Nostra Signora della Provvidenza in San Torpete

Questa è un’antica storia di fede e per narrarla bisogna andare indietro nel tempo.
Siamo nel 1810 e, a seguito della soppressione del Monastero di Nostra Signora della Misericordia sotto la regola di S. Brigida, le pie monache vengono destinate ai monasteri rimasti, la Madre Abbadessa si ritira con alcune sorelle nel Monastero dell’Incarnazione.
La Madre porta con sé una sacra effige di Maria, una statua che le è molto cara e che la religiosa decide di affidare a una donna devota di sua conoscenza perché se ne prenda cura, la sua intenzione è tornare a riprendere la statua al momento del rientro nel vecchio monastero.
Purtroppo questo evento tanto auspicato non si verificò e il Monastero, su decreto napoleonico, fu affidato a Padre Ottavio Assarotti che lì realizzò il suo Istituto Sordomuti.
Così occorreva trovare una giusta sistemazione per la sacra immagine di Maria, venne così deciso di donarla alla Chiesa di San Torpete: la statua fu quindi consegnata al Rettore Niccolò Gandolfo che le diede il titolo di Madre della Divina Provvidenza.

La sacra effige in un primo tempo trovò posto su uno degli altari minori, in seguito si stabilì di esporla solo in occasione del giorno della sua festa e di ritirarla per il resto del tempo.
Accadde, tuttavia, un fatto particolare che viene narrato con dovizia di particolari dagli storici Remondini che hanno tramandato i vari dettagli di questa vicenda che qui vi narro.
Si legge infatti che uno dei patroni della Chiesa si ammalò gravemente e domandò di pregare davanti alla sacra immagine e così avvenne, le cronache riferiscono che le sue suppliche non rimasero inascoltate e l’uomo riacquistò la buona salute, da allora la statua non venne più mossa dall’altare maggiore.

Gli autori descrivono ancora altre testimonianze di alcune suore che ricevettero grazie e buona salute.
La statua tuttavia, presentava una problematica: era infatti di un materiale non ammesso per le immagini sacre e così, per evitare che ne venisse impedita l’esposizione, nel 1854 il successore di Gandolfo fece realizzare da Giovanni Battista Drago una statua lignea identica all’originale e la scambiò cautamente, come scrivono i Remondini, con la statua antica che venne così ritirata.
La statua antica tuttavia non fu messa da parte, di lei si prese cura il viceparroco che la portò nella sua casa venerandola ogni anno in maniera devota.
La statua realizzata da Giovanni Battista Drago è oggi collocata sopra l’ingresso principale della Chiesa.

San Torpete è una bella Chiesa genovese, uno dei gioielli dei nostri caruggi.

E così si affaccia su Piazza San Giorgio.

E nella fastosa nicchia decorata si ammira la statua lignea realizzata da Giovanni Battista Drago.
Maria è regale e indossa un abito ricco e sontuoso.

Tiene un braccio destro disteso mentre con il sinistro indica il cielo.

Nella mia ricerca relativa a questa bella statua ho anche fatto una piacevole e inaspettata scoperta che riguarda un luogo a me molto caro.
Infatti, la suggestiva statua lignea che ritrae San Giacomo Maggiore e sita nella Chiesa di Fontanigorda è opera di Giovanni Battista Drago.

I fili delle storie sono intessuti in trame misteriose e ogni disvelamento contiene, in qualche maniera, una nuova storia che rimane impressa nel ricordo.
Oggi i miei passi vi hanno condotto con me nell’antica Chiesa di San Torpete dove si ammira la statua di Nostra Signora della Provvidenza.

San Torpete: una chiesa nei caruggi

È una piccola chiesetta di caruggi, San Torpete si vede da Canneto il Curto, in una tipica prospettiva molto genovese.

Si narra che questa chiesa venne probabilmente fondata da certi pisani che vivevano qui nelle vicinanze, costoro la dedicarono al Santo originario della loro città.
Esisteva già molti secoli fa e venne distrutta quando il Re Sole fece bombardare Genova sul finire del ‘600, fu anche chiesa gentilizia dei Cattaneo e a loro si deve la sua ricostruzione.
È piccola e raccolta San Torpete, si affaccia sulla piazza dedicata a San Giorgio e sorge accanto alla chiesetta dedicata a colui che uccise il drago.
In questa piazzetta di Genova a pochi passi dal mare.

Ed è una candida bomboniera, una chiesa illuminata di bianco e di oro.

Alle sue pareti trovate preziosi dipinti, le chiese di Genova sono sempre ricche di opere d’arte.

E in alto, ospitata in una nicchia splendente, c’è una statuina che in anni lontani fu oggetto di sincera devozione.
Era un tempo collocata sull’altare maggiore e sono numerose le vicende del passato legate a questa immagine che raffigura Nostra Signora della Provvidenza, mi riservo di raccontarvele in una diversa circostanza.
Lei ha l’abito lucente e con un gesto aggraziato volge la mano verso il cielo.

In San Torpete c’è un antico organo risalente al ‘600-’700 e allora vedendolo si immagina che la sua musica abbia scandito i pensieri di molti fedeli.

In San Torpete si tengono dei concerti e quando mi è capitato di passarci stavano sistemando un clavicembalo.

In questa chiesa in certe vetrinette sono esposti i cuori luccicanti degli ex voto e ancora una volta circondano la figura della Madre di Dio.
Ai piedi di questa statuetta si trova un’iscrizione dove si legge che questo è il ritratto e il ricordo della Statua di Nostra Signora della Guardia ora collocata presso il Santuario di Velva, quella statua rimase in San Torpete per due anni, tra il 1893 e il 1895.
La statua ora a Velva fu voluta da colui che allora era rettore di San Torpete e che frequentava quei luoghi, la cappella fu edificata dall’architetto Maurizio Dufour e la statua della Madonna della Guardia fu realizzata dallo scultore Antonio Canepa, numerose furono le offerte fatte dai fedeli che diedero denaro e oggetti preziosi.
Il ritratto e il ricordo di Lei è ancora qui, in San Torpete.

Sotto la volta di bianco e di oro.

E sotto a questo candore che sovrasta la piccola chiesa.

In San Torpete, una chiesa di caruggi dove risuona musica armoniosa.