allegria.

Crochi e primule, la primavera e la neve

Nel tempo dell’inverno, quando le cime di monti sono ancora coperte di neve.

Fontanigorda

Nel tempo dell’inverno, a Fontanigorda, si affaccia la primavera, è nelle primule che fioriscono senza timidezza, con i loro petali chiari.

Primule

E nella neve i crochi delicati.

Croco

E ancora fiori, su quelle spallette che in giugno sono coperte di fragole rosse.

Fiore

E ovunque i piccoli crochi temerari, sbucano intrepidi là dove la neve si dirada.

Croco (2)

Mentre le primule sbocciano sul bordo dei sentieri.

Primule (2)

Sul bianco chiarore setosi petali viola.
A volte, sai, certa vita ha una forza nascosta, sei tu che non sai comprenderla.

Croco (3)

E intanto il piccolo croco si apre sotto i raggi del sole.

Croco (4)

Così è la vita, conosce maniere misteriose per manifestarsi.

Croco (5)

Si spalancano le primule dove in autunno cadono le castagne.

Primule (3)

Spuntano dalla coltre bianca i teneri bocci chiusi.

Croco (6)

Assetati di luce e calore.

Croco (7)

Così giunge la dolce primavera, in silenzio, mentre l’inverno le cede il passo.

Primule (4)

Un brillante luccichio, uno stelo che pare fragile, la rinascita e un nuovo inizio.

Croco (8)

Sfacciata, allegra e sfrontata, così è la vita, senza paura.

Primule (5)

Nel tempo del divenire, nel tempo che racchiude tutte le stagioni.
Il sole luccicante dell’estate che verrà, le foglie secche e accartocciate d’autunno, la neve dell’inverno che sta per finire e un piccolo fiore coraggioso.
La vita, senza paura.

Croco (9)