Autunno genovese

Questo nostro autunno genovese è stato fino ad ora gentile e generoso e ci ha regalato giornate terse e limpide.
Ora, sul finire di novembre, inizia a volte a spirare più potente il vento che fa vibrare le foglie rosse.

E io amo, in queste giornate così belle, scendere giù da Via Piaggio e trovare i colori di questa stagione.

E cadono le foglie, si posano leggere al suolo e creano un disegno perfetto.

È una magia di lievità accartocciate.

E un fremito di oro contro l’azzurro.

Devi solo attendere e l’autunno, prima o poi, cade ai tuoi piedi.

E poi ancora, giù per Rampa Silvio Fellner, non so dirvi quante volte nella vita io abbia percorso questa bella mattonata.
L’ho fatta di corsa per non arrivare in ritardo a scuola o con il passo più leggero per andare agli appuntamenti con le mie amiche,  gradino, dopo gradino.

E in questa stagione mi fermo sempre a un certo punto della ringhiera e resto a guardare le foglie con le loro sfumature.

Questo autunno genovese ha portato sul mio terrazzo, intorno alla metà di novembre, un’elegantissima ospite che è andata a posarsi sulla veronica.

Questo autunno genovese ha fatto poi sbocciare certi fiori di un colore celeste perfetto, così si avvinghiano alla ringhiera di Corso Firenze.

E ancora, in questo autunno genovese, arrivo in centro passando da una mattonata all’altra.
Con le mie pause e le mie lentezze, guardando tra un palazzo e l’altro, cercando scorci, tetti e panni stesi.
E arrivando là, passo dopo passo.

Ti lascia un po’ sognare il nostro autunno, ti dona i suoi colori e si offre così allo sguardo, stagione delle foglie che arrossiscono così davanti alle finestre e sulle creuze di Genova.

Luci di novembre al Porto Antico

E queste sono le luci di novembre, quando un bagliore di oro accarezza l’orizzonte.

Una sera iniziata così, con le nuvole che si specchiano nelle acque inquiete del mare.

E tutto diviene ancor di più magia, in sere come questa, al Porto Antico.

E un luccichio d’argento pare posarsi su ogni cosa mentre cammino verso l’Isola delle Chiatte.

Scende piano la sera, tutto avvolge nel suo chiarore incantevole.

E così rischiara la Lanterna, le gru, le navi, la vita del porto.

Si dondola dolcemente su queste onde leggere.

E volano i gabbiani, si librano alti e così fendono l’aria salmastra.

E una sinfonia di bronzo e di oro brilla laggiù, in lontananza.

E così si resta, a guardare il sole che si getta nel mare, con il suo ritmo lento.

E poi le nuvole si orlano di rosa e ogni dolcezza sa essere così semplicemente perfetta in una sera di novembre e di Genova.

Autunno in Via San Bernardo

Vi porto ancora in uno di quei caruggi antichi che piacciono a me, la nostra Via San Bernardo custodisce storie lontane, glorie passate e suggestioni di un tempo perduto.
E in questa stagione dai colori caldi è sempre una gioia passare davanti alla bottega dei Fruttarelli e ammirare le meraviglie che tutti noi amiamo portare sulle nostre tavole.

Ed ecco le zucche allegre e vivaci, questo è proprio il loro tempo.

Alcune ceste sono ricolme di grappoli di uva dolce e succosa, altre accolgono i freschi agrumi.

E naturalmente, come già in passato mi è capitato di scrivere, questo non è semplicemente un negozio di frutta e verdura ma un luogo che custodisce, a suo modo, parte dell’anima di questa via.
Nell’ombra dei caruggi, tra vetusti palazzi nobiliari e là dove ancora si trova un’antica edicola ormai vuota.

In questo tempo, in questo tratto di Genova qui si trovano i colori di questa stagione: questo è l’autunno in Via San Bernardo.

Bellezza di ottobre

L’ho veduta volteggiare sulla creuza dietro casa e posarsi su un fiore e poi sul muro.
Non è la sola che ho incontrato, altre farfalle come lei in questa calde giornate d’autunno si librano leggiadre nell’aria tiepida e poi si posano e poi ancora si alzano in volo.
Ecco un farfalla magnifica ed elegante, una vera bellezza di ottobre: è la vanessa atalanta, una creatura che si ha la fortuna di incontrare anche in questa stagione.

Ed era inquieta, presa nel suo continuo muovere le ali all’unisono come un battito, come una musica, come un canto melodioso.

Sono rimasta ad osservarla mentre si godeva il tepore del sole e la luce e mentre donava al mio sguardo lo spettacolo della sua sfolgorante bellezza.

La voce dell’autunno

La voce dell’autunno è un sussurro nostalgico che sempre ritorna spirando tra i rami, soffiando sulle foglie per donare loro un sfumatura dorata e così accade al grande albero che si trova a Parco dell’Acquasola.

E i colori caldi tingono di sfumature diversi i corsi della nostra Circonvallazione a Monte.

La voce dell’autunno si ode improvvisa e lascia foglie accartocciate su quei gradini dove in primavera cadono i fiori leggeri del glicine odoroso.

La voce dell’autunno ravviva con le sue calde tonalità il muraglione di Via Domenico Chiodo.

E le bacche rosse pendono da certi rami generosi.

L’autunno ha le sue dolcezze, i suoi umori, i suoi languidi silenzi e le sue gioie improvvise.
E anche negli orti di città ecco maturare le magnifiche zucche dalla ricca polpa.

Di giallo e d’arancio, colori distintivi di questi mesi che precedono l’inverno.

Così si ascolta la voce dell’autunno mentre le foglie accartocciate scricchiolano sotto le scarpe come una sinfonia che sempre amiamo ascoltiamo in questa stagione.

I giorni dell’uva

Giungono con l’autunno i giorni dell’uva: dolce, succosa, prodiga di ristoro, l’uva è bontà e ricchezza, mi rammenta lussuosi banchetti e bicchieri colmi di vino per brindare con gioia alla bellezza della vita.
E l’uva magnifica così si offre per essere raccolta e assaporata.

L’ho veduta così a Fontanigorda, all’inizio dell’estate era ancora verde e acerba.

E poi, settimana dopo settimana, i chicchi si sono fatti sempre più scuri e morbidi.

E così è maturata tra i tralci e i pampini l’uva deliziosa.

Ad osservare i suoi grappoli così ricchi mi sono anche tornate alla memoria alcune del poeta Marziale e qui le riporto in latino e nella traduzione presente sul volume Epigrammi a cura di Giuseppe Norcio edito da UTET.

Uvae duracinae
Non habilis cyathis et inutilis uva Lyaeo,
sed non potanti me tibi nectar ero.

Uva dalla buccia dura
Sono uva non adatta alle coppe e non buona per il vino,
ma per te che non mi bevi sarò un nettare.
(Epigrammi XIII – XXII)

Così gustiamo questo frutto zuccherino e soave, così l’autunno ci dona i giorni dell’uva.

Fiori in autunno

Anche l’autunno ha i suoi fiori, il clima più freddo non ci costringerà così a privarci della bellezza dei colori sui nostri balconi e nei giardini.
Così oggi vi porto con me, semplicemente sul mio terrazzo, in questa stagione qui sbocciano sempre generose e vivaci le splendide viole del pensiero.

A proposito di questi fiori meravigliosi ho imparato che non hanno necessità di molta acqua, così siate cauti con le innaffiature e i vostri vasi saranno a lungo ricchi di magnifiche viole.

Fioriscono ancora, in diversi colori, le bellissime dipladenie, io le ho bianche, rosse e rosa.

E si arrampica sul muro la superba bouganvillea.

Quest’anno poi sul terrazzo sono venute ad abitare anche queste gioiose margherite gialle che fioriscono rigogliose e sembrano non temere nulla.

Portano luce e bellezza e si dondolano al vento nutrendosi di sole.

E poi ai primi freddi ovunque trionfano gli allegri ciclamini, ne ho sempre avuti e li trovo semplicemente magnifici.

Sono questi i fiori grandi e piccini che resistono al freddo e si aprono sotto il sole tiepido dell’autunno di Genova.

Creuze, scale e foglie rosse

Questa è una breve storia di creuze, scale e foglie rosse d’autunno che fremono al vento in ogni dove in questa stagione per le vie del mio quartiere.

E così si inchinano i rami sulla vertigine di Salita San Simone e le foglie cadono sulla mattonata.

Lambite dalle gocce di acqua piovana, le foglie si avvinghiano alla ringhiera e divengono cornice novembrina del panorama del porto svanito per qualche istante tra le nuvole e il fragore della pioggia.

Vivaci, colorate, magnifiche e splendide foglie, rivestono il muro di Via Paride Salvago ed è una sinfonia di tinte dal verde all’ocra e poi ancora verde, una sfumatura interrotta soltanto dalla geometria di una corda da stendere.

Sfumano le foglie nei colori caldi dell’autunno mentre si scende passo dopo passo giù per la mattonata di Rampa Silvio Fellner.

Una magia di colori di questa stagione sulle creuze, sulle scale, sulle vie impervie, sulle curve e sulle salite .

E in Belvedere Montaldo, in Spianata Castelletto, è ancora questa stagione a donare colore, con le foglie arrampicate sul muraglione, in una vivezza di colori del tempo d’autunno.

L’autunno in Via Bertani

Proverò a raccontarvi l’autunno in Via Bertani anche se davvero non so se ne sarò capace, dovrei portarvi con me in questa strada tortuosa che da Corso Magenta scende verso Villetta Di Negro.
Un viale alberato, il sole che filtra tra i rami, quando poi arriva questa stagione tutto si veste davvero di incanto.
Così è per me, in Via Bertani.

Le foglie si tingono d’oro e spiccano contro il cielo blu.

Non so come spiegarvelo ma non c’è cosa che sappia riconciliarmi con il disordine del mondo quanto la gioia di passare in scooter sotto a questi alberi, la luce si insinua tra i rami e ti sovrasta una galleria di foglie tremolanti dalle sfumature di verde e di giallo.
E anche camminare sotto a questa magnificenza è un dono di rara bellezza.

E così, quando arriva questa stagione, ritorno sempre ad ammirare l’autunno in Via Bertani.

Prima che arrivi l’inverno, prima che i rami si protendano spogli verso il cielo.
L’autunno è una sinfonia di fragile vita, di vento che fa fremere, di luce che ravviva le tinte.

E così quando giunge questa stagione inquieta di ore ventose e pomeriggi più brevi sono sempre grata di poter passare per qualche minuto in questa via genovese che amo percorrere con il passo leggero mentre i pensieri fuggono via.

Una curva gentile, una discesa non troppo ripida, una prospettiva genovese di alberi e cielo limpido.

Con questi colori e con questa bellezza, questo è l’autunno in Via Bertani.