Giochi da spiaggia di noi bambini degli anni ’70

Giorni fa ero sul mio terrazzo dove ho un piccolo ripostiglio, dentro ci sono vasi, sottovasi e altri oggetti utili per il giardinaggio, aprendo lo sportello là in mezzo ho trovato qualcosa che ha subito suscitato la mia attenzione.
Oh, stupore!
Caspita, non mi ricordavo di avere ancora certi reperti del passato, merito di mia mamma che li ha conservati.
Cose di un altro tempo, cose che piacevano a noi che siamo stati bambini negli anni ’70.

Bocce (2)

La mia confezione di bocce da spiaggia.
Ah.
In realtà a me il gioco delle bocce non è che sia mai tanto piaciuto, questa è la sola eccezione ed è legata alla spensieratezza e agli anni belli della mia infanzia.
E dunque piedini che affondano nella sabbia, copricostume arancione, braccialetti di plastica, ghiacciolo da succhiare seduta sotto l’ombrellone.
Ok, per il bagno bisogna aspettare, scalpitando per l’impazienza.
Quindi nell’attesa cosa si fa?
Ecco lì, una partita!

Bocce (3)

Avanti, alzino la mano tutti quelli che da piccoli hanno giocato con queste bocce piatte, appartengono alla generazione di noi che non stavamo mai fermi e non conoscevamo la parola noia.
Giocare, correre, andare in bici, fare i tuffi, i nostri genitori dovevano correrci dietro di continuo!
Anche voi eravate così?

Bocce (4)

E al tempo di quelle partite sulla spiaggia c’era un altro gioco con il quale ci dilettavamo, nel mio caso con risultati disastrosi e ho già avuto modo di scriverne in questo nostalgico post.
Le palline clic clac, che ricordi!

Le palline

Certo, è più facile che io vi stracci a una partita a bocce sulla spiaggia, con quelle sono allenata, ci ho giocato centinaia di volte!
Allora, chi viene?
Ah, comunque patti chiari e amicizia lunga, sappiate che io prendo quelle azzurre oppure quelle gialle e su questo non si discute.
Si sa, noi che siamo stati bambini negli anni ’70 abbiamo queste piccole manie!

Bocce

21 pensieri riguardo “Giochi da spiaggia di noi bambini degli anni ’70

  1. Quanti ricordi… I dischetti li avevo anche io e anche altri giochi di cui non so il nome e che non ho più trovato in commercio, per esempio uno era costituito da due bastoni e un cerchio di legno. Incrociando i bastoni dentro il cerchio bisognava farlo volare dal compagno di gioco che lo prendeva infilando all’interno i suo bastoni, incrociandoli per bloccarlo. Mi piaceva un sacco 🙂
    Ps. Vada per gli arancioni e i verdi 😉

    1. Uh, me lo ricordo anch’io Viv, anche se il nome proprio non lo so.
      Caspita, bisogna subito propcurarsi anche quel gioco <3
      Che nostalgia, eh?
      Un bacione cara!

  2. anche se sono stata bimba a metà anni ’60 (…essendo io del 1958, ahime’) giocavo con le stesse cose, sulle spiagge dell’Adriatico, dove abbiamo la casetta dell’estate. Le bocce e le ” malefiche ” palline, con cui sono sempre stata assolutamente imbranata! E poi i castelli, quanto mi piaceva costruirli, anche se, essendo la più piccola, venivo regolarmente mandata da mia sorella e dalle altre amichette a prendere l’acqua e non mi facevano partecipare a nessuna costruzione…..
    Che belle le vacanze al mare! Erano vacanze, anche io appartengo ai fortunati che si godevano tre mesi lontano dalla città. Erano vacanze vere…e ricordo ancora le lacrime per il ritorno in città…
    un abbraccio Emanuela

    1. Oh, i castelli di sabbia, che bellezza farli!
      E hai ragione, quelle sì che erano vacanze, lontani dalla città per un bel pezzo.
      Con quelle benedette palline ci abbiamo giocato tutti, se penso a quei colpi sui polsi…uh.
      Bacioni cara, buona giornata a te!

  3. Le clic-clac! Forse le ho ancora da qualche parte… Ma niente bocce piatte, anzi, nemmeno sapevo della loro esistenza.

  4. E oltre ai giochi sulla spiaggia io ricordo anche le partite a pallone in piazza… certo che oggi te le fanno fare 🙁

  5. Ricordo, ricordo bene cara Miss Fletcher. Ma anche le lunghe corsie sulla battigia, a rischio onda anomala distruttiva, dove far correre, con le “schicchere” le palline di plastica con le immagini dei ciclisti in voga in quel momento.
    Ed i mitici racchettoni, motivo di grande preoccupazione per gli astanti placidamente sdraiati al sole e riempiti di sabbia o peggio bersaglio di palline impazzite.
    Un abbraccio Susanna

  6. Non ricordo questo gioco, ma io in spiaggia ero un pesce e il mio sport preferito era esasperare mia madre chiedendole se potevo fare il bagno. Ma c’era sempre da aspettarebi tempi della digestione. Mi sembravano lunghissimi

      1. Per mia madre non c’era misura: dopo un pranzo completo o dopo un ghiacciolo sempre tre ore dovevano passare.Aggiravo l’ostacolo andando a fare merenda direttamente in acqua

  7. Miss, negli anni della mia infanzia (primissimi anni 50), i miei giochi da spiaggia erano solo secchiello e paletta… secchiello che, riempito di sabbia umida e capovolto, produceva, a seconda dei casi, torte o torrioni singoli (senza castello)… certo, dopo la classica attesa per la digestione, che per mia madre, ansiosa, durava 3 ore perchè 2 le sembravano poche, c’era anche il “gioco” delle onde… ma mica tanto perchè dei cavalloni del oceano Atlantico c’era poco da fidarsi…

    1. Eh i cavalloni dell’oceano sono tutta altra cosa, vero?
      Secchiello, paletta e sabbia era un gioco bellissimo, chissà perché da grandi abbiamo smesso di farlo, tutto sommato.
      Buongiorno a te, Sergio, grazie!

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