Incanto di Natale

C’è sempre un pizzico di magia, un incanto che commuove: è l’atmosfera del Natale e delle luci brillanti.
C’è sempre quel senso di meraviglia e di gioia inattesa, anche da grandi, davvero è proprio la magia del Natale.
E penso che sia una sorta di piccolo privilegio saper custodire dentro di noi quello stupore infantile, è una sensazione a suo modo davvero bella.
Così davanti all’abete luccicante di Piazza De Ferrari mi sono soffermata a ammirare quelle luci d’argento: è l’incanto del Natale, ancora una volta.

Felice Natale a tutti voi!

Così vi porto i miei semplici auguri, con la speranza che questo Natale doni a tutti noi gioia, pace e serenità e ho scelto per voi una dolce immagine di un tenero Gesù Bambino che scattai in una bella chiesa dei caruggi il penultimo giorno di dicembre dello scorso anno.
Come sempre desidero anche ringraziarvi per le belle parole e i gentili pensieri che sempre mi riservate, spero che questo 25 Dicembre sia generoso di cose belle, di tenerezze e di sorrisi affettuosi.
Con il cuore, buon Natale a tutti voi!

Chiesa dei Santi Cosma e Damiano

Natale e giochi in scatola degli anni ‘ 70

Quando arrivava il Natale noi che eravamo bambini negli anni ‘70 trovavamo sempre sotto l’albero certi grossi pacchi fasciati con la carta lucida e il fiocco grande e non vedevamo l’ora di aprirli!
Alcuni di quei regali erano i nostri amati giochi in scatola con i quali mi sono sempre molto dilettata, noi bambini degli anni ‘70 del resto non ci annoiavamo mai, se ben vi ricordate.
Dunque, il gioco dei giochi chiaramente era il glorioso Monopoli e tutti noi abbiamo avuto l’onore, una volta o l’altra, di conquistare Parco della Vittoria e Viale dei Giardini.
Ah, i giochi in scatola, che divertimento!
Ce n’era uno che mi piaceva un sacco, l’ho ancora a dire il vero, si chiamava Giro del Mondo.
Ora le regole non me le ricordo tanto però ho una memoria perfetta di quei viaggi sul tabellone, si andava veramente lontano e senza muoversi dalla cameretta, tra l’altro: era un’avventura e si scoprivano città dai nomi impensati come ad esempio Antofagasta che era davvero dall’altra parte del mondo e mi affascinava tantissimo, se avessi potuto sai partita subito per quella città, per me era un posto straordinario.
Negli anni ‘70 giocavamo alla Dama Cinese, a Tombola e poi qui si facevano partite interminabili a Non t’arrabbiare e i segnalini colorati che vedete qui in foto provengono proprio fa quella scatola.

E poi giocavamo un sacco con la Reginetta del Ballo, il mio gioco preferito del quale ho già avuto ampiamente modo di scrivere in questo post.
Invece non ho mai avuto L’Allegro Chirurgo però ci ho giocato tantissimo, vi ricordate quando con la pinzetta toccava il bordo metallico dell’alloggiamento e suonava tutto?
Ecco, insomma, io ho sempre saputo di non essere portata per fare la dottoressa, ne ero certa già allora!
Oltre ai giochi in scatola noi bambini degli anni ‘70 avevamo anche un altro passatempo prediletto: i puzzles.
Ecco, io ricordo con affetto certi puzzles con i pezzi molto grandi, quelli lì li avevo quando ero molto piccola e mi rammento di averli completati sempre con successo.
Poi c’erano quegli altri puzzles, due in particolare erano piuttosto complicati: in uno c’erano dei cavalli bianchi e nell’altro la Tour Eiffel.
Capite? Tre cavalli bianchi tutti insieme! E caspita, non si potevano mettere tre cavalli di colori diversi? La faccenda sarebbe stata molto meno complicata!
E non parliamo poi dell’affascinante Tour Eiffel, mi ricordo che diventai matta a completare quel puzzle.
Poi quando mi stufavo lo lasciavo lì e mi dedicavo ad altro: la bionda Barbie con il suo guardaroba era sempre lì ad aspettarmi, ovviamente.
E poi vi ricordate di noi?
Noi bambini degli anni ‘70 avevamo una fantasia formidabile, eravamo creativi ed entusiasti e davvero, sono certa di quello che dico: nei nostri giorni d’infanzia noi non ci annoiavamo mai.

Un Natale d’argento

Questo è il racconto di una nostalgia che puntuale ritorna nel periodo delle feste.
Mi capita, sempre, quando passo in Soziglia, di soffermarmi davanti a certe vetrine dei nostri caruggi: l’Argenteria Brizzolari è uno storico negozio della città vecchia, è una realtà attiva dal lontano 1921 e quindi esiste da cent’anni esatti, quanto tempo!
È un bel negozio nel quale trovano posto spaziose ed eleganti vetrinette che ospitano gli argenti preziosi: ci sono le cornici, i piccoli oggetti, i piatti e tante diverse raffinatezze per la propria casa e per i regali.
Questo negozio per me è poi veramente speciale perché è sempre stato uno dei preferiti di mio papà ma devo dire che è sempre piaciuto a tutti noi, anche mia mamma e mia sorella ne conservano un dolce ricordo.
Così, nel tempo di certe festività natalizie lontane, uno dei miei diletti era acquistare qualche piccolo regalino in questa bella argenteria.
Quel negozio racchiudeva un universo magnifico, era un piccolo mondo fiabesco composto da una distesa di oggettini minuti adatti alla casa di una bambola, era una gioia scegliere ma non era neanche così semplice!
E così, in casa mia, di volta in volta e di Natale in Natale, qualche componente della famiglia si aggiudicava qualche oggettino delizioso di Brizzolari: una barchetta con la vela gonfia, una seggiolina e una comoda poltroncina, un minuscolo velocipede e una scarpina degna di Cenerentola, gli strumenti musicali di un’orchestra mignon, un ramo di vischio o una campanella con un fiocchetto.
Era un mondo intero, ve l’ho detto!
Ancora adesso, come sempre ho fatto, quando passo in Soziglia mi incanto davanti alle vetrine e alle vetrinette.
Sto un po’ lì, osservo e mi ritrovo ad ammirare una piccola macchina da scrivere, una racchettina da tennis, una sprintosa biciclettina.
E naturalmente vorrei avere tutto, resto indecisa, quanto è difficile scegliere, in certi casi!
Proprio come accadeva allora, in quegli anni distanti, quando il Natale era d’argento.

Una storia di Natale

– Davvero tocca a me? – Domandò pensieroso.
– Sì, è stato deciso così, quest’anno è il tuo turno! – Gli venne risposto.
Non che volesse tirarsi indietro, anzi era emozionato: il compito gli pareva decisamente notevole e non era del tutto certo di esserne all’altezza ma non lo disse a nessuno.
Così prese il suo bagaglio e partì, attraversò le colline, costeggiò una verde vallata e giunse infine in un luogo a lui sconosciuto dove si mise in cerca di un posticino adatto a lui.
Non aveva mai viaggiato, quella città era vivace, trafficata, colorata, rumorosa, piena di persone e di voci, in ogni via e in ogni piazza aveva incontrato fiumi di gente, le strade erano illuminate a festa, i portoni ospitavano abeti decorati con le palline luccicanti.
Rimase meravigliato e stupefatto ma aveva un lavoro da portare a termine e lo avrebbe fatto con dedizione.
Oh, non era certo il primo ad essersi occupato di quella faccenda, altri lo avevano preceduto e sapeva bene che tutti si erano adoperati con cura e precisione, del resto era una questione della massima importanza.
Arrivò in un giardinetto e decise che quello sarebbe stato il posto perfetto, certo!
E così si mise all’opera, lavorò alacremente, dimentico di tutto ciò che accadeva attorno a lui.
Ogni tanto qualche passante si fermava a guardare incuriosito ma lui rimase sempre chino sul suo lavoro, senza mai distrarsi.
Poi, a tarda sera, terminò.
Era stanco ma soddisfatto, il risultato era esattamente come lui lo aveva immaginato.
Ed era stato talmente indaffarato con il compito assegnatoli da non accorgersi neppure che alle sue spalle si era radunato un gruppetto di bambini: erano lì seduti per terra uno accanto all’altro e ammiravano il frutto delle sue fatiche.
Voltandosi infine li vide: loro sorridevano allegri e anche il viso di lui si illuminò con un sorriso dolce.
La sua missione era quindi così terminata, era giunto il momento di rientrare alla base.
Piano si allontanò, mentre lentamente si affievolivano le voci gioiose di quei bimbetti che aveva incontrato.
Era felice, emozionato e colmo di gratitudine per essere stato, per quell’anno, l’angelo prescelto per fare il Presepe.

Giardini Pellizzari – San Nicola
Presepe del Movimento Rangers
per l’iniziativa solidale Natale che sia tale

Il Presepe della Cattedrale di San Lorenzo

È un antico presepe in stile napoletano e così è custodito ed esposto agli sguardi dei fedeli nella magnificente Cattedrale di San Lorenzo.

Sotto questa luce chiara ecco compiersi, ancora una volta, il mistero della nascita di Gesù al quale si rivolgono i cuori speranzosi e gli occhi colmi di meraviglia.
Sono belle e raffinate le statuine di questo presepe settecentesco, i loro abiti sono ricchi di dettagli e curati con particolare attenzione.

Spiccano i colori delle stoffe preziose, nel carretto e nei sacchi sono esposti i doni della terra in gran quantità.

Sa essere dolce la vita mentre si culla un bimbo venuto alla luce nello stesso tempo del piccolo Gesù.

E lenti si incede, in devoto e rispettoso silenzio, ripetendo preghiere e avvicinandosi alla Sacra Famiglia.

E i magi si inchinano al cospetto di Lui, colpisce la loro armonia di gesti, il senso di stupore e meraviglia, pare di udire i sussurri e le voci che accolgono il Redentore.

E la vita scorre, nelle case, nelle botteghe, nel semplice fluire del quotidiano, con le sue piccole gioie e le sue fatiche.

Tra la gente semplice e tra coloro che attendevano con emozione la sua nascita, ecco la luce del Figlio di Dio nella mistica bellezza dell’antico presepe della Cattedrale di Genova.

Dolce Gesù Bambino

Lo vidi l’anno scorso, era proprio questo tempo di dicembre.
Là, nella bella Chiesa dei Santi Vittore e Carlo, nella nostra Via Balbi.
E c’erano le candele bianche, le stelle di Natale, la brillante lucentezza dell’oro e l’impalpabile lievità di un nastro celeste.
E poi quelle manine aperte e quello sguardo misericordioso, l’assoluta dolcezza di Gesù Bambino.

Sereno Natale a tutti voi!

Come sempre dedico a tutti voi un pensiero per questo Natale.
E non so trovare tante parole per questo giorno, in quest’anno così particolare, so soltanto dirvi che auguro a tutti noi speranza, gioia, fiducia nel futuro, quiete e ritrovata serenità.
E ancora vi ringrazio della vostra presenza e della vostra gentilezza, spero che questo 25 Dicembre sia una giornata dedicata ai sorrisi e agli affetti sinceri.
Buon Natale di cuore a tutti voi!

Chiesa di Sant’Anna

Il Presepe della Chiesa di San Siro

Vi porto ancora con me in una bella chiesa dei caruggi, entreremo nella ricca basilica di San Siro che in altri anni fu cattedrale di Genova.
Viene qui allestito un semplice e suggestivo presepe che trova la sua collocazione nella magnifica Cappella della Natività alla quale tempo fa dedicai questo post.

Così ritorna davanti ai nostri occhi l’umile e piccolo mondo del presepe con le sue casette abbarbicate su alture impervie.

E si scorge, chiaro ed evidente, il richiamo al panorama ligure, come sappiamo le casette colorate sono tipiche dei nostri borghi marinari.

Sono le persone semplici a popolare queste vie e ognuno è indaffarato nelle proprie attività.

E sono proprio genovesi le torri che svettano fiere, su una di esse sventola la nostra bandiera di San Giorgio e il sole pare filtrare in quei caruggi con le case alte e le consuete persiane verdi.

Mentre i pastori fiduciosi si avvicinano alla capanna.

E mentre luccica la stella cometa che indica il luogo nel quale verrà al mondo il piccolo Gesù.

Il Presepe della Chiesa di Sant’Anna

È uno dei presepi di Circonvallazione a Monte, lo potete ammirare nella Chiesa di Sant’Anna che si affaccia sull’omonima piazza e che è collegata al Convento dei Frati Carmelitani Scalzi e all’apprezzata Antica Farmacia e Erboristeria della quale molte volte vi ho narrato.
E là, nella bella chiesa, viene allestito un raffinato presepe napoletano donato dall’artista Silvana Giannotti che lo ha progettato e realizzato con l’aiuto Marco Ferrigno, maestro di presepe napoletano al quale si devono le teste di ceramica delle statuine e le mani e i piedi di legno.
Il presepe è collocato in uno scenario di straordinaria bellezza, si trova infatti davanti all’altare della Cappella di Sant’Orsola dove si può ammirare il dipinto denominato Il Martirio di Sant’Orsola e opera di Domenico Fiasella.

In questo presepe gli angeli indossano abiti sontuosi.

E in una dimora rischiarata dalla luce della speranza così avviene l’Annunciazione.

Il popolo del presepe vive con il suo ritmo operoso e costante l’attesa del Redentore, con stupore si volge lo sguardo verso il luogo dove Egli nascerà.

E sono raffinati e preziosi i tessuti degli abiti di queste statuine, sono stoffe antiche, passamanerie e pizzi di un’altra epoca con i quali sono stati confezionati questi magnifici vestiti così ricchi e sfarzosi.

I pastori portano le loro ceste colme di cose semplici e buone.

Ed ecco ancora l’oro brillante e le braccia aperte in un gesto che invita a raccogliersi in preghiera.

In questa splendida armonia, nella bella Chiesa genovese di Sant’Anna, nasce alla luce mondo il Bambino Gesù.