Sergio Caputo & me

Parlando di me e del tempo delle mie vacanze passate non posso scordarmi di lui.
E che vuoi capirne della lievità della vita e della capacità di sorridere anche in certi momenti delicati se non hai mai ascoltato i pezzi di Sergio Caputo?
Alcune canzoni restano come certe amicizie di vecchia data, il tempo e la distanza non possono dissolverle, c’è ancora il vinile che gira sotto la puntina.
Sergio Caputo & me, lui è quello delle atmosfere da piano bar, io sono la ragazza con la minigonna e le zeppe d’argento.
Lui è ironico, brillante, originale, è un giocoliere della parola.
La sua musica è swing, ha toni di blues e  jazz, è equilibrismi, giochi di rime e funambolismi, è sincopata, ha ritmo e vitalità, a volte emergono venature malinconiche.
Noi che eravamo là, negli anni ’80, tenevamo sempre il tempo quando partivano le note di Un sabato Italiano.
Noi che eravamo là, in quell’epoca, avevamo amici che sfoggiavano improbabili camicie hawaiiane e intanto lui cantava: vado alle Hawaii, da quelle parti non ci pagano mai.
L’amore poi, noi credevamo che durasse per sempre ma non è mica sempre così, l’amore sa essere assurdo ed estemporaneo, l’amore è anche questa cosa qua:

T’ho incontrata domani
O per lo meno mi è sembrato fossi tu
C’era troppa fuliggine ora non ricordo più

E poi? E poi a volte ci si ritrova, fatalmente:

Rivederti è pleonastico
per una volta o due, magari per un tè
dondolarci utopistici
in un sogno démodé.

Ironia e disincanto, le notti insonni ad aspettare l’alba, il ghiaccio che tintinna nel bicchiere e le note inconfondibili di Bimba che sapessi.
E cosa vuoi saperne di quelle sensazioni là se non hai mai provato ad interrogarti sugli effetti stroboscopici del destino.
Facce, storie, situazioni, quei brani sono frammenti della nostra vita, fotogrammi di stagioni vissute.
E ripenso a te sulla tua veranda alle sei di sera, a una luce accesa dall’altra parte del mare blu.
Io quelle canzoni le ascolto ancora, le so ancora tutte.
Ho cercato i video del passato e mi sono imbattuta nel canale Youtube di Sergio Caputo dove ho scoperto i suoi tutorial delle sue più celebri canzoni, se vi dilettate con la chitarra e volete imparare a suonare Spicchio di Luna guardate qui.
E tra i pezzi di quell’epoca là Sergio Caputo ha condiviso questo, è un brano languido e lento, appartiene ad un tempo che è trascorso, un tempo che a volte sembra essersi fermato.