Un saluto dal porticino di Boccadasse

E vi riporto indietro, con la mia macchina del tempo, davanti ad un’insolita Boccadasse che si ammira così nei dettagli di un’antica cartolina.
E per poterla guardare meglio dovremmo andare là, in mare, cullati dalle onde volgeremmo lo sguardo verso la riva e cercheremmo il profilo della chiesa e il campanile e il suono di quelle campane scandirebbe il nostro tempo.

E poi le scalinate e una piccola scaletta di legno posata quasi in prossimità dell’acqua, sulla destra una semplice costruzione e nell’insieme resta l’impressione che questo luogo fosse in qualche modo molto diverso da come sappiamo pensarlo.
La nostra Boccadasse, amato borgo di pescatori.

Una vela va, fende sicura l’acqua del mare e candida si staglia contro il panorama.
Sullo sfondo, una delle belle case del borgo e là dietro, con nostro stupore, una ciminiera che probabilmente apparteneva a qualche fabbrica.
Era un tempo proprio diverso, pare difficile anche immaginarlo.

Bisognerebbe andare là, sul mare.
E osservare la riva, le casette colorate, gli scogli battuti dalle onde, le creuze, le finestre e la vita che scorre.

In questo viaggio a ritroso nei giorni lontani di Genova rimaniamo a guardare un luogo unico, uno dei gioielli della Superba a noi infinitamente caro.
E da questo tempo perduto io mando a voi questa cartolina in bianco e nero e un saluto dal porticino di Boccadasse.

Sant’Antonio di Boccadasse, la chiesa della gente di mare

Alla fine di Corso Italia  c’è una chiesa.
E’ dedicata a Sant’Antonio da Padova, ed è la chiesa della gente di mare.

Alle sue spalle, il borgo di Boccadasse.
Terra di barche, di pietre e di reti da pesca, uno degli angoli più suggestivi di Genova.

E se salirete su per quelle creuze che si inerpicano tra le case protese verso il cielo e arriverete in cima, nel punto più alto, dal quale si può ammirare l’infinito orizzonte del mare di Liguria, è così che vedrete la chiesa di Sant’Antonio, arroccata tra i muri rossi e gialli delle abitazioni, così vicina a quelle rocce lambite dalle onde.

La chiesa di Boccadasse venne costruita nel XVII secolo da quei pescatori che qui abitavano.
Case che si affacciano sulla spiaggia di ciottoli, oggi sono ricercatissime, ma questo un tempo era un borgo di semplici pescatori, che si sostentavano con il frutto del loro lavoro.

E qui, in questa terra di contrasti, quando il cielo è terso, il campanile della chiesa si staglia imperioso contro quel blu profondo ed intenso.

La chiesa della gente di mare, qui troverete i frati della confraternita di Sant’Antonio da Padova.
Sull’altare questo crocifisso davvero particolare.

Ma quando sarete qui, alzate lo sguardo verso l’alto.
Nella chiesa della gente di mare, piccole barche sono appese lungo le navate.

Le statue dei santi, i quadri e le barche.

Angoli dove raccogliersi in preghiera, nella chiesa della gente di mare.

Le barche sono tutte diverse, con gli scafi lucidissimi e gli alberi dove fissare le vele.

E altre ancora sovrastano l’altare dedicato a Sant’Antonio, attorno al quale sono raccolto gli ex voto di pescatori e marinai scampati ai minacciosi pericoli delle onde.

I marinai, coloro che vivevano della loro pesca.
Boccadasse è uno dei luoghi più incantevoli di Genova, lo è anche la chiesa, con le sue suggestioni marinare e la sua semplicità.
Sapete, i genovesi che lasciano la Superba per vivere altrove portano con loro la nostalgia per la nostra città, per quella fastidiosa maccaia e per gli odori inconfondibili dei caruggi, per i chiaroscuri e per gli spazi aperti affacciati sul mare, per la tramontana potente e per il profumo fragrante della focaccia.
E pensare e ricordare ti fa ritornare, ritornare alla tua casa e alla tua terra.
Così è per una mia cara lettrice, Graziella.
A te è dedicato questo post, cara amica, ho impiegato tanto tempo a scriverlo, attendevo che arrivassero le parole, parole che parlassero di Zena e di questa chiesa.
Delle onde, delle rocce e delle case dalle facciate rosse e solari.
Dell’aria salmastra che qui si respira.
Del sole che lentamente tramonta, su Boccadasse, sulle barche e sulle reti di pesca, sulla chiesa della gente di mare.