Esposizione Italo-Americana del 1892: fiori e profumi per Cristoforo Colombo

Nel giorno di Colombo e della sua straordinaria avventura, ritorniamo nel 1892, anno nel quale, in occasione dei 400 anni della scoperta dell’America, nella città natale del navigatore si tenne la grandiosa Esposizione Italo-Americana che comprendeva diversi eventi e manifestazioni che si dipanarono nel corso di diversi mesi dell’anno.
Questi fatti sono narrati con dovizia nel volume Cronache della Commemorazione del IV Centenario Colombiano edito a cura del Municipio in quel lontano 1892 e proprio da queste pagine emerge quanto sto per raccontarvi.
Ad aprire le numerose celebrazioni fu la prima festa colombiana che si tenne nello scenario incantevole del palazzo un tempo appartenuto ad Andrea Doria.

Nella fastosa cornice della magnifica dimora, in quei giardini che fronteggiano il mare della Superba, il Comizio Agrario allestì la Settima Esposizione Nazionale Italiana Floro-Orticola.
Intervennero tutte le principali autorità cittadine e anche un “numeroso stuolo di signore, la cui bellezza fiorente e lieta gareggiava col profumo e con le gaie tinte dei fiori.”

L’Esposizione venne inaugurata nel primo pomeriggio dal Marchese Gian Maria Cambiaso che, con solenne autorità e in qualità di presidente del Comizio Agrario, tenne il discorso di apertura.
Dopo di lui parlarono il prefetto Municchi e il Sindaco di Genova Barone Andrea Podestà, entrambi lodarono la grandezza di Colombo e la sua fierezza marinara, celebrata così nella dimora dell’Ammiraglio Andrea Doria.
Dopo i discorsi di rito, la folla degli ospiti scese nei fastosi giardini ad ammirare le magnifiche collezioni floreali, ad ornare il fronte mare era stato realizzato anche un porticato progettato dall’Architetto Luigi Rovelli.

Era un trionfo di anthurium e orchidee, c’erano piante e fiori di diverse specie, una meraviglia di gerani proveniva dalla Villa Pratolongo di San Martino d’Albaro e agavi e araucarie erano invece dei Fratelli Villa di Cornigliano Ligure.
Particolarmente ammirate furono le collezioni di rose del Cavalier Oneto.

Gli espositori provenivano da diverse parti d’Italia, ad abbellire lo scenario erano le serre in ferro della ditta Rey di Torino e Villa di Milano, c’era anche un sistema di riscaldamento fornito dalla ditta Zolla di Torino.
E oltre ai fiori freschi si ammiravano mazzi di fiori recisi, delicate corbeilles e corone, piante e piante essiccati adatti come ornamento per gli appartamenti.
La Società Ortolani e Coloni del Bisagno e il Signor Catto esposero una ricca collezione di ortaggi.
Fu un evento riuscitissimo che diede il via alle grandi celebrazioni che in quell’anno si tennero nella Superba.
Erano i giorni della favolosa Esposizione Italo-Americana del 1892 e nell’aria limpida di Genova si spandeva il profumo dei fiori in onore di Cristoforo Colombo.

Camminando nel passato davanti al Monumento a Cristoforo Colombo

Oggi ripartiamo per un viaggio nel passato di Genova, la mia speciale macchina del tempo ci porterà in Piazza Acquaverde davanti al Monumento eretto in onore di Cristoforo Colombo, un genovese che davvero segnò le sorti del mondo.
E in questa passeggiata a ritroso negli anni ammireremo insieme i dettagli di tre diverse cartoline della mia piccola collezione, sono frammenti della Superba che ci restituiscono uno sguardo su giorni distanti.
Così eccoci davanti al maestoso monumento, in un diverso articolo vorrei narrarvi i mutamenti urbanistici di questa parte di Genova ma in questa circostanza desidero semplicemente portarvi là, davanti all’opera che celebra il grande navigatore genovese.

Questa poi è zona di viaggi e di partenze, a pochi metri infatti c’è la Stazione Principe e da lì molti viaggiatori meno avventurosi di Colombo partono alla scoperta di mondi per loro nuovi.
Chi resta, invece, cammina lentamente verso Via Balbi, la vita pare avere un ritmo quieto e tranquillo.

E c’è un carretto trainato da un cavallo, lì in attesa.

La seconda cartolina offre il medesimo scorcio ma alcuni dei protagonisti sono mutati.

C’è ancora il carretto e in questo caso si nota persino un uomo davanti al cavallo.

E un po’ più in là ecco un azzimato passante con bombetta e poi un lavoratore che si guadagna da vivere con una certa fatica: ha una cesta sulla schiena e con in una mano stringe una ramazza, a lui tutti dovrebbero essere grati perché con il suo lavoro rende più pulita e accogliente la città.

Tanta vita e tanti respiri circondano il nostro Colombo, in diversi momenti della quotidianità di Genova.
E non dimentichiamo che nelle vicinanze c’è la Stazione Marittima dalla quale partiranno quegli emigranti che nelle Americhe vanno in cerca di fortuna e di un destino migliore.
Nella terza cartolina ritroviamo altri genovesi in posa per il fotografo: con le mani in tasca e i cappelli calcati sulla testa, grandi e piccini di Genova immortalati nella cornice di una fragile cartolina.

In un tempo che è svanito eppure non sembra neanche tanto distante.
In Piazza Acquaverde, camminando nel passato davanti al Monumento a Cristoforo Colombo.

L’uovo di Colombo

Ecco lì, l’uovo di Colombo!
Tutti noi conosciamo questa espressione che contempla la possibilità di trovare una soluzione rapida e in qualche modo inaspettata, questo modo di dire si riferisce ad un particolare aneddoto sul più illustre navigatore genovese.
Dunque, la leggenda narra che il nostro Cristoforo Colombo ebbe un diverbio con certe persone che cercavano di ridimensionare la grandezza della sua impresa: del resto, dicevano, chiunque avrebbe potuto portare a termine quel compito e scoprire così quelle terre sconosciute.
Colombo allora gettò il guanto di sfida ai suoi rivali proponendo un’impresa altrettanto insolita: c’era qualcuno in grado di far star dritto un uovo su un tavolo?
Prova e riprova, nessuno ci riuscì e infine il geniale Cristoforo prese un uovo, lo ammaccò leggermente sul fondo e lo pose sul tavolo: ecco qui l’uovo di Colombo, la soluzione di uno che non si limitava alle parole ma faceva anche i fatti.
Dopo questa dovuta premessa compiamo adesso un viaggio a ritroso nel tempo perché all’Uovo di Colombo è legata anche un’altra peculiare curiosità tutta genovese.
Andiamo al glorioso 1892, a Genova in quell’anno si celebrò il quarto centenario della scoperta dell’America e per onorare Colombo, illustre figlio della Superba, venne allestita una grandiosa manifestazione.

L’Esposizione Italo-Americana fu inaugurata nel luglio del 1892 e chiuse i battenti nel mese di dicembre dello stesso anno.
Venne allestita nella vasta area della Spianata del Bisagno e cioè in quella zona che oggi è occupata dalle attuali Piazza della Vittoria e Piazza Verdi.
Fu un evento fantastico, non basterebbero giorni e giorni per narrare tutte le attrazioni proposte a genovesi e turisti.
Le cronache dell’Esposizione del IV Centenario Colombiano pubblicate dal Comune di Genova sono raccolte in un volume di oltre 400 pagine, io ho la fortuna di avere questo bel libro dal quale ho tratto le prime due illustrazioni di questo articolo.
Ci furono gare velocipedistiche e concorsi di bande militari, la lotteria e il tiro a segno, spettacoli e tornei sportivi, balli, sfilate in costume, ricevimenti e feste, concerti e mostre d’arte, l’Acquario Marino, le fontane luminose, le montagne russe e molto altro ancora.
Vennero in visita persino i reali e nei padiglioni si celebrò la gloria di Colombo con l’entusiasmo per le innovazioni.
E chiaramente non mancavano i ristoranti e i ritrovi per rinfrancarsi con la buona cucina, tra questi anche il locale del brillante e intraprendente signor Quarone, fiero proprietario dell’Uovo di Colombo.

Il gigantesco uovo era alto 26 metri ed era illuminato all’interno con delle apposite aperture ovali, come dicevo fu adibito appunto a Caffè Ristorante.
Il locale si articolava su tre piani e come potete bene immaginare attirò l’interesse di molti curiosi, era decisamente una peculiare particolarità, vi si gustava tra l’altro del buon vino.
E dovete sapere che in realtà le strutture dell’Esposizione Italo-Americana erano provvisorie e costruite in legno.
Purtroppo nel giorno dell’Epifania del 1893 un terribile incendio, a quanto pare doloso, mandò tutto in cenere ma questa è un’altra storia che un giorno vi racconterò.
Così finì anche l’originale ristorante del Signor Quarone e statene certi, i vostri bisnonni certamente avranno conservato memoria di quel luogo sensazionale allestito proprio per l’Esposizione Italo- Americana.
E del resto non può che essere stato così: d’altra parte quello era l’Uovo di Colombo.


Illustrazione tratta da Ricordo del IV Centenario Colombiano
Tipografia della Gioventù 1892 – Copia di mia proprietà

A Cristoforo Colombo, genovese e navigatore

Nella città in cui nacque c’è un monumento dedicato a Cristoforo Colombo, colui che mutò il destino del mondo.
Opera di numerosi artisti, il monumento ebbe una genesi travagliata: la prima pietra venne posata nel lontano 1846, passarono poi 15 anni prima che venisse completato.
Le sue prime fondamenta vennero poste al centro di Piazza Acquaverde ma poi fu il progresso a incidere sulla collocazione: c’era da costruire la ferrovia e si ritenne che il nostro Cristoforo là in mezzo sarebbe stato di impiccio, quindi si decise di porlo nel luogo in cui ancora adesso lo vediamo.
Colombo, il navigatore che partì per un viaggio avventuroso e approdò in terre sconosciute il 12 Ottobre 1492.

Il progetto dell’opera è di Michele Canzio e furono molti gli scultori che contribuirono alla realizzazione del monumento, le notizie che leggerete sono tratte dalla Guida illustrativa della città di Genova di Federico Alizeri.
Mise mano alla statua del navigatore Lorenzo Bartolini che morì disgraziatamente nel 1850, continuò il suo lavoro Pietro Freccia, artista che non ebbe maggior fortuna.
Durante i lavori infatti cadde dal trespolo e in seguito divenne pazzo, morì poi poco tempo dopo.
La statua di Colombo venne terminata da Franzone e Scanascini, il monumento fu inaugurato nel 1862.
Ha lo sguardo saggio e pensoso Cristoforo, guarda lontano, verso orizzonti ignoti.

Attorno alla sua figura quattro bassorilievi narrano l’epopea della sua impresa.
Sul fronte l’opera del Gaggini nella quale si vede Colombo al Congresso di Salamanca.

Il celebre genovese viene poi effigiato da Aristodemo Costoli mentre porta la Croce nel Nuovo Mondo.

E ancora, eccolo davanti ai Sovrani di Spagna, questa è l’opera del talento di G. B. Cevasco.

E infine Colombo in catene eppure fiero, il bassorilievo fu scolpito da Revelli.

Ai piedi di Colombo siede una figura giovane: ha lo sguardo ingenuo e remissivo.
Lei è l’America dai tratti esotici e porta le piume sul capo.

Svetta il navigatore accanto alla sua ancora.

E ci sono parole che celebrano la sua impresa.

La sua figura simboleggia appieno la sua grandezza.

Su un lato è incisa quella data in cui iniziò l’edificazione del monumento.

Colombo è attorniato da quattro figure, sono le allegorie di coloro che furono sue compagne di viaggio e di avventura.

Di fronte, a sinistra, la statua della Nautica, opera del Gaggini.

Regge il mondo in una mano con perizia e sapienza.

Sull’altro lato ancora una figura che per me, da sola, è un autentico capolavoro di bellezza e armonia.
Questa fanciulla aggraziata e gentile venne scolpita da Santo Varni e raffigura la Pietà.

Regge in una mano le Sacre Scritture.

E con l’altra stringe il turibolo con il quale spande odoroso incenso.

E volge lo sguardo all’infinità.

Dietro di lei ancora una fanciulla, la statua è opera dell’abile scalpello di Aristodemo Costoli.
Lei è la prudenza, assisa sotto il cielo chiaro di Genova.

E tiene in una mano uno dei suoi simboli, il serpente.

L’ultima allegoria venne realizzata da Emilio Santarelli e rappresenta la Forza.

L’impresa di Cristoforo Colombo mutò la maniera di percepire il mondo, aprì nuovi orizzonti e fu l’inizio di una nuova epoca: da allora tutto cambiò.

Unus erat Mundus; Duo sint, ait Iste: fuere.
Uno era il Mondo; siano due, disse costui: due furono.

Così si legge sulla corona posta alla base del monumento dedicato a questo illustre concittadino.
Il mondo sempre conosciuto e il mondo del futuro, con la sua ingenua bellezza.
In questo 12 Ottobre, giorno in cui si celebra la sua epica impresa.
A Cristoforo Colombo, genovese e navigatore.