Le due contadinelle

Loro sono due piccole contadinelle dai lunghi capelli e dagli sguardi stupefatti.

Una porta un fazzoletto al collo, orecchini minuti e una collanina che pare di corallo, sul capo ha una serie di fiocchi lucidi e vezzosi.

Anche l’altra bimba ha un copricapo con un grande fiocco, poi sembra che ci siano delle decorazioni a forma di fiore, dalla sua collanina pendono tanti ciondolini.

Le due contadinelle stringono tra le dita fiorellini delicati.

E sono vestite di chiaro, hanno le calze bianche e le scarpette belle, ognuna indossa un grembiulino e ognuna porta un cestinetto sottobraccio.

Vennero ritratte nello studio del fotografo Erminio Zanollo, non penso di sbagliare nel sostenere che le due bimbe fossero mascherate per Carnevale.
Con questa dolcezza, loro erano le due contadinelle.

Dino e Luisa

Loro sono due fratellini e si chiamano Dino e Luisa.
Il piccolo Dino mai si sarebbe aspettato di ritrovarsi in sella a un prode destriero e invece eccolo là, tutto fiero mentre tra le ditina stringe saldamente le redini.
Ha sul visetto quell’espressione un po’ intimorita ed esitante, non è cosa di tutti i giorni andare a cavallo.
E poi porta un grande fiocco e i capelli con la riga da una parte, secondo me Dino è anche un po’ timido e forse a volte diventa rosso.
E poi ha nel cuore un entusiasmo incontenibile per la vita e per le nuove scoperte, il piccolo Dino è un bambino felice.

Vicino a lui, ritta in piedi e tutta compresa nel suo ruolo c’è la sorellina Luisa, una bimbetta tenera e deliziosa.
Luisa con il colletto di pizzo più grande di lei e con la manina posata sul cavallino.
Luisa con un fiocchetto bianco fra i capelli, le labbra a cuoricino e ricciolini ribelli.

E con gli stivaletti, la gonnellina a pieghe e tutta la vita davanti.

I due fratellini furono ritratti dal bravo fotografo Erminio Zanollo, l’immagine di loro due è intrisa di dolcezza e suscita autentica tenerezza.
Li ho incontrati per caso e ho pensato che fosse giusto custodire la loro fotografia.
Dino e Luisa, nel tempo lontano dell’infanzia.

Una dolce mammina

È una giovane donna, tre volte madre per quanto riusciamo ad intuire dalla fotografia in cui lei è ritratta con la sua prole in erba.
È una giovane donna e mi colpisce per la sua disarmante sobrietà: è limpida, semplice, di certo non si risparmia e si prende cura della sua famiglia con amorevole impegno.
E si è così messa in posa davanti a Erminio Zanollo nello studio di Via Fieschi e il bravo fotografo ha posato il suo sguardo su di lei e sui suoi affetti più cari.

La bambina di mezzo se ne sta composta sulla seggiolina con le manine appoggiate sui braccioli, ha i ricciolini un po’ ribelli, gli occhi grandi e l’espressione intimidita.

Sorelle, sorelle con lo stesso abitino fatto con la stessa stoffa.
La maggiore pare essere un po’ più contenta di questo gioco di fare la fotografia e se ne sta lì in piedi, accanto alla mamma, con la riga da una parte e un sorrisino tenero.

E con gli stivaletti con i bottoncini, è stata vestita con amorosa attenzione.

E poi ecco una cuffietta vezzosa e il candido sangallo e questo stupore ingenuo mentre le mani della mamma proteggono e tengono al sicuro.

Così è giunta a noi questa fotografia che conservo accanto ad altre.
È l’immagine della pazienza e della cura, dell’affetto e della dedizione, è il ricordo di lei: una dolce mammina.