Scendendo giù da Via Bertani può capitare di vederla passare.
Rossa si staglia la funicolare Sant’Anna, passa oltre gli alberi fitti che quasi celano il percorso dei suoi binari.
E se non ci fossero quei rami ricchi di foglie si potrebbe vedere la piccola vettura che gagliarda sale verso Circonvallazione a Monte e questo sarebbe un viaggio in bianco e nero.
Mettiamo indietro la mia macchina del tempo e saliamo a bordo della funicolare, è un mezzo molto gradito da certi passeggeri abituali che da sempre se ne servono, queste invenzioni della modernità piacciono molto alla borghesia genovese.
La usano il giovane avvocato rampante, l’austero notaio e la sua signora, spesso se ne serve anche Angioletta, fanciulla di buona famiglia che va sempre a passeggio con le sue zie.
Non bisogna che si sappia in giro ma la ragazza ha un corteggiatore.
Lui è un dottorino pallido e allampanato, Giovanni appartiene a certa antica nobiltà e ha avuto un’educazione rigorosa, ogni volta che vede passare Angioletta il cuore prende a battergli forte ma sa appena sorriderle e salutare con garbata educazione lei e le sue austere zie.
E sapeste quante volte si sono incrociati proprio là, sulla funicolare Sant’Anna!
A volte i due giovani si sono persino scambiati qualche complice e timido sguardo, bisognerebbe avere una macchina magica per sapere se poi un giorno il dottorino abbia finalmente deciso di dichiararsi al padre di lei.
E vissero felici e contenti, si dice così, vero?
Chissà, magari andarono a vivere proprio in quell’elegante palazzo che si affaccia sul percorso della funicolare.
Lassù, a un piano alto.
Potrebbe essere accaduto davvero, ne sono certa.
In un altro tempo, quando gli alberi non coprivano quei binari e già c’era il lussuoso edificio di Circonvallazione a Monte.
E se poteste guardare meglio e più da vicino ad una di quelle finestre potreste vedere due figure sottili ed eleganti.
Difficile a dirsi, eppure io lo so che sono proprio loro, Giovanni e Angioletta, quando vedono passare la funicolare entrambi ricordano quel tempo in cui non si conoscevano.
Era un tempo in bianco e nero, sulla funicolare Sant’Anna.



























